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giovedì 13 dicembre 2018

Ospedali periferici, incentivi ai medici? Plauso dei sindaci

Sì agli incentivi regionali, no ad una guerra interna che, se da un lato è comprensibile, dall’altro non può che essere deleteria per il sistema sanitario. I sindaci di alcuni dei cosiddetti ospedali periferici di Basilicata accolgono con un giudizio positivo l’annunciato “emendamento Franconi”, che prevede incentivi economici a quei medici che accetteranno il trasferimento in quei centri sede, appunto, dei nosocomi periferici, ma auspicano che non vi sia una guerra interna, stante la presa di posizione del corpo sanitario dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza. 
“La Regione Basilicata vuole dare un incentivo ai medici che accettano di venire qui, a Melfi? E’ un’ottima notizia – ha commentato il sindaco della città federiciana, Livio Valvano – perché tutti gli ospedali italiani hanno carenza di personale dallo scorso anno, compresi quelli lucani. La protesta dei medici del San Carlo? E’ sintomo di una scarsa tranquillità che deriva proprio dalla carenza di personale, anche se devo dire che in Basilicata, grazie all’idea di far confluire tutti gli ospedali in un’unica Azienda, abbiamo salvato nosocomi che, in caso contrario, avrebbero chiuso, come accaduto in tante regioni italiane. L’ultimo caso è quello della Puglia, che ha chiuso 30 ospedali”. Ma, nel caso di Melfi, non ci sono solo gli incentivi regionali. “Il Consiglio comunale – ha spiegato Valvano – ha approvato il 30 novembre una direttiva chiedendo a Giunta comunale e agli uffici di attivare un bando per mettere a disposizione di coloro che decidono di accettare Melfi come sede di lavoro incentivi economici. Sono state messe a disposizione anche alcune risorse finanziarie, che il Comune aveva messo da parte, per rendere da subito efficace e concreta la misura di cui sopra, che va concretizzata con un bando”. 
Anche il sindaco di Policoro, Enrico Mascia, ha commentato con favore l’iniziativa regionale, ricordando che essa, in realtà, “era stata in qualche modo concordata con l’assessore Franconi in sede di conferenza, alla presenza anche degli altri sindaci dei centri sede di ospedali periferici. E’ da accogliere positivamente, perché in tal modo si crea un appeal per chi decide di venire a lavorare in ospedale a Policoro. Il mio, dunque, non può che essere positivo”. In merito alle iniziative del Comune di Policoro, invece, Mascia ha precisato: “Possiamo pensare del pari ad incentivi economici, sempre che il nostro bilancio lo consenta: non lo posso escludere, ma neanche impegnarmi a prescindere. Diciamo che si preferisce che sia la Regione a prevedere siffatti incentivi, anche se non escludo che, sulla falsariga di quanto fatto da altri municipi, che lo si possa fare pure noi”, ha concluso il primo cittadino jonico.
Piero Miolla 

mercoledì 12 dicembre 2018

Comparto sanità Matera: proclamato dalla Fials lo stato di agitazione



Riceviamo e volentieri pubblichiamo stralcio dell’esposto a firma del segretario generale della Fials di Matera, Giovanni Sciannarella, sullo stato di agitazione proclamato per il presunto atteggiamento irresponsabile dell’Asm in merito alla contrattazione decentrata aziendale. Il documento è stato inviato alla presidenza della Regione, alla Corte dei Conti, alla Prefettura, agli uffici ispettivi del MEF e della Funzione pubblica, all’Autorità Anti-Corruzione.

“A 7 mesi dalla sigla del contratto nazionale l’Asm impedisce lo svolgimento della contrattazione decentrata aziendale, non rendendo noti i dati definitivi dei fondi 2018 e preventivi per il 2019. La Fials di Matera ha perciò proclamato lo stato di agitazione e minaccia lo sciopero generale se non saranno forniti in tempi brevi tutti i dati richiesti in un corposo esposto.
L’atteggiamento dell'Asm è particolarmente irresponsabile. A 10 mesi dalla delibera 135/2018, dello scorso 7 febbraio, che definiva i fondi per il 2017, non sono stati forniti i dati sui fondi effettivamente spesi. Si impedisce così ai sindacati di elaborare proposte concrete e adeguate per la destinazione dei nuovi fondi contrattuali. A rendere più allarmante la situazione un clamoroso dietrofront della direzione aziendale. In sede di delegazione trattante il 30 ottobre scorso era stato siglato un accordo per la liquidazione a dicembre delle fasce di progressione economica sulla base di fondi superiori al mezzo milione di euro. Al successivo incontro del 3 dicembre, invece, misteriosamente il fondo era pressoché dimezzato, essendo sceso a un importo di 260mila euro.
La Fials chiede perciò di ricevere tutti i dati dettagliati sui diversi fondi contrattuali, sia lo speso 2017, sia il deliberato 2018 sia il preventivo 2019. Dati distinti per fondi (condizioni di lavoro, produttività e progetti, fasce, p.o e professionalità) e accompagnati dalle certificazioni del collegio sindacale. Se il termine di 5 giorni non sarà rispettato, sarà proclamato lo sciopero generale del comparto sanità materano.
Subito dopo aver ascoltato i lavoratori in assemblea il giorno 14 dicembre.
L’esposto contiene anche contestazioni precise sulle altre inadempienze e condotte inappropriate dell'Asm. Un commissario in regime di ordinario, vista la nomina del nuovo direttore generale, non può proporre un regolamento per i nuovi incarichi. Questi affidamenti, infatti, si fondano su un nuovo modello organizzativo che solo il nuovo dg potrà definire. Restano inoltre aperte le questioni dell'insufficienza del personale, della mancata stabilizzazione dei precari, della consistenza delle liste d'attesa”.
Gianni Sciannarella
segretario generale Fials Matera

giovedì 6 dicembre 2018

Per la Fials è "gravissima la situazione della sanità Materana"



Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota della Fials sulla situazione della sanità materana.

