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giovedì 29 novembre 2018

Vertenza ex guardie mediche, altra sentenza sfavorevole per la Regione



La Regione Basilicata non poteva unilateralmente decidere di abrogare l’articolo 35 dell’accordo integrativo regionale e, quindi, sospendere la corresponsione alle ex guardie mediche delle indennità da esso previste. Inoltre, quanto contemplato dallo stesso articolo 35, e cioè la corresponsione delle predette indennità, non contrasta con la norma gerarchicamente superiore, cioè il contratto nazionale. Anche per questo, dunque, quell’articolo non andava cassato e le delibere successivamente adottate vanno disapplicate, in quanto la sospensione delle indennità è illegittima. 
Lo ha deciso il giudice del lavoro del Tribunale di Potenza, Rosa Larocca, a margine del procedimento incardinato in seguito al ricorso di alcuni medici di continuità assistenziale, tutti rappresentati e difesi dall’avvocato Donatello Genovese, del foro di Potenza, i quali avevano agito anche per evitare di essere costretti a restituire quelle indennità che, a giudizio della Regione Basilicata, andavano restituite. Via Anzio, dunque, a giudizio del magistrato avrebbe sbagliato due volte nell’ormai celebre vicenda delle indennità sospese alle ex guardie mediche lucane: da un punto di vista procedurale, perché non avrebbe dovuto decidere unilateralmente, dovendo dapprima convocare la procedura di concertazione negoziata, del resto utilizzata in sede di Air. Ma anche nel merito, in quanto secondo il giudice non c’è contrasto con il contratto collettivo nazionale: l’Air, infatti, non contiene una deroga non consentita alla fonte gerarchicamente sovraordinata (l’accordo nazionale, appunto) e l’articolo 35 non andava abrogato, come, di fatto, è avvenuto. 
Per l’effetto, la Larocca ha ordinato l’Azienda sanitaria di Potenza al pagamento in favore dei ricorrenti in servizio delle indennità oggetto della querelle, oltre interessi e rivalutazione monetaria come per legge, da dì del dovuto e fino al soddisfo. Il giudice ha invece rigettato la richiesta dei ricorrenti di condannare al risarcimento dei presunti danni la Regione e l’Asp, in quanto non vi sarebbero state prove concrete di siffatti danni. Quella depositata di recente non è certo la prima sentenza sfavorevole, sul tema, a Regione e Asp, mentre al momento non si hanno notizie di simili iniziative da parte dei medici di continuità assistenziale in servizio all’Asm. 
Il caso, è ormai arcinoto, ebbe inizio dall’indagine avviata dalla Corte dei Conti, in considerazione della quale la Regione Basilicata aveva subito provveduto a revocare, con delibera 347-17, la corresponsione delle siffatte, riconosciute alle ex guardie mediche per rischi derivanti dalla peculiarità del servizio svolto; per l’assistenza resa alla popolazione in età̀ pediatrica e per l’usura della macchina per l’eventuale utilizzo del proprio automezzo. Dopo la revoca, via Anzio incaricò le Azienda Sanitarie per l’avvio del recupero di quelle elargite negli ultimi 10 anni: in totale, alle ex guardie mediche fu chiesta la restituzione di 18 milioni di euro (12 ai medici della provincia di Potenza, 6 a quelli del Materano), circa 500 euro pro capite.
Piero Miolla

giovedì 26 luglio 2018

Elezioni Consorzio di Bonifica: Riscatto ha incontrato la Regione Basilicata.



La politica si assuma le proprie responsabilità e intervenga, per una volta, prima della magistratura. L’appello arriva da Movimento Riscatto, Altragricoltura, LiberiAgricoltori, Uci Basilicata e Soccorso Contadino, che hanno incontrato a Potenza la Regione Basilicata, rappresentata dal coordinatore della segreteria della presidenza, Antonio di Sanza e dal direttore generale del dipartimento Agricoltura, Franco Pesce, su mandato della vice presidente Flavia Franconi. 
Oggetto del summit le elezioni dell’assemblea del Consorzio Unico di Basilicata, in merito alle quali Gianni Fabbris, leader di Altragricoltura ha ribadito la richiesta di annullamento. Proprio Fabbris era presente a Potenza insieme a Nicola Manfredelli e all’avvocato Antonio Melidoro, che sta coordinando gli aspetti legali della vertenza. 
“L’incontro – recita una nota - si è svolto in un clima di confronto e si è tenuto su un piano squisitamente tecnico per fornire alla Giunta regionale elementi e documentazione che sostanziano la richiesta di applicazione degli articoli 27 e 28 della legge regionale 1-17, secondo i quali la Regione può intervenire con poteri di controllo, ispettivi e sostitutivi nei confronti del Consorzio”. Ma vi è di più, in quanto, precisa la nota, “la stessa Regione ha l’obbligo di esprimersi sulla ratifica della delibera che formalizza l’esito elettorale del 15 luglio scorso”. 
La delegazione di Riscatto ha motivato la richiesta di intervento della Regione su tre profili di irregolarità: “Il modo nel quale sono state indette le elezioni; come si sono svolte il 15 luglio; lo scenario di incostituzionalità della norma. La delegazione ha anche illustrato i numerosi casi di irregolarità nella gestione della giornata del 15 luglio, che si stanno raccogliendo nel dossier che si andrà ad aggiungere nei prossimi giorni alla denuncia in Procura. E’ stato fatto rilevare un elemento tanto inquietante quanto grave: l’assenza totale di elementi terzi nella verifica delle operazioni elettorali, oltre che nel processo di presentazione delle liste. 
Da ultimo, la delegazione si è soffermata sulle questioni di incostituzionalità della norma dichiarata dalla Corte Costituzionale: “Se quel pronunciamento mette la parola fine alla legge, minando alla radice la legittimità stessa del Consorzio, vi sono diversi altri motivi di incostituzionalità che nelle prossime settimane saranno sollevate dal movimento stesso”. La Regione ha registrato con “interesse le argomentazioni esposte dalla delegazione che si è impegnata a fornire un articolato documento: è stato assicurato che verranno messe in atto tutte le procedure di verifica ai fini delle decisioni necessarie. 
Manfredelli e Fabbris hanno poi tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale hanno dichiarato: “Bene l’avvio, finalmente, dell’interlocuzione con la Regione, come stiamo chiedendo da tempo. E’ ora che la politica dica la sua su questa delicata vicenda: non può rimanere in silenzio. Lo deve fare la Giunta regionale, ma anche il Consiglio, che ha il potere legislativo ed è chiamato a cambiare urgentemente la legge approvata, che mostra, alla prima prova dei fatti, evidenti problemi di merito. Abbiamo chiesto una audizione urgente in III Commissione: non è possibile che la politica taccia”. 
Piero Miolla

martedì 17 luglio 2018

Michele Ottati denuncia: la Regione Basilicata non ha mai accettato l'audit esterno.



