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venerdì 23 novembre 2018

I Carabinieri di Rotondella scovano sorvegliato speciale di Policoro nascosto in un furgone



Nel pomeriggio del 22 novembre i Carabinieri della Stazione di Rotondella, mentre erano intenti ad eseguire un posto di controllo, hanno notato e fermato per un’ispezione un furgone Iveco Daily di rientro dal lavoro nei campi. Nessun lavoratore irregolare è stato censito nell’occasione, tuttavia i militari sono riusciti a scovare all’interno del mezzo telonato un 27enne, di Policoro, ben noto alle Forze dell’Ordine in quanto già con precedenti di polizia ed attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Policoro.
L’uomo si era nascosto dietro le cassette di agrumi raccolte lo stesso pomeriggio proprio per cercare di eludere i controlli dei Carabinieri, consapevole di aver violato le prescrizioni imposte dalla misura cui è sottoposto. Gli uomini dell’Arma lo hanno, quindi, bloccato ed arrestato in flagranza di reato, accompagnandolo presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari a disposizione dell’A.G. materana. 
Piero Miolla

giovedì 22 febbraio 2018

La Basilicata, la Zes (Zona economica speciale) e quella voglia tutta lucana di non scontentare nessuno.


Ci sono tutti e quattro i punti cardinali nel nuovo perimetro della Zes (Zona economica speciale) lucana, quella che farà riferimento al porto di Taranto. 
Se, infatti, l’ambito complessivo rimane quello prefissato nel decreto istitutivo (poco più di 10 chilometri quadrati), la Regione Basilicata ha inteso per così dire “allungare” questa area, ricomprendendovi anche le zone industriali di Galdo di Lauria, Melfi, Pisticci e Tito, oltre a quello di Ferrandina che era già nell’istituenda Zes appulo-lucana. 
Pertanto, la Zona Economica Speciale Taranto-Basilicata dovrebbe ricomprendere l’area sud-ovest (Galdo di Lauria), quella nord-ovest (Tito), così come le due ad est: la nord (Melfi) e la sud (Ferrandina e Pisticci). La nuova proposta, come è noto, è stata già inviata da via Anzio alla task force della Regione Puglia insediata presso il dipartimento allo Sviluppo Economico: al suo interno il perimetro di competenza lucana, aumentato di 600 ettari rispetto alla primissima ipotesi, adesso interesserà anche i Comuni di Matera, Pisticci, Ferrandina, Melfi, Tito e Lauria. La nuova proposta lucana è stata concordata durante la riunione tra i due gruppi di lavoro sulle Aree Zes. 
Ma come si è arrivati a questo coinvolgimento di Melfi, Tito, Pisticci e Galdo? In realtà, si apprende da fonti vicine alla Regione, a questo traguardo si stava lavorando già da tempo, nella convinzione che l’istituzione di aree Zes in regione possa costituire una concreta opportunità di crescita. Non a caso, l’assessore regionale, Roberto Cifarelli, ha parlato di un'occasione di crescita particolarmente indicata per la Basilicata, in quanto <<l’introduzione della previsione di Zes, ovvero di aree in cui sono presenti agevolazioni fiscali, condizioni di accesso infrastrutturale e logistico, può costituire un elemento di frattura positiva per circostanziate aree produttive, con lo scopo di attrarre investimenti e favorire la crescita economica sull’esempio di Paesi che hanno già sperimentato con successo la creazione di zone di vantaggio, come ad esempio la Polonia. Per la Basilicata è previsto, a seguito di processo di negoziazione in sede di Conferenza Stato Regioni, una superficie da destinare a Zes pari 1.061 ettari, incrementati di circa 600 ha rispetto alla prima versione del decreto ministeriale>>. Proprio questo allargamento, a conti fatti, avrebbe consentito di coinvolgere altre aree rispetto alla prima ipotesi preliminare. Sul punto, però, si annunciano altre novità già all’inizio della prossima settimana: pare che il decreto che finalmente porterà all’istituzione delle Zes sia già stato sottoscritto dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e che sia attualmente al vaglio della Corte dei Conti. Una volta superato l’esame della magistratura contabile al decreto verrà dato l’ok e, a quel punto, le Zes potranno ufficialmente vedere la luce. 
Sul versante interno, infine, adesso si attende che il nuovo piano lucano venga, per così dire, armonizzato con quello pugliese e presentato all’esecutivo nazionale. Dal fronte pugliese, infatti, non dovrebbero esserci particolari problemi nel recepire le novità lucane, anche perché, probabilmente, la Puglia non avrebbe alcun interesse a mettersi di traverso alla nuova proposta dell’esecutivo di Basilicata.
Piero Miolla 