“La nuova segretaria Fials traccia una Panoramica sulla gravissima situazione della sanità materana
La Sanità lucana sta attraversando momenti di grande difficoltà ,da cui deriva una grande confusione ,e probabile causa di  decisioni poco applicabili se non completamente dannose e di difficile gestione a lungo termine .Si dice che "Le colpe dei padri non devono ricadere sui figli" ma nella sanità materana è proprio quello che sta accadendo,  e a pagarne le conseguenze sono proprio i lavoratori.
Nei giorni scorsi alcuni lavoratori della Lungo Degenza di Tricarico si sono visti recapitare una nota urgente contente un ordine di servizio con il quale la Direzione Sanitaria gli inviava presso la Lungo degenza dell'Ospedale di Stigliano, per fronteggiare una carenza di organico infermieristico, ormai cronica ,che potrebbe determinare l'accorpamento del personale della Lungo degenza e Hospice.
Questa situazione sta causando grossi disagi. Quindi i lavoratori devono recarsi da Tricarico a Stigliano su un percorso stradale poco agevole e senza la possibilità di utilizzo dei mezzi pubblici che risultano carenti. Tale problema che oggi è diventato urgente, secondo noi, poteva essere evitato con un atteggiamento lungimirante da parte dei vertici della ASM portando a compimento la procedura di Reclutamento mediante Avviso Pubblico bandito nel mese di maggio 2018 a cui hanno risposto più di 1000 infermieri e che ad oggi è ancora ferma. Come mai??
Un dato evidente è che l'azienda sanitaria materana è l'unica azienda italiana che ha attivato le procedure di Stabilizzazione dei precari secondo i requisiti della Legge Madia interessando meno del 50% dei precari e lasciandone fuori molti, appartenenti a diversi profili professionali.
Nel Frattempo ci giungono segnalazioni dal presidio ospedaliero di Policoro circa una nota (di cui chiederemo contezza alla dirigenza e all’assessore alle Politiche mediante una richiesta scritta) che sta mettendo in allarme sia il personale  sanitario che la popolazione, secondo la quale la ASM sta procedendo alla chiusura sia del reparto di Pediatria e sia del punto nascite, nonostante i numeri di prestazioni superano di gran lunga altri centri della Basilicata vedi Lagonegro e Villa d’Agri, che ad oggi non sono interessati da nessun provvedimento.
Urge segnalare, inoltre, la situazione in cui versa il reparto di Otorino, che è costretto a mandare via i pazienti per mancanza di posti letto.
Tutto questo è molto grave vista l'importanza strategica che riveste l'Ospedale di Policoro poiché intercetta i bisogni di salute del metapontino e dei cittadini della vicina Calabria. Aspettiamo risposte in merito.
Non è certo migliore la situazione al Madonna delle Grazie perchè la grave carenza di organico, soprattutto infermieri e OSS, nonostante i turni massacranti con abnegazione si recano a lavoro, speranzosi di ottenere la Progressione orizzontale e la Produttività collettiva che tarda ad arrivare.
In ultimo, ma non meno importante, c’è la situazione in cui versa il personale della Dirigenza medica di tutta la ASM senza Contratto nazionale da diversi anni e puntualmente sotto organico, costretti a turni di oltre 13 ore che rasentano la legalità.
Poi ci interroghiamo sul perchè i medici rifiutano di venire a lavorare alla ASM!!!
Ma come mai in questo scenario di grande carenza organica, prima della scadenza degli attuali amministratori, vengono indetti avvisi pubblici per la sostituzione dei direttori di struttura complessa, resi vacanti dal pensionamento dei precedenti avvenuto qualche giorno fa?
Purtroppo questo modus operandi ci porta a dubitare della buona fede poiché il cuore pulsante dell’azienda, da cui deriva la maggiore forza lavoro, sembra al collasso.
In tutto questo stiamo ancora aspettando una convocazione da sua Eccellenza il Prefetto di Matera per espletare la procedura di raffreddamento dello STATO DI AGITAZIONE dichiarato dai dipendenti ASM che incontreremo in ASSEMBLEA GENERALE il 14 dicembre presso il MADONNA DELLE GRAZIE.

Il Segretario Generale Fials
Gianni Sciannarella

Il Segretario Fials ADMS
Angelo Fracchiolla

Il segretario aziendale Fials
Marco Bigherati

giovedì 29 novembre 2018

Vertenza ex guardie mediche, altra sentenza sfavorevole per la Regione



La Regione Basilicata non poteva unilateralmente decidere di abrogare l’articolo 35 dell’accordo integrativo regionale e, quindi, sospendere la corresponsione alle ex guardie mediche delle indennità da esso previste. Inoltre, quanto contemplato dallo stesso articolo 35, e cioè la corresponsione delle predette indennità, non contrasta con la norma gerarchicamente superiore, cioè il contratto nazionale. Anche per questo, dunque, quell’articolo non andava cassato e le delibere successivamente adottate vanno disapplicate, in quanto la sospensione delle indennità è illegittima. 
Lo ha deciso il giudice del lavoro del Tribunale di Potenza, Rosa Larocca, a margine del procedimento incardinato in seguito al ricorso di alcuni medici di continuità assistenziale, tutti rappresentati e difesi dall’avvocato Donatello Genovese, del foro di Potenza, i quali avevano agito anche per evitare di essere costretti a restituire quelle indennità che, a giudizio della Regione Basilicata, andavano restituite. Via Anzio, dunque, a giudizio del magistrato avrebbe sbagliato due volte nell’ormai celebre vicenda delle indennità sospese alle ex guardie mediche lucane: da un punto di vista procedurale, perché non avrebbe dovuto decidere unilateralmente, dovendo dapprima convocare la procedura di concertazione negoziata, del resto utilizzata in sede di Air. Ma anche nel merito, in quanto secondo il giudice non c’è contrasto con il contratto collettivo nazionale: l’Air, infatti, non contiene una deroga non consentita alla fonte gerarchicamente sovraordinata (l’accordo nazionale, appunto) e l’articolo 35 non andava abrogato, come, di fatto, è avvenuto. 
Per l’effetto, la Larocca ha ordinato l’Azienda sanitaria di Potenza al pagamento in favore dei ricorrenti in servizio delle indennità oggetto della querelle, oltre interessi e rivalutazione monetaria come per legge, da dì del dovuto e fino al soddisfo. Il giudice ha invece rigettato la richiesta dei ricorrenti di condannare al risarcimento dei presunti danni la Regione e l’Asp, in quanto non vi sarebbero state prove concrete di siffatti danni. Quella depositata di recente non è certo la prima sentenza sfavorevole, sul tema, a Regione e Asp, mentre al momento non si hanno notizie di simili iniziative da parte dei medici di continuità assistenziale in servizio all’Asm. 
Il caso, è ormai arcinoto, ebbe inizio dall’indagine avviata dalla Corte dei Conti, in considerazione della quale la Regione Basilicata aveva subito provveduto a revocare, con delibera 347-17, la corresponsione delle siffatte, riconosciute alle ex guardie mediche per rischi derivanti dalla peculiarità del servizio svolto; per l’assistenza resa alla popolazione in età̀ pediatrica e per l’usura della macchina per l’eventuale utilizzo del proprio automezzo. Dopo la revoca, via Anzio incaricò le Azienda Sanitarie per l’avvio del recupero di quelle elargite negli ultimi 10 anni: in totale, alle ex guardie mediche fu chiesta la restituzione di 18 milioni di euro (12 ai medici della provincia di Potenza, 6 a quelli del Materano), circa 500 euro pro capite.
Piero Miolla