Dopo aver scoperchiato la marmitta Sanità Matera con tutto quell’andazzo portato avanti da persone tra le quali il massimo esponente ufficiale della regione, c’è da chiedersi perché non si scoperchi anche la marmitta Sanità Potenza. L’assessore alla Sanità ed il direttore generale del dipartimento Sanità dovevano essere senz’altro al corrente perché tutto dovrebbe essere firmato da loro;
Se non fosse così e visti gli scandali, perché l’assessore alla Sanità non predispone di far eseguire un “audit esterno” da società internazionali dell’audit per assicurarsi che a Potenza tutto, da anni, sia più che normale.
Nel 2014 chiesi da assessore regionale un “audit esterno” per capire da dove proveniva il buco finanziario di 12 milioni di euro all’anno dei 3 Consorzi di Bonifica di cui uno gestito da un direttore Coldiretti. La stessa cosa per il buco finanziario strutturale di 4 milioni di euro per l’Ara. Fu rifiutato dal presidente preferendo un Commissario alla lucana maniera, cioé una persona controllabile, malleabile e che non sia in grado di risolvere nessun problema. Questo sta a dimostrare l’incapacità e l’incompetenza gestionale del presidente regionale a non capire l’importanza del concetto “audit” per risolvere veramente i problemi.
Infatti l’audit è la valutazione indipendente volta a ottenere prove, relativamente a un determinato oggetto, a valutarle obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri fissati siano stati soddisfatti o meno. Il concetto di audit si applica a molte attività e viene effettuato da persone che hanno caratteristiche personali dimostrate e competenti. Nessuno di tutti i commissari nominati da Bubbico, De Filippo e Pittella hanno dimostrato di avere tali caratteristiche, quindi questi presidenti non hanno mai avuto nessuna intenzione di risolvere un solo problema.
Fu proprio De Filippo a trasformare l’organismo pagatore europeo lucano in un carrozzone elettoralistico, mettendoci dentro sindaci trombati, persone licenziate dai Consorzi e rinunciando al personale audit qualificato. La conseguenza fu il ritiro del riconoscimento europeo all’Arbea. Oggi come allora, al presidente regionale di turno, non gliene frega niente. Senza una cultura dell’audit, che assicuri in tutto ciò che dipende dalla regione il rispetto dei manuali delle procedure, l’analisi e la gestione dei rischi, la supervisione e un servizio di audit interno regionale, si dà libero campo alla corruzione, al clientelismo, ai favori, alle raccomandazioni, impedendo alla Regione ogni suo sviluppo.
Perchè, al posto di cambiare commissari e direttori all’Arpab e affermare “tout va bien Madame la Marquise”, il Presidente regionale non si sia deciso ad effettuare un audit esterno per non cadere nel ridicolo, quando il controllato si trasformi anche in controllore?
Come non si fa a non auditare il dipartimento Agricoltura dove ho tentato di creare invano un servizio di audit interno. Cosa succede nell’Alsia, nel Consorzio di Bonifica unico da 6.000 dipendenti, nell’Ara, nei Gal, nel rispetto dei regolamenti comunitari, nel modo in cui i fascicoli aziendali sono compilati dai Caa con agricoltori che aspettano ancora l’aiuto al diritto del 2016 e 2017. Abbiamo un commissario del Consorzio unico di bonifica che guadagna 15 volte quanto guadagna mensilmente un operaio forestale e che è stato nominato dal presidente regionale come rappresentante della Regione in seno al consiglio di amministrazione con il 40% dei voti.
Non c’è mai stato un audit esterno nel settore della formazione nel dipartimento Attività Produttive, nemmeno nella centrale regionale degli appalti pubblici, nei parchi regionali e nazionali, nell’attribuzione degli appalti pubblici per Matera 2019 a 10 aziende lucane, nemmeno nelle zone artigianali e industriali per capire perché non si è voluto l’aeroporto a Pisticci e perché Tecnoparco non viene chiusa e perché la bonifica del Valbasento non è mai iniziata.
Questo complotto dei politici carbonari lucani è la causa del sottosviluppo lucano, inserendoci i 70 sindaci Pd e tutti i dirigenti che vivono di Pd perché alimentano il rifiuto di una cultura dell’audit.
Fatti come quelli scoperti nella Sanità Matera sono oggigiorno presenti dappertutto o, comunque, dove non sono stati insediati gli anticorpi amministrativi ed i dirigenti competenti e indipendenti per contrastare sin dalla nascita ogni sintomo di clientelismo, checché ne dica il presidente regionale.
Per questo non bastano controlli cartacei ma controlli sul posto eseguiti da persone che abbiano le caratteristiche degli auditors. Nulla è stato fatto per formare tali dipendenti regionali. Perché?
Nel programma del Movimento federalista Lucano viene posto come prima priorità l’azzeramento di tutta l’amministrazione regionale per poter ripartire su nuove basi con la cultura dell’audit e dei dipendenti regionali competenti indipendenti e permanenti al servizio esclusivo dei lucani e non degli interessi elettoralistici del Pd. Il nostro sito potrà dare conferma di una serie di altre proposte concrete ed innovative per la Basilicata.
Michele Ottati
Movimento Federalista Lucano

La Regione Basilicata approva progetto del Comune di Pisticci sull'accessibilità alle aree rurali.



