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venerdì 7 dicembre 2018

Alfredo Cestari in Piemonte ambasciatore dell'imprenditoria lucana



Il ruolo dell’imprenditoria lucana in vista di Matera 2019 e la necessità che gli enti locali lucani si dotino di personale adeguato per intercettare i finanziamenti europei. Alfredo Cestari a tutto campo dopo una due giorni in Piemonte.


L’ottimismo imprenditoriale, ma anche gli strumenti di finanziamento dei Comuni che chiedono come poter accedere ai finanziamenti europei. Sono i temi di cui si è occupato, negli ultimi giorni, l’imprenditore lucano, Alfredo Cestari, ingegnere e presidente della Camera di Commercio ItalAfrica, nonché amministratore della Winfly, la compagnia aerea che ha gestito per tre anni e mezzo l’aviosuperficie di Pisticci.
Cestari, da imprenditore del Sud che guarda al Mondo intero e non solo al Nord Italia, è stato invitato ad Alba, in provincia di Cuneo, dalla Regione Piemonte per discettare di ottimismo imprenditoriale. “Questo – ha dichiarato Cestari – dimostra anche il livello dei rapporti di stima che intercorrono con i grandi gruppi italiani e i proprietari degli stessi, da Luigi Cremonini, che guida un gruppo da 5 miliardi di fatturato, a Oscar Farinetti, patron del gruppo Eataly, senza dimenticare Scordamaglia, presidente Federalimentari con 180mila aziende, e Paolo Scudieri dell’Adler Group. Io credo che, in vista di Matera 2019, grazie a tutti questi rapporti imprenditoriali si possano creare sinergie utili a dare un ruolo importante anche al mondo dell’imprenditoria lucana”.
All’indomani, poi, Cestari si è spostato a Garessio, in provincia di Cuneo, dove ha relazionato a Villa Gobbi, dinanzi alla platea dei rappresentanti dei Comuni dell’Alta Val Tanaro. “Si è parlato degli strumenti di finanziamento per i Comuni, strumenti utili a dar loro la possibilità di accedere ai finanziamenti europei: ci sono tante possibilità, in questo settore, che purtroppo non sempre i nostri amministratori conoscono e, dunque, sfruttano”.
Il patron di Winfly, in tal senso, ha evidenziato “la necessità da parte di tutti, a vari livelli, di poter dotare la Regione, le Province e i Comuni del personale interno-esterno agli enti dedicato, per adempiere alle fasi di monitoraggio, preparazione e presentazione dei progetti completi alle varie scadenze dei bandi per ottenerne la finanziabilità”.

venerdì 30 novembre 2018

Matera 2019, Cestari (CCIA): "Realizzare un tavolo permanente di cooperazione internazionale"



L’Istat, diffondendo i dati dell’andamento turistico nel 2017, ha definito “un nuovo anno di successo” per il turismo del Belpaese e, considerando la dinamica dei flussi per regione di destinazione, ha collocato la Basilicata al secondo posto con +6,5% (subito dopo la Sicilia con +7,3%) per gli aumenti relativi più consistenti in termini di presenze nello scorso anno.
Ma l’89,5% delle presenze di quanti hanno scelto la Basilicata è fatta di residenti in Italia. Una ragione in più perché il rinnovato e rilevante protagonismo annunciato da Confindustria in vista di Matera 2019 si indirizzi principalmente verso l’internazionalizzazione, sia per attrarre flussi turistici da tutto il mondo, che per favorire attività di import-export e di cooperazione economica tra pmi locali ed estere.
E’ questa la strategia della Camera di Commercio ItalAfrica, presieduta dall’ing. Alfredo Cestari, che intorno alla convinzione che la cultura genera economia intende contribuire ad accrescere l’attrazione verso l’estero e favorire tutte le opportunità per scambi culturali ed economici tra istituzioni ed imprese di Matera e della Basilicata con i Paesi dell’Africa centrale, dell’America Centrale e dell’America Latina.
“Iniziativa in stretta sintonia con quella di Confindustria che intende puntare su settori strategici ed innovativi – quali  cultura, creatività, turismo, Ict, metalmeccanico, chimico-farmaceutico – proprio come abbiamo proposto di fare noi – sottolinea l’ing. Cestari - attraverso protocolli di intesa  con istituzioni locali e regionali, Unibas-centri di ricerca, associazioni di imprese e categoria, che a cascata produca altrettanti protocolli nei settori della formazione (Unibas e Università dei Paesi Esteri), attività produttive (Camera Commercio Basilicata e Federazioni di imprese o enti commerciali dei Paesi), agricoltura (Coldiretti, organismi di settori esteri), sanità (assessorato regionale e Ministeri alla Salute dei Paesi coinvolti), turismo (Apt Basilicata e organismi di settore per i Paesi che interverranno).  Al centro del nostro impegno la necessità che la Basilicata punti di più sulla cooperazione internazionale, per accrescere il “brand Matera 2019”.
Per raggiungere questi obiettivi la Camera ItalAfrica sta lavorando per la presenza a Matera di ambasciatori, consoli, esperti diplomatici e Ministri di una cinquantina di Paesi dei continenti Africa e America promuovendo incontri specifici di settore. Una proposta nel metodo e nel merito fortemente innovativa soprattutto per superare le Iniziative sporadiche che pure ci sono state (e sono previste in futuro) a vari livelli a Matera e che hanno risentito dell’assenza di coordinamento e programmazione. Il primo passo, attraverso la condivisione di tutti i soggetti istituzionali (Fondazione, Regione, Provincia e Comune di Matera), delle categorie imprenditoriali di ogni settore, di consorzi e singole imprese, è quello di realizzare un tavolo permanente di cooperazione internazionale”.

lunedì 19 novembre 2018

Cestari (Winfly) dopo la proroga al Frecciarossa: "Due pesi e due misure"



