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venerdì 14 dicembre 2018

Domani sera a Cristo Re appuntamento musicale intrigante



Concerto di Natale con la Fisiorchestra Lucana del maestro Nicola Camardo. L’evento, che è offerto e preparato dall’associazione Cavalieri di Santa Maria del Casale del presidente Giuseppe Quinto, di concerto con il nuovo parroco, don Antonio Di Leo, è in programma domani, 15 dicembre nel salone di Cristo Re annesso alla omonima chiesa del rione Matina Sottana. La serata musicale sarà presentata dalla portavoce dell’associazione, Maristella Iula D’Alessandro. La Fisorchestra Lucana – nota per la sua ultradecennale presenza in applauditi concerti non solo nella nostra città - è attualmente composta da 6 elementi: Nicola Camardo, maestro concertatore, Alcibiade Iula, Gianfranco Lospinuso, Vito Rocco Amato, Nino Grieco e Rocco Raimondo. Come ci ha anticipato il presidente Quinto, oltre al concerto di domani, sono in programma diverse altre iniziative, non solo musicali, da parte dell’Associazione per tutto il periodo natalizio e fino all’Epifania. E’ noto che il salone annesso alla chiesa di Cristo Re è un locale abbastanza ampio in cui potranno prendere posto tantissime persone, come si è augurata la stessa attivissima associazione.
Michele Selvaggi

venerdì 24 agosto 2018

La sanità lucana e quel sogno (per ora) irrralizzabile.



“La facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università di Basilicata? Come ho già avuto modo di comunicare per le attuali regole l’Unibas non può aprire medicina: possono farlo solo gli atenei che hanno già il corso di studio e con alcune limitazioni”. 
Le dichiarazioni di Aurelia Sole, magnifico rettore dell’ateneo lucano, affievoliscono non solo e non tanto le speranze di chi guardava alla nuova facoltà come alla classica panacea per tutti i mali, ma anche, e forse soprattutto, il dibattito che, specie in politica, ha negli ultimi tempi cercato di spiegare e motivare con la mancanza della facoltà di Medicina in Basilicata l’endemica carenza di medici in regione. Un dibattito che, quindi, dopo questa presa di posizione forse cesserà o, se non altro, prenderà un’altra piega. Magari in attesa che cambino le regole o maturino i presupposti per far alzare il livello di offerta formativa dell’ateneo potentino. 
Di recente, va ricordato, a lanciare l’allarma sullo stato di salute della sanità lucana, stretta tra la morsa della mancanza di medici e infermieri, corsi di laurea agognati e blocco del turnover fino al 2020, era stato Gianfranco Gallo, già rappresentante del Tribunale dei Diritti del Malato. Il quale aveva ricordato soprattutto la mancanza di medici e infermieri, con la conseguenza che i sanitari spesso sono costretti a turni massacranti, così come i pazienti mostrano scarsa soddisfazione. 
C’è poi il problema delle ex guardie mediche (al centro in questo ultimi mesi della durissima vertenza sui tagli alle indennità, con annessa richiesta di restituzione di quelle percepite secondo la Regione indebitamente) e quello rappresentato da chi, pur vincendo un concorso e risultando destinato a una determinata sede, la rifiuta rendendo vana quella procedura concorsuale. 
Tornando al tormentone dell’attivazione di un corso di laurea in Medicina all’Università della Basilicata, Gallo aveva osservato che “si investe molto nell’ateneo lucano, con corsi di varia natura, mentre poi non si è dato seguito ad annunci relativi a una facoltà di Medicina in lingua inglese. Morale della favola? Gli studenti lucani che scelgono di diventare medici frequentando il corso di laurea fuori regione, nella stragrande maggioranza non rientrano per esercitare la loro professione: così facendo, dunque, manca la materia prima “indigena” e si è costretti a rivolgersi a professionisti di fuori regione. 
Una situazione difficile, dunque, che forse andrebbe affrontata in altro modo, tenuto conto che attiene alla salute dei lucani. Individuare soluzioni diverse e migliori, quindi, potrebbe essere la mission del nuovo Governo regionale. Perché sullo sfondo c’è, sempre di più, l’endemica mancanza di personale sanitario. UN tema sul quale, evidentemente, non ci si può permettere di scherzare. 
Piero Miolla

venerdì 3 agosto 2018

Torna la Notte della Tarantella Lucana. Il Premio Enotria in memoria di Antonio Infantino.