Buone notizie per il Comune di Pisticci: la Regione Basilicata ha approvato la graduatoria della Misura 4.3.1 “P.S.R. Basilicata 2014/2020 Sostegno per investimenti in infrastrutture necessarie per l’accesso ai terreni agricoli e forestali”, relativa ad un miglioramento dell’accessibilità delle aree rurali, così da adeguare la viabilità delle strade che collegano le aziende agricole lucane e favorire il trasporto dei prodotti agricoli della Regione, e il progetto presentato dal Comune è risultato idoneo e finanziabile. 
“Si tratta sicuramente di una notizia positiva per il nostro territorio – conferma il Sindaco di Pisticci Viviana Verri – A suo tempo candidammo un progetto per un importo pari a 199.775,28€, vista l’impellente necessità di intervenire sulle strade rurali del nostro Comune per ripristinarne la funzionalità, soprattutto nelle zone in cui maggiormente si concentrano aziende agricole che necessitano di una rete stradale più efficiente per migliorare le loro attività aziendali, nonché per tutelare l’incolumità dei tanti cittadini che vivono nelle contrade. La Regione ha previsto un fondo generale di oltre venti milioni di euro e ha riconosciuto l’intera somma richiesta al nostro Comune, per cui accogliamo con soddisfazione l’integrale finanziamento del nostro progetto che darà un forte impulso all’agricoltura, una delle attività economiche trainanti del Metapontino e del nostro territorio”. Altre buone notizie giungono dai progetti di servizio civile candidati dal Comune di Pisticci: “Con grande soddisfazione annunciamo alla cittadinanza l’approvazione dei progetti ‘Rescue me 2’ e ‘Anziani Risorsa Sociale 3’, realizzati dall’Ufficio Servizi Sociali del Comune, candidati al Servizio Civile per la Basilicata  ed approvati lo scorso 2 luglio – prosegue la prima cittadina - In particolare, il progetto Rescue Me riguarda la delicata materia della protezione civile e garantirà un’importante esperienza formativa e professionale di un anno ad otto ragazzi dai 18 ai 28 anni non superati che saranno sottoposti ad un’attività di formazione legata al pronto intervento in caso di emergenze ambientali in un territorio come il nostro interessato da fenomeni quali il dissesto idrogeologico, mentre l’altro progetto riguarda il settore sociale e, precisamente, l’assistenza agli anziani della nostra comunità, con la previsione di ulteriori otto posti da assegnare sempre tramite concorso pubblico. In totale saranno ben sedici i giovani che sosterranno il Servizio Civile presso il Comune di Pisticci e siamo felici di dare loro la possibilità di vivere un’esperienza professionale e umana così formativa come si dimostra essere il Servizio Civile”.
Un chiarimento, infine, sulla questione relativa al progetto di valorizzazione del sito archeologico Incoronata, candidato al bando regionale Basilicata Attrattiva: “La graduatoria pubblicata sul portale della Regione Basilicata è provvisoria e vede il nostro progetto di riqualificazione del sito archeologico dell’Incoronata momentaneamente escluso per una serie di motivazioni a cui stiamo dando riscontro proprio perché crediamo che il progetto abbia tutti i requisiti per poter essere approvato e finanziato – conclude il Sindaco Verri - La osservazioni dovranno essere inoltrate alla Regione Basilicata nei prossimi giorni e permetteranno di chiarire alcuni fraintendimenti riscontrati in sede di valutazione del progetto, per cui attendiamo fiduciosi l’esito di questa procedura”.

venerdì 8 giugno 2018

Regione Basilicata: l'Usb chiede di rimuovere i dirigenti esterni in carica.


Sono solo sei i dirigenti esterni “puri” in forza alla regione Basilicata, cui se ne aggiungono cinque provenienti da altra pubblica amministrazione in virtù di un comando. Inoltre, la pronuncia del Consiglio di Stato sul tema, relativa a un ricorso della Regione Sardegna, non può essere applicata alla nostra Regione. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione di via Anzio in replica alla presa di posizione dell’Usb, che, attraverso una nota a firma di Paolo Baffari e Francesco Castelgrande, aveva parlato di nomine di dirigenti esterni illegittime, chiedendo a via Anzio di rimuovere sia quelli in carica che coloro che hanno superato concorsi o selezioni. La richiesta dell’Usb traeva fondamento proprio dalla sentenza del Consiglio di Stato che, hanno sottolineato dalla Regione Basilicata, essendo stata emessa in riferimento a un ricorso della Regione Sardegna per violazione dell’applicazione di una norma regionale della stessa isola, non può essere messa in relazione alla nostra. Farlo, quindi, è secondo via Anzio cosa ardita. In buona sostanza, hanno ragionato in Regione Basilicata, c’è una legge sarda secondo la quale determinati posti non possono essere attribuiti a dirigenti esterni: siccome la Regione Sardegna, invece, li ha nominati quelle nomine sono nulle. La Regione Basilicata, dunque, non sarebbe assolutamente toccata e interessata dalla pronuncia del Consiglio di Stato, anche perché, come è noto, non è che la Sardegna possa vantare una sorta di giurisdizione legislativa o normativa sulla nostra regione. Insomma, a sentire gli uffici regionali si tratterebbe di due cose poste su livelli totalmente diversi o, meglio: sarebbero due pianeti completamente diversi. Morale della favola? Quella sentenza, sempre secondo fonti vicine a via Anzio, si applica solo alla regione Sardegna e in riferimento a una norma dello statuto speciale sardo che attribuisce una competenza esclusiva alla Regione in materia di ordinamento degli uffici. Ciò posto, la Sardegna ha approvato una norma con la quale ha previsto che, per taluni posti, si sarebbe dovuto far fronte con i dirigenti del sistema Regione: da qui, dunque, l’impossibilità di nominare un dirigente esterno. La legislazione regionale lucana sul tema, hanno altresì aggiunto da via Anzio, prevede dei numeri entro i quali ci si muove. Se, invece, ci fosse stata una norma ad hoc con la previsione di una limitazione numerica nel ricorso ai dirigenti esterni, è sempre il ragionamento di via Anzio, in quel caso probabilmente la sentenza avrebbe potuto essere applicata anche nella nostra regione. Casistiche diverse, dunque: questa la posizione di fonti vicine alla Regione Basilicata in risposta alle richieste e alle obiezioni dell’Usb. Di sicuro la questione è probabilmente destinata a far registrare ulteriori sviluppi, almeno dialettici, tenuto conto che il tema è comunque sentito. In una fase di grande attenzione verso le spese degli enti e di difficoltà della Regione (bilancio docet), di sicuro della questione sollevata da Usb se ne tornerà a parlare.

mercoledì 16 maggio 2018

Servizi digitali della Regione Basilicata: per il Consiglio di Stato bisogna rifare l'appalto.



