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mercoledì 1 agosto 2018

Vittorio Continelli apre la terza edizione del "Teatro dei Calanchi".



Vittorio Continelli, autore, attore e regista teatrale, aprirà la terza edizione di Teatro dei Calanchi. Il suo spettacolo, “Sidera, le stelle”, è in programma a partire dalle 20 del primo agosto nello scenario naturale ed incantevole dei calanchi di Pisticci. Il suo Discorso sul Mito si sposa pienamente con l'inclinazione artistica dell’evento del Circus, ideato da Daniele Onorati, sia per la narrazione dei grandi classici greci che per il format, progettato per incontrare il pubblico al di fuori degli spazi teatrali convenzionali. Tale è il palcoscenico naturale di Teatro dei Calanchi, quest’anno allestito in una nuova location.
“Sidera, le stelle – discorso sul Mito #6” racconta del cielo notturno attraverso le storie tramandate dalla tradizione greca e latina: l’origine delle costellazioni e dello zodiaco, il loro movimento celeste e alcuni dei miti più belli ad esse legati.
Callisto e l’Orsa maggiore, il cacciatore Orione, l’amore tra Helios e Selene, il folle volo di Fetonte sul carro del Sole. Da sempre guardiamo le stelle e cerchiamo risposte, da sempre le stelle offrono risposte alle nostre domande taciute. “La storia, le storie e l’anima dell’umanità, per migliaia di anni - ricorda Continelli - le ha raccontate il mito: racconto per eccellenza. Cantori, attori, poeti, narratori si sono alternati per secoli nel tramandare un lascito prezioso, inestimabile. Il mito arriva fino a noi dal nostro passato remoto e noi senza timori lo utilizziamo per raccontare qual passato e il suo immaginario al fine di rappresentare una porzione di presente. Raccontare storie è la ragione per cui si sale su un palco, ascoltare storie, guardare le immagini che evocano e riconoscersi in esse è quella per cui ci sediamo in platea. Questo tipo di storie ci accompagnano da migliaia di anni, ci portano per mano e noi inconsapevolmente portiamo per mano loro: le ampliamo, le modifichiamo e ce ne serviamo come storie esemplari, paradigmatiche. Perché per costruire il Futuro che vogliamo dobbiamo scegliere il Passato da cui partire". Alla sua performance farà seguito alle ore 22.30 l'esibizione musicale del Sincretico Trio di Vince Abbracciante, la cui fisarmonica suonerà assieme alla chitarra di Nando Di Modugno ed al contrabbasso di Giorgio Vendola sotto il cielo stellato di Teatro dei Calanchi generando quella suggestione discreta favorita dall'assenza di strumenti di amplificazione elettrica. La sezione musicale è curata dal maestro Tony Miolla.
Il 2 agosto alle ore 20.00 va in scena Lampedusa Beach di Nadia Kibout accompagnata dai paesaggi sonori di Daniele Onorati e dei suoi OODOO, strumenti musicali in ceramica realizzati dalle argille degli stessi Calanchi. La narrazione rappresenterà, nel linguaggio più consono al teatro, il tema attualissimo dei migranti. Nella storia, Nadia Kibout sarà Shauba, una migrante africana che annega presso le coste dell’isola di Lampedusa.
La storia di "Lampedusa Beach" ha inizio con l’attrice che reca sul palco il bagaglio della sua memoria, iniziando poi la sua lenta discesa negli abissi. In quel tempo inesorabile Shauba, attraverso la magia del teatro, racconta minuto per minuto la cronaca della sua fine. L’attrice dà vita così al “Teatro del Naufragio”. Compie la sua funzione mitica di ridare corpo a chi non c’è e nome a chi non ce l’ha. Di fronte a se il pubblico, chiamato alle proprie responsabilità. Lina Prosa, autrice e regista di “Lampedusa Beach”, dopo le messe in scena alla Comèdie-Française di Parigi, al Teatro Biondo di Palermo, al Piccolo Teatro di Milano, ha varato in forma indipendente, un nuovo progetto narrativo con la presenza scenica di Nadia Kibout che ha debuttato proprio a Lampedusa l’8 luglio del 2016.
A seguire, intorno alle ore 22.30, le interpretazioni musicali di Swing 39, trio che si ispira alla tradizione del dixieland e allo swing degli anni ‘30 e ‘40. I repertori classici come “Sweet Georgia Brown”, “Rosetta” e “China boy”, vengono eseguiti con contrabbasso, clarinetto e banjo come da tradizione a New Orleans. Si ebibiranno live unplugged Michele Biancofiore banjo e voce, Francesco Manfredi clarinetto, Danilo Amato contrabbasso.

martedì 27 febbraio 2018

Taranto terza provincia lucana: un appello e un convegno.