Si dà il via alla Rassegna di Cultura, Arte, Spettacolo 2018 nell’incantevole cornice del borgo di Guardia Perticara. Un parterre di eventi culturali, teatrali, musicali, che si svolgeranno dal 6 al 30 agosto, nell’ambito delle iniziative di promozione del territorio portate avanti dall’Amministrazione comunale.
Come ogni anno, il 6 agosto il borgo si animerà dei suoni atavici della musica popolare lucana con l'VIII edizione de 'La Notte della Tarantella', la cui ideazione e direzione artistica è da sempre quella di Graziano Accinni, storico chitarrista di Mango. Primo evento della Rassegna, come ogni anno lo spettacolo è voluto e organizzato dalla Pro loco di Guardia Perticara.
Ritornano, così, i ritmi coinvolgenti del Sud con musicisti di grande pregio che si esibiranno in onore del grande artista Antonio Infantino, di recente venuto a mancare. Leader storico dei Tarantolati di Tricarico, il maestro nasce a Sabaudia nel 1944, ma cresce a Tricarico. Dal 1964 matura varie esperienze artistiche nel campo della poesia visiva con gli artisti del gruppo Fluxus, spaziando dall’elettronica al jazz. Comincia ad esibirsi dal vivo a partire dal 1966 al Folkstudio di Roma e al Nebbia Club di Milano. Scrittore sensibile, la sua raccolta di poesie ‘I denti cariati e la patria’ verrà pubblicata nel 1966 dalla Feltrinelli. Nel ’69 e nell’83 collabora con il Premio Nobel Dario Fo, prima per lo spettacolo ‘Ci ragiono e canto n.2’ e poi per musicare l’‘Arlecchino’ di Fo, in occasione della Biennale del Teatro di Venezia. Nel 1975 fonda il movimento culturale dei Tarantolati di Tricarico attraverso cui reinventa continuamente i suoni della sua terra di origine. Matura anche esperienze all’estero: nel 1978, recatosi in Brasile, sperimenta la commistione dei suoni della Samba con quelli della Taranta giungendo a pubblicare il documentario sonoro ‘La tarantola va in Brasile’, con l’intervento di Fafà de Belém. Nel 1989 compone le musiche per lo spettacolo ‘Tricolore triste’, allestito ad Anversa dal gruppo teatrale belga Nieuwe Scene. Artista a tutto tondo, nel 1996 espone i suoi quadri presso il Parlamento Europeo, a Bruxelles, in una mostra dal titolo ‘Danza Cosmica: danza, suono, colore’. Celebre "La Gatta Mammona", eseguita poi, nel 1997, anche col gruppo "99 POSSE".
L’evento avrà inizio alle 19.00 con la presentazione del libro di Walter De Stradis ‘Nella Testa di Antonio Infantino’, edito da Villani Editore. Giornalista, conduttore, musicofilo e studioso di tutti i generi musicali nel mondo - dal reggae, alla musica etnica passando per la world music a quella di ricerca, sarà lui a presentare la serata.
Tutti allievi di Infantino, a ritmare la ‘Notte della Tarantella Lucana 2018’ saranno: Antonio Bruno - musicista e collaboratore di Infantino per molti anni e di altri grandi artisti italiani come Tony Esposito - che si esibirà in Anime Migranti. Giustina Gambardella solista e percussionista di Eugenio Bennato, la sua performance avverrà nel quintetto “Nuova Officina Popolare”. Ed infine la serata sarà scandita dalle percussioni di “Francesco Tomacci e degli orchestrali della Cupa”, nuova Ensemble che debutterà proprio sul palcoscenico de ‘La Notte della Tarantella’.
In memoria dello ‘Sciamano Lucano’ che ora più che mai ‘si muove come le nuvole’, sarà dedicato anche il Premio Enotria 2018, che per l’VIII edizione sarà consegnato all’artista Antonio Bruno, per le sue innumerevoli collaborazioni con il Genio Tricarichese.