Foto DigitalSat
“Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato: solo dopo averle lette, decideremo cosa fare”. Nelle parole del direttore generale del dipartimento della presidenza della Giunta regionale di Basilicata, tutta la cautela necessaria in merito alla querelle relativa all’appalto per i servizi digitali di via Anzio. 
Come è noto la Regione Basilicata aveva espletato una gara d’appalto con base d’asta di 15 milioni e 295mila euro nell’ambito della “procedura aperta per l’evoluzione di soluzioni e servizi avanzati a supporto dell’agenda digitale per il periodo 2016-2020”. Tale procedura era stata annullata dal Tar Basilicata già lo scorso anno. A quella sentenza aveva fatto seguito un ricorso al Consiglio di Stato, chiamato a mettere la parola fine alla querelle. Nell’ultimo grado di giudizio amministrativo, la sentenza è stata nuovamente di annullamento, ma con diversa motivazione rispetto a quanto deciso dal Tar. Per questo, Marsico ha ovviamente preferito non sbilanciarsi e, in attesa delle motivazioni della decisione del Consiglio di Stato, non si è sbottonato. 
“Non posso dire alcunché in questa fase: sappiamo solo che il Consiglio di Stato ha annullato la gara, ma non ne conosciamo i motivi. E’ evidente che bisognerà procedere a nuova gara. Al momento, però, non posso dirle di più”. Marsico, in particolare, ha preferito non aggiungere altro sia in merito a cosa accadrà nelle more della nuova gara, che, in particolare, riguardo alla situazione di uno dei soci della compagine che attualmente gestisce il servizio dell’agenda digitale per la Regione, vale a dire l’imprenditore Angelo Raffaele Tosto di Datacontact per il quale c’è una condanna preclusiva della partecipazione ai pubblici incanti. 
“Della posizione di Tosto si era occupato il Tribunale Amministrativo Regionale di Basilicata, ma ora c’è un provvedimento del Consiglio di Stato, che, come anticipato, ha sì confermato l’annullamento della gara, ma non ne conosciamo le motivazioni. Pertanto, lo ribadisco, credo che ogni giudizio e ogni ipotesi, tanto sull’appalto in sé, quanto sul prosieguo e sulla posizione personale di qualcuno, mi sembrano premature”. Al momento, dunque, la Regione Basilicata ha semplicemente preso atto di quanto deciso dal Consiglio di Stato, anche perché, ha precisato Marsico, “è evidente che le sentenze si rispettano specie quando sono definitive, come questa”, riservandosi di decidere cosa fare, in che tempi e, soprattutto, come gestire la transizione tra attuale concessionario e il nuovo che verrò fuori dall’ormai necessaria e obbligatoria nuova gara. Va ricordato che, tra i servizi connessi alla procedura aperta per l’evoluzione di soluzioni e servizi avanzati a supporto dell’agenda digitale per il periodo 2016-2020, rientra anche il Cup, il centro unico di prenotazione che opera nel settore della sanità. 
Piero Miolla

martedì 15 maggio 2018

Regione Basilicata in gestione straordinaria: l'ottimismo dei presidenti delle Province.

 
Foto: trmtv.it
Per approvare il nostro bilancio di previsione non possiamo fare a meno delle risorse regionali: in caso contrario andremmo incontro alla paralisi”. Lo ha ribadito ancora una volta il presidente della Provincia di Matera, Francesco De Giacomo, sottolineando, però, che qualcosa da Potenza si starebbe muovendo. 
“Stiamo aspettando l’approvazione del bilancio di previsione da parte della Regione Basilicata, all’interno del quale ci saranno, o dovrebbero esserci, le risorse che servono alle Province per chiudere il bilancio. E’ chiaro che nel caso tali risorse fossero effettivamente incorporate nel bilancio di via Anzio, per la Provincia di Matera, così come per quella di Potenza, le prospettive cambierebbero in positivo”. 
In caso contrario? “Noi non saremmo in grado di approvare il bilancio, con tutte le conseguenze del caso. Già adesso siamo in gestione straordinaria proprio perché il nostro bilancio non è stato approvato non essendo in grado di riequilibrarlo. Ecco perché per noi è fondamentale che la Regione approvi. C’è poco da aggiungere”. Ciò posto, il primo inquilino di via Ridola ha comunque rimarcato: 
“E’ evidente che se c’è l’approvazione, la situazione cambia in positivo. Però, anche in tal caso, non dobbiamo dimenticare che le difficoltà non verrebbero meno completamente: ciò che la Regione ci dovrebbe dare non sarà altro che quello che ci serve per la gestione ordinaria. Tra queste somme, però, finalmente ci sono anche risorse da destinare alle scuole e alle strade. Proprio per questo è necessario che da Potenza arrivino le notizie positive che cerchiamo. Personalmente, anche per il tramite di un’interlocuzione avuta dal capo di gabinetto della Provincia, sono fiducioso: ci è stato assicurato che la situazione si sbloccherà”. 
Il presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, ha ricordato: “Non possiamo neanche pulire le erbacce in mezzo alle strade e siamo in difficoltà, ma io vedo e penso positivo perché la Regione, nel cosiddetto bilancio ordinatorio e snello che contempla solo quelle che sono le spese fisse e che dovrà riavviare la macchina amministrativa, ha deciso di inserire le somme necessarie affinché le due Province possano, sulla base delle competenza delegate da via Anzio, approvare il loro bilancio”. 
Per Valluzzi una prima notizia positiva, dunque, c’è. 
“Il lavoro di queste settimane ha prodotto il risultato di inserire le spese legate alle funzioni non fondamentali e ad alcune attività legate a strade e scuole in questo bilancio. Approvato il consuntivo, le Province sperano di riuscire entro maggio ad approvare il bilancio. Guarderei, a questo punto, più il dato positivo che quello negativo: l’aver condiviso un percorso che pur nella ristrettezza delle disponibilità regionali, è stato deciso di favorire”. 
Valluzzi, dunque, vede il bicchiere mezzo pieno? Il presidente dissente da questa visione. “Vedo il bicchiere nella complessità della gestione provvisoria del bilancio e della mancata parifica: in questo contesto, io scorgo una condivisione positiva che consentirà alle Province nei prossimi 20 giorni di approvare il bilancio. Nella difficoltà oggettiva, questo è il dato positivo: non, quindi, il bicchiere mezzo pieno, ma la consapevolezza di tutti gli attori in campo che la vicenda del bilancio delle Province è fondamentale anche per preparare gli investimenti che, per la prima volta e sia pure in modo residuale, si affacciano nelle previsioni del bilancio dello Stato sui servizi di competenza delle Province”.  
Piero Miolla
 