“La recente proroga per i servizi di trasporto su rotaia, tra cui il Frecciarossa, concessa a Trenitalia, dopo l’ulteriore proroga al trasporto su gomma a Cotrab, in entrambi i casi in attesa di nuove gare rese obbligatorie da norme europee, che richiedono tempi medio-lunghi, è la classica goccia che fa traboccare il vaso perché, invece, per i servizi di trasporto aereo da Pisticci, interrotti dal 17 dicembre 2017, è stato rifiutato il ricorso alla proroga. I casi classici di due pesi e due misure”.
Lo ha sostenuto Alfredo Cestari, patron di Winfly, la società che ha gestito la pista Mattei per tre anni e mezzo. Due pesi e due misure “che, per quanto riguarda il trasporto su gomma, hanno già acceso l’attenzione della Corte dei Conti. Se si pensa che i ricorsi a proroga riguardano spese milionarie (7,5 milioni solo per Trenitalia) con durate decisamente lunghe (sino a 2 anni e mezzo) contro i 200mila euro l’anno destinati a Winfly, è sin troppo evidente la differenza di comportamento del Governo regionale. Una diversa valutazione che non trova giustificazioni tenuto conto che l’assessore alle Infrastrutture, ultimo in odine di tempo Castelgrande, si è sempre trincerato dietro l’impossibilità di proroga a Winfly, prevista dal contratto di gara per altri tre anni, per non venire meno a regole comunitarie e scongiurare sanzioni.
Così, se per non lasciare a terra i lucani si è dato il disco verde a Trenitalia e Cotrab, lo stesso non è avvenuto per i voli rinunciando alla operatività dello scalo in Valbsento. Si è, dunque, preferito far cadere la disponibilità a ridare operatività e piena funzionalità all’aviosuperficie di Pisticci, per assicurare un’importante infrastruttura al servizio dei programmi di Matera 2019, da me espressa. L’esperienza svolta negli ultimi anni e la disponibilità di uomini e strumentazioni idonee consentono, nel giro di poco tempo, di riaprire l’aviosuperficie in attesa della nuova gara di gestione. Solo successivamente all’espletamento della gara, nel caso di nuova società aggiudicataria, Winfly si impegna a lasciare ad altri, garantendo in questa fase la continuità dei servizi.
I ripetuti annunci di nuova gara che si sarebbe dovuta tenere già nel mese di gennaio di quest’anno – ha sottolineato altresì Cestari – non hanno trovato ancora concretezza con il risultato che non volendo concedere una proroga alla nostra società si sono interrotti i servizi con le conseguenze di impedire l’arrivo e il decollo di voli privati già durante la stagione estiva. Protrarre ulteriormente questa situazione non è di alcuna utilità, anzi ha l’effetto di ridurre l’attrazione di turisti, specie internazionali, a Matera, perché come segnalano i tour operator l’aeroporto di Bari non è sufficiente a far fronte agli arrivi previsti dall’Europa. Ricordo che Winfly ha vinto un bando europeo ad evidenza pubblica ed ha dato testimonianza di attaccamento al territorio, intanto perché con meno di 200mila euro annui ha aperto al trasporto passeggeri con i primi voli sperimentali e mantenuto efficiente la struttura, e poi promuovendo numerose iniziative, tra cui missioni di diplomatici di Paesi stranieri, per attrarre investitori anche esteri in Val Basento. Per noi la proposta è l’unica in grado di far superare l’impasse in cui è stata volutamente cacciata la vicenda dell’unico aeroporto regionale lucano, e consente a Consorzio Asi e Regione di rimediare alla grave sottovalutazione oltre che a ritardi ed inadempienze né più né meno come per treno e bus”.
Piero Miolla

mercoledì 14 novembre 2018

Iniziativa di Alfredo Cestari, presidente Camera di Commercio ItalAfrica, per Matera 2019



E’ ancora la limitata apertura verso l’estero il “punto debole” di Matera 2019, condensato nei dati dell’Apt Basilicata: lo scorso anno arrivi e presenze stranieri nella Capitale Europea della Cultura 2019 hanno rappresentato il 27,8% del totale (meno di 200mila in totale), più o meno come è accaduto nel 2016, ma più lontani del 34,8% del 2014.
Da qui prende le mosse l’iniziativa della Camera di Commercio ItalAfrica, presieduta dall’ing. Alfredo Cestari, di contribuire ad accrescere l’attrazione verso l’estero e di cogliere tutte le opportunità per scambi culturali ed economici tra istituzioni ed imprese di Matera e della Basilicata con i Paesi dell’Africa centrale, dell’America Centrale e dell’America Latina. Lo strumento proposto è un protocollo di intesa (Memorandum of Understanding) con istituzioni locali e regionali, Unibas-centri di ricerca, associazioni di imprese e categoria, che a cascata produca altrettanti protocolli nei settori della formazione (Unibas e Università dei Paesi Esteri), attività produttive (Camera Commercio Basilicata e Federazioni di imprese o enti commerciali dei Paesi), agricoltura (Coldiretti, organismi di settori esteri), sanità (assessorato regionale e Ministeri alla Salute dei Paesi coinvolti), turismo (Apt Basilicata e organismi di settore per i Paesi che interverranno). 
“Gli effetti – spiega l’ing. Cestari – vanno ben oltre l’obiettivo di raddoppiare presenze ed arrivi stranieri già nel 2019 per puntare a progetti di ricerca internazionali, alla promozione degli investimenti nei Paesi coinvolti e per la cooperazione, al trasferimento di tecnologie e prodotti, allo scambio di buone pratiche. E per raggiungere questi obiettivi la Camera ItalAfrica punta all’arrivo a Matera di ambasciatori, consoli, esperti diplomatici e Ministri di una cinquantina di Paesi dei continenti Africa e America promuovendo incontri specifici di settore. Un’idea progettuale fortemente innovativa nel metodo per superare le Iniziative sporadiche che pure ci sono state (e sono previste in futuro) a vari livelli a Matera e che hanno risentito dell’assenza di coordinamento e programmazione, per realizzare un tavolo permanente di cooperazione internazionale.
C’è poi l’appuntamento di Expo Dubai 2020 da sfruttare al meglio quale ulteriore opportunità per promuovere la cooperazione economica e culturale tra la Basilicata, le regioni del Sud e il resto del mondo.
“Per questa ragione abbiamo definito – dice Cestari -  il Memorandun per la realizzazione di progetti di sviluppo e di collaborazione istituzionale e commerciale in vista di Expo 2020 Dubai tra la Regione Basilicata e l’ambasciata degli Emirati Arabi un nuovo tassello dell’impegno da intensificare verso l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese lucane, a partire dall’esperienza di Expo Milano, che ci ha visti tra i protagonisti in rappresentanza dei Paesi dell’Africa centrale (e non solo), per sottolineare la necessità che la Basilicata punti di più sulla cooperazione internazionale, per accrescere il brand Matera 2019. Il nostro punto di arrivo – sottolinea Cestari - è la realizzazione di una piattaforma per portare fuori regione le opportunità che possiamo offrire, quindi aprirsi per creare un link permanente. Oltre al turismo sono tante le occasioni di avvio di interscambio, non solo cultura, ma export, import, partenariati tra imprese e professionisti”.
L’interlocuzione istituzionale, favorita dal Gruppo Cestari, è finalizzata a favorire imprenditoria, turismo, cultura, sviluppo economico e l’occupazione di un vasto comprensorio che tocca quattro regioni del Sud: Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.  E in questo, Matera può diventare punto di riferimento per istituzioni ed imprese meridionali, come si sta pensando di fare collegando Matera 2019 alle Universiadi di Napoli 2019, considerati i maggiori eventi internazionali del nuovo anno.