domenica 25 novembre 2018

A un anno dall'apertura della nuova dialisi di Tinchi, il plauso del Comitato di Difesa



Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota del Comitato di Difesa dell’ospedale di Tinchi in occasione del primo anniversario del nuovo centro di dialisi sito nel presidio pisticcese.

“E’ passato un anno dalla sua apertura. Ci sembra giusto evidenziare che il nuovo centro dialisi di Tinchi offre oltre 7000 (settemila) sedute emodialitiche all’anno in un bacino di utenza che comprende Pisticci, Marconia, Craco, Bernalda, Metaponto, Ferrandina, Pomarico, Miglionico, Grottole, Montalbano, Tursi, Rotondella, Nova Siri, Policoro, Scanzano Jonico, e sconfina nelle regioni limitrofe di Puglia e Calabria. Per la sua posizione nel cuore del Metapontino, può dare ospitalità ai dialitici di tutto il mondo che vogliono trascorrere sereni una vacanza sulla costa jonica, che è ad esso adiacente.
Si, una vacanza per turisti che, essendo dialitici, possono trovare nel centro di Tinchi cura e sollievo alla loro malattia. Gli spazi, le attrezzature e il servizio di assistenza in questo centro sono di assoluta efficienza e modernità. I macchinari sanitari sono prodotti dalla più recente tecnologia. Gli operatori, i medici e gli infermieri, sono perfetti sulla professionalità e nel modo di trattare i pazienti, sono attentissimi alle esigenze dei singoli emodialitici.
La Regione Basilicata, la Asm di Matera e la società Spindial di Parma, titolare del servizio, hanno profuso investimenti e competenze per la realizzazione di questo centro, che collabora con il centro di nefrologia e dialisi di Matera. La nuova dialisi operante nell’spedale “Angelina Lo Dico” di Tinchi è un gioiello sanitario nel sud Italia o, come già si dice, il fiore all’occhiello della sanità lucana.
Il Comitato difesa Ospedale di Tinchi ringrazia i protagonisti di questa favolosa realtà. Il centro dialisi di Tinchi può ospitare altri 18 pazienti più 4 contumaciali, oltre i 42 pazienti (posti) già occupati, e le prospettive future sono strepitose. Il basso materano può essere fiero di questa presenza sanitaria. E’ il caso di applaudire la buona sanità, a fronte di tutti quelli che le sono ad essa contrari”.

Comitato di Difesa dell’ospedale di Tinchi

sabato 17 novembre 2018

Nomine sanità lucana: "Profondo dissenso" da Fials Adms e Filas Matera



“Le segreterie provinciali Fials Matera e Fials Adms esprimono profondo dissenso per la nomina del nuovo direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Matera. Ovviamente quello che contestiamo non è il nome di Joseph Polimeni, che è sicuramente un grande professionista, ma i modi e i tempi della nomina. La domanda che ci poniamo è: perché un governo regionale dopo aver inanellato una serie di provvedimenti alquanto discutibili propone ancora scelte opinabili?
Ricordiamo che ad inizio 2018 l’attuale Giunta aveva deciso, in barba alle norme, di commissariare l’Asm così da proporre ai lavoratori il loro terzo direttore generale in pochi mesi, che ovviamente non conoscendo Matera e tutto quello che si stava facendo, impiegherà maggior tempo per capire come intervenire. Noi non vogliamo che gli sbagli di una politica scellerata ricadano sui lavoratori e sui cittadini che subiscono questo ennesimo sfregio da parte di chi, incurante di tutto, ha deciso di fare le nomine nell’ultimo minuto di Governo. Pertanto, pur esprimendo profondo dissenso, diamo il Benvenuto a Joseph Polimeni e gli auguriamo buon lavoro”.

Il segretario Fials Adms
Angelo Fracchiolla

Il sub commissario Fials Matera
Giovanni Sciannarella

venerdì 16 novembre 2018

Flovilla, Federanisap: "Prima di autorizzare centri convenzionati la Regione si faccia due conti"