ANTONIO NICOLA BRUNO
Autore, compositore, cantante e musicista.
Laureato in Musica Elettroacustica presso il Conservatorio Gesualdo Da Venosa di Potenza. L’esperienza pluriennale dei molti lavori in attivo fanno di Antonio Nicola Bruno un punto di riferimento della Musica Popolare Italiana. Arrangiatore e musicista con Antonio Infantino e i Tarantolati di Tricarico e cantautore con il Gruppo Bellitamburi, collabora dal 2001 con Tony Esposito come autore, cantante e musicista. Centinaia di concerti in Italia e nel Mondo e tantissime collaborazioni con artisti come Pino Daniele, Eugenio Bennato, 99 Posse, Krikka Reggae, Tony Cercola Carlo Faiello e molti altri. Di recente ha partecipato agli ultimi grandi eventi organizzati da Pino Daniele prima della sua prematura scomparsa nel 2015. Collabora ancora con il gruppo Petrameridie con il quale ha sperimentato due brani suoi presentati all’interno della Notte della Taranta di Melpignano del 2014. Inoltre, ha partecipato al progetto Fiore di Lucania e tenuto conferenze sul futuro della Musica Popolare alla Sorbonne di Parigi e in Salento al Tarantula Folk Festival. Ha pubblicato con Bellitamburi l’album Danza e Ridanza del 2003 e Danza e Ridanza 2 del 2008, poi Magic Sound nel 2014 e l’album Elettronica Popular. Di recente è uscito il libro Per rabbia e per Amore (Arcana) sul Neapolitan Power, dove è possibile leggere una sua intervista insieme ai più grandi autori napoletani (J.Senese, Enzo Gragnaniello, Bennato, Tony Esposito) di questo movimento culturale e musicale. Ai nostri giorni Antonio Nicola Bruno si esibisce con la sua ultima creatura il gruppo ANIME MIGRANTI, con il quale si presenterà alla Notte della Tarantella Lucana.

GIUSTINA GAMBARDELLA NUOVA OFFICINA POPOLARE
                                                                                                                                                                  Giustina Gambardella è una musicista proveniente da Nocera Inferiore, in Campania. Da piccola appassionata di musica, si diletta a suonare vari strumenti fino a che non trova la propria passione nel mondo delle percussioni. Dal 2004 ad oggi ha collaborato con molti gruppi campani e non.
Parte da Le Ninfe della Tammorra partecipando come “voce” al lavoro discografico "Scaramantrika" (2012); in seguito collabora con i Rotumbé, compagnia di musica etnica ben nota nel Cilento, con i quali ancora oggi suona in molte piazze d' Italia.
Giustina collabora anche con il noto cantautore sardo Nicola Pisu nella realizzazione del brano "Il Gallo Canta", presente nel disco "Girotondo" (2014).
Nel 2015 partecipa come percussionista nel brano "Brigante Corsaro" di Carmine Donnola (album "Sguardi Relativi") arrangiato da "Cattivo Costume", idea di Marco Milone e Roberta Izzo e con i quali successivamente lavorerà ad un progetto che racconta di una terra dimenticata e violentata, ma che resiste e insiste in questo mondo corrotto. Il brano in qu

mercoledì 25 luglio 2018

Calcio, Eccellenza: scopri le novità del Ferrandina 17890.



Unità d’intenti e senso di appartenenza per un sodalizio che nasce con un progetto ambizioso. Così Mimmo Pepe, il primo presidente del Ferrandina 17890, club nato dalla fusione tra Ferrandina Calcio e Real Ferrandina, ha sintetizzato l’approdo alla nuova realtà calcistica aragonese. Nello splendido scenario del chiostro di San Domenico, la società si è presentata nel corso di una chiacchierata all’insegna dell’informalità e dell’amicizia, con il tema del rilancio del calcio ferrandinese ai vertici del calcio dilettantistico lucano. 
“Dopo alcuni anni di fidanzamento – ha scherzato Pepe – tra il Real e la società negli ultimi anni presieduta da Antonio Stigliano, adesso è arrivato questo matrimonio. Inizia un nuovo percorso con l’obiettivo di dare corso a un progetto ambizioso che abbia sempre e comunque come punto di riferimento l’appartenenza alla realtà di Ferrandina”. Non a caso, sia il nuovo sodalizio che la squadra neo promossa in Eccellenza nascono con questo carattere distintivo. L’identità e l’appartenenza, dunque, come elementi primari da cui partire e da privilegiare. 
“L’obiettivo è arrivare, da qui a qualche anno, a puntare su una squadra che sia in gran parte composta da ragazzi di Ferrandina. Vogliamo tornare all’antico, a quando cioè i ferrandinesi andavano a giocare un po’ in tutte le realtà della provincia. Vogliamo che i ragazzi del luogo tornino a vestire la nostra casacca e, soprattutto, che tornino a infiammarsi per la difesa dei nostri colori”. Insomma, sarà un Ferrandina in gran parte autoctono, almeno nelle intenzioni. Le potenzialità, d’altra parte, sembrano esserci tutte: la città aragonese è, da sempre, punto di riferimento calcistico per tutto il Materano, e non solo. 
Detto di Pepe, la nuova società avrà Carmine Lisanti quale presidente onorario, Stigliano vice presidente e direttore tecnico, mentre Michela Loponte sarà la segretaria e Fabio Sutera il cassiere. Sul fronte tecnico, invece, Emanuele Finamore guiderà la squadra in Eccellenza e Francesco Russo sarà l’allenatore dei portieri.
Piero Miolla

lunedì 9 luglio 2018

Calcio, Promozione: tre colpi del Pomarico.