domenica 4 novembre 2018

Cestari, Camera Italafrica: "Da Angola e Venezuela buone opportunità per le imprese lucane".



Almeno una trentina tra imprenditori, rappresentanti istituzionali lucani, di studi tecnici, ingegneristici e legali, professori universitari e medici, hanno partecipato, a Napoli, ad un incontro promosso dalla Camera ItalAfrica, presieduta dall’imprenditore lucano, Alfredo Cestari, con una delegazione diplomatica dell’Angola e con il console del Venezuela per il Sud Italia, Amarilis Gutierres Graffe. Per l’Angola erano presenti Maria Celestina Pacavira Da Costa, responsabile Ufficio Commerciale dell’Ambasciata in Italia, e Joaquim Ferreira Dos Santos, rappresentante per la cooperazione internazionale. Le istituzioni angolane e venezuelane hanno espresso la disponibilità di conoscere le nostre realtà imprenditoriali ed istituzionali utili per una crescita nella cooperazione tra Italia e i loro Paesi, desiderosi di fare business con noi grazie all’intermediazione e all’attività di consulenza ed assistenza della Camera di Commercio ItalAfrica.  Le delegazioni diplomatiche hanno discusso del progetto “sinergie per l’Africa” che la Camera ItalAfrica sta sviluppando, progetto multi settoriale e che coinvolge diversi Paesi, sui settori energia, agricoltura, infrastrutture, formazione tra l'Europa e il continente africano.
“L’Angola – ha sottolineato Cestari - è il terzo partner commerciale sub-sahariano dell’Italia, dopo Sud Africa e Nigeria. In realtà, il made in italy venduto in Angola è molto più rilevante di quanto dicono i livelli dell’export. A sostegno dell’imprenditoria italiana in Angola nel luglio 1997 è stato firmato un accordo sulla promozione e la protezione degli investimenti, entrato peraltro in vigore solo nel maggio 2007, che fornisce un quadro normativo di riferimento per gli operatori economici italiani interessati ad investire nel Paese. L’Angola è un Paese emergente e ad elevato tasso di crescita, è dotato di grandi risorse naturali e minerarie; ha una connotazione culturale e sociale affine all’Italia; è in grado di realizzare specifiche complementarità e sinergie; è potenzialmente polo di espansione nell’Africa subsahariana e meridionale.
Quanto al Venezuela dagli ultimi dati pubblicati dall’Istat, emerge che nel primo semestre del 2017, l’export italiano verso ha evidenziato un lieve incremento +3,8%. La difficile situazione in cui versa il Paese non cancella la grandissima quantità di petrolio, gas naturale (in particolare off-shore) e risorse minerarie di cui il Paese dispone che potrebbero supportarlo verso un’evoluzione economica ed industriale adeguata alle sue potenzialità. Il Venezuela, dunque, è un Paese, che deve ancora imboccare la via dello sviluppo. Ciò offre, potenzialmente, buone possibilità alle imprese italiane interessate ad espandersi in ogni settore e in particolare energia (petrolio, gas ed elettricità), infrastrutture (ferrovie, aeroporti, porti, edilizia popolare, ecc), agroalimentare e trasporti.
Va poi tenuta in considerazione la numerosa e prospera comunità italiana che ha saputo costruirsi una posizione economica di primo piano nell’economia venezuelana a tal punto che alcune delle più importanti imprese del Venezuela appartengono a cittadini italiani o ad italo-venezuelani. Queste aziende intrattengono molto spesso ottimi e duraturi rapporti commerciali con imprese operanti nel nostro Paese. Infine si sottolinea che la presenza di questa consistente comunità italo-venezuelana ha favorito la diffusione della cultura e del gusto italiano, un vantaggio non da poco per le nostre produzioni d’eccellenza che vogliono espandere il loro business in tutta l’area latino-americana”.
Per Cestari si tratta di “ulteriori occasioni per promuovere la Basilicata e, soprattutto, favorire i processi di internazionalizzazione delle nostre imprese di ogni settore”.

