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domenica 2 dicembre 2018

Trasporti, l'ex deputato Latronico sollecita il ritorno dei treni sulla Taranto-Sibari



L’evento del 2019 necessita di ulteriori sbocchi e collegamenti, sia sulla direttrice internazionale che su quella più interna. E’ questo, in estrema sintesi, il senso di alcune prese di posizione che nelle ultime ore hanno rinfocolato il dibattito su cosa è stato fatto e cosa ancora si può fare per rendere Matera capitale non solo più appetibile, ma anche meglio collegata e organica al territorio che la costeggia. L’ex onorevole di Noi con l’Italia, Cosimo Latronico, è tornato a chiedere che venga riattivata la circolazione dei treni sulla ferrovia Taranto-Sibari, anche come attrattore legato a Matera 2019. Lo ha fatto attraverso una lettera inviata agli assessori regionali ai Trasporti della Regione Basilicata, Carmine Castelgrande, e della Calabria, Roberto Musmanno. 
In particolare, Latronico ha insistito affinché i due rappresentanti di Basilicata e Calabria “riprendano l’interlocuzione con Trenitalia, che aveva già fatto nei mesi scorsi una proposta per riattivare il servizio dei treni sospeso da anni e sostituto da pullman. E’ davvero un peccato -  ha proseguito l’ex deputato lucano - che l’area della Magna Grecia, un distretto culturale e turistico di eccezionale valore, si privi del servizio su binario pur disponendo di una rete ferroviaria che potrebbe diventare una metropolitana di superficie”. Non da meno, sempre a parere di Latronico, anche il dato geografico della linea Taranto-Sibari dovrebbe far propendere per una rapida ripresa del flusso dei treni. 
“Stante la collocazione della ferrovia – ha infatti aggiunto Latronico – con 122 chilometri di binari che scorrono lungo la costa jonica, la medesima infrastruttura potrebbe essere essa stessa un attrattore di prima grandezza per scoprire il fascino della Magna Grecia e delle sue emergenze culturali ed ambientali. Conto sulla iniziativa degli assessori della Basilicata e della Calabria per chiedere l’intesa con Trenitalia che aveva fatto pervenire una proposta di esercizio alle tre regioni interessate”. Oltre alle due regioni citate, infatti, la ferrovia interessa direttamente anche la vicina Puglia: per questo nei mesi scorsi i tre rappresentanti istituzionali erano stati coinvolti a più riprese in summit, incontri e rendez vous, tutti con all’ordine del giorno il tema della ripresa della circolazione e, in generale, del progetto Magna Grecia, che ben potrebbe giovarsi di una ripresa del flusso dei treni. 
Strettamente connesso al progetto della riattivazione della linea ferroviaria è poi quello del distretto culturale della Magna Grecia, del quale Latronico è stato uno dei promotori. L’obiettivo era e rimane la costruzione di un’alleanza con la città di Matera, capitale europea della cultura per il 2019, puntando a realizzare una strategia di valorizzazione unitaria tra la stessa Matera, porta del Mediterraneo, e l’area della Magna Grecia. Proposito reso più concreto anche grazie al contenuto dell’articolo 7 sexies, comma 1, del cosiddetto “Decreto per il Mezzogiorno”, inserito nell’ottica di promuovere la valorizzazione del sistema territoriale della Magna Grecia e la sua connessione con Matera capitale della Cultura. Insomma, le idee ci sono: basterebbe metterle in atto e certamente la riattivazione della linea ferroviaria potrebbe essere un esempio di concreta attuazione.
Piero Miolla

