venerdì 17 novembre 2017

Protesta dei medici di continuità assistenziale.


PIERO MIOLLA
“Siamo molto preoccupati per la protesta che i colleghi stanno mettendo in campo”. Così Gianni Bochicchio, direttore generale dell’Asp, ha commentato l’iniziativa che, dal 15 novembre, i medici di continuità assistenziale stanno attuando. Iniziativa che, è noto, prevede l’indisponibilità delle ex guardie mediche all’utilizzo della propria auto in servizio. Direttore, i medici di continuità assistenziale accusano l’Asp, e anche la Regione Basilicata, di essersi chiuse nel silenzio totale. “Il nostro è un silenzio operoso, ma, in ogni caso, come Azienda non possiamo fare altro che, agire in base alle direttive che ci sono state impartite, altrimenti saremmo inadempienti, e sperare che i medici di continuità assistenziale possano avere ragione nel contenzioso che instauratosi. Personalmente potrei farmi parte diligente presso la Regione Basilicata perché vengano accelerati i tempi per la firma di un nuovo accordo di settore che, senza incappare nella maglie della giustizia contabile, preveda un capitolo ad hoc relativo all’utilizzo della propria auto da parte dei medici. Per il resto, noi non possiamo disattendere il doppio deliberato regionale, peraltro indotto da un’indagine nazionale della Corte dei Conti, né, tantomeno, assumere altre iniziative. Posso dire, onestamente, che capisco appieno le ragioni dei colleghi e la loro inquietudine, anche se non riusciamo a trovare una via d’uscita”. Bisognerebbe dare loro auto aziendali per il servizio: è così complicato? “Non è complicato, è impossibile perché, semplicemente, l’Azienda non possiede auto aziendali. Se fino ad oggi abbiamo agito diversamente, appare difficile per tutte quante le aziende del mondo procurarsi i mezzi necessari nel giro di una notte. Dovremmo procedere all’acquisto ma, da un lato sarebbe una procedura lunga e, dall’altro, anche dispendiosa tenuto conto del numero di mezzi necessario”. Insomma, non si riesce ad intravedere la luce in fondo al tunnel. E la protesta continua. “Ed è per questo che siamo molto preoccupati – ha ribadito Bochicchio – e pensiamo che, quanto prima, ci debba essere un confronto finalizzato alla sottoscrizione di un accordo decentrato diverso che preveda, da adesso in poi, l’uso dell’auto privata, ma che sia ben regolamentato in modo tale da evitare ulteriori osservazioni da parte dell’organo contabile. L’alternativa è che noi ci approvvigioniamo di auto aziendali. Voglio però ribadire che, da quanto mi consta, la Regione sta già lavorando per arrivare all’accordo decentrato di cui sopra”. A conti fatti, secondo lei, qual è la prospettiva per il settore? “Arrivare subito a un nuovo accordo, che è la cosa più rapida, e ripristinare lo status quo ante. Ovviamente, questo per il futuro: resterebbe il contenzioso e le sue conseguenze”. Vuole fare un appello ai suoi colleghi? “A loro voglio dire che il nostro è un silenzio operoso, che serve per lavorare alla ricerca di soluzioni che, però, andrebbero da oggi a seguire. Rispetto al passato, lo ripeto, c’è un contenzioso che, mi auguro, possa dar loro ragione”. 

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