Gestione straordinaria in Regione: cosa si può fare e cosa non si può fare.



Potrebbe terminare entro maggio la gestione straordinaria che, al momento, costringe la Regione Basilicata a non poter programmare nuovi investimenti, stante la mancata approvazione del bilancio di previsione. 
Via Anzio, che ora come ora non può impegnare e neanche liquidare nuove spese, dovrebbe riuscire ad approvare l’importante documento contabile entro la fine di questo mese (dipende anche dai tempi che impiegherà il Consiglio regionale), rimediando (anche solo parzialmente: vi è anche un danno d’immagine in tutta questa storia) alla mancata approvazione nei termini prestabiliti. In buona sostanza, la situazione in cui versa la Regione in cosa si concretizza? Quali sono cioè, i limiti e quali, invece, le operazioni che possono essere effettuate? 
Innanzitutto, come anticipato, senza bilancio di previsione non è possibile programmare niente: in una terra già di per sé condizionata da grandi difficoltà finanziarie, è evidente che tutto questo si trasforma nell’ennesimo handicap. L’importante è che tale impedimento duri il meno possibile, altrimenti una Regione in paralisi non potrà che sortire effetti negativi per tutto il suo territorio, con un effetto domino anche sugli enti territoriali, ad iniziare dalle Province, senza escludere quelli che in ogni caso dipendono dalla Regione. Nonostante la gestione straordinaria, però, è possibile adempiere alle obbligazioni che sono state già assunte, anche nei confronti degli enti locali, così come si possono pagare le spese in un settore nevralgico e fondamentale come quello della sanità. Lo stesso dicasi per gli stipendi e per tutti i contratti già in essere. 
Via Anzio, però, è anche alle prese con il capitolo relativo ai chiarimenti che la Corte dei Conti ha chiesto in merito al bilancio consuntivo 2016. Sul punto, il direttore generale del dipartimento di presidenza, Vito Marsico, ha spiegato: “Stiamo cercando di fornire i chiarimenti su tutti i punti richiesti dal giudice contabile: poi, ovviamente, le determinazioni saranno assunte direttamente dalla Corte”. Dato per scontato che la questione relativa alla Corte dei Conti è diversa da quella del bilancio preventivo 2018 (la cui mancata approvazione ha determinato la gestione straordinaria), oggi come oggi via Anzio in ogni caso non può bandire nuove gare d’appalto, mentre laddove le gare siano state già bandite può, invece, procedere. 
Al di là degli aspetti meramente tecnici, resta il fatto che non si è riusciti, nei tempi previsti dalla legge (30 aprile) ad approvare il bilancio di previsione. Sul punto, come è noto, gli interventi della politica sono stati tanti e, di fatto, tutti improntati a sottolineare l’incapacità della maggioranza di chiudere il cerchio. Interventi non solo provenienti dalle minoranze, ma anche da chi, come il consigliere di maggioranza, Piero Lacorazza, fa parte della stessa e non disdegna critiche e distinguo. Confermando che, al momento, il Pd vive l’ennesima fase di conflitto interno del quale, probabilmente, bisognerà tenere conto in sede di candidature per le prossime regionali. Da questo punto di vista, però, le avvisaglie sembrerebbero sminuire tali conflitti visto che, a quanto pare, si continuerà a puntare, come candidato presidente, sull’attuale governatore. 
Piero Miolla

martedì 1 maggio 2018

Regione Basilicata in gestione straordinaria: i commenti di Leggieri (M5S) e Napoli (Nci)

 

Siamo sull’orlo di un vero e proprio fallimento. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gianni Leggieri, ha commentato la notizia del giorno, cioè il rinvio dell’approvazione del bilancio di previsione. “Purtroppo – ha aggiunto Leggieri - ancora una volta abbiamo la prova della fondatezza delle nostre affermazioni e della inadeguatezza di questa classe politica. La mancata approvazione del bilancio di previsione porterà a partire dal primo maggio alla gestione provvisoria, quindi a una vera e propria paralisi della Regione Basilicata. Dopo essere già andati avanti in questi primi quattro mesi del 2018 con l’esercizio provvisorio, siamo sull’orlo di un vero e proprio fallimento. Una situazione molto grave, che si ripercuote inevitabilmente su diverse categorie e soggetti, soprattutto i più deboli, che vedono accumularsi ritardi su ritardi nei pagamenti”. Per Leggieri, però, siffatta situazione mostra soprattutto “l’assoluta inadeguatezza di questa classe politica nella gestione della Regione. Quella del bilancio, infatti, è una storia ormai vecchia che viene da lontano. Dopo la mancata parifica del bilancio regionale da parte della Corte dei Conti, nonostante sia passato più di un anno, la Giunta regionale non è stata in grado di risolvere i tanti problemi sollevati dai giudici contabili e oggi ci troviamo in una situazione ancor più drammatica”. Morale della favola? “A farne le spese sono sempre i cittadini lucani, condannati a sopportare ancora questa classe politica inadeguata”. In realtà, è sempre Leggieri a parlare, “a farne le spese è tutta la Regione Basilicata, che da anni naviga a vista senza alcuna programmazione e senza alcuna visione politica di ampio raggio e prospettiva. Solo giochi di potere e poltrone per le prossime elezioni regionali, solo parole, slogan elettorali e tante promesse, ma nella pratica i risultati sono insufficienti e i disastri compiuti dalla maggioranza sotto gli occhi di tutti. Artigiani, agricoltori, imprenditori, amministratori pubblici di province, comuni, enti strumentali, tutti possono toccare con mano i gravi ritardi con cui la Regione si muove e le inefficienze della politica regionale”. In buona sostanza, per l’esponente pentastellato, “tutto ciò dimostra che la Regione Basilicata sta continuando a giocare una partita con carte truccate e senza rispettare le regole del gioco. Un gioco, però, pericoloso che si sta ripercuotendo ancora una volta sui cittadini e su chi in futuro avrà il compito di guidare questa Regione e di risollevarne le sorti. E’ arrivato il momento di cambiare passo, mettere in moto una nuova stagione politica che spazzi via decenni di mal governo”.   



