lunedì 18 giugno 2018

La Basilicata e il suo fabbisogno di infrastrutture secondo Moody's.

 
La Basilicata è seconda in Italia per fabbisogno di investimenti in infrastrutture in rapporto al suo bilancio annuale: con il 65 per cento, infatti, è preceduta dal Molise (73) ed è davanti all’Abruzzo (36). 
A rivelarlo è stata l’agenzia di rating Moody’s, che, a proposito della riduzione del rischio idrogeologico, ha reso noto come, in generale, in Italia il fabbisogno di infrastrutture individuato dal piano nazionale vada oltre le capacità di ogni regione o ente locale, soprattutto nel Centro Sud. Proprio per questo potrà essere finanziato soltanto con l’aiuto dello Stato e dell’Unione Europea, ma su un arco temporale lungo. Dall’analisi si rileva che, sui 26 miliardi necessari a mettere in sicurezza il Paese, solo 8 sono stati predisposti e verranno stanziati con un mix di finanziamenti statali, trasferimenti dell’Unione Europea e prestiti della Banca Europea per gli Investimenti. 
Insomma, se la nostra regione è già di per sé vessata dal dissesto idrogeologico a cagione della sua fragilità, la situazione si aggrava tenendo conto che per la Basilicata urgono soldi. Possibilmente da fonti esterne. In tale contesto, se i fondi comunitari rappresentano una fonte stabile di finanziamento, quelli governativi, che dovrebbero costituire la parte più rilevante, sono invece più incerti perché soggetti ad allocazione annuale. E’ un cane che si morde la coda, dunque. Non a caso, i fronti di emergenza presenti sono numerosi e i soldi sembrano non bastare mai. 
Tornando al quadro generale, Moody’s ha rivelato che le tre maggiori regioni del Mezzogiorno, ovvero Campania, Sicilia e Puglia hanno, da sole, un fabbisogno complessivo di 10,3 miliardi, pari al 40 per cento del totale stimato per le opere utili e prevenire e mitigare il rischio di dissesto idrogeologico. Al contrario, regioni come la Lombardia e le province autonome di Bolzano e Trento dovranno sostenere investimenti più contenuti, tra l’1 e il 4 per cento dei loro bilanci. Come sempre, quindi, il Nord ha una situazione meno grave. 
Ma, in concreto, da dove deriva questo diverso grado di esposizione? Secondo Moody’s in primis dai rischi di natura climatica: Inoltre, anche dallo stato di avanzamento dei lavori di prevenzione degli enti del settore pubblico. 
E’ evidente che, con l’intensificarsi dei cambiamenti del clima, l’inattività o la lentezza nella realizzazione delle opere potrebbero avere un impatto negativo sul rating delle regioni, ad iniziare dalla Basilicata, con maggiori necessità di investimenti nei progetti di prevenzione. Che, non solo nella nostra regione, continua ad essere un concetto semisconosciuto. Senza troppi soldi e con poca lungimiranza, dunque. Questo il binomio che caratterizza la nostra regione, che rischia così di veder moltiplicati i casi come quelli di Montescaglioso e Stigliano, con la consapevolezza che non sempre può andar bene. 
Urge, dunque, una chiara e netta inversione di tendenza: la politica deve capire che puntare sulla prevenzione può, anzi deve, essere la strada maestra per evitare drammi e, soprattutto, spese eccessive. Intervenire quando il dissesto ha già compiuto i suoi guai, infatti, costa sempre molto di più. Ma i soldi dove li troviamo?

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