sabato 23 dicembre 2017

Zes e Zfe: convegno a Matera


Un’occasione propizia non solo per lo sviluppo della regione, ma anche per recuperare e dare corso al progetto della Zona Franca Economica. Le istituzioni lucane, però, facciano presto e non sprechino questo opportunità. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio che arriva da Matera, dove, nel salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile, in Piazza Duomo, si è tenuto il convegno promosso dal Movimento Basilicata Zona Franca sul tema “Zona economica speciale (Zes) e Zona Franca energetica (Zfe): una sfida comune”. L’Arcivescovo di Matera-Irsina, Monsignor Giuseppe Caiazzo, che ha fortemente voluto l’iniziativa, ha spiegato di aver “sentito l’esigenza di porre al centro dell’agenda istituzionale il tema della Zfe, quale strumento di sostegno alle famiglie e potenziale volano di sviluppo economico: si tratta di due elementi urgenti ed improcrastinabili, viste le condizioni socio-economiche in cui versa la Basilicata”. Proprio Caiazzo ha introdotto l’incontro, moderato da Mariateresa Cascino, che si è avvalso degli interventi del presidente Anci Basilicata, Salvatore Adduce; Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto; Eustachio Quintano, presidente Ordine dei Commercialisti di Matera; Aldo Berlinguer, ordinario dell’Università di Cagliari e presidente di “Insieme Basilicata”; Pasquale Lorusso, presidente Confindustria Basilicata; Alfonso Mignone, presidente Propeller Club of Salerno; Sergio Prete, presidente Autorità Portuale del Mar Ionio, Roberto Cifarelli, assessore alle Attività Produttive della Regione Basilicata e Michele Mazzarano, omologo della Regione Puglia. L’incontro, dunque, è stata l’occasione per discutere con le istituzioni del territorio, e non solo, di tutte quelle implicazioni socio-economiche che la Zes potrebbe portare con sé, ma anche di come la Zfe possa rappresentare uno strumento, complementare alla stessa Zona Economica Speciale, che faccia da concreto sostegno alle famiglie lucane, come peraltro ampiamente sottolineato dallo stesso Vescovo di Matera, oltre a rappresentare un volano di sviluppo economico. La Zona Economica Speciale in Basilicata si coniuga con il porto di Taranto e la vicina Puglia perché la struttura fondamentale nella costruzione di una Zes è il porto, inteso come autorità di sistema portuale. Una struttura che la nostra regione non possiede e che, proprio per questo, costringe la Basilicata a guardare alla Puglia. Da una struttura portuale, dunque, si deve partire per arrivare ad ipotizzare l’assegnazione di aree da ricomprendere nelle Zes, non mancando di ricordare che gli standard europei prevedono un massimo di circa 2.000 ettari per ogni Zona economica speciale. Anche per questo, ovviamente, a Matera c’erano i rappresentanti delle istituzioni pugliesi interessate dal progetto. Il progetto della Zona Franca Energetica in Basilicata, voluto fortemente da Berlinguer, è invece un progetto che prevede una fiscalità di vantaggio per le aziende che operano sul territorio, già approvata da più di cento municipi lucani. In particolare, l’idea progettuale di Berlinguer si concretizzerebbe in benefici sui costi energetici. “Si tratta – ha dichiarato Lorusso, presidente di Confindustria - di un progetto largamente condiviso dalla gran parte degli amministratori locali che porterebbe indiscussi vantaggi competitivi legati all’importante polo estrattivo regionale. Realmente a misura di imprese e famiglie, soprattutto in una regione con un contesto socio economico deficitario per infrastrutture materiali e immateriali, con un tessuto produttivo rappresentato per circa il 90% da pmi, che faticano a concorrere su un mercato globale in cui sono presenti imprese che vivono contesti maggiormente vantaggiosi”. 
“E’ stata un’iniziativa utile per confrontarsi sui contenuti della bozza di decreto attuativo Zes, un’occasione proficua per discutere contorni, contenuti e prospettive da attribuire alla istituenda Zes”. Aldo Berlinguer, a margine del convegno di Matera, ha ricordato l’importanza dell’appuntamento voluto da mons. Caiazzo, ma anche la necessità di accelerare le procedure e di considerare, insieme all’istituenda Zes, anche l’ipotesi della Zfe. “Se consideriamo che dalla Zes ne risulterebbe interessato solo l’1 per mille del territorio lucano, 14 chilometri quadrati rispetto ai 10mila dell’intera regione, c’è da chiedersi cosa accadrebbe nel resto della regione. Con l’istituzione, parallela o complementare, della Zfe, anche il resto del territorio si gioverebbe di preziosi input e tutta la Basilicata ne risulterebbe più attrattiva, e la Zes appulo-lucana sarà la più attrattiva d’Italia. Considerate le peculiarità del territorio lucano e delle sue risorse naturali credo che questo binomio potrebbe coinvolgere diverse porzioni del territorio lucano, includendo anche le aree interne”. Infine, Berlinguer ha ricordato che “la Regione intende affidare a un pool di professionisti il compito di redigere, o di coadiuvare gli uffici regionali nella redazione del piano strategico la cui redazione è, però, urgente”. Sul tema dell’urgenza e della presunta inerzia delle istituzioni lucane, sottolineata anche dal sindaco di Taranto, l’assessore regionale Cifarelli ha spiegato: “La Regione Basilicata ha lavorato in questi mesi in un silenzio operoso: non abbiamo fatto annunci pubblici, né comunicati stampa perché ci interessava innanzitutto capire quale sarebbe stata la superficie che avrebbe interessato la Basilicata. In tal senso posso dire che abbiamo lavorato sia in conferenza di assessori che in quella Stato-Regioni cercando di ottenere una maggiore ampiezza. Infatti, quella che al momento è una bozza, ci accredita di 10 chilometri quadrati, mentre inizialmente eravamo fermi a 4. Adesso possiamo dare il via all’elaborazione del piano strategico, che andrà confrontato con quello della Puglia in quanto il piano dovrà essere unico per la Zes appulo-lucano. Con Emiliano e Mazzarano abbiamo convenuto che le due regioni lavorino di più insieme, non solo sulla Zes”
Piero Miolla