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sabato 20 gennaio 2018

Nuovi sviluppi nella vertenza delle autolinee Liscio


Un incontro urgente per dare apertura alla procedura di raffreddamento e conciliazione in merito alla vertenza dei dipendenti delle Autolinee Liscio. 
Lo hanno chiesto ai prefetti di Potenza e Matera le segreterie regionali di Filt-Cisl e Uilt-Uil, dopo aver appreso che l’azienda, alla quale i sindacati avevano chiesto un incontro sin dal 12 gennaio, lo ha fissato per l’8 febbraio. Un atteggiamento che non è piaciuto alle organizzazioni sindacali, che nella missiva inviata ai rappresentanti territoriali del Governo non hanno esitato a parlare di “provocazione, nonché di mancata sensibilità nei confronti di tanti lavoratori che aspettano fiduciosi la mensilità di dicembre 2017, la tredicesima mensilità 2017, ai quali va aggiunto anche il premio di risultato del 2016, che Ella aveva concordato dover pagare entro il 31 dicembre 2017”. 
Affrontare la questione, ancora irrisolta, dei ritardi nella corresponsione degli stipendi alle maestranze dell’azienda, dunque: questo il senso della sollecitazione delle sigle sindacali, che hanno fatto anche trapelare come, alle voci citate, presto potrebbe aggiungersi pure il premio di risultato del 2017, di prossima scadenza. “Una situazione, quella rappresentata, che continua da due anni ormai e che a vario titolo abbiamo tentato di affrontare secondo quelle che sono le applicazioni di norme e leggi ben conosciute nel Paese. Al riguardo – si legge ancora nella missiva – riteniamo sottolineare che non ci sembra possibile che una società così importante nel panorama del Tpl (Trasporto pubblico locale, ndr) di Basilicata, possa immaginare che i lavoratori arrivano a non pagarsi per mesi e mesi e non accada nulla”. 
Ciò posto, e ricordato che già nei mesi scorsi le maestranze delle Autolinee Liscio si resero protagoniste di ben cinque giorni di protesta, nel corso dei quali il servizio ebbe pesanti limitazioni, Fit-Cisl e Uilt-Uil hanno chiesto la convocazione di cui sopra per affrontare tutta una serie di problematiche. Quali? In primis quella “del pagamento immediato delle mensilità arretrate e del premio di risultato 2016, nonché la verifica sulla condizione finanziaria della società al fine di risolvere le gravissime difficoltà dei lavoratori e delle loro famiglie” e poi, in rapida successione: “Comprensione della formulazione dei turni di servizio aziendali in vigore; verifica dell’organizzazione del lavoro; verifica della rotazione settimanale degli operatori di esercizio sui turni aziendali; verifica delle competenze da turno in relazione agli accordi aziendali di secondo livello in vigore alla data di sottoscrizione del contratto di servizio pubblico in scadenza; conoscere il quadro preciso delle unità addette allo svolgimento del lavoro della società e dell’organigramma funzionale di gestione del personale secondo le previsioni dell’accordo di secondo livello in vigore”.
Piero Miolla 

mercoledì 20 dicembre 2017

Autolinee Liscio: braccio di ferro.


I dipendenti delle autolinee Liscio hanno inviato all’azienda una diffida ad adempiere stante la mancata corresponsione degli emolumenti loro spettanti, relativi ai mesi di ottobre e novembre 2017 ed ai premi di risultato 2016. Per tutta risposta, la proprietà ha comminato un provvedimento disciplinare ai dipendenti che dal 6 al 10 ottobre scorso, per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di luglio, agosto e settembre, avevano incrociato le braccia. A distanza di poco più di due mesi, dunque, la vertenza che interessa i lavoratori delle autolinee Liscio è riesplosa, questa volta in modo più fragoroso. Con una sorta di guerra delle “carte bollate”, infatti, le parti hanno mostrato reciprocamente i muscoli per difendere le proprie ragioni, mentre sullo sfondo rimane il problema principale rappresentato dai considerevoli ritardi del trasferimento di risorse a tutte le imprese del Tpl (Trasporto pubblico locale) unite nel Cotrab (Consorzio Trasporti Basilicata) e dall’accumulo dei crediti che esse vantano dalla Regione Basilicata. Il tutto, evidentemente in deroga a quanto stabilito dai contratti di servizio stipulati con le Province di Matera e Potenza, rischia di mettere a repentaglio l’equilibrio del sistema del trasporto lucano. Si diceva della protesta: nella missiva indirizzata all’azienda, i dipendenti hanno ricordato che da circa 3 anni non vengono puntualmente erogati gli stipendi, “tanto da giungere negli ultimi tempi a percepire il salario ogni quattro mesi; detta situazione sta creando enorme disagio ai lavoratori ed alle loro famiglie, ormai in preda a serie difficoltà economiche; i lavoratori, al fine di ottenere le proprie spettanze, hanno posto in essere ogni forma di protesta arrivando ad astenersi dal lavoro dal 6 al 10 ottobre a causa del mancato pagamento degli stipendi relativi alle mensilità di luglio, agosto e settembre 2017, nonché costituendo un presidio permanente dinanzi all’ingresso della sede della società”. Protesta poi sospesa “a seguito di comunicazione del 10 ottobre da parte dell’azienda di liquidare entro il 18 ottobre le mensilità di luglio ed agosto, ed, entro fine ottobre, la mensilità di settembre”, ferma restando che i dipendenti si erano riservati di riprenderle “qualora non fossero stati rispettati gli impegni presi; considerato che ad oggi non sono state saldate le mensilità di ottobre e novembre, e il premio di risultato 2016”, circostanza che preoccupa fortemente i lavoratori e le rispettive famiglie, gli stessi, “pur consci delle difficoltà aziendali derivanti dalla mancata corresponsione dei fondi regionali”, non hanno potuto sottacere il pregiudizio che stanno subendo, che non consente loro di poter “tollerare ulteriori ritardi”. Pertanto, fatte queste premesse, i dipendenti hanno invitato e diffidato la società “a porre rimedio a tale inadempimento, provvedendo senza indugio al pagamento degli emolumenti arretrati e non corrisposti”. In caso di mancato riscontro, hanno preannunciato, “ci troveremo costretti a porre in essere ogni opportuna azione volta a tutelare i nostri diritti, fra cui la proclamazione dello stato di agitazione o sciopero”.
Piero Miolla