“Il centrosinistra che governa in Basilicata non ha attenuanti”. Il parere è del consigliere regionale, Michele Napoli, che, in merito alla mancata approvazione del bilancio di previsione, ha sostenuto: “Lavoriamo per dodicesimi e dopo il 30 aprile passeremo a un altro regime ancora più restrittivo: tali situazioni di stallo e di difficoltà a chiudere il bilancio la dicono lunga sulla crisi del governo regionale e dimostra l’assenza di programmazione”. Per Napoli non c’è solo “la questione del bilancio: c’è anche la vicenda della mancata parifica da parte della Corte dei Conti che ci trasciniamo dietro e a pagare le conseguenze è il sistema produttivo e i cittadini. Le responsabilità? Sono grandissime in chi amministra”. Il centrodestra cosa farebbe in questa situazione? “Bisogna approvare il bilancio in fretta e poi fare una riflessione anche su una struttura regionale elefantiaca e non in grado di garantire un monitoraggio dello stato delle cose. La responsabilità è della politica che sceglie i dirigenti, ma anche della struttura amministrativa che palesa evidenti inefficienze. I dirigenti sono coloro che devono occuparsi di monitorare lo stato delle finanze regionali: possibile che la struttura non riesca a monitorare con puntualità nel dettaglio lo stato in cui versano, sotto il profilo economico e finanziario. le casse regionali? Possibile che non scatti un campanello di allarme sulla necessità di intervenire prima che sia troppo tardi?” Fatte queste domande, Napoli ha concluso: “Il bilancio è l’atto finale di un iter che va monitorato e per il quale ci sono strutture preposte a verificare stato di attuazione del programma, risorse impiegate, stanziamenti, ma in Basilicata si naviga a vista”.
Piero Miolla 

lunedì 30 aprile 2018

Regione Basilicata in gestione straordinaria: critico anche Lacorazza.

 
“Con questa impasse finanziaria anche il tema dell’autonomia ne riceve un danno”. A parlare è Piero Lacorazza, consigliere del Pd, dunque di maggioranza, che si mostra molto critico nei confronti di chi amministra in Regione. 
“Sto facendo una battaglia sull’autonomia che si tradurrebbe nell’avere più spazio per assumere medici, operatori sanitari, abbattere le liste di attesa. L’autonomia, però, è condizionata dall’equilibrio economico finanziario: puoi chiederla allo Stato solo se hai i conti in ordine. La questione del bilancio, pertanto, è un danno ulteriore. La mia critica è questa: penso che ognuno di noi ha avuto la responsabilità di amministrare qualche ente nel corso della propria vita. Io per primo ho amministrato la Provincia di Potenza. Ebbene, i bilanci sono sempre stati approvati nei termini di legge. Qui siamo di fronte a un fatto spiacevole, non corretto e non positivo perché chi governa processi rilevanti come quelli di una Regione dovrebbe avere sempre in mente i bilanci e le politiche del personale, che sono i binari su cui cammina una buona e ordinaria amministrazione”. 
Inoltre, ha ricordato Lacorazza, in “Consiglio le carte non sono arrivate perché credo che la Giunta non abbia ancora approvato la proposta di bilancio. Quindi non posso dare valutazioni nel merito sul perché di una soluzione di questo tipo, che tra l’altro dovrà portare la Regione a rispondere alle osservazioni della Corte dei Conti entro il 4 maggio”. Insomma, il rischio impasse è dietro l’angolo. “Credo sia la prima volta nella storia della Basilicata che accade una cosa del genere, e anche se ci sono questioni che si trascinano dal passato, non c’è dubbio ricadano nella responsabilità del centrosinistra”. 
Piero Miolla

La Regione Basilicata da domani in gestione straordinaria?