 
“Perché la Regione Basilicata ha autorizzato il centro dialisi di Policoro senza valutarne le conseguenze sulla spesa? A mio parere, infatti, doveva sapere che in questo modo la stessa sarebbe aumentata. Allo stesso tempo, però, mi viene da dire che pure Vincenzo Basentini, prima di rendere operativa la sede decentrata di Policoro, avrebbe dovuto considerare che il suo fabbisogno sarebbe aumentato”. 
Via Anzio e i centri dialisi privati, dunque, potrebbero essere due facce della stessa medaglia. Almeno stando al ragionamento messo in atto da Antonio Flovilla, già consigliere regionale ed attuale vice presidente nazionale di Federanisap, la federazione di tutte le associazioni regionali che si occupano di sanità privata ambulatoriale, convenzionata e non. “A livello generale – ha spiegato Flovilla – almeno ab origine le prestazioni della dialisi non avrebbero dovuto essere incluse nelle previsioni dell’articolo 25 della legge 833-78, cioè tra le prestazioni ambulatoriali, ma, come avviene in altre regioni, trattate da una normativa a parte. La dialisi, infatti, pur non essendo una prestazione salvavita in assoluto, rientra tra i trattamenti cronici che bisogna assicurare ai cittadini. Se non fa la dialisi, come è noto, colui chi ne ha bisogno dopo 15-20 giorni muore”. 
A conferma di ciò, Flovilla ha aggiunto che “nelle altre regioni hanno normato con legge regionale questa tipologia di prestazione, per cui i centri dialisi privati, pur avendo una serie di obblighi, non hanno tetti di spesa. In Basilicata, invece, per tutta una serie di motivi che non sto qui ad elencare, la normativa per questo settore non è stata elaborata”. Morale della favola? “In assenza della disponibilità di fondi per fare nuove convenzioni è stato disposto un tetto di spesa per la dialisi, calcolato sulla spesa storica”. Sin qui i cenni per così dire normativi. 
Flovilla, poi, ha anche spiegato che “fino a quando il centro è stato solo quello di Potenza, il budget è stato più che sufficiente. Nel momento in cui, però, è stata autorizzata la sede decentrata di Policoro, che non è un ambulatorio normale ma una sede che ospita pazienti cronici, la spesa è aumentata. Per questo mi permetto di dire che via Anzio avrebbe dovuto farsi due conti”. Flovilla ha poi concluso sottolineando che “forse chi ha il compito di assumere determinate decisioni piuttosto che limitarsi a far le pulci autorizzative, dovrebbe soprattutto rendersi conto di quali sono, invece, i bisogni e anche le competenze dei vari centri. Prima di autorizzare devo capire cosa quel centro deve fare. Invece in questa regione ci si ferma ad altro”.
Piero Miolla 

La sanità privata in Basilicata e i tetti di spesa per la dialisi (prima parte)



“La dialisi è un servizio che, di fatto, salva la vita al paziente e, per questo motivo, la Regione Basilicata non può continuare a prevedere tetti di spesa per le prestazioni in regime di convenzione”. E’ il parere di Vincenzo Basentini, titolare della SM2 che gestisce gli unici due centri dialisi lucani non pubblici, a Potenza e Policoro, che operano in regime di convenzione. “E’ assurdo – ha aggiunto Basentini – che si preveda un tetto di spesa per un servizio così importante e per il quale il paziente è libero di scegliere se fruire del pubblico o del privato, come del resto per qualsiasi altra prestazione sanitaria”. 
Ma qual è il problema che il tetto di spesa farebbe sorgere? “I fondi che la Regione eroga, pari a circa 820mila euro all’anno, non coprono tutti e dodici i mesi. A questo punto cosa devo dire ai miei pazienti, che il servizio posso offrirlo solo da gennaio ad agosto?” si è chiesto Basentini. Per il quale, quindi, è assolutamente opportuno che via Anzio “elimini la previsione di un limite economico oltre il quale non si può andare. Peraltro, ci sono varie sentenze che glielo impongono e anche gli esempi di altre regioni, nelle quali il tetto di spesa per le prestazioni della dialisi non c’è”. Per Basentini il problema non è la solita querelle pubblico-privato, ma il fatto che, se una persona sceglie di farsi curare da una struttura privata, deve essergli poi data la possibilità di curarsi per tutto l’anno. 
“Sia chiara una cosa: io non sto chiedendo favoritismi o un occhio di riguardo per il privato, ma solo che ci si adegui a quanto prevedono le norme e, soprattutto, alla considerazione che la prestazione della dialisi è assolutamente necessaria per chi soffre di insufficienza renale cronica: se non fa la dialisi, infatti, quel paziente muore. Ma come faccio a spiegargli che io nei miei centri posso assicurargliela solo fino ad agosto perché la Regione mi assicura solo una parte dei fondi necessari?” Qualcuno potrebbe obiettare che le istituzioni debbono comunque privilegiare la sanità pubblica. 
“Ma sa quanto costa la dialisi nel pubblico alla Regione? Per ogni paziente all’incirca 900 euro al mese. Nel privato, invece, circa 300 euro”. Insomma, eliminando il tetto di spesa la Regione Basilicata, paradossalmente, potrebbe anche risparmiare. Ma solo in caso di incremento del numero di dializzati che scelgono il privato. La posizione di Basentini, inutile nascondersi, è destinata ad alimentare l’annoso dibattito sulla sanità in generale e sullo scontro pubblico-privato in generale. Basentini, però, non ci sta. 
“A parte il diverso costo che le ho appena riferito, voglio anche precisare che gli operatori di un centro privato svolgono solo quella funzione, mentre nel pubblico il personale, ovviamente, non è detto che operi solo nella dialisi. A mio giudizio la sanità pubblica ha un senso solo se assicura al paziente le prestazioni nell’ambito di un ricovero. La dialisi, però, sappiamo tutti che si fa un giorno sì e uno no. Pertanto, il paziente è impegnato tutto l’anno e credo che prevedere tetti di spesa sia assolutamente ingiusto. Voglio sperare che in Regione dirigenti e funzionari del settore della sanità si convincano che la dialisi è una prestazione che salva la vita”. 
Piero Miolla

mercoledì 3 ottobre 2018

Fials e Ugl: stato di agitazione del personale del compoarto Asm



Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo una notadi Fials e Ugl. 