venerdì 12 ottobre 2018

Energie rinnovabili per l'Africa: Alfredo Cestari in Parlamento Europeo



Il continente africano - che ha il 13% della popolazione mondiale ed è in grado di usare solo il 4% per cento dell’energia del Pianeta - è un laboratorio per sperimentare soluzioni innovative con una mentalità nuova, quell’innovazione su cui anche l’Europa e l’Italia stanno scommettendo per conquistare la transizione energetica. Nello specifico le tecnologie rinnovabili offrono significativi vantaggi in termini di creazione di posti di lavoro, sicurezza energetica, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, produzione di cibo e acqua, riduzione della povertà e creazione di imprese. Questi i temi centrali dell’evento organizzato a Strasburgo dalla Commissione per lo sviluppo economico, le finanze e il commercio dell’ASSEMBLEA PARLAMENTARE PARITETICA ACP-UE, assemblea che riunisce deputati europei e rappresentanti di Paesi dell’Africa, dei Caribi e del Pacifico, per un totale di ben 78 Stati.
Il presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, Ing. Alfredo Cestari, tra i massimi conoscitori in Italia del continente africano e delle molteplici opportunità offerte per il mondo imprenditoriale italiano in cerca di nuovi mercati, è stato invitato a tenere una relazione sul tema delle “possibilità delle energie rinnovabili a favore dello sviluppo economico sostenibile nei paesi ACP, in particolare nelle aree remote”.
<<L’Africa è un continente immenso, in forte crescita e destinato ad avere 2 miliardi di abitanti per il 2050, che – sottolinea l’ing. Cestari - rappresentano un mercato che le imprese italiane non possono lasciarsi sfuggire. La domanda crescente di beni e servizi riguarda i settori più svariati, energia, infrastrutture, agricoltura, educazione, sanità, per citare i più importanti. Il problema è che per molti questo grande potenziale è spesso sconosciuto e prevale ancora un’immagine dell’Africa come un continente in preda a guerre, carestie ed epidemie. Nulla di più falso>>.
Il Presidente della Camera ItalAfrica ricorda che il <<21 marzo scorso, 44 dei 55 membri dell'Unione Africana hanno firmato l’accordo volto a istituire l’Area di libero scambio continentale (CFTA), che creerà un mercato unico per beni e servizi in tutto il continente, apportando vantaggi per le imprese e i consumatori e rafforzando la posizione dell'Africa nel commercio mondiale. L’Africa – evidenzia - pensa in grande, e l’Europa deve fare altrettanto. L’economia italiana, orientata verso l’esportazione necessita di nuovi lucrativi mercati e l’Africa ha una crescente domanda di beni e servizi di qualità, che le nostre imprese possono offrire. In particolare le energie rinnovabili possono contribuire in maniera rilevante allo sviluppo delle aree remote e spesso non connesse alla rete elettrica. Impianti cosiddetti off-grid solari, eolici, mini-hydro e a biomassa possono fornire energia elettrica ai piccoli villaggi senza dover implementare grandi e costosi progetti infrastrutturali. Un maggiore accesso all’energia e all’elettricità ha ricadute positive in tutti i settori, dall’educazione, alla sanità all’agricoltura. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è impegnata nel progetto “Sinergie per lo sviluppo” diretto al continente africano con il duplice obbiettivo di fare fronte alla crisi migratoria e di offrire nuove opportunità di investimento alle imprese italiane ed europee ancora reduci dalla crisi con il supporto delle istituzioni comunitarie e nazionali. Il progetto, tra l’altro, intende contribuire a risolvere problemi economici e sociali tramite l’azione diretta del settore privato, in sinergia con le prerogative dell’Unione Europea nel campo delle energie rinnovabili.
Anche la grande finanza punta sulla prossima espansione nel continente africano. La "fame" di energia e la mancanza di infrastrutture (reti elettriche in primis) fanno di eolico e fotovoltaico una opportunità senza precedenti per lo sviluppo delle tecnologie "verdi" in tutto il continente. Finora, ci hanno creduto le grandi utility europee e i fondi sovrani dell'area mediorientale. Ma la stabilità politica raggiunta in molto paesi (che consente l'approvazione di regole stabili e una politica di incentivi e/o di aste favorevoli) e il miglioramento dell'efficienza degli impianti (connesso alla diminuzione dei prezzi), ora attira anche i grandi colossi della finanza. E' di queste ore l'indiscrezione riportata dal Financial Times di un imminente annuncio da parte di Blackstone, uno dei più importanti fondi di investimento al mondo, per il lancio del suo primo progetto dedicato proprio allo sviluppo delle rinnovabili in Africa. Sarà un investimento, come riferiscono agenzie di stampa e giornali, di "parecchi miliardi", frutto di uno studio partito nel 2014 quando vennero prese in considerazione operazioni da sviluppare sia in Egitto che in Marocco. L'investimento riguarderà più in generale il settore energia (non disdegnando anche l'ingresso in dossiere legati all'estrazione di petrolio e gas), ma sarà focalizzato su fotovoltaico e geotermia.
Ma ovviamente c'è ancora moltissimo da fare. Pur non mancando la "materia" prima, secondo le proiezioni dell’International Energy Agency (IEA) nel 2030 saranno 675 milionii cittadini senza elettricità soltanto nell’Africa sub-sahariana, in aumento rispetto ai 590 milioni di oggi. Questo dipende da ragioni di dinamica demografica e di crescita economica. Secondo le stime la popolazione potrebbe raddoppiare nei prossimi trent’anni. Un fenomeno che porterà con sé anche un’urbanizzazione inarrestabile e un aumento della domanda di energia. L’accesso all’energia in Africa è aumentato dal 34% del 2000 al 52 del 2016 (sempre fonte IEA) ma la disponibilità è la più bassa del mondo, con 200 kWh all’anno per abitante. Anche se le rinnovabili rappresentano oggi il 23% della capacità installata complessiva nel continente, questa rappresentano solo il 2% del totale mondiale>>.