venerdì 23 novembre 2018

Maxi operazione della Guardia Costiera: 7 ordinanza cautelari



Si è conclusa oggi la maxi operazione della Guardia Costiera di Taranto denominata “Passo e chiudo”, che ha visto coinvolti più di 50 uomini e donne.
L’operazione ha consentito l’esecuzione di 7 ordinanze di custodia cautelare, in carcere e domiciliari, disposte dal gip di Taranto nei confronti di altrettante persone coinvolte, a vario titolo ed in concorso tra di loro, in reati che vanno dal furto e ricettazione al commercio di sostanze alimentari altamente tossiche, grazie ad un sistema di contraffazione dell’etichettatura.
La prolungata ed intensa attività investigativa dei militari è scaturita da alcune denunce di mitilicoltori, vittime di ingenti furti di prodotti ittici, e ha portato alla luce l’esistenza di un vero e proprio “mercato parallelo” di prodotti contaminati chimicamente e biologicamente che, immesso nella filiera tramite la contraffazione della tracciabilità, veniva spacciato come prodotto di alta qualità, ma pericolosissimo per la salute pubblica.
In particolare, i militari hanno accertato l’esistenza di una organizzazione criminale che, sistematicamente, trafugava i mitili da impianti siti nel 1° e 2° seno mar piccolo - ovvero li coltivavano abusivamente in impianti illegittimi – per poi distribuirli ad “acquirenti di fiducia locali” (che a loro volta li commercializzavano  nei banchetti presenti sulle strade tarantine) ma anche a grandi centri di spedizione, ricavandone  ingenti guadagni derivanti dal basso, ovvero inesistente, costo di produzione o acquisto in quanto prodotto dell’attività illecita del furto.
Tale accurato sistema consentiva ai soggetti coinvolti di aggirare, così, le stringenti normative sanitarie in materia che prevedono lunghi ed accurati cicli depurativi dei mitili, nonché le previste movimentazioni del prodotto, finalizzati ad abbattere la contaminazione batterica ed livelli di PCB e diossine, cagionando così inestimabili danni alla pubblica salute.
Nello specifico, alcuni dei soggetti si occupavano di organizzare i furti e la vendita dei beni sottratti, le operazioni di trattamento, sgranatura dei pergolati di mitili (al fine di perderne la tracciabilità, data dalla colorazione della retina scelta da ogni miticoltore) nonché di consegna del prodotto confezionato in sacchi del peso di 10 kg cadauno agli “acquirenti di fiducia”, previa prenotazione telefonica del quantitativo richiesto.
Ulteriori indagini portavano alla luce, inoltre, la vendita del prodotto ai centri di spedizione che provvedevano ad etichettare come proprio, il prodotto in questione, “sanandone” di fatto la provenienza.

giovedì 22 novembre 2018

La Guardia Costiera di Taranto sequestra mezzo quintale di cetrioli di mare



“Nel corso della ordinaria attività di vigilanza e controllo condotta dal personale della Guardia Costiera di Taranto, volta alla repressione delle attività di pesca di frodo, il personale dipendente ha sequestrato mezzo quintale di prodotto ittico, nella fattispecie oloturie o cetrioli di mare, riconosciuto quale specie marina protetta, per il quale ne è quindi vietata la pesca, la detenzione e lo sbarco.
L’accertamento è stato condotto dai militari in attività di pattugliamento lungo il litorale, in località San Vito, circostanza in cui veniva sottoposto a controllo un soggetto che svolgeva attività di pesca subacquea sportiva, in apnea, a circa 50 metri dalla costa.
Il controllo, esteso anche al natante di appoggio del pescatore sportivo, ha consentito di rinvenire a bordo, oltre mezzo quintale della specie protetta “holothuroidea”, sicuramente destinata all’ estero, perché ritenuta, soprattutto nei mercati orientali, una specie particolarmente prelibata.
Il trasgressore è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria ed il prodotto, di un valore commerciale complessivo pari a circa 5.000 euro, posto sotto sequestro, è stato rigettato in mare poiché ancora in vita.
Gli organismi di questa specie, più comunemente noti come oloturie o cetrioli di mare, sono stati sottoposti a tutela con il Decreto Ministeriale del  27 febbraio 2018, in quanto le ricerche scientifiche, condotte proprio nelle nostre acque, ne hanno dimostrato il ruolo centrale nell’ecosistema marino, per quanto riguarda in particolare, l’ossigenazione ed il riciclo di sostanze organiche nell’ambiente in cui essi vivono e la pesca indiscriminata della specie, frutto di lauti guadagni (basti pensare che un solo chilogrammo di prodotto può arrivare a fruttare sino a 100 euro di profitto), la  stava mettendo seriamente a rischio di estinzione, con gravissime conseguenze per tutto l’ecosistema marino”.
Capitaneria di Porto - Guardia Costiera – Taranto
Sezione Affari Generali/Rapporti con il Pubblico

sabato 10 novembre 2018

Il senatore Pasquale Pepe: "No all'annessione di Taranto alla Basilicata"