"La Fials e la Ugl dichiarano lo stato di agitazione del personale del comparto dell’ASM e chiedono al prefetto di Matera di attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge 146/90. In una lettera aperta indirizzata ai lavoratori e alla stampa i responsabili dei due sindacati, Giuseppe Costanzo e Gianni Sciannarella denunciano il persistere da parte dell’Azienda, di un’inspiegabile inosservanza dei diritti sanciti dal contratto nazionale del lavoro e dagli accordi aziendali. Quattro i punti di particolare evidenza:
1)il mancato avvio delle procedure di stabilizzazione dei precari dell’ASM di Matera per risolvere la gravissima carenza di personale negli ospedali di Matera e di Policoro; Questa stabilizzazione è stata prevista dal D.L. 75 del 2017 e dal Protocollo d'intesa siglato in primavera dalle quattro aziende sanitarie lucane. Mentre le altre Aziende hanno avviato o cominciato ad attuare le procedure, l'Asm di Matera non ha neanche iniziato la ricognizione sugli aventi diritto.
2)la mancata applicazione dei commi 11 e 12 dell’articolo 27 del contratto nazionale del Comparto Sanità 2016-2018 siglato a maggio e riguardante i tempi di vestizione e passaggio consegne. Il mancato riconoscimento danneggia da mesi i lavoratori dell’ASM di Matera. E’ necessario pertanto modificare il sistema di rilevazione presenza, includendo nell’orario di servizio i minuti necessari a queste due operazioni.               
3)la mancata applicazione dell’articolo 86 del CCNL che riconosce indennità per particolari condizioni di lavoro nel Comparto Sanità. In particolar modo il Comma 3 prevede anche per il personale tecnico e non solo sanitario l’indennità giornaliera alle categorie B, C e D operanti sui tre turni. Il Comma 9 invece riconosce agli Operatori Socio-Sanitari l’indennità giornaliera prevista per i reparti più stressanti: Terapie Intensive e Sale Operatorie, Sub Intensive, Nefrologie, Dialisi e Malattie Infettive. 
4) la mancata conclusione entro il 30 settembre 2018 delle procedure delle Progressioni Orizzontali 2018 con la definizione degli ammessi e degli aventi diritto in base alle risorse disponibili. Il termine scaduto era stato concordato nella delegazione trattante del 25 maggio 2018.
Fials e Ugl sottolineano la preoccupante paralisi in cui versa l’Asm per la mancata applicazione di accordi sottoscritti e i relativi benefici contrattuali previsti. Nonostante i ripetuti solleciti fatti, nessun riscontro è mai pervenuto, Questi “silenzi” hanno creato un clima di tensione e di conflitti, ledendo i lavoratori a cui sono ancora negati i diritti sanciti dal Contratto Nazionale e dagli accordi aziendali.
Nel proclamare lo stato d’agitazione del Personale, Ugl e Fials si riservano d'intraprendere qualsiasi azione di protesta per avere risposte concrete e restano in attesa di convocazione per la procedura prevista dalla legge".

giovedì 27 settembre 2018

Psoriasi, a Tinchi una giornata di sensibilizzazione



Il 29 ottobre l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) promuove una giornata di sensibilizzazione verso la psoriasi, malattia cronica della pelle non solo dermatologica, ma che ha complicazioni anche di tipo internistico.
Su iniziativa del dott. Govanni Palazzo, responsabile dell’ambulatorio di Dermatologia dell’ospedale distrettuale di Tinchi, nei locali del nosocomio è in programma un pomeriggio di sensibilizzazione con visite gratuite, screening veloci per identificare la malattia, nonché una presentazione sulla malattia stessa.
L’iniziativa si svolge per il terzo anno consecutivo a Tinchi, sempre su iniziativa del dott. Palazzo.
Piero Miolla

domenica 16 settembre 2018

Sanità, al San Carlo 2 anni di attesa per un controllo al seno.



Due anni di attesa per un controllo senologico all’ospedale “San Carlo” di Potenza, poco più di uno per quello urologico al Crob di Rionero in Vulture. Sono solo alcuni degli esempi concreti di come, in Basilicata, a volte ci siano tempi eccessivamente lunghi per alcune prestazioni sanitarie nel settore pubblico. 
Abbiamo chiamato il numero verde 848821821 per simulare alcune prenotazioni e, tra le altre cose, sono emersi questi tempi. Naturalmente (e fortunatamente) non dappertutto è così, visto che, per rimanere alla senologia, se è vero che per il controllo del cosiddetto “kappa mammario” si deve attendere fino al 21 settembre 2020, è anche vero che per la prima visita senologica, sempre nel nosocomio potentino, la prima data utile è quella del 17 settembre, cioè dopodomani, mentre al Crob è il 3 ottobre. Se, però, ci spostiamo a Matera, la prima data utile diventa quella del 16 luglio 2019. C’è bisogno di andare dall’urologo? Bene, se si tratta della prima visita urologica, a Matera bisogna attendere il 28 gennaio del 2019, mentre a Policoro il 14 febbraio, al Crob il 2 aprile e, udite udite, al San Carlo l’11 settembre dell’anno prossimo. Va meglio se ci si deve controllare: a Rotonda c’è disponibilità già domani, a Matera dal 28 settembre, mentre al San Carlo solo dal 24 maggio 2019, a Policoro dal 22 agosto e al Crob dal 16 dicembre. 
Se poi il problema è il cuore, non va molto male in caso di prima visita: a Pescopagano, infatti, la prima data libera è il 24 settembre, mentre a Matera il 9 novembre. Al San Carlo di Potenza? Solo il 25 marzo 2019. Bisogna controllare il peacemaker? Non prima del 2 maggio 2019, mentre se il controllo è generico, la prima data è quella di Venosa, il 3 ottobre di quest’anno. 
Per chi soffre di patologie tiroidee, invece, e risiede nell’area Metapontina, c’è il centro di Tinchi, uno dei più accreditati in regione e molto frequentato anche dai calabresi dell’alto Jonio e dai pugliesi del basso Tarantino. Bene, se l’obiettivo è prenotare la prima visita nel nosocomio di Pisticci, la prima data utile è il 1° ottobre 2018, ma nel caso di controllo si passa direttamente all’11 maggio del 2019. 
Insomma, se davvero ci si vuole curare (o controllare) in una struttura pubblica, la nostra regione al momento offre questi tempi: in alcuni casi biblici, in altri anche celeri. Per questo, spesso e volentieri chi ha la possibilità economica (o la necessità di agire in fretta), preferisce le visite intramoenia: in tal modo, infatti, le disponibilità diventano quasi per miracolo immediate o quasi. 
Anche per questo a via Anzio hanno pensato di rinforzare le prestazioni specialistiche fuori dai canoni (o dai binari) ordinari e, sempre rimanendo nel pubblico, previsto alcune soluzioni. Le quali, però, non sono satisfattive. Urge, quindi, un ulteriore sforzo per cercare di ampliare l’offerta pubblica, limitare al massimo il ricorso al privato e, nel complesso, accorciare i tempi di attesa. Inutile nascondersi, l’impresa è di quelle non facili e, peraltro, la inseguono tante regioni italiane. Ma il “mal comune mezzo gaudio”, in questo caso, non può certo bastare o consolare. 
Piero Miolla

venerdì 24 agosto 2018

La sanità lucana e quel sogno (per ora) irrralizzabile.