Un appello per dare corso ad alleanze politico-istituzionali che portino al coronamento del progetto “Grande Lucania”. Lo ha lanciato il già sindaco di Potenza, Tanino Fierro, in concomitanza con l’iniziativa in corso nella provincia di Taranto, dove un comitato promotore vorrebbe chiamare a votare i residenti per chiedere loro se fare del Tarantino la terza provincia di Basilicata. 
Fierro, lei è favorevole all’ipotesi che Taranto diventi provincia lucana. Perché? 
<<E’ un’operazione positiva quella che potrebbe portare Taranto ad essere la terza provincia della Basilicata, perché noi stiamo vivendo un momento di grave crisi dovuta allo spopolamento, alla fuga dei giovani che vanno via per lavoro, alla diminuzione della natalità che è molto preoccupante, all’aumento della povertà. La Basilicata nel 2040 avrà una popolazione che scenderà dagli attuali 530mila persone a 320mila, per cui demograficamente rischiamo di scomparire. Al di là di questa crisi acuta, i motivi per i quali vorremmo unirci a quella zona che, non dimentichiamolo, è pur sempre quella della Magna Grecia, risiedono nel fatto che, così facendo, circa 800mila persone verrebbero a far parte della Basilicata: così andremmo a riequilibrare il tasso demografico, che si stabilizzerebbe. Inoltre, la provincia di Taranto è ricca dal punto di vista turistico, dispone di un porto tra i più importanti del Mediterraneo, tanto che il petrolio della Val d’Agri viene trasportato proprio nella città dei due mari, la cui zona dispone anche di un aeroporto di cui noi abbiamo bisogno. Infine, ma non per ordine di importanza, andremmo a ridisegnare i confini storici che appartenevano alla grande Lucania>>. 
E l’iniziativa tarantina si unisce al suo progetto. 
<<Sì, il mio progetto che è appunto quello della Grande Lucania, credo che potrà salvare la nostra regione. Io penso, infatti, che solo una Grande Lucania possa salvarci dall’estinzione>>. 
Proprio per rendere esecutivo l’appello alle alleanze politico-istituzionali, lei ha organizzato per oggi, a Potenza, un incontro. 
<<Certo, al quale parteciperanno sette associazioni tarantine per chiedere a tutti i lucani residenti nella provincia di Taranto di partecipare attivamente al referendum, le cui firme vengono già raccolte in questi giorni>>. 
In Basilicata, invece, niente raccolta firme. 
<<No, a noi non compete questa cosa: sono i residenti della provincia di Taranto a dover raccogliere le firme perché il referendum, ovviamente, riguarderà solo quella zona e sarà valido qualora vadano a votare coloro che, appunto, risiedono nella provincia di Taranto. Successivamente, le due iniziative dovranno passare necessariamente dalle istituzioni: saranno i due Consigli regionali a dover dare il proprio assenso all’adesione della provincia di Taranto alla Basilicata. Per questo l’incontro di martedì non è altro che un appuntamento per dare forza all’appello e alle forze istituzionali a sostenere questo sforzo che stanno sostenendo gli amici del Tarantino. Chiederemo, quindi, di concretizzare alleanze politico-istituzionali per sostenere il referendum>>. 
Ha avuto riscontri dal Materano? E di che tipo? 
<<Assolutamente sì e sono positive sia dai cittadini del Materano, i quali hanno sempre guardato con interesse alla sponda pugliese, tant’è che lo intessono con la Puglia continui rapporti ed interessi. Per lo stesso motivo, anche gli imprenditori della provincia di Matera sono favorevoli praticamente per lo stesso motivo. Guardi – ha concluso Fierro – qui c’è un problema di raccordo politico: lo sforzo che stiamo facendo è quello di chiamare le forze politiche ed istituzionali non solo a partecipare all’incontro, ma anche a sostenere politicamente il referendum>>. 
L’incontro è in programma oggi al Circolo Angilla Vecchia alle 17.30. Organizzato dal “Centro Studi di Basilicata”, denominato “Un’idea, un progetto: la Grande Lucania Jonio – Tirreno”, vuole promuovere il referendum di annessione della provincia di Taranto alla Basilicata. 
Prevista la partecipazione di una delegazione tarantina composta da Nicola Russo, coordinatore del referendum della Magna Grecia “Taranto Futura”, Giuseppe Varlaro, Maurizio Antonaci, Ganfranco Di Mitri, Alfredo Conti, dell’associazione Taranto Voglia di volare, Angelo Locapo, presidente associazione B & B Taranto Terra di Sparta, Marcello Bellacicco, presidente associazione Filonide, Francesco Lentini. I lavori saranno coordinati da Tanino Fierro. 
Piero Miolla

lunedì 26 febbraio 2018

Taranto terza provincia lucana: c'è chi è contrario.