“Taranto terza provincia lucana? Sono fermamente contrario, anche se rispetto le istanze e il lavoro fatto dai promotori”. Dopo aver chiarito sul suo profilo Facebook il proprio pensiero in merito, il senatore della Lega-Salvini Premier, Pasquale Pepe ha ribadito la contrarietà all’ipotesi che la provincia di Taranto venga annessa alla Basilicata. 
“Innanzitutto – ha chiarito il sindaco di Tolve, da qualche giorno nuovo componente della Commissione Parlamentare Antimafia – bisogna capire chi annette chi, ma al di là di questi profili a me preme sottolineare che non condivido l’ipotesi dello sbarco di Taranto e della sua provincia in Basilicata perché, dal mio punto di vista, noi lucani abbiamo invece bisogno di rilanciare la nostra regione e di lasciarne intatti i confini”. 
E’ un no ideologico, fondato su un vago senso di patriottismo? “No, non si tratta affatto di un rifiuto ideologico – si è affrettato a precisare Pepe – ma una contrarietà motivata. Ritengo, infatti, che la Basilicata debba guardarsi al suo interno e pensare a come risalire la china. Secondo me la nostra regione ha tutte le carte in regola per farlo”. 
In che modo? “Soprattutto puntando sull’autonomia, anche tenendo conto della presenza nel Governo di un ministro come la Stefani, e pensando a sfruttare di più e meglio le risorse naturali delle quali è ricca. Questa autonomia può essere esercitata attraverso due canali prioritari che si chiamano lavoro e infrastrutture”. 
Morale della favola? Per Pepe “qualunque ipotesi di annessione metterebbe a rischio l’identità della Basilicata e la sua stessa esistenza: sono persuaso del fatto che tutto ciò noi non possiamo permettercelo. Oltretutto, credo non sia prioritario”. Per il parlamentare lucano, in buona sostanza, la priorità è “rilanciare la Basilicata così com’è, anche rispettando tutte queste istanze che giungono dall’esterno, ma sempre tenendo ferma la necessità di preservare i nostri confini regionali. Per essere più chiari, voglio ribadire che la mia è una posizione che si fonda sia su un dato culturale, che di opportunità”. 
Nel caso Pepe dovesse inviare un messaggio ai promotori del distacco di Taranto dalla Puglia, di quale tenore sarebbe? “Rispetto per l’azione messa in campo e per i motivi che sottendono a tale iniziativa. Dopo di che – ha però aggiunto il senatore - io penso che siffatta iniziativa non aiuti la Basilicata e non so, tra l’altro, se possa portare giovamento anche alla stessa provincia di Taranto. In ogni caso, confermo di essere nettamente contrario per ragioni che possiamo riassumere in motivi di natura culturale, storica, perché va difesa la Basilicata, e anche per motivi di opportunità. Il tutto, sempre e comunque ribadendo il profondo rispetto per questa iniziativa e per chi l’ha pensata e posta in essere”. 
La posizione di contrarietà manifestata da Pepe, va ricordato, non è certo l’unica: nel recente passato, infatti, anche il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, e l’ex primo cittadino di Policoro, Rocco Leone, hanno manifestato opinioni simili a quelle di Pepe.
Piero Miolla

lunedì 27 agosto 2018

Buone notizie dalla giurisprudenza per l'annessione di Taranto alla Basilicata.