“La facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università di Basilicata? Come ho già avuto modo di comunicare per le attuali regole l’Unibas non può aprire medicina: possono farlo solo gli atenei che hanno già il corso di studio e con alcune limitazioni”. 
Le dichiarazioni di Aurelia Sole, magnifico rettore dell’ateneo lucano, affievoliscono non solo e non tanto le speranze di chi guardava alla nuova facoltà come alla classica panacea per tutti i mali, ma anche, e forse soprattutto, il dibattito che, specie in politica, ha negli ultimi tempi cercato di spiegare e motivare con la mancanza della facoltà di Medicina in Basilicata l’endemica carenza di medici in regione. Un dibattito che, quindi, dopo questa presa di posizione forse cesserà o, se non altro, prenderà un’altra piega. Magari in attesa che cambino le regole o maturino i presupposti per far alzare il livello di offerta formativa dell’ateneo potentino. 
Di recente, va ricordato, a lanciare l’allarma sullo stato di salute della sanità lucana, stretta tra la morsa della mancanza di medici e infermieri, corsi di laurea agognati e blocco del turnover fino al 2020, era stato Gianfranco Gallo, già rappresentante del Tribunale dei Diritti del Malato. Il quale aveva ricordato soprattutto la mancanza di medici e infermieri, con la conseguenza che i sanitari spesso sono costretti a turni massacranti, così come i pazienti mostrano scarsa soddisfazione. 
C’è poi il problema delle ex guardie mediche (al centro in questo ultimi mesi della durissima vertenza sui tagli alle indennità, con annessa richiesta di restituzione di quelle percepite secondo la Regione indebitamente) e quello rappresentato da chi, pur vincendo un concorso e risultando destinato a una determinata sede, la rifiuta rendendo vana quella procedura concorsuale. 
Tornando al tormentone dell’attivazione di un corso di laurea in Medicina all’Università della Basilicata, Gallo aveva osservato che “si investe molto nell’ateneo lucano, con corsi di varia natura, mentre poi non si è dato seguito ad annunci relativi a una facoltà di Medicina in lingua inglese. Morale della favola? Gli studenti lucani che scelgono di diventare medici frequentando il corso di laurea fuori regione, nella stragrande maggioranza non rientrano per esercitare la loro professione: così facendo, dunque, manca la materia prima “indigena” e si è costretti a rivolgersi a professionisti di fuori regione. 
Una situazione difficile, dunque, che forse andrebbe affrontata in altro modo, tenuto conto che attiene alla salute dei lucani. Individuare soluzioni diverse e migliori, quindi, potrebbe essere la mission del nuovo Governo regionale. Perché sullo sfondo c’è, sempre di più, l’endemica mancanza di personale sanitario. UN tema sul quale, evidentemente, non ci si può permettere di scherzare. 
Piero Miolla

giovedì 12 luglio 2018

Inchiesta sanità lucana, Latronico: "Emerge un sistema non più tollerabile".



“Quello che emerge dalle indagini in corso è un sistema che non si può più tollerare per il rispetto che si deve a tutti i nostri cittadini”. Lo ha dichiarato l’ex deputato di Noi con l’Italia e attuale membro della direzione nazionale del partito, Cosimo Latronico, a proposito dell’inchiesta della Procura di Matera sulla sanità.
“In questi giorni – ha aggiunto Latronico - ascoltando tante persone si avverte una mortificazione di fondo che colpisce tutti anche quelli che non hanno nessuno pregiudizio.
La politica deve recuperare la sua vocazione originaria che è quella di costruire le condizioni perché il merito delle Persone si possa realizzare ed anche le condizioni perché quelli che sono in situazione di svantaggio trovino il modo per recuperare. Un compito etico che deve imporre un cambio radicale di impostazione.
Sarà la sfida che riguarderà tutti i lucani nei prossimi mesi.
Vogliamo ancora una politica distributrice, mamma e matrigna, oppure una politica che descriva orizzonti di libertà e di competizione autentica senza sottomissioni e dipendenza.
Questa costruzione è compito che riguarda ciascuna delle forze sociali e politiche, e delle persone affezionate al destino comune.
L’auspicio è che la crisi di oggi possa essere uno stimolo forte per una rottura costruttiva in cui si devono ritrovare le forze che desiderano davvero un cambiamento di impostazione e di prospettiva La politica paga il prezzo di essersi degradata a mera gestione, ossessionata di alimentare un consenso a tutti i costi che strumentalizza i bisogni e le urgenze del presente e trascura di lavorare per il futuro dove ci sia spazio per tutti quelli che hanno una volontà costruttrice.
E’ il tempo della costruzione in cui la politica senta il dovere di recuperare la sua vocazione originaria senza derive massimaliste o giustizialiste.
Siamo convinti che solo una posizione costruttiva potrà essere l’alternativa di cui la Basilicata ha bisogno”, ha concluso Latronico.
Piero Miolla

mercoledì 11 luglio 2018

La pista Mattei e lo scandalo sanità secondo Alfredo Cestari.