mercoledì 10 ottobre 2018

Alfredo Cestari protagonista domani al Parlamento Europeo



Il presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, Ing. Afredo Cestari, è stato invitato a tenere un discorso al Parlamento Europeo domani, 11 ottobre, sul tema delle “possibilità delle energie rinnovabili nel portare lo sviluppo economico sostenibile nei paesi ACP, in particolare nelle aree remote”. L’evento è stato organizzato dalla Commissione per lo sviluppo economico, le finanze e il commercio dell’Assemblea Parlamentare Paritetica Acp-Ue, che riunisce deputati europei e rappresentanti di Paesi di Africa, Caribi e Pacifico, per un totale di 78 Stati. L’Assemblea si riunisce per promuovere la cooperazione tra Nord e Sud del mondo e i valori alla base dell’Accordo di Cotonou firmato da Ue e Paesi Acp: diritti umani, stato di diritto e democrazia.
Eventi come questo sono un importante esempio della crescente attenzione mostrata dall’Europa verso il suo immenso vicino, attenzione confermata dalla missione di metà luglio in Niger del Presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani, missione che ha incluso la partecipazione di numerosi esponenti del mondo imprenditoriale europeo. L’Ing. Cestari, grazie alla sua esperienza pluri-ventennale nel confrontarsi con le molteplici realtà africane, figura tra i massimi conoscitori in Italia del continente africano e delle molteplici opportunità offerte per il mondo imprenditoriale italiano in cerca di nuovi mercati. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è impegnata nell’ambizioso progetto “Sinergie per lo sviluppo” diretto al continente africano con il duplice obbiettivo di fare fronte alla crisi migratoria e di offrire nuove opportunità di investimento alle imprese italiane ed europee ancora reduci dalla crisi con il supporto delle istituzioni comunitarie e nazionali.
Il progetto, tra l’altro, intende contribuire a risolvere problemi economici e sociali tramite l’azione diretta del settore privato, in sinergia con le prerogative dell’Unione Europea nel campo delle energie rinnovabili.
L’idea di base – spiega l’ing. Cestari -  parte dal presupposto che l’Africa abbia notevoli risorse energetiche rinnovabili, in gran parte inutilizzate, se si tiene conto, ad esempio, che solo il 10% del potenziale idroelettrico del continente è utilizzato, che il vasto potenziale per il solare è quasi intatto e, ancora, che le risorse eoliche non sono ancora state valorizzate e la geotermica giocherà un ruolo cruciale in Africa orientale nel prossimo futuro. Pertanto queste risorse, se messe a frutto, possono costituire un punto di partenza per avviare percorsi di sviluppo in Paesi nei quali il livello di povertà e di diseguaglianza rimane molto alto, la popolazione è la più giovane del mondo ed è destinata a raddoppiare entro il 2045. Considerando anche che metà della popolazione africana vivrà nelle città entro il 2030, con richieste crescenti di servizi, beni, energia per usi commerciali e industriali, si ritiene ipotizzabile creare 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro grazie allo sviluppo energetico. Puntare sulle rinnovabili, inoltre, significa anche ridurre le emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi individuati nella Conferenza di Parigi. L’adesione al progetto, finanziato con fondi già istituiti dall’Ue, è aperta a tutte le imprese europee senza limiti di dimensione aziendale: l’obiettivo, dunque, è anche quello di fare in modo che le imprese entrino nel partenariato. A ben vedere, quindi, il progetto potrà portare effetti positivi direttamente all’Africa e al suo popolo, ma anche all’Europa, sia sotto forma di guadagno per le imprese che vi parteciperanno, sia come prevedibile diminuzione del flusso migratorio verso il “vecchio continente”, spesso alimentato proprio dalla povertà che, purtroppo, contraddistingue il continente africano.
Gli uffici della Camera di commercio ItalAfrica a Bruxelles, faranno da intermediari tra le singole imprese partner, l’istituzione europea e gli stati africani direttamente interessati.
Al termine degli studi di pre-fattibilità in corso, il progetto verrà realizzato nel territorio dello Stato africano di cui saranno già disponibili le autorizzazioni mediante l’attività preparatoria della Camera di Commercio.
Il progetto, infine, sarà poi applicabile e realizzato anche negli stati limitrofi, sì da poter valorizzare economie di scala e programmi di investimento.
“Apriamoci alla cooperazione – aggiunge l’imprenditore lucano – ed evitiamo di chiuderci dal punto di vista economico: dobbiamo favorire dialogo e colloquio e non chiuderci a riccio, altrimenti aumenteranno le distanze non solo economiche, ma anche politiche”.

lunedì 17 settembre 2018

La proposta di Alfredo Cestari: "Un protocollo d'intesa tra le regioni del Sud e i Paesi del Nord Africa".



Promuovere il Sud Italia e la cooperazione tra le regioni meridionali e i Paesi del centro Africa.