Sarebbero quasi 15mila le firme raccolte dal comitato referendario “Taranto Futura” per l’annessione della provincia di Taranto alla Basilicata. La notizia del sì della Corte di Cassazione al referendum per decidere se spostare la provincia di Verbania dal Piemonte alla Lombardia, peraltro basata su un numero minore di firme, evidentemente non fa che rinfocolare le speranze di chi, in primis il comitato presieduto dall’avvocato Nicola Russo, ma anche di Gaetano Fierro e della sua “Grande Lucania”, spingono ormai da quasi due anni nella direzione di una Basilicata più ampia nei confini. 
La petizione nel tarantino, iniziata a febbraio, è finalizzata all’attuazione del referendum consultivo per l’annessione di Taranto e della sua provincia alla Regione Basilicata: referendum che, nel caso, dovrà tenersi anche in Basilicata qualora i cittadini della provincia ionica dovessero esprimersi in favore dell’annessione alla nostra regione. 
“I motivi per cui chiediamo l’annessione – ha ricordato Russo - sono molteplici e si traducono in indiscutibili vantaggi per il nostro territorio. Da tempo ci interroghiamo sul futuro della nostra città e, dopo molte riflessioni, abbiamo individuato cinque opportunità: porto, aeroporto, università, turismo e sanità. Taranto, con circa 200mila abitanti, è l’unica città d’Italia a non avere una sua Università, mentre circa 12mila giovani tarantini studiano in altri atenei. Entrando in Basilicata, si potrebbe creare la seconda Università dopo quella di Potenza, unitamente al Politecnico e al polo di Medicina. Tutte opportunità che non avremo mai rimanendo in Puglia per varie ragioni, comprensibili o meno”. Le ragioni del referendum, dunque, sarebbero ascrivibili a motivazioni di natura economica, nonché demografica, anche perché sia il Tarantino che la Basilicata “vivono un pauroso decremento demografico, tanto da minarne l’identità, che, di contro, sotto certi aspetti, verrebbe economicamente rigenerata con l’equa distribuzione delle infrastrutture, con conseguente beneficio per tutti”. Insomma, un matrimonio di interessi che “s’adda fare”, perché sia Taranto che la Basilicata ne trarrebbero giovamento. 
Taranto diventerebbe città metropolitana (l’area comprenderebbe Matera, Bernalda, Metaponto, Pisticci, Policoro e Scanzano) con tutti i benefici economici e finanziari del caso. E mentre la raccolta firme continua, sullo sfondo quella sentenza favorevole per Verbania non può non alimentare le speranze. “La città di Taranto, con il progetto più ampio della Grande Lucania che ha prospettato Fierro, con il previsto ingresso di quindici comuni del Cilento, porterebbe a due sbocchi commerciali e turistici, uno sul mar Tirreno, l’altro sul mar Jonio. Invitiamo la politica locale e i parlamentari jonici a fare blocco comune per creare i presupposti di un’economia migliore. Il Comitato è pronto da subito a mettere a loro disposizione il progetto per studiarlo, approfondirlo e attuarlo”, ha concluso Russo.
Piero Miolla

martedì 17 luglio 2018

La Guardia Costiera sequestra 600 kg di cozze nere. Scopri dove


Sarebbero ben presto finiti sulle nostre tavole gli oltre 600 kilogrammi di molluschi bivalvi (cozze nere) che, nell’ambito di verifiche dirette alla tutela della salute pubblica inerenti la filiera della pesca, nella mattinata di ieri sono stati sottoposti a sequestro giudiziario da parte di personale della Sezione Polizia Marittima appartenente alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto. I mitili erano totalmente privi di ogni documentazione/certificazione sanitaria che ne attestasse la salubrità, trattandosi di prodotto proveniente dal Primo Seno del Mar Piccolo di Taranto e quindi prelevato in violazione dell’Ordinanza n. 1989 dell’ASL di Taranto del 2011 e dell’Ordinanza n. 188 del 2016 della Regione Puglia.

In particolare, l’attività di controllo del territorio da parte del citato personale della Guardia Costiera di Taranto consentiva ai militari di individuare e fermare un furgone che aveva appena caricato il prodotto – proveniente dal Primo Seno del Mar Piccolo, pertanto altamente tossico – già insacchettato e pronto per la vendita diretta al consumatore.