<<Taranto terza provincia di Basilicata? Non trovo alcuna ragione plausibile per compiere questa operazione, se non quella di facilitare dal punto di vista burocratico il trasporto del greggio nella raffineria di Taranto>>. La querelle sull’allargamento della nostra regione si espande anche alla campagna elettorale, e non poteva essere altrimenti. Le parole di Silvana Arbia, candidata al Senato per la lista Sms (Stato Moderno Solidale), sono chiare: Dottoressa questa iniziativa è ben vista anche a Potenza. <<Non ho alcun dubbio che i potentini siano favorevoli, visto che i politici stanno lavorando alla macroregione, alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze. Non trovo alcuna ragione plausibile per questa ipotesi. Credo invece che la Basilicata meriti quello sviluppo che non ha mai avuto: è una regione come la altre, meglio delle altre, che ha tante risorse, tra cui l’acqua. E’ l’ora di smetterla con queste fantasie folli, che servono a tutelare gli interessi di pochi e a distruggere l’identità di questa regione. La Basilicata è ricca di cultura, di storia, di tradizioni: bisogna fare in modo che abbia il suo tempo nella storia d’Italia, visto che non l’ha mai avuto>>. 
Anche l’ex viceministro agli Interni, Filippo Bubbico, candidato al Senato per Liberi e Uguali, non ha nascosto la sua contrarietà. <<Si può discutere di tutto, ma va fatto in maniera ordinata e al di fuori delle pulsioni elettoralistiche. Non vorrei che dietro questa ipotesi si nasconda l’intento di annullare l’identità della Basilicata: chi vuole allargarne i confini, infatti, mette in discussone gli attuali assetti e farlo vorrebbe dire spalancare le porte all’ipotesi di una macro regione che andrebbe discussa, ma in modo consapevole>>. 
Nicola Benedetto, candidato al Senato per Noi con l’Italia, è contrario. <<Vogliamo perdere anche la nostra identità, adesso? Non sono assolutamente d’accordo anche perché per la Regione Basilicata sta per arrivare un nuovo periodo, con il rovesciamento dopo 30 anni ed una svolta epocale, che consentiranno di far respirare i cittadini, di far godere loro delle risorse che la nostra terra ha, ed anche di mantenere la nostra identità>>. 
Piero Miolla

Taranto vuole diventare lucana. Scopri perché.


<<E’ un’opportunità economica irripetibile>>. Così l’avvocato Nicola Russo, coordinatore del comitato promotore per il referendum consultivo della Magna Grecia “Taranto Futura” sul passaggio di Taranto e del suo circondario alla Basilicata, ha voluto sintetizzare i motivi dell’iniziativa. 
<<La provincia di Taranto – ha spiegato Russo – è in perenne crisi, il porto è fermo, l’aeroporto di Grottaglie è chiuso ai voli passeggeri pur avendo una delle piste più lunghe d’Europa: quale occasione migliore per far funzionare queste sovrastrutture anche in Basilicata, visto che la vostra regione ne è priva?>>.  
In realtà, ci sarebbe la pista Mattei, perennemente in rampa di lancio. <<Non è idonea per vari motivi: teniamo presente che quello di Grottaglie è un aeroporto intercontinentale. Qui arrivano aerei che contengono al loro interno altri velivoli: le lascio immaginare che pista abbiamo. Io penso che questa pista di Grottaglie potrebbe per davvero essere un volano per l’economia lucana. I dati della Camera di Commercio dicono che nel Metapontino in estate si arriva fino a 2 milioni di turisti, per i quali è più semplice raggiungere Grottaglie che non Bari>>. 
Più in generale, Russo ha rimarcato: 
<<Secondo noi con l’ingresso in Basilicata l’economia del Tarantino, ma anche quella delle due province lucane, avrebbe un risvolto positivo di 360 gradi in quanto le suddette strutture sarebbero utili anche a voi per il rilancio economico. In particolare di quello turistico verso il Mediterraneo: il futuro, infatti, è proprio verso questa direzione ed è noto a tutti che il porto di Taranto si affaccia sul Mediterraneo. Anzi, è al centro di questa area. La nostra proposta mira a creare uno sviluppo del corridoio jonico lucano e anche dell’alta Calabria. Si tratta di aree che hanno anche tante bellezze: la costa jonica è una delle più belle del mondo>>. 
Insomma, vorreste creare nuove chance di vita? 
<<Sì, più che altro la riteniamo una battaglia di sopravvivenza per il territorio jonico-lucano perché la crisi la si può battere facendo funzionare il porto di Taranto in Basilicata e l’aeroporto di Grottaglie>>. 
Qualcuno è portato a pensare che, invece, lo scarso peso politico del Tarantino in regione vi abbia convinti a lasciare la Puglia. 
<<No, non ce l’abbiamo con Bari o Lecce per un fatto politico: lungi da noi questo tipo di valutazioni. Il problema, ripeto, è prettamente un problema di sopravvivenza, di strategia economica nell’interesse dei due territori, quello lucano e quello del Tarantino. La politica non c’entra niente: c’entra, invece, il motto si salvi chi può. Vogliamo dare una svolta economica>>. 
Nel contempo, le firme raccolte sono quasi mille. 
<<Stiamo avendo risposte positive dai cittadini e anche dal mondo economico Tarantino>>. 
Dalla Basilicata, invece, che riscontri avete? 
<<C’è il movimento di Tanino Fierro della Grande Lucania, che per noi è strategico>>.  
Dal Materano? 
<<Anche: riscontri importanti che potrebbero portare Taranto a diventare città metropolitana insieme a Matera ed ai paesi della costa jonica lucana>>.
Piero Miolla