La verità sulla pista Mattei? “Non mi sono mai piegato a sistemi di clientele e a pressioni di alcun genere”. E’ come sempre molto chiaro nelle sue posizioni Alfredo Cestari, presidente della Winfly, società che gestito per tre anni e mezzo la pista Mattei di Pisticci. Il quale è tornato a parlare della pista Mattei dopo aver appreso dello scandalo della sanità lucana. 
“Da quello che sta emergendo nell’inchiesta – ha dichiarato Cestari - capisco l’autentica motivazione alla base del trattamento che presidenza della Giunta regionale, amministratore unico e direttore generale del Consorzio Sviluppo Industriale di Matera hanno riservato e continuano a riservare alla Winfly. Quando ho deciso di avviare una prima selezione di personale da impiegare, a vario titolo, nella struttura di Pisticci, in tanti tra i responsabili istituzionali mi si sono messi contro. E, se ci fosse bisogno di un ulteriore esempio, del tanto sbandierato avviso di gara per la gestione non c’è ancora alcuna traccia perché la ragione vera è stata, solo ed esclusivamente, quella di estromettere la mia società. La verità va perseguita nell’interesse della comunità lucana, a cui sono sottratte risorse finanziarie pubbliche che avrebbero dovuto essere spese in maniera trasparente ed efficiente per la soluzione di problemi essenziali per i cittadini e gli imprenditori quale la mobilità”. 
Tra le spese ci sono anche gli emolumenti destinati dalla politica, “non certo con concorso pubblico”, all’amministratore unico del Consorzio, Carlo Chiurazzi, “80mila euro l’anno”, e al direttore “Di Chio: 115.084,23 euro per il 2014 e a 86.467,81 euro per il 2015. Di Chio ha preso i compensi utilizzando il part-time, poiché, contemporaneamente, era rup in altro comune. Chiurazzi, invece, ha prodotto in Valbasento solo il deserto industriale. Quanto a Winfly, che a differenza di nomine politiche ha vinto un bando europeo ad evidenza pubblica, ha dato testimonianza di attaccamento al territorio. Intanto perché con meno di 200mila euro annui ha aperto al trasporto passeggeri con i primi voli sperimentali e mantenuto efficiente la struttura. Poi, promuovendo numerose iniziative per attrarre investitori anche esteri in Valbasento. Winfly è disposta al rilascio immediato della struttura, a patto che ci vengano pagate le fatture arretrate su quanto già pende in azione legale”.
Infine, “ho scritto a Regione e Consorzio molto prima dell’inchiesta sulla sanità, il 29 marzo, per chiarire la situazione. E’ bene che i cittadini sappiano come stanno le cose perché non si può derubricare la questione a un semplice contenzioso. Sto valutando la possibilità di un esposto-denuncia alla Procura di Matera ma non ho intenzione di colpire ora che Pittella è in difficoltà: queste valutazioni sono le stesse che esprimo da anni. Quando Pittella era considerato un presidente forte ho detto che non ero d’accordo che non si finanziasse Pisticci per Pontecagnano, con i risultati ben noti di un aeroporto di cui non si sa ancora se e quando entrerà in funzione”. 
Piero Miolla 

martedì 10 luglio 2018

Scandalo sanità lucana, Moles (Fi): "Scenario avvilente".



I risultati dell'inchiesta sulla Sanità lucana, ed i conseguenti arresti del presidente della Regione e dei vertici delle aziende sanitarie locali, dipingono l’ennesimo scenario avvilente e, se è vero che da garantisti non si deve entrare nel merito dell'indagine giudiziaria, su cui sarà la magistratura a fare chiarezza (ed a stabilire eventuali responsabilità), è anche vero che non si può non sottolineare con forza e sdegno ciò che da questa inchiesta emerge, e cioè un quadro comunque sconsolante, (benché risaputo e da pochi – troppo pochi - denunciato): un sistema di potere non trasparente ed un malgoverno dell’apparato politico-istituzionale, un sistema malato che ha distrutto la nostra regione, che ha da tempo intossicato la coscienza civile di una parte della società lucana, e che ha soprattutto distrutto la speranza dei tantissimi onesti.
La lista del malaffare e del malgoverno in Basilicata è antica e lunga, e non c’è proprio più nulla di cui meravigliarsi né di cui rallegrarsi; quale eredità resta a noi Lucani da un tale sistema che ha fatto sì che la nostra Regione rimanesse tra le più povere ed arretrate d’Italia? Nulla, una grande amarezza, ma anche e finalmente una indignazione ed una rabbia più che giustificati.
Oggi c’è il silenzio o – peggio - l’ipocrita corsa a prendere le distanze dal potere Pittelliano anche dei tanti che fino a ieri ne avevano goduto i “benefici”: piccoli capetti locali, imprese amiche, politici di professione per troppo tempo benevolmente silenti e quindi complici, sindaci cambiabandiera in cambio di qualche soldo per ripianare i debiti delle loro amministrazioni, nominati nei vari enti, superburocrati “amici degli amici”, scadenti furbetti ammantati di un potere dato in concessione dal capo, capibastone signori delle tessere; ma domani? Cosa faranno tutti costoro domani?
Per evitare il rischio, più che fondato, che questo stesso sistema di bassa lega – funzionale solo a se stesso - si rigeneri in altre forme e con protagonisti diversi (ma non distanti da quelli che hanno regnato negli ultimi 20 anni) il vero argine è solo e soltanto l’alternanza politica: è l’alternanza al governo della cosa pubblica il solo ed unico strumento per cancellare un sistema istituzionale e politico fatto di favoritismi, connivenze, dispotismo familiare e malcostume; è l’alternanza al governo l’unica possibilità per un totale rinnovamento delle istituzioni.
L’unica occasione – e forse l’ultima - che noi abbiamo per sconfiggere politicamente e democraticamente non tanto e non solo i Pittella di turno, ma anche e soprattutto il circolo vizioso del disvalore e della immoralità istituzionale, fatto a sistema dai tanti che ne hanno beneficiato e che vorranno continuarne a goderne, è il prossimo appuntamento delle elezioni regionali.
In attesa che la magistratura faccia il suo corso, è dovere della buona politica e della sana società civile lucana trasformare una sempre più forte voglia di riscatto in un radicale e reale cambiamento fatto di capacità, onestà, merito, con il legittimo desiderio ed il sacrosanto obiettivo - alle prossime elezioni regionali - di poter finalmente sconfiggere e sostituire un disastroso centrosinistra che si è fatto “sistema”.
Sen. Giuseppe Moles
(Commissario Regionale “Forza Italia” Basilicata)

domenica 8 luglio 2018

Terremoto sanità lucana: ecco i commenti di alcuni sindaci del Metapontino.