Tutto il prodotto veniva quindi sequestrato penalmente, in quanto nocivo per la salute pubblica, e successivamente distrutto, mentre il responsabile dell’attività illecita veniva deferito all’Autorità Giudiziaria.

Occorre precisare che l’attività di che trattasi rientra in una più ampia attività di controllo di tutta la filiera ittica che la Guardia Costiera di Taranto conduce quotidianamente con ogni mezzo, con particolare attenzione all’allevamento dei molluschi, sia per tutelare la salute e l’incolumità pubblica sia per tutelare questo fondamentale comparto dell’imprenditoria tarantina e relativo ceto dei mitilicoltori, affinchè la “cozza tarantina” continui ad essere conosciuta quale prodotto di pregio, apprezzata  per questo in tutto il mondo.

Sempre con riferimento all’attenta vigilanza, condotta per mare e per terra sull’intero comparto ittico, si segnala l’ennesimo sequestro di datteri, per un totale di 1 kg di prodotto appena raccolto da ignoti.

In particolare nel pomeriggio di sabato scorso, il località Porto Pirrone del Comune di Leoprano (TA), gli uomini della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto, hanno condotto un’operazione di polizia marittima nell’ambito delle attività tese a prevenire e reprimere, la pesca, la detenzione e la commercializzazione illegale di datteri di mare. Nel corso di tale operazione, dove è stato impiegato un mezzo navale veloce, già in attività di vigilanza lungo la costa nell’ambito dell’attività “Mare Sicuro”, sono stati rinvenuti in acqua, circa 1 kg. di datteri di mare appena pescati. Il prodotto ittico, illecitamente pescato, conservato in un retino, era stato occultato sotto una sedia a sdraio posizionata in acqua a pochi metri dalla riva. Il prodotto è stato sequestrato e successivamente distrutto e riversato in mare, mentre non è stato possibile individuare i responsabili dell’illecito penale, in quanto, gli stessi, accorgendosi dell’arrivo dell’unità navale della Guardia Costiera, si sono dileguati sulle limitrofe spiagge in quel momento molto affollate dai bagnanti. Un ulteriore danno all’ambiente marino quello inferto da individui senza scrupoli che pur di racimolare pochi esemplari di datteri di mare, continuano a distruggere con picconi, martelli i fondali marini. Questa volta il tratto di costa colpito e quello tra i più suggestivi della Litoranea Salentina.

martedì 12 giugno 2018

Danza Sportiva: l'Asd Incanto Vittoria Dance spopola a Taranto

 
Due titoli interregionali e, in generale, una performance di assoluto rilievo. E’ positivo il bilancio dell’Asd “Vittoria Dance Incanto” al campionato interregionale Mids (Movimento italiano danza sportiva), disputatosi al Pala Mazzola di Taranto. 
La scuola di ballo pisticcese, guidata da Vittoria Rago e Silvana La Guardia, ha ottenuto due primi posti: nella disciplina “Salsa Show”, infatti, sono divenuti campioni interregionali Serena Gaeta e Leo Laviola, accompagnati proprio dalla maestra Rago. Soddisfazioni, però, sono arrivate anche dalle allieve di “Danza Classica” Serena Albano, Stefania Giannone, Federica Malvasi, Roberta Viggiani, Sofia Baldari, Leny, Francesca e Miriana D’Alessandro, che, seguite dalla maestra La Guardia, hanno raggiunto il gradino più alto del podio diventando anche loro campionesse interregionali. 
“Si tratta di vittorie di assoluto prestigio – hanno commentato Rago e La Guardia - in una competizione di alto livello nella quale erano si sono sfidate realtà decisamente prestigiose”. La preparazione delle maestre e la dedizione dei loro ragazzi hanno fatto sì che l’Incanto si distinguesse nel campionato e portasse a casa due risultati di assoluto livello. Per Rago e La Guardia un ulteriore impulso a continuare sulla strada intrapresa anni fa: con passione, dedizione e sacrificio oggi entrambe, insieme ai loro allievi, raggiungono obiettivi tanto preziosi, quanto inattesi. Soddisfazione è stata espressa da tutto il corpo di ballo, così come in chi cerca di insegnare questa disciplina. 
“Il fatto di avere dato alla scuola due titoli interregionali è dimostrazione – hanno aggiunto le due maestre - che per ottenere qualsivoglia risultato nella vita basta lavorare sodo, ma, soprattutto, crederci fino in fondo”. 
Piero Miolla

giovedì 19 aprile 2018

Il video del gruppo lucano The Roots Corporal protagonista a Taranto il 1° maggio.