A partire dal 1° maggio la Regione Basilicata dovrebbe passare alla cosiddetta gestione straordinaria. Che, tradotto in soldoni, vuol dire che via Anzio sarà in grado solo di pagare bollette e stipendi. Stop, dunque, ad investimenti, progetti e tutto ciò che serve a un ente per porre in essere una seria e dettagliata programmazione. Tutto questo ha sollevato polemiche, come è giusto e normale che sia, con le opposizioni (ma non solo: anche nel Pd c’è chi, come Piero Lacorazza è molto critico nei confronti della maggioranza) all’attacco. 
Partiamo dai dati di fatto: la Regione avrebbe dovuto approvare entro domani il bilancio di previsione, ma, a quanto pare, non lo farà. Tutto questo vuol dire che l’approvazione è rinviata di un mese: scatta, quindi, l’esercizio straordinario. Entro il 4 maggio, poi, via Anzio dovrebbe provvedere a pareggiare il bilancio del 2016, tenuto conto che la Corte dei Conti, nel controllarlo, ha fatto osservazioni contenute in ben 450 pagine. Già adesso la regione agisce per dodicesimi, cioè con una ridotta capacità finanziaria. Dunque, è evidente che il massimo ente regionale può programmare ben poco, con tutto quello che ne deriva per i lucani. 
Il caso è stato di recente sollevato da un cittadino, Donato Ramunno, appartenente a Fratelli d’Italia, il quale ha dichiarato: “Siamo ad un passo dal fallimento. E se prima la catastrofe era solo, si fa per dire, demografica economica, sociale e culturale, oggi ci troviamo difronte anche al fallimento amministrativo. Infatti, la Regione entro il 30 aprile avrebbe dovuto approvare il bilancio di previsione e non lo farà se non, si spera, a fine maggio. Significa che, passando alla cosiddetta gestione provvisoria, la Regione Basilicata potrà pagare solo bollette e stipendi. Con tutto ciò che ne consegue e cioè un totale immobilismo, in quanto province, comuni ed enti strumentali, non percepiranno più un solo euro da parte della Regione. Siamo all’assurdo. 
 Inoltre – ha aggiunto Ramunno - entro l’inizio dello stesso mese dovrebbe esserci la parifica del bilancio 2016 da parte della Corte dei Conti, la quale ha trasmesso oltre 450 pagine di osservazioni. Tutto questo, come al solito, sempre nel totale silenzio e nella totale mancanza di individuazione di responsabili e responsabilità. Siamo amministrati da fantasmi: da una parte la politica, tutta concentrata in lotte intestine al centrosinistra che governa la Regione e impegnata nella corsa all’occupazione dell’ultima postazione buona per cercare di salvare ancora una volta la poltrona. Dall’altra una classe dirigente totalmente inadeguata per incapacità, inefficacia e inefficienza. Un degrado totale ed inequivocabile. 
In mezzo i soliti fessi: i lucani. Inermi ad assistere agli atti conclusivi di questo squallido teatro di consiliatura regionale”. Detto questo, Ramunno ha poi tratto le sue personali conseguenze: “Spero che a novembre il popolo lucano si ricordi di tutto questo. Abbia memoria nella cabina elettorale e la dignità, la coscienza civile e morale, di mandare a casa gli artefici del più grande fallimento italiano. Di mandare a casa quelli che hanno saputo trasformare un potenziale paradiso in un inferno. Un sogno in un incubo. La speranza, in un continuo avvilimento”. 
Piero Miolla

lunedì 12 marzo 2018

Sul Governissimo in Regione l'ironia di un parlamentare uscente.


“Il governissimo alla Regione Basilicata? Non mi pare che manchi la maggioranza a via Anzio e, dunque, non capisco quale possa essere la questione”. Il già viceministro agli Interni, Filippo Bubbico, esponente di spicco di Liberi e Uguali, ha liquidato così la proposta del consigliere regionale di Noi con l’Italia, Paolo Castelluccio.  
Senatore, l’ex esponente di Forza Italia ha chiesto al governatore Marcello Pittella di dimettersi al fine di formare un nuovo governo regionale con il coinvolgimento di tutte le forze politiche: un governissimo, appunto, che possa fare da preludio ad una accordo elettorale ampio in vista della consultazione di novembre. Lei cosa ne pensa? 
“Non ho elementi per esprimere una valutazione su questa proposta: francamente non so, ma mi pare che bisogna distinguere le cose. Adesso, infatti, abbiamo votato per il Parlamento, mentre per la Regione i lucani sono andati alle urne circa cinque anni fa e torneranno a farlo tra qualche mese: il risultato elettorale delle politiche, dunque, cosa non c’entra con la situazione alla Regione? Non capisco il problema: normalmente di parla di governissimo quando manca una maggioranza. Però, se non sbaglio, in Regione una maggioranza c’è ed allora mi chiedo quale possa essere il problema”. Castelluccio ha ritenuto che, vista la pesante sconfitta subita dal Pd alle politiche, il governatore debba dimettersi dando luogo ad un accordo ampio che faccia da preludio ad un ampio fronte coalizzato. 
“Un’alleanza ampia contro chi e per che cosa? Castelluccio è un uomo del Partito Democratico?”  
No, è un consigliere regionale di opposizione. 
“E allora non capisco che tipo di problema abbia Castelluccio, francamente”. 
Quindi Filippo Bubbico è contrario a questa ipotesi? 
“No, io non sono né a favore, né contro: semplicemente non capisco di cosa parlino. Si occupino dei problemi della Basilicata se ne sono capaci, piuttosto che discettare di alchimie politiche e alleanze che sono prive di senso, dal momento che tra un po’ si va a votare per la Regione e una maggioranza c’è”. 
Piero Miolla 

martedì 14 novembre 2017

Sanità: da domani la protesta dei medici di continuità assistenziali che non metteranno più a disposizione la propria auto per il servizio. A rischio paralisi le guardie mediche in 34 centri.