Il portiere Vincenzo Pentimone, l’attaccante Giuseppe Cappiello e il difensore under Claudio D’Angelo giocheranno l’anno prossimo nel Pomarico. Lo ha reso noto il direttore sportivo della società biancazzurra, Gino Carrera, ufficializzando le voci che già da qualche giorno circolavano. Pentimone, portiere cresciuto nelle giovanili del Bari, ha militato in serie D nella fila del Real Metapontino, della Lupa Roma, dell’Agrakas e della Leonfortese, mentre in Eccellenza ha giocato nel Team Altamura e in Promozione nel Laterza. Cappiello è cresciuto nel settore giovanile del Matera per poi transitare a Foggia, Altamura e Ginosa. D’Angelo, classe 2001, è invece un difensore proveniente dal Matera. 
Dopo la conferma di tutti i ragazzi di Pomarico, dunque, il nuovo corso biancazzurro, sugellato dall’arrivo del tecnico di Ginosa, Mimmo D’Angelo, inizia a prendere piede. “Si tratta di calciatori di un certo livello – ha spiegato Carrera – con i quali puntiamo decisamente ad innalzare il nostro tasso tecnico e di esperienza. Pentimone, non dimentichiamolo, è cresciuto in una società importante come il Bari ed ha esordito in serie D con la maglia del Real Metapontino, dove, pur retrocedendo, si è messo in evidenza come vero e proprio para rigori. Poi è stato in Sicilia e a Roma, prima di tornare in Puglia. Insomma, parliamo di un portiere giovane ma già molto strutturato. Cappiello, invece, è un ottimo attaccante: lo conosco molto bene e sono certo che farà benissimo a Pomarico, così come D’Angelo, reduce dall’esperienza materana. Si tratta di un prospetto molto interessante. A giorni – ha concluso il diesse – quasi certamente ci saranno le firme di altri ragazzi con i quali siamo in contatto, con l’obiettivo di farci trovare pronti per la prossima stagione, sia che ci sia il ripescaggio in Eccellenza, sia che continueremo a giocare in Promozione”. 
Il club presieduto da Raffaele Calabrese, dunque, sta facendo le cose in grande e non intende farsi trovare impreparato allo start della stagione 2018-19.
Piero Miolla

domenica 8 luglio 2018

Terremoto sanità lucana: ecco i commenti di alcuni sindaci del Metapontino.



Sconcerto, stupore e confusione. Ma anche garantismo e l’augurio che, laddove si accertino le responsabilità, quanto accaduto possa rappresentare un punto di partenza per una nuova gestione della cosa pubblica in Basilicata. Sono gli stati d’animo di alcuni sindaci del Metapontino, area colpita dall’inchiesta della Procura di Matera se si tiene conto che Pietro Quinto, pisticcese di nascita e policorese di adozione, è uno degli arrestati. 
“Sono attonito e confuso – ha spiegato il sindaco di Policoro, Enrico Mascia -, ma ho fiducia in quello che ha fatto e in quello che farà la magistratura. Prendo atto di quanto accaduto senza anticipare processi o sentenze: che la magistratura faccia il suo corso”.  In riferimento al coinvolgimento di Quinto, invece, Mascia ha precisato: “E’ ovvio che da comune cittadino, come tutti, manifesto perplessità, confusione e stupore proprio perché si tratta di un uomo del Metapontino con il quale, per motivi istituzionali, ci sono stati dei rapporti. Proprio giovedì abbiamo inaugurato a Policoro la guardia medica estiva e mi sono sentito telefonicamente con Quinto per decidere se fare un comunicato stampa congiunto o procedere da soli, come Comune di Policoro. Aldi là di questo non mi sento di aggiungere altro, se non ribadire la piena fiducia nell’azione della magistratura”. 
Di sistema diffuso a macchia d’olio ha invece parlato il primo cittadino di Montescaglioso, Vincenzo Zito. “Premesso che l’indagine, ovviamente, deve ancora andare avanti e che coloro che sono coinvolti sicuramente spiegheranno il proprio percorso, sono sconcertati perché sta venendo fuori un sistema che, a quanto emerge da ciò che leggo e apprendo, sarebbe in realtà datato e prevede che la meritocrazia non sia più il requisito principale: esiste altro, solo le conoscenze eccellenti”. 
Su Quinto, invece, Zito ha precisato: “Non lo conosco personalmente in quanto, come sindaco, non ho mai avuto rapporti diretti. Però ripeto, da quanto sta emergendo, pare che questo sistema sia diffuso a macchia d’olio. Mi dispiace per i lucani, ma spero che tutto questo sia il punto di partenza per dare nuova dignità a questa regione e far sì che i requisiti fondamentali debbano essere il rispetto, la dignità del cittadino, ma, soprattutto, la meritocrazia. Ogni concorso deve premiare sempre e comunque il migliore: la politica deve mettersi da parte. Ho fiducia nella magistratura e spero che faccia emergere la verità”. 
Infine, il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. 
Piero Miolla