La musica energica e alla continua ricerca di un’identità spiccatamente meridionale, oltre che lucana, del gruppo The Roots Corporal di Ferrandina, sarà tra le protagoniste sul palco del concertone dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto. Il gruppo lucano, composto dal vocalist Rocco Schiavone, dal chitarrista Enzo Di Stefano, che cura pure gli arrangiamenti, da Raffaele Pecora alla chitarra, Paolo Padula al basso, Francesco D’Alessandro alla batteria, Domenico Saccente alle tastiere, Angelo Manicone al sax e Carlo Mascolo al Trombone, ha infatti vinto la selezione al Garagesound di Bari e sarà tra le cinque band che apriranno il concerto la sera del primo maggio nel capoluogo pugliese.
La band aragonese, nata nel 2014 a pochi chilometri da Matera da un progetto di Schiavone e Di Stefano, propone una musica energica, portatrice di un messaggio di ricostruzione e della continua ricerca di quell’identità che il territorio lucano, e più in generale il Sud Italia sta lentamente perdendo. I ragazzi di Ferrandina parlano della propria terra attraverso un crossover di generi che si mescolano tra loro con il reggae che si coniuga perfettamente con alcuni elementi tipici del jazz e della world music. 
Per Ferrandina e la Basilicata di sicuro un onore essere rappresentati da questa band viva, energica e spiccatamente ancorata alla propria identità.
Per guardare il video clicca QUI
Piero Miolla

giovedì 12 aprile 2018

Musica: i lucani The Roots Corporal sul palco del 1° maggio.


La musica energica e alla continua ricerca di un’identità spiccatamente meridionale, oltre che lucana, del gruppo The Roots Corporal di Ferrandina, sarà tra le protagoniste sul palco del concertone dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto. 
Il gruppo lucano ha infatti vinto la selezione al Garagesound di Bari e sarà tra le cinque band che apriranno il concerto la sera del primo maggio nel capoluogo pugliese dopo aver strappato il biglietto per questo importante palcoscenico nei live al Garagesound di Bari, che ha ospitato la seconda tappa delle selezioni per decretare i vincitori del contest per emergenti. The Roots corporal hanno conquistato il palco principale della manifestazione che si svolgerà nella città dei due mari, dopo aver superato una severa preselezione. Sono state oltre cento, infatti, le band che hanno partecipato al contest “Destinazione uno maggio”, tra le quali lo staff tecnico e gli organizzatori ne hanno individuate solo trenta che si sono esibiti, e si esibiranno, dal vivo durante le cinque date sparse per le principali città italiane. 
La seconda di queste date, appunto, ha visto esibirsi sul palco del Garagesound di Bari proprio i The Roots Corporal di Ferrandina insieme a Rita Zingariello, indie-pop di Gravina in Puglia; Genf, indie-folk di Santeramo in Colle, Amber Teaser, synth pop di Bari; Blumia, electro-pop di Lecce e Road Flowers, indie-rock/rock n’ roll ancora di Lecce. Il verdetto finale ha visto trionfare i the Roots Corporal vincitori con il consenso quasi unanime della giuria tecnica presente, composta da Guido Lioi del Garagesound, Roberto Calabrese delle sale prova del locale barese, Ivan Piepoli, dj e musicista, Fabio Losito di Pugliasound, Giovanni Verini Supplizi della Wanted Records. 
La band aragonese, nata nel 2014 a pochi chilometri da Matera da un progetto di Rocco Schiavone ed Enzo Di Stefano, propone una musica energica, portatrice di un messaggio di ricostruzione e della continua ricerca di quell’identità che il territorio lucano, e più in generale il Sud Italia sta lentamente perdendo. I ragazzi di Ferrandina parlano della propria terra attraverso un crossover di generi che si mescolano tra loro con il reggae che si coniuga perfettamente con alcuni elementi tipici del jazz e della world music. 
“Portare il nostro messaggio e la nostra musica su quel palco è estremamente importante”, ha spiegato Schiavone. Di Stefano invece ha parlato di “un traguardo che tutti i ragazzi della band volevano fortemente. Un traguardo che è nuovo punto di partenza per reinventarsi di continuo”. La band è composta, oltre che dal vocalist Schiavone dal chitarrista Di Stefano, che cura pure gli arrangiamenti, anche da Raffaele Pecora alla chitarra, Paolo Padula al basso, Francesco D’Alessandro alla batteria, Domenico Saccente alle tastiere, Angelo Manicone al sax e Carlo Mascolo al Trombone. Per Ferrandina e la Basilicata di sicuro un onore essere rappresentati da questa band viva, energica e spiccatamente ancorata alla propria identità.
Piero Miolla