PIERO MIOLLA
Da domani una parte delle ex guardie mediche lucane, oggi medici di continuità assistenziale, attuano una forma di protesta particolare: rinunceranno all'utilizzo della propria auto per il servizio per protestare contro la decisione della Regione Basilicata di richiedere loro indietro circa 18 milioni di euro relativi alle indennità di rischio. "Dopo la decisione della Giunta Regionale di procedere, attraverso le aziende sanitarie, al recupero coattivo delle indennità pregresse per un volume complessivo a livello regionale di  circa 18 milioni di euro - recita una nota della Cgil - dopo un incontro meramente interlocutorio con il presidente Pittella e tutte le organizzazioni sindacali nel quale si era stabilito di provare a risolvere questa vicenda attraverso il congelamento della procedura di recupero fino a quando non sarà concluso l’iter della Corte dei Conti, nella convinzione che nessun danno erariale sia stato prodotto, in quanto tali compensi sono stati percepiti nella piena legittimità di un contratto e di un accordo integrativo regionale pienamente valido ed efficace, è calato di nuovo il silenzio istituzionale e nessun altro incontro su questo tema è stato convocato così come, invece, era stato detto. Di contro, le Aziende Sanitarie hanno già avviato le procedure per la restituzione delle indennità, ma assolutamente nulla è stato fatto per la messa in sicurezza delle sedi e per la sicurezza fuori le sedi. I medici escono in qualsiasi ora della notte, con qualsiasi condizione climatica e, oltre ai compiti legati alla professione, continuano ad affrontare tutti i disagi di una guida prevalentemente notturna, con strade difficilmente percorribili, nelle campagne più sperdute, considerata la frammentazione degli insediamenti abitativi della nostra regione. L’indennità di rischio, chiesta ora in restituzione, serviva proprio a compensare la mancanza di qualsiasi forma di sicurezza e anche a coprire il disagio dei medici. Adesso i medici di continuità assistenziale, così come preannunciato nei mesi scorsi ed anche in vista della stagione invernale, hanno deciso di dire basta e a tal fine hanno formalmente già comunicato a fine ottobre all’Asp di Potenza che da domani, 15 novembre, non metteranno più a disposizione la propria auto per svolgere il servizio. I presidi di continuità assistenziale coinvolti nella protesta sono Bella, Balvano, Sant’Angelo Le Fratte, Savoia, Sant’Arcangelo, Lagopesole, San Giorgio, Roccanova, Chiaromonte, Brienza, Spinoso, Armento, Abriola, Gallicchio, Missanello, Viggiano, Villa D’Agri, Rapone, Carbone, Ripacandida, Ginestra, Sasso di Castaldo, Anzi, Cancellara, Vaglio, Picerno. Acerenza, Albano, Campomaggiore, Brindisi, Trivigno, Baragiano, Ruoti, Castelsaraceno. In tutto questo, è sintomatico che a fronte di così tanto preavviso l’Asp ha mantenuto il silenzio assoluto senza nemmeno preoccuparsi di far fronte ai proprio obblighi rispetto al servizio nei confronti dei cittadini. Come Fp Cgil non possiamo che condannare ancora una volta questo atteggiamento che continua ad ignorare la giusta protesta degli oltre 500 professionisti della sanità che tutti i giorni sono in trincea per garantire il diritto alla salute dei cittadini lucani".

lunedì 13 novembre 2017

Trasporti pubblici: la Regione Basilicata non ha ancora versato i fondi al Cotrab. A rischio gli stipendi dei dipedenti?


PIERO MIOLLA
Da oggi sono a rischio gli stipendi dei dipendenti delle aziende del trasporto pubblico locale in Basilicata? Sembrerebbe di sì, tenuto conto che la Regione Basilicata non ha ancora provveduto a versare nella casse del Cotrab (Consorzio Trasporti Aziende Basilicata), i fondi necessari per il sostentamento pubblico delle autolinee lucane: fondi che, girati al Cotrab, verrebbero poi accreditati alle due Province e, da queste, alle singole aziende che operano nel settore nella nostra regione. Il rischio è concreto, dunque, anche se, non più tardi di giovedì, via Anzio ha incontrato i rappresentanti del settore per programmare un piano di emergenza che possa in qualche modo evitare il corto circuito finanziario che, quasi come un effetto domino, potrebbe portare alla paralisi del Tpl. Non va dimenticato, infatti, che circa un mese fa gli autisti delle autolinee Liscio incrociarono le braccia per più di qualche giorno, proprio per protestare contro il mancato pagamento di tre mensilità di stipendio, figlio del mancato pagamento, da parte della Regione Basilicata, delle somme spettanti al Cotrab. Se quella vertenza, come si ricorderà, è stata risolta (almeno parzialmente) attraverso l’impegno di via Anzio al pagamento di parte dei fondi dovuti e al contestuale “sacrificio” dell’azienda, che evidentemente ottenne nuove linee di credito bancarie per poter corrispondere gli stipendi, ora il pericolo si ripropone ma rischia di essere più generale, non limitato, cioè, ad una sola azienda operante nel settore. In realtà, nei corridoi di via Anzio c’è ottimismo e si è certi che il blackout non si verificherà. “Premesso che – ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Nicola Benedetto - fino a quando la Regione non approva l’assestamento di bilancio non potrà provvedere a corrispondere i fondi destinati alle azienda del Cotrab, io credo che non ci sia alcun rischio immediato per i dipendenti del Consorzio. Giovedì si è tenuto un tavolo tra le parti interessate nel corso del quale è stato assunto da noi l’impegno a reperire risorse sufficienti da corrispondere subito al settore, fatti salvi i tempi burocratici, sì da assicurare ossigeno al Tpl. E’ chiaro che difficilmente queste somme saranno già disponibili quest’oggi, ma, ripeto, l’impegno e l’obiettivo sono quelli di renderle fruibili a strettissimo giro di posta”. La vera novità annunciata da Benedetto, però, è questa: “Domani ci sarà un nuovo tavolo tecnico tra Regione e rappresentanti delle aziende interessate, al quale parteciperà il direttore generale della presidenza della Giunta, Vito Marsico. L’obiettivo sarà quello di trovare una soluzione. Per questo sono certo che non ci saranno nell’immediato conseguenze di alcun genere come scioperi o proteste varie. Il tavolo c’è ed è aperto, dunque, e anche se non riuscirà a trovare la soluzione definitiva, di sicuro porterà ad assumere iniziative concrete per dare un po’ di respiro al settore”. Insomma, a sentire l’assessore sarebbero in arrivo fondi che, pur non risolvendo il problema, lo potrebbero senz’altro alleviare. Benedetto, in ogni caso, ha pronta una soluzione: “Abbiamo chiesto una rimodulazione degli Fsc europei destinati alla Basilicata: nella finanziaria è stata inserita una norma grazie alla quale potremmo essere autorizzati ad ottenere un anticipo di questi fondi, pari a 110 milioni, al fine di destinarli al Tpl. Sul tema ho un incontro a Roma mercoledì, nella sede del ministero, proprio per discutere di questa soluzione. In ogni caso – ha concluso Benedetto – la situazione è in divenire e mi sento di tranquillizzare tutti: non c’è nulla di particolarmente preoccupante”. Va infine ricordato che sono 32 le aziende che gestiscono il Tpl in Basilicata, per le quali la “torta” è di circa 48 milioni di euro: per ogni chilometro percorso spettano più o meno 1,80 euro, mentre i chilometri percorsi sono circa 27 milioni.