venerdì 6 luglio 2018

Sanità lucana, 30 arresti della Guardia di Finanza. Ci sono anche nomi importanti?



Apprediamo di un'operzione in corso dalle prime ore di questa mattina in Basilicata, posta in essere  dalla Guardia di Finanza di Matera su delega della Procura della Repubblica. Sarebbero 30 le misure restrittive della liberta personale emesse dal Gip del Tribunale di Matera nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti, a vario titolo, in fatti riconducibili a reati contro la Pubblica Amministrazione: le Fiamme Gialle stanno impegnando un centinaio di agenti per l'esecuzione delle suddette misue restrittive.
Si vocifera di nomi importanti, ma al momento si tratta solo di rumors non confermati.
Quello che è certo è che il Procuratore della Repubblica di Matera, Pietro Argentino, ha convocato una conferenza stampa a Palazzo di Giustizia, nel corso della quale illustrerà i contenuti dell’operazione: l'appuntamento è per mezzogiorno.
Piero Miolla

domenica 27 maggio 2018

Sanità lucana: fino al 2020 blocco del turnover. E adesso?



A cosa serve avere i conti in regola se poi, dall’alto, ti impongono il blocco del turn over mettendo a rischio i servizi sanitari per i cittadini? La domanda andrebbe rivolta direttamente al legislatore, che, come un algoritmo, sforna norme che a volte non tengono conto delle singole realtà e pretende, ovviamente, che vengano applicate. Siamo nel campo della sanità lucana: è di qualche ora fa l’allarme lanciato dal direttore generale del relativo dipartimento, Donato Pafundi, secondo il quale entro il 2020 andranno in pensione circa duecento tra medici, infermieri e altro personale della sanità in Basilicata, che non potranno essere rimpiazzati. Come mai? In principio fu la legge finanziaria del 2007 a disporre in materia: quantificando il costo del personale sanitario in tutte le regioni del Belpaese, lo parificò a quello del 2004, detratto l’1,4 per cento. Tale limite, però, poteva non essere osservato da quelle regioni che, come la Basilicata, avevano i conti in ordine. Almeno fino all’entrata in vigore della finanziaria del 2015. Nella quale si prevedeva che anche chi era in equilibrio finanziario doveva rispettare il limite imposto nel 2007, ponendo in essere una progressiva riduzione del costo del personale entro il 2020. Tutto bene, dunque? Mica tanto. Nel 2004 (anno al quale va fa fatto riferimento per il limite di spesa) la nostra regione non aveva in carico il servizio 118 e neanche il Crob di Rionero in Vulture, a quell’epoca avviati solo a titolo sperimentale. Morale della favola? E’ chiaro che i costi attuali per il personale sanitario non possono essere paragonati a quelli del 2004: oggi, infatti, ci sono anche queste due strutture a carico di via Anzio. Strutture che, naturalmente, hanno il loro personale. Come si fa, dunque, a riequilibrare il tutto? Semplice: non assumendo nessuno al posto di chi va in pensione. O, comunque, stabilendo un tetto (lo stesso del 2004) oltre il quale non si può andare. E pazienza se, come detto, oggi ci sono strutture in più che fanno lievitare i costi, i quali, per forza di cose non possono essere paragonati a quelli di 14 anni fa. Ecco perché, quindi, il legislatore a volte si comporta come un algoritmo: applica, cioè, a prescindere un dettame senza prevedere che vi possano essere casi particolari. La Basilicata ha i conti in regola nella sanità: potrebbe quindi tranquillamente assumere e sostituire i circa duecento soggetti che, entro il 2020, andranno in pensione. Ma non può farlo sia perché chi fa le leggi non contempla le particolarità, sia in quanto la Regione Basilicata deve comunque rientrare di circa tredici milioni di sforamento del patto di stabilità: proprio questo sforamento, dal quale bisogna assolutamente rientrare, impone che, dal 1° gennaio 2019 e fino a tutto il 2020, il turn over andrà bloccato. Con buona pace di chi si ammala più o meno gravemente e di chi pretende che il diritto alla salute, previsto e tutelato dall’articolo 32 della Costituzione, debba essere garantito senza eccezioni o calcoli astrusi.