 

martedì 27 febbraio 2018

Taranto terza provincia lucana: un appello e un convegno.


Un appello per dare corso ad alleanze politico-istituzionali che portino al coronamento del progetto “Grande Lucania”. Lo ha lanciato il già sindaco di Potenza, Tanino Fierro, in concomitanza con l’iniziativa in corso nella provincia di Taranto, dove un comitato promotore vorrebbe chiamare a votare i residenti per chiedere loro se fare del Tarantino la terza provincia di Basilicata. 
Fierro, lei è favorevole all’ipotesi che Taranto diventi provincia lucana. Perché? 
<<E’ un’operazione positiva quella che potrebbe portare Taranto ad essere la terza provincia della Basilicata, perché noi stiamo vivendo un momento di grave crisi dovuta allo spopolamento, alla fuga dei giovani che vanno via per lavoro, alla diminuzione della natalità che è molto preoccupante, all’aumento della povertà. La Basilicata nel 2040 avrà una popolazione che scenderà dagli attuali 530mila persone a 320mila, per cui demograficamente rischiamo di scomparire. Al di là di questa crisi acuta, i motivi per i quali vorremmo unirci a quella zona che, non dimentichiamolo, è pur sempre quella della Magna Grecia, risiedono nel fatto che, così facendo, circa 800mila persone verrebbero a far parte della Basilicata: così andremmo a riequilibrare il tasso demografico, che si stabilizzerebbe. Inoltre, la provincia di Taranto è ricca dal punto di vista turistico, dispone di un porto tra i più importanti del Mediterraneo, tanto che il petrolio della Val d’Agri viene trasportato proprio nella città dei due mari, la cui zona dispone anche di un aeroporto di cui noi abbiamo bisogno. Infine, ma non per ordine di importanza, andremmo a ridisegnare i confini storici che appartenevano alla grande Lucania>>. 
E l’iniziativa tarantina si unisce al suo progetto. 
<<Sì, il mio progetto che è appunto quello della Grande Lucania, credo che potrà salvare la nostra regione. Io penso, infatti, che solo una Grande Lucania possa salvarci dall’estinzione>>. 
Proprio per rendere esecutivo l’appello alle alleanze politico-istituzionali, lei ha organizzato per oggi, a Potenza, un incontro. 
<<Certo, al quale parteciperanno sette associazioni tarantine per chiedere a tutti i lucani residenti nella provincia di Taranto di partecipare attivamente al referendum, le cui firme vengono già raccolte in questi giorni>>. 
In Basilicata, invece, niente raccolta firme. 
<<No, a noi non compete questa cosa: sono i residenti della provincia di Taranto a dover raccogliere le firme perché il referendum, ovviamente, riguarderà solo quella zona e sarà valido qualora vadano a votare coloro che, appunto, risiedono nella provincia di Taranto. Successivamente, le due iniziative dovranno passare necessariamente dalle istituzioni: saranno i due Consigli regionali a dover dare il proprio assenso all’adesione della provincia di Taranto alla Basilicata. Per questo l’incontro di martedì non è altro che un appuntamento per dare forza all’appello e alle forze istituzionali a sostenere questo sforzo che stanno sostenendo gli amici del Tarantino. Chiederemo, quindi, di concretizzare alleanze politico-istituzionali per sostenere il referendum>>. 
Ha avuto riscontri dal Materano? E di che tipo? 
<<Assolutamente sì e sono positive sia dai cittadini del Materano, i quali hanno sempre guardato con interesse alla sponda pugliese, tant’è che lo intessono con la Puglia continui rapporti ed interessi. Per lo stesso motivo, anche gli imprenditori della provincia di Matera sono favorevoli praticamente per lo stesso motivo. Guardi – ha concluso Fierro – qui c’è un problema di raccordo politico: lo sforzo che stiamo facendo è quello di chiamare le forze politiche ed istituzionali non solo a partecipare all’incontro, ma anche a sostenere politicamente il referendum>>. 
L’incontro è in programma oggi al Circolo Angilla Vecchia alle 17.30. Organizzato dal “Centro Studi di Basilicata”, denominato “Un’idea, un progetto: la Grande Lucania Jonio – Tirreno”, vuole promuovere il referendum di annessione della provincia di Taranto alla Basilicata. 
Prevista la partecipazione di una delegazione tarantina composta da Nicola Russo, coordinatore del referendum della Magna Grecia “Taranto Futura”, Giuseppe Varlaro, Maurizio Antonaci, Ganfranco Di Mitri, Alfredo Conti, dell’associazione Taranto Voglia di volare, Angelo Locapo, presidente associazione B & B Taranto Terra di Sparta, Marcello Bellacicco, presidente associazione Filonide, Francesco Lentini. I lavori saranno coordinati da Tanino Fierro. 
Piero Miolla