E’ la mission della Camera di Commercio ItalAfrica, presieduta dall’ing. Alfredo Cestari, che sta lavorando a un protocollo di intesa che abbracci tanto le Universiadi, in programma a Napoli e in Campania dal 3 al 14 luglio 2019, quanto l’evento di Matera Capitale Europea della Cultura.
“Due eventi – ha dichiarato Cestari - che hanno un forte impatto di internazionalizzazione, non solo per Campania e Basilicata, ma per l’intero Sud Italia, e che richiedono azioni ed interventi di collegamento e progetti coordinati di cooperazione internazionale”.
Il dato di partenza sono i numeri della 30ma edizione delle Universiadi: sono attesi studenti universitari di 170 Paesi che gareggeranno in 18 sport, per un totale di oltre 8mila, tra atleti e delegati, ed oltre mille ufficiali di gara. Le Universiadi si svolgeranno a Napoli per quanto riguarda gli sport singoli, ad eccezione della scherma, prevista a Salerno, mentre saranno utilizzati gli impianti sportivi situati in tutte le province della Campania per le gare degli sport di squadra.
“Il protocollo di accordi tra organismi ed istituzioni della Regione Campania e gli omologhi di centro Africa, rappresentanti dalla Camera, tocca numerosi settori: dal turismo, alla formazione, al sociale, alle attività produttive, alla sanità sino all’agricoltura. La nostra idea – ha sottolineato Cestari – è quella di accrescere gli afflussi a Matera e favorire la presenza alle Universiadi di Napoli attraverso pacchetti di visite di atleti, delegazioni nazionali. Per converso, favorire la presenza di turisti da Matera alle gare”.
Per Cestari, in realtà, tutto questo non è una novità, visto che si ritrova già nell’accordo di partenariato, siglato a fine 2016 sulla pista Mattei di Pisticci, tra istituzioni lucane, con in prima fila il Comune e la Provincia di Matera e quelle salernitane.
L’interlocuzione istituzionale, favorita dal Gruppo Cestari è finalizzata a favorire “imprenditoria, turismo, cultura, sviluppo economico e l’occupazione di un vasto comprensorio che tocca praticamente quattro regioni del Sud: la Campania, la Basilicata, la Puglia e la Calabria. L’estate si avvia alla conclusione – ha osservato Cestari - con risultati da record per il turismo culturale in tutto il Paese e anche in Basilicata e Campania. Di qui l’idea della rete di itinerari campano-lucani in vista di Matera 2019, per rafforzare i benefici a favore di tutta l’economia lucana, e non solo materana. Io credo molto nel turismo culturale e il bacino interregionale del Sud in cui lavoriamo deve puntare principalmente su agricoltura, turismo, piccole e medie imprese specializzate in prodotti di alta qualità”.
Ma non è tutto, perché Cestari nel ricordare che “per la Basilicata seguiamo da vicino i programmi di Matera Capitale Europea della Cultura 2019”, ha anche reso noto che, “a breve, presenteremo ai dirigenti della Fondazione Matera 2019, al sindaco della città, alle istituzioni regionali e provinciali, a Confapi, Confindustria e ai parlamentari e membri lucani del Governo, uno specifico protocollo di intesa che ricalca quello per le Universiadi di Napoli”.
Infine, per superare ritardi e sottovalutazioni sulla cooperazione Italia-Africa ha concluso Cestari, “basta prendere ad esempio quanto ha fatto la Cina, che continua a rafforzare la sua presenza in Africa e lo fa in grande stile, mentre in Italia e in Europa si continua a litigare su chi deve accogliere i migranti africani, fenomeno che va regolato, ma dimenticando l’importanza di questi mercati”.

mercoledì 1 agosto 2018

Cestari, Winfly: "Sophia Loren voleva atterrare a Pisticci. Ennesima occasione persa".



“In occasione della visita di Sophia Loren ci è stato chiesto di farla atterrare a Pisticci: abbiamo dovuto, nostro malgrado, rinunciare, facendola atterrare in Calabria. Peccato, sarebbe stata l’occasione per farle visitare Matera e alcuni comuni della zona”.
Il presidente della Winfly, Alfredo Cestari, torna a parlare della vicenda della pista Mattei, gestita dalla sua società per 3 anni e mezzo ma attualmente chiusa per inerzia delle istituzioni, e lo fa all’indomani della visita dell’attrice partenopea: l’ennesima occasione persa per il territorio.
“Abbiamo dovuto dire no, ma non solo alla Loren: sono state molteplici le richieste arrivateci in questi ultimi tempi. Con la Loren avremmo potuto organizzare una visita a Matera, capitale della cultura. Pensiamo a quanto sarebbe stato importante per Pisticci l’arrivo di una star del genere. Invece, siamo qui a commentare, ancora una volta, l’ennesima occasione persa”.
A supporto di ciò, Cestari va oltre l’episodio specifico e cita alcuni studi effettuati su siti paragonabili a Pisticci.
“Partendo da strutture come quelle di Olbia, che ha 60mila abitanti e 3 milioni di passeggeri, Malta, che ha 473mila abitanti e 5 milioni di passeggeri, ma anche Mykonos, Ibiza o le Bahamas, il raffronto con la Basilicata, che di abitanti ne ha poco meno di 600mila, è increscioso: qui, infatti, non abbiamo neanche un passeggero. Eppure – aggiunge Cestari – anche raffrontando i prezzi medi di alcune delle località citate, intercettando anche solo l’1% del traffico aereo diretto nelle predette località, noi avremmo potuto raggiungere oltre 100mila arrivi solo dall’Europa già dal primo anno di attività. Tutto questo, però, sarebbe potuto accadere solo con un’infrastruttura aeroportuale perfettamente attiva e funzionante e con un’azione coordinata di incoming tra gli enti interessati: Camera di Commercio, Confindustria, Federalberghi, Confapi eccetera. Se poi, a tiolo di esempio, consideriamo che un soggiorno di una settimana ad Olbia in una struttura a 4 stelle costa, mediamente, 1.100 euro, così come ad Ibiza 2.200, mentre a Maratea costerebbe 750 e a Matera 800, anche l’attrattiva del prezzo inferiore – sottolinea Cestari – sarebbe sicuramente da stimolo per il turista”.
Insomma, un danno enorme per il territorio l’aver lasciato cadere nel dimenticatoio la pista Mattei, che si aggiunge ai soldi spesi per Pisticci e anche per Pontecagnano.
“Le potenzialità che la Basilicata può offrire, senza nulla da invidiare alle grandi realtà turistiche europee ed internazionali, sono enormi: le strutture alberghiere e il territorio in generale offrono condizioni estremamente competitive sotto tutti gli aspetti, sia paesaggistici che economici, inutilizzate a causa del profondo gap infrastrutturale che differenzia il nostro territorio dalle altre mete proposte. Facendo leva sull’evento Matera 2019, si può e si deve intercettare una percentuale del flusso turistico che sorvola quotidianamente il territorio della Basilicata, per raggiungere le grandi mete turistiche europee ed internazionali”, è la conclusione dell’imprenditore di origini lucane.

mercoledì 11 luglio 2018

La pista Mattei e lo scandalo sanità secondo Alfredo Cestari.