martedì 15 maggio 2018

Calcio, Promozione: il Ferrandina promosso in Eccellenza.

Foto: acrocalcio.it
I rossoblù della Valbasento battono 2-0 il Candida Melfi nella finale playoff e tornano in Eccellenza dopo due stagioni. Al “Santa Maria” pubblico delle grandi occasioni per una gara che vale un’intera stagione: gli spettatori, in gran parte di fede rossoblù, non vengono traditi dai propri beniamini, bravi a fronteggiare una squadra forte e compatta come quella allenata da Di Perna. Aragonesi in rete con Kebbeh al 19’ della prima frazione e bravi a controllare il match senza correre grandi rischi. Ferrandina in sicurezza al 12’ con Dametti, che, realizzando l’ennesima rete di stagione, mette il sigillo alla gara. Al triplice fischio, grande euforia in città per un traguardo voluto, cercato e meritato. L’anno prossimo sarà Eccellenza per la squadra di Antonio Stigliano, mentre il Candida Può comunque andar fiero della qualità del gioco espresso e di una stagione importante.   
Un sogno che è diventato realtà, dunque, dopo una stagione da Eccellenza. Per il Ferrandina, club dell’omonimo centro di circa 8.600 anime che si affaccia sulla valle del Basento, è un traguardo non nuovo: i rossoblù, infatti, hanno militato per tantissimi anni nel massimo campionato lucano di calcio (sia in Eccellenza che in Promozione, quando la prima non esisteva), fregiandosi pure di un titolo, la cui conquista portò il Ferrandina in serie D. Ora, però, i tempi sono cambiati e, complice anche la crisi che dalle nostre parti si è sentita, eccome, un po’ tutti i club hanno ridimensionato i propri obiettivi e le proprie ambizioni. 
Non a Ferrandina, però, dove, grazie a una sapiente gestione interna che ha fatto del dilettantismo puro la sua bandiera, è stato possibile creare una base di calciatori indigeni che, sotto la sapiente regia di Stigliano, è cresciuta a tal punto da porsi come una delle migliori realtà del campionato di Promozione. Nel Ferrandina, infatti, ci sono tanti ragazzi locali (il bomber Dametti, capitan Michele Grieco, giocatore potenzialmente di categoria superiore, Aldo Morelli, Pietro Fraccavieri e altri) che hanno formato una base poi arricchita con atleti di altri centri. Risultato? Una miscela esplosiva capace di macinare gioco e punti, tanto da riuscire a tornare in Eccellenza. 
Al fischio finale della gara contro il Candida Melfi quel micidiale mix esplosivo ha raggiunto l’obiettivo facendo impazzire di gioia un’intera città. Ferrandina, che è sempre stata vicina ai propri beniamini, è esplosa in festeggiamenti, cortei, cori e tanta allegria. In serata, poi, la festa vera e propria, a partire dalle 23, nella piazza principale di Ferrandina con fuochi pirotecnici e i classici gavettoni. Insomma, un tripudio in rossoblù, quello che ha accompagnato Grieco e compagni nel sogno chiamato Eccellenza. 
Un sogno che è diventato realtà grazie alla vittoria di domenica. Una realtà che, molto probabilmente, porterà in dote anche una novità graditissima sul fronte dell’impiantistica: l’anno prossimo, infatti, il terreno di gioco del Santa Maria abbandonerà l’aria triste conferitagli dal fondo gibboso e terroso, per acquisire quella, decisamente più allegra e funzionale (per chi ci giocherà) del sintetico. Anche questo, dunque, sembra essere un obiettivo ormai raggiunto.
  Ferrandina-Candida Melfi 2-0
Ferrandina: Lippolis (48’ s.t. Belmonte), Saccente, Grassani, Fusco, D’Angelo, De Simini, Musillo (38’ s.t. Esposito), Selvaggi (1’ s.t. Maino), Dametti, Grieco (46’ s.t. Fraccalvieri), Kebbeh (43’ s.t. Finamore). A disp. Belmonte, Maino, Esposito, Finamore, Fraccalvieri, Cantore, Russo. All. Stigliano
Candida Melfi: Masi, Restaino (28’ s.t. Colangelo), V. Lomaestro, Onorati, Cappa, M. Lomaestro, G. Romano (14’ s.t. Ingenito), Battilana (20’ s.t. Ant. Brescia), Podano (17’ s.t. Pietropinto), Ang. Brescia, Lovecchio. A disp. Summa, Casorelli, A. Romano, Pietropinto, Colangelo, Ingenito, Ant. Brescia. All. Di Perna
Arbitro: Pignalosa di Matera
Reti: 19’ p.t. Kebbeh, 12’ s.t. Dametti
Note: espulso Podano. Ammoniti: Kebbeh, Fusco, Grieco, Pietropinto.
Piero Miolla