lunedì 13 novembre 2017

Trasporti pubblici: la Regione Basilicata non ha ancora versato i fondi al Cotrab. A rischio gli stipendi dei dipedenti?


PIERO MIOLLA
Da oggi sono a rischio gli stipendi dei dipendenti delle aziende del trasporto pubblico locale in Basilicata? Sembrerebbe di sì, tenuto conto che la Regione Basilicata non ha ancora provveduto a versare nella casse del Cotrab (Consorzio Trasporti Aziende Basilicata), i fondi necessari per il sostentamento pubblico delle autolinee lucane: fondi che, girati al Cotrab, verrebbero poi accreditati alle due Province e, da queste, alle singole aziende che operano nel settore nella nostra regione. Il rischio è concreto, dunque, anche se, non più tardi di giovedì, via Anzio ha incontrato i rappresentanti del settore per programmare un piano di emergenza che possa in qualche modo evitare il corto circuito finanziario che, quasi come un effetto domino, potrebbe portare alla paralisi del Tpl. Non va dimenticato, infatti, che circa un mese fa gli autisti delle autolinee Liscio incrociarono le braccia per più di qualche giorno, proprio per protestare contro il mancato pagamento di tre mensilità di stipendio, figlio del mancato pagamento, da parte della Regione Basilicata, delle somme spettanti al Cotrab. Se quella vertenza, come si ricorderà, è stata risolta (almeno parzialmente) attraverso l’impegno di via Anzio al pagamento di parte dei fondi dovuti e al contestuale “sacrificio” dell’azienda, che evidentemente ottenne nuove linee di credito bancarie per poter corrispondere gli stipendi, ora il pericolo si ripropone ma rischia di essere più generale, non limitato, cioè, ad una sola azienda operante nel settore. In realtà, nei corridoi di via Anzio c’è ottimismo e si è certi che il blackout non si verificherà. “Premesso che – ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Nicola Benedetto - fino a quando la Regione non approva l’assestamento di bilancio non potrà provvedere a corrispondere i fondi destinati alle azienda del Cotrab, io credo che non ci sia alcun rischio immediato per i dipendenti del Consorzio. Giovedì si è tenuto un tavolo tra le parti interessate nel corso del quale è stato assunto da noi l’impegno a reperire risorse sufficienti da corrispondere subito al settore, fatti salvi i tempi burocratici, sì da assicurare ossigeno al Tpl. E’ chiaro che difficilmente queste somme saranno già disponibili quest’oggi, ma, ripeto, l’impegno e l’obiettivo sono quelli di renderle fruibili a strettissimo giro di posta”. La vera novità annunciata da Benedetto, però, è questa: “Domani ci sarà un nuovo tavolo tecnico tra Regione e rappresentanti delle aziende interessate, al quale parteciperà il direttore generale della presidenza della Giunta, Vito Marsico. L’obiettivo sarà quello di trovare una soluzione. Per questo sono certo che non ci saranno nell’immediato conseguenze di alcun genere come scioperi o proteste varie. Il tavolo c’è ed è aperto, dunque, e anche se non riuscirà a trovare la soluzione definitiva, di sicuro porterà ad assumere iniziative concrete per dare un po’ di respiro al settore”. Insomma, a sentire l’assessore sarebbero in arrivo fondi che, pur non risolvendo il problema, lo potrebbero senz’altro alleviare. Benedetto, in ogni caso, ha pronta una soluzione: “Abbiamo chiesto una rimodulazione degli Fsc europei destinati alla Basilicata: nella finanziaria è stata inserita una norma grazie alla quale potremmo essere autorizzati ad ottenere un anticipo di questi fondi, pari a 110 milioni, al fine di destinarli al Tpl. Sul tema ho un incontro a Roma mercoledì, nella sede del ministero, proprio per discutere di questa soluzione. In ogni caso – ha concluso Benedetto – la situazione è in divenire e mi sento di tranquillizzare tutti: non c’è nulla di particolarmente preoccupante”. Va infine ricordato che sono 32 le aziende che gestiscono il Tpl in Basilicata, per le quali la “torta” è di circa 48 milioni di euro: per ogni chilometro percorso spettano più o meno 1,80 euro, mentre i chilometri percorsi sono circa 27 milioni.