Sconcerto, stupore e confusione. Ma anche garantismo e l’augurio che, laddove si accertino le responsabilità, quanto accaduto possa rappresentare un punto di partenza per una nuova gestione della cosa pubblica in Basilicata. Sono gli stati d’animo di alcuni sindaci del Metapontino, area colpita dall’inchiesta della Procura di Matera se si tiene conto che Pietro Quinto, pisticcese di nascita e policorese di adozione, è uno degli arrestati. 
“Sono attonito e confuso – ha spiegato il sindaco di Policoro, Enrico Mascia -, ma ho fiducia in quello che ha fatto e in quello che farà la magistratura. Prendo atto di quanto accaduto senza anticipare processi o sentenze: che la magistratura faccia il suo corso”.  In riferimento al coinvolgimento di Quinto, invece, Mascia ha precisato: “E’ ovvio che da comune cittadino, come tutti, manifesto perplessità, confusione e stupore proprio perché si tratta di un uomo del Metapontino con il quale, per motivi istituzionali, ci sono stati dei rapporti. Proprio giovedì abbiamo inaugurato a Policoro la guardia medica estiva e mi sono sentito telefonicamente con Quinto per decidere se fare un comunicato stampa congiunto o procedere da soli, come Comune di Policoro. Aldi là di questo non mi sento di aggiungere altro, se non ribadire la piena fiducia nell’azione della magistratura”. 
Di sistema diffuso a macchia d’olio ha invece parlato il primo cittadino di Montescaglioso, Vincenzo Zito. “Premesso che l’indagine, ovviamente, deve ancora andare avanti e che coloro che sono coinvolti sicuramente spiegheranno il proprio percorso, sono sconcertati perché sta venendo fuori un sistema che, a quanto emerge da ciò che leggo e apprendo, sarebbe in realtà datato e prevede che la meritocrazia non sia più il requisito principale: esiste altro, solo le conoscenze eccellenti”. 
Su Quinto, invece, Zito ha precisato: “Non lo conosco personalmente in quanto, come sindaco, non ho mai avuto rapporti diretti. Però ripeto, da quanto sta emergendo, pare che questo sistema sia diffuso a macchia d’olio. Mi dispiace per i lucani, ma spero che tutto questo sia il punto di partenza per dare nuova dignità a questa regione e far sì che i requisiti fondamentali debbano essere il rispetto, la dignità del cittadino, ma, soprattutto, la meritocrazia. Ogni concorso deve premiare sempre e comunque il migliore: la politica deve mettersi da parte. Ho fiducia nella magistratura e spero che faccia emergere la verità”. 
Infine, il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. 
Piero Miolla

venerdì 6 luglio 2018

Sanità lucana, 30 arresti della Guardia di Finanza. Ci sono anche nomi importanti?



Apprediamo di un'operzione in corso dalle prime ore di questa mattina in Basilicata, posta in essere  dalla Guardia di Finanza di Matera su delega della Procura della Repubblica. Sarebbero 30 le misure restrittive della liberta personale emesse dal Gip del Tribunale di Matera nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti, a vario titolo, in fatti riconducibili a reati contro la Pubblica Amministrazione: le Fiamme Gialle stanno impegnando un centinaio di agenti per l'esecuzione delle suddette misue restrittive.
Si vocifera di nomi importanti, ma al momento si tratta solo di rumors non confermati.
Quello che è certo è che il Procuratore della Repubblica di Matera, Pietro Argentino, ha convocato una conferenza stampa a Palazzo di Giustizia, nel corso della quale illustrerà i contenuti dell’operazione: l'appuntamento è per mezzogiorno.
Piero Miolla

sabato 19 maggio 2018

Ugl: "La Sanità lucana fanalino di coda per i tempi di risposta del 118".



“La Sanità Lucana risulta fanalino di coda tra le Regioni italiane, come evidenziato da un rapporto de La Repubblica in riferimento ai tempi di risposta alle chiamate del 118. Questo dato negativo si aggiunge ai lunghi tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e alla non corretta gestione delle cronicità. Tutto ciò, nonostante il grande lavoro svolto dai professionisti Sanitari, rende inefficace il corretto funzionamento del Sistema Sanitario Regionale. Questo accade nonostante la Grande Riforma del SSR un libro dei sogni notevole ma che si sta dimostrando di difficile attuazione, come da noi evidenziato in IV commissione .
Uno dei principali punti della Riforma era, appunto, la rete dell’emergenza-urgenza che ne prevedeva l’ampliamento è il potenziamento. Da qui la domanda: perché in Basilicata non si riescono a rispettare gli Standard Nazionali?
Quali sono i veri ostacoli per cui una regione, definita piccola e ancor più spesso disorganizzata, non persegue una strategia di miglioramento?
In un ambito siamo i primi, nel creare precariato e sprechi.
Questi quindi non sono gli unici interrogativi che ci poniamo; come mai la Asm ha impiegato Due anni per completare il Concorso per Tecnici di Radiologia con relativa graduatoria? E perché l’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza ha deliberato per un identico concorso per 7 posti di Tecnico di Radiologia?
Ma per evitare spreco di danaro pubblico e i precari perché non si assumono i vincitori della graduatoria appena formulata?
In riferimento a questo vorremo citare la legge del DL n.101/2013 (L.125/2013), il legislatore ribadisce all’articolo 4:
“Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego “la possibilità per le amministrazioni pubbliche di utilizzare, prima di avviare nuovi concorsi, le graduatorie di pubblici concorsi approvate da altre amministrazioni previo accordo tra le amministrazioni interessate. Vogliamo ancora graduatorie eterne che creino solamente precari (vedi graduatoria concorso OSS 2009)?
Le segreterie Ugl Sanità Matera e Ugl Medici Basilicata si rivolgono al Consiglio regionale e all’assessore Franconi, auspicando di ricevere risposta e chiarimenti in merito".
Giovanni Sciannarella
Ugl Sanità Matera e Ugl Medici Basilicata.