giovedì 26 aprile 2018

Calcio, Promozione: il Pomarico riflette sulla sconfitta di Potenza.

Il diesse del Pomarico, Gino Carrera
“Dobbiamo subito mettere alle spalle la sconfitta di Potenza, peraltro meritata”. L’invito per i calciatori del Pomarico è arrivato dal direttore sportivo, Gino Carrera, all’indomani del capitombolo per 2-0 contro il Fortuna nell’ultima gara della stagione regolare. Una sconfitta pesante, che costringerà il Pomarico a giocare la gara unica delle semifinali playoff in casa del CandidaMelfi, che potrà così avere a disposizione due risultati su tre proprio in virtù del miglior piazzamento. “Bisogna commentare anche le sconfitte meritate come quella subita con il Fortuna Potentia”, ha aggiunto il diesse invitando i suoi a concentrarsi, adesso, sulla sfida che vale una stagione. 
“I ragazzi – è la considerazione di Carrera - devono metterci determinazione in vista dell’importantissimo spareggio con il Candida Melfi, nel quale abbiamo un solo risultato favorevole per regolamento, cioè la vittoria. Alla squadra, alla quale ho ribadito l’invito a mettere impegno e determinazione per questa importante gara, ho anche detto che non dobbiamo assolutamente perdiamo questa occasione di giocarci la finale per ritornare in Eccellenza”, ha concluso il direttore sportivo di Laterza. Il quale, da uomo di calcio, ha ovviamente subodorato le difficoltà che il match di Ripacandida porterà con sé e, proprio per questo, ha voluto provare a far tornare su il morale dell’ambiente, che dopo un campionato molto positivo, ha visto proprio nelle ultime due giornate il sorpasso del CandidaMelfi. 
Con un solo punto conquistato sul finire del torneo, dunque, gli uomini di Vito Passarelli hanno chiuso al quarto posto: risultato comunque di prestigio, che come detto consente di giocarsi l’accesso alla finale playoff, ma certamente peggiore rispetto a quello che sembrava potersi raggiungere a due settimane dal termine del campionato. 
Piero Miolla 

giovedì 19 aprile 2018

Calcio, Prima categoria: Libertas Montescaglioso sconfitta a testa alta


Libertas Montescaglioso sconfitta a Roccanova contro una squadra che ha dimostrato che la terza posizione non è casuale, ma frutto di un collettivo di tutto rispetto.
I ragazzi di Cicorella hanno comunque disputato una gara di grande spessore cedendo sotto i colpi di Graziano e bomber Dora.
Primo tempo di marca roccanovese in cui la squadra di casa ha avuto buone occasioni da rete con i fratelli Dora velocissimi ed abili nei dribbling e negli inserimenti, trovando uno splendido Cifarelli che in molti casi ha salvato la propria porta.
Scampato il pericolo i biancazzurri montesi hanno tentato di mettere in difficoltà la retroguardia di casa con ficcanti azioni di contropiede con Mancino (buona prova la sua), coadiuvato da Ingordino e Ciarfafaglia, ma senza mai riuscire a trovare la zampata vincente. Fortino montese che resiste fino al 30’, quando Tafuno e Cetera cincischiano appena fuori area su Dora, commettendo un’infrazione: l’arbitro, ottimamente appostato, decreta la punizione. Graziano si presenta di gran carriera e la mette sotto il sette, portando in vantaggio i suoi con un grandissimo gol per il meritato 1-0. Al 35’ arriva anche il raddoppio del Roccanova: azione ficcante sulla sinistra, palla in mezzo e Dora, a rimorchio, mette in rete nell’angolino un altro eurogol per il 2-0.
La ripresa parte sotto la falsariga del primo tempo. Questa volta, però, sono i roccanovesi che agiscono in contropiede senza creare grosse preoccupazioni. Roccanova che rimane in 10 per la doppia ammonizione mostrata a, Sofia, mentre i ragazzi di Cicorella ci mettono tanto impegno, ma sentono molto la mancanza del playmaker, Mangia, giocatore in grado di fare la differenza ovunque. Gli ospiti si guadagnano parecchie punizioni: da una di queste viene fuori un rigore per un tocco di mano di un avversario. Tafuno, il migliore in campo dei montesi, si presenta dagli 11 metri e realizza con freddezza il 2-1. Subita la rete la retroguardia dei locali si chiude ermeticamente, lasciando agli attaccanti biancazzurri solo qualche rara incursione, legittimando una vittoria più che meritata con due nitide occasioni da gol. La partita è stata divertente ed ha messo in evidenza sia la forza della formazione roccanovese, che la grande caparbietà e l’agonismo del Montescaglioso, uscito comunque a testa alta da una gara difficile. Da sottolineare l’ospitalità della formazione di casa e il fair play in campo tra giocatori, staff e dirigenza.
Da elogiare, inoltre, le prestazioni Pietro De Mare (2002), capitan Andrea Graziano e Giuseppe Dora. Nelle fila montesi, invece, di Giuseppe Mazzoccoli (2002), Stefano Criscuolo (2002), e di Emanuele Tafuno.
Raffaele Capobianco

martedì 17 aprile 2018

Calcio, Promozione: il derby Pomarico-Ferrandina.


Un pareggio che non serve a nessuno anche se per i padroni di casa il punto ufficializza i playoff. Allo stadio della Manferrara l’1-1 tra Pomarico e Ferrandina costa ai padroni di casa il terzo posto e al Ferrandina ogni residua velleità di contrastare il primato del Rotunda Maris. Gara combattuta tra due squadre non a caso ai vertici della Promozione, con i padroni di casa che spingono per conservare la terza piazza e gli ospiti che puntano a sorprenderli per mantenere vive le speranze di primato, che in ogni caso, sarebbero passate solo ed esclusivamente da un passo falso del Maris. Passo falso che non c’è stato. Pomarico in vantaggio al 25’: è bomber Cecere, con la sua diciottesima rete stagionale, ad aprire le danze e illudere i padroni di casa. Il match diventa ancora più vivo ma il risultato non muta e, all’intervallo, in vantaggio resta il Pomarico. Nella ripresa il Ferrandina suona la carica e lavora per pareggiare, anche se i padroni di casa non stanno a guardare. Ne guadagna l’intensità del match, che resta sempre in bilico. Quando il risultato sembra incanalarsi sull’1-0 in favore del Pomarico, però, il Ferrandina riesce ad estrarre dal cilindro il gol del pareggio: è Kebbeh a regalare un punto ai suoi, che come detto serve a poco ad entrambe le squadre. Il finale sancisce la perdita del terzo posto per il Pomarico, mentre il Ferrandina, perso il treno del primo posto, mantiene il secondo e si appresta a vivere la fase playoff (dopo l’ultima gara di domenica prossima) con grandi speranze per l’approdo in Eccellenza dalla porta secondaria.
Pomarico-Ferrandina 1-1
Pomarico: Russolillo, Dimuccio, Montano, Delgado, Maggi, Amandonico, Cecere, Mallano, Schettino, G. Passarelli, Youmbi. A disp. Leoncino, Perrone, Ferruzzi, Chito, Dragone, Russo, Fraccalvieri. All. V. Passarelli
Ferrandina: Lippolis, Esposito, Grassani, Saccente, Dangelo, Desimini, Musillo, Fusco, Dametti, Grieco, Selvaggi. A disp. Belmonte, Maino, Kebbeh, Finamore, Fraccalvieri, Cantore, Pallotta. All. Stigliano
Arbitro: Cannito di Matera
Reti: 25’ p.t. Cecere, 36’ s.t. Kebbeh
Piero Miolla