lunedì 26 febbraio 2018

Taranto terza provincia lucana: c'è chi è contrario.


<<Taranto terza provincia di Basilicata? Non trovo alcuna ragione plausibile per compiere questa operazione, se non quella di facilitare dal punto di vista burocratico il trasporto del greggio nella raffineria di Taranto>>. La querelle sull’allargamento della nostra regione si espande anche alla campagna elettorale, e non poteva essere altrimenti. Le parole di Silvana Arbia, candidata al Senato per la lista Sms (Stato Moderno Solidale), sono chiare: Dottoressa questa iniziativa è ben vista anche a Potenza. <<Non ho alcun dubbio che i potentini siano favorevoli, visto che i politici stanno lavorando alla macroregione, alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze. Non trovo alcuna ragione plausibile per questa ipotesi. Credo invece che la Basilicata meriti quello sviluppo che non ha mai avuto: è una regione come la altre, meglio delle altre, che ha tante risorse, tra cui l’acqua. E’ l’ora di smetterla con queste fantasie folli, che servono a tutelare gli interessi di pochi e a distruggere l’identità di questa regione. La Basilicata è ricca di cultura, di storia, di tradizioni: bisogna fare in modo che abbia il suo tempo nella storia d’Italia, visto che non l’ha mai avuto>>. 
Anche l’ex viceministro agli Interni, Filippo Bubbico, candidato al Senato per Liberi e Uguali, non ha nascosto la sua contrarietà. <<Si può discutere di tutto, ma va fatto in maniera ordinata e al di fuori delle pulsioni elettoralistiche. Non vorrei che dietro questa ipotesi si nasconda l’intento di annullare l’identità della Basilicata: chi vuole allargarne i confini, infatti, mette in discussone gli attuali assetti e farlo vorrebbe dire spalancare le porte all’ipotesi di una macro regione che andrebbe discussa, ma in modo consapevole>>. 
Nicola Benedetto, candidato al Senato per Noi con l’Italia, è contrario. <<Vogliamo perdere anche la nostra identità, adesso? Non sono assolutamente d’accordo anche perché per la Regione Basilicata sta per arrivare un nuovo periodo, con il rovesciamento dopo 30 anni ed una svolta epocale, che consentiranno di far respirare i cittadini, di far godere loro delle risorse che la nostra terra ha, ed anche di mantenere la nostra identità>>. 
Piero Miolla