La verità sulla pista Mattei? “Non mi sono mai piegato a sistemi di clientele e a pressioni di alcun genere”. E’ come sempre molto chiaro nelle sue posizioni Alfredo Cestari, presidente della Winfly, società che gestito per tre anni e mezzo la pista Mattei di Pisticci. Il quale è tornato a parlare della pista Mattei dopo aver appreso dello scandalo della sanità lucana. 
“Da quello che sta emergendo nell’inchiesta – ha dichiarato Cestari - capisco l’autentica motivazione alla base del trattamento che presidenza della Giunta regionale, amministratore unico e direttore generale del Consorzio Sviluppo Industriale di Matera hanno riservato e continuano a riservare alla Winfly. Quando ho deciso di avviare una prima selezione di personale da impiegare, a vario titolo, nella struttura di Pisticci, in tanti tra i responsabili istituzionali mi si sono messi contro. E, se ci fosse bisogno di un ulteriore esempio, del tanto sbandierato avviso di gara per la gestione non c’è ancora alcuna traccia perché la ragione vera è stata, solo ed esclusivamente, quella di estromettere la mia società. La verità va perseguita nell’interesse della comunità lucana, a cui sono sottratte risorse finanziarie pubbliche che avrebbero dovuto essere spese in maniera trasparente ed efficiente per la soluzione di problemi essenziali per i cittadini e gli imprenditori quale la mobilità”. 
Tra le spese ci sono anche gli emolumenti destinati dalla politica, “non certo con concorso pubblico”, all’amministratore unico del Consorzio, Carlo Chiurazzi, “80mila euro l’anno”, e al direttore “Di Chio: 115.084,23 euro per il 2014 e a 86.467,81 euro per il 2015. Di Chio ha preso i compensi utilizzando il part-time, poiché, contemporaneamente, era rup in altro comune. Chiurazzi, invece, ha prodotto in Valbasento solo il deserto industriale. Quanto a Winfly, che a differenza di nomine politiche ha vinto un bando europeo ad evidenza pubblica, ha dato testimonianza di attaccamento al territorio. Intanto perché con meno di 200mila euro annui ha aperto al trasporto passeggeri con i primi voli sperimentali e mantenuto efficiente la struttura. Poi, promuovendo numerose iniziative per attrarre investitori anche esteri in Valbasento. Winfly è disposta al rilascio immediato della struttura, a patto che ci vengano pagate le fatture arretrate su quanto già pende in azione legale”.
Infine, “ho scritto a Regione e Consorzio molto prima dell’inchiesta sulla sanità, il 29 marzo, per chiarire la situazione. E’ bene che i cittadini sappiano come stanno le cose perché non si può derubricare la questione a un semplice contenzioso. Sto valutando la possibilità di un esposto-denuncia alla Procura di Matera ma non ho intenzione di colpire ora che Pittella è in difficoltà: queste valutazioni sono le stesse che esprimo da anni. Quando Pittella era considerato un presidente forte ho detto che non ero d’accordo che non si finanziasse Pisticci per Pontecagnano, con i risultati ben noti di un aeroporto di cui non si sa ancora se e quando entrerà in funzione”. 
Piero Miolla 

martedì 5 giugno 2018

Pista Mattei inutile? La risposta di Alfredo Cestari al sindaco di Colobraro.


