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sabato 16 giugno 2018

Lo studio Sentieri e l'incidenza tumorale nei Sin.



Nel periodo 2006-13 vivere in aree Sin (Siti d’interesse comunitario) come quelle di Tito e della Valbasento, ha comportato una mortalità più elevata del 5% e un aumento di tumori maligni pari al 9, tra 0 e 24 anni. Non solo: vivere nei siti contaminati da amianto, raffinerie o industrie chimiche e metallurgiche ha prodotto un rischio di morte più alto del 4-5% rispetto alla popolazione generale. Tutto ciò, nel periodo citato, si è tradotto a livello nazionale in un eccesso di mortalità pari a 11.992 persone, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio. 
Lo ha rivelato l’aggiornamento dello studio Sentieri, a cura dell’Iss (Istituto superiore di Sanità), presentato nelle sue linee generali l’altro ieri a Roma. Il dato riguarda solo le aree contaminate nelle quali è attivo il registro tumori: si tratta di 28 siti sui 45 totali. In Basilicata, come è noto, il registro tumori non risulta aggiornato: tali cifre, dunque, vanno interpretate per analogia e non devono creare allarmismo ma certamente far riflettere. 
Dall’aggiornamento dello studio è emerso che l’eccesso di incidenza tumorale nelle aree descritte, rispetto a coetanei che vivono in zone non a rischio, è stato del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66 per le leucemie mieloidi acute, 50 per i linfomi Non-Hodgkin e 36 per i tumori al testicolo. La situazione, dunque, è abbastanza chiara e tutt’altro che positiva: i numeri sono assolutamente degni di nota e danno vita a quello che è stato definito degli esperti un quadro coerente con quello emerso dalle precedenti rilevazioni. In buona sostanza, non ci dovrebbe essere stato un miglioramento della situazione della contaminazione ambientale a livello nazionale. 
Tornando ai dati (sempre su base nazionale, è bene precisarlo) lo studio ha rivelato che nella popolazione residente nei siti contaminati osservati è stato stimato un eccesso di mortalità, per tutte le cause, pari al 4% negli uomini e al 5 per le donne. Per tutti i tumori maligni, inoltre, la mortalità in eccesso è stata del 3% nei maschi e del 2 nelle femmine. Più in generale, nel periodo 2006-13, è stato osservato nella popolazione un eccesso di mortalità per tutte le cause di 5.267 casi negli uomini e 6.725 nelle donne. Per tutti i tumori maligni è stata di 3.375 negli uomini e 1.910 per le donne. In merito, invece, ai più piccoli l’eccesso di ospedalizzazione è stato del 6-8% di bimbi e ragazzi ricoverati per qualsiasi tipo di malattia rispetto ai coetanei di zone non contaminate. Per il primo anno di vita, lo studio Sentieri ha rilevato, nelle zone contaminate, un eccesso di ricoverati pari al 3% per patologie di origine perinatale rispetto al resto dei coetanei, oltre ad un eccesso, compreso tra l’8 e il 16%, per le malattie respiratorie acute ed asma tra i bambini e i giovani. 
A questo punto non può più essere rinviata, anche in Basilicata, la sorveglianza epidemiologica nelle aree contaminate. Possibilmente basata su metodi e fonti informative accreditati: solo così si potranno monitorare i cambiamenti sanitari in relazione a sorgenti di esposizione a classi di inquinanti specifici per verificare l’efficacia di azioni di risanamento.
Piero Miolla

mercoledì 7 marzo 2018

Terre del Sud 2018: concorso gastronomico nazionale.

Dopo i successi degli anni scorsi, arriva anche quest’anno la VII edizione del concorso gastronomico nazionale organizzato da Stefano Sanfilippo, presidente APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani), regione Sicilia.
L’evento, che si terrà a Gela (CL), il 12 e 13 Marzo 2018 presso Villa Peretti, e’ rivolto agli studenti delle scuole alberghiere e a professionisti nell’ambito della ristorazione, della pasticceria, del cake design, intaglio vegetale e sculture artistiche.
L’obiettivo di Terre Del Sud e’ quello di far gareggiare i partecipanti per offrire il meglio di se stessi attraverso un sano confronto competitivo, mirato alla crescita personale, professionale e a migliorare il posizionamento nel mondo del lavoro.
Altro obiettivo della APCI è quello di proporre al pubblico un’esperienza sensoriale di grande appeal per rafforzare le identità territoriali anche attraverso lo sviluppo della determinazione nei talenti emergenti. Non solo, ma anche per avvicinare tutti i food lovers ad una cucina di qualità che rispetti sino in fondo le nostre tradizioni attraverso l’impiego di prodotti italiani tipici, senza dare spazio ad alcun tipo di sofisticazione delle materie prime.
Non è un caso che Terre del sud in questa edizione sceglie ancora una volta di avere al suo fianco nell’organizzazione dell’evento l’associazione Wine Fashion Europe che scopre, valorizza e promuove il buon Made in Italy nel mondo.
Questa, un’occasione di incontro e scambio tra molte realtà attrici del settore turistico- alberghiero, ristorativo, istituzionale e associazionistico le quali operano tutte animate da un intento comune: creare sinergie positive per sostenere le nostre professionalità, valorizzare il loro lavoro e la nostra terra con le sue eccellenze.
Presenzieranno all’iniziativa gli euro chef della EURO-TOQUES, l’Associazione Cuochi Calabresi,
la F.A.P.S., Marika Orlando presidente WFE, Il Club Corone Sicilia e tante altre realtà di spicco.
E’ un intreccio virtuoso di professionisti di settore, aziende, personalità e appassionati di buona cucina, tutti uniti sotto un unico obiettivo, quello di sostenere la nostra tradizione magari arricchita anche da un piccolo guizzo di innovazione.
INFO:
winefashioneurope@gmail.com
STEFANO SANFILIPPO presidente APCI delegazione Sicilia 349 7138370
COSTANTINO LAUDANI vicepresidente APCI delegazione Sicilia 389 0019451 (whatsapp)