Uno dei nuovi aereri della flotta Winfly
 “Quando si parla dell’utilità o meno di una infrastruttura bisognerebbe dapprima ricordarsi che si parla di mobilità, un concetto molto ampio, e che andrebbero considerate le ricadute di quella infrastruttura”. 
Lette le dichiarazioni del sindaco di Colobraro, Andrea Bernardo, che aveva bollato come inutile e costosa la pista Mattei e, soprattutto, la sua implementazione, Alfredo Cestari amministratore di Winfly, la società che ha gestito per 3 anni e 6 mesi l’aviosuperficie di Pisticci, ha voluto subito replicare al primo cittadino. “Non per fare una polemica con il sindaco, ci mancherebbe. Solo per fare chiarezza soprattutto sugli investimenti, perché, leggendo quanto dichiarato da Bernardo mi pare che non siano state tenute in debito conto tutta una serie di elementi”. Quali? “In primis, per quanto riguarda le somme investite, il sindaco non ha considerato che: quanto è costata la realizzazione dell’infrastruttura: non si tratta di soldi dati a Winfly, ma spesi per la realizzazione dell’hangar, dell’aerostazione e poi per il suo miglioramento, prima che Winfly si aggiudicasse la gara d’appalto per la gestione; Bernardo dimentica che quella struttura, se abbandonata, rischia di deteriorarsi. Vogliamo che accada questo?
Ci sono circa 2 milioni di euro di attrezzature acquistate e mai montate che, irresponsabilmente, sono state fatte diventare oramai obsolete dal CSI non avendole mai installate.
E poi, che dire del silenzio dei sindaci e delle associazioni di categoria a sei mesi dalla chiusura della pista, dopo la fine della nostra gestione che non è certo dipesa da noi?”
Cestari, poi, ha ricordato che la Regione Basilicata, ha disposto l’acquisto di circa il 30 per cento delle quote della società Consorzio Aeroporto Salerno-Pontecagnano che gestisce l’aeroporto di Pontecagnano. “Già solo per questo, la Regione si è esposta per circa 2,2 milioni di euro di perdite in 3 anni. Tale scelta, inoltre, è stata messa sotto accusa anche dalla Corte dei Conti distraendo le somme originariamente previste per “Pista Mattei” (250.000 per il 2015 – 750.000 per il 2016 – 1.250.000 per il 2017). Quindi le sperimentazioni non sono state fatte con le somme che la Regione doveva stanziare per Pisticci ed invece ha spostato dalla Basilicata verso l’aeroporto campano. La Regione sarà ulteriormente esposta nel ripianare i bilanci negativi perlomeno fino al 2022-2023 per altri 3-4 milioni di euro poiché i lavori ancora sono fermi alla gara per l’affidamento della progettazione. Con le stesse somme date all’Aeroporto di Salerno-Costa D’Amalfi, si sarebbe potuta avere una ricaduta economica per la Basilicata di oltre 36 milioni di euro, oltre 3.000 ore di volo, 120.000 passeggeri, 50 posti di lavoro diretti e oltre 3500 posti di lavoro indotti.
Intanto a 6 mesi dalla chiusura si sono annullati diversi voli e c’è stata la perdita delle certificazioni ENAC acquisite faticosamente in questi anni (Trasporto Pubblico Passeggeri – Part 145, manutenzione degli aeromobili) oltre che la richiesta di trasformazione in aeroporto inviata da Winfly pendente dal 1 Luglio 2015.
Vogliamo fare finta che tutto questo non esiste, quindi?” per rimanere solo al dato degli investimenti. E che dire del capitolo mobilità? “Sostenere che tanto ci sono gli aeroporti di Bari e di Brindisi è un controsenso, innanzitutto perché questo impedisce alla Basilicata di migliorarsi sotto il profilo infrastrutturale, anche perché da Colobraro a Pisticci (per fare un esempio calzante sul territorio di riferimento ma valido per tutta la Basilicata) si impiega molto meno che fino a Bari e verso gli altri aeroporti nelle vicinanze:
Colobraro – Pisticci 43 km – 35 minuti
Colobraro – Bari 177 km – 2 ore
Colobraro – Napoli 270 km – 3 ore
Con lo stesso tempo (in media 2 ore e 30 minuti) che si impiega per raggiungere l’aeroporto di Bari (ancor di più verso Napoli), se si parte da Pisticci – Basilicata, anche facendo scalo a Roma (o a Milano), si potrebbero raggiungere le principali Capitali europee (Londra, Parigi, Bruxelles, Madrid, Lisbona, Varsavia, etc) e da esse il contrario verso il nostro territorio. Mi trovo concorde con il Sindaco di Ferrandina, Gennaro Martoccia e ribadisco che con un km di superstrada o autostrada puoi viaggiare per un km, con un km di ferrovia puoi viaggiare per un km, con un km di pista aeroportuale hai tutto il mondo a portata di mano!
Si parla erroneamente della caratterizzazione di Pisticci che è in fase di completamento, solo per nascondere l’inconcludente ed avvilente lentezza burocratica con le condizioni attuali della pista, si sarebbero potuti attivare i voli, ottenere la trasformazione in Aeroporto Generale pronti per il grande evento del 2019 (non si ripeterà mai un’occasione così importante da cogliere).
Certo, in Puglia ci sono aeroporti che consentono al passeggero varie opzioni, ma se in Basilicata non si riesce a far partire pista Mattei rimarremo sempre succubi. Tralascio tutte le considerazioni sulla spesa che la Regione ha voluto sostenere per il Frecciarossa, ma, su questo argomento, credo sia ancora una volta utile ricordare che con un aereo si raggiunge Milano con un sostanzioso abbattimento dei tempi (1 ora e 20 minuti di media rispetto alle 9 ore con il treno) e dei costi.
Non ci vogliono gli esperti sui trasporti o sulla mobilità, basta fare una breve indagine presso gli studenti fuori sede e famiglie, le imprese turistiche, gli imprenditori agricoli e la gente comune: cosa significherebbe eliminare l’isolamento dal resto d’Italia e dal Mondo della Regione Basilicata?
Si parla e straparla di ZES: un imprenditore che, partendo da Milano, Torino, Genova, Bologna, etc, deve scegliere dove andare ad investire, non potrà mai interessarsi al nostro territorio se ci vogliono almeno 4-5 ore (aereo+bus o automobile) oppure 9 ore (treno) di viaggio (con tutte le difficoltà aggiuntive). Con 1 ora di volo in media, invece, potrà raggiungere le migliori realtà europee che della ZES hanno fatto negli ultimi anni il successo del proprio Paese e delle proprie attività produttive (Polonia, Croazia, Bulgaria, Ungheria, Romania, etc).
Basterebbe studiare un po’ gli esempi degli altri Paesi (assimilabili per conformazione alla Basilicata) con una struttura aeroportuale a pieno regime cosa significherebbe e cosa si è ottenuto (in termini flussi turistici):
  • OLBIA: 60.000 abitanti - 3 milioni di passeggeri
  • MALTA: 437.000 abitanti - 5 milioni di passeggeri
  • MYKONOS: 10.000 abitanti - 1 milione di passeggeri
  • IBIZA: 133.000 abitanti - 7.5 milioni di passeggeri
  • BAHAMAS: 391.000 abitanti - 3 milioni di passeggeri
(dati annui 2017) 
 PISTICCI - BASILICATA: 480.000 abitanti - 0 passeggeri
Come si evince dai dati presentati, intercettando anche solo una piccolissima percentuale dei flussi turistici, si possono raggiungere oltre 100.000 arrivi solo dalle Nazioni europee già dal primo anno di attività.
Tutto questo può accadere soltanto con un’infrastruttura aeroportuale perfettamente attiva e funzionante e con un’azione coordinata tra tutti gli enti interessati: Camera di Commercio, Confindustria, Federalberghi, CONFAPI, etc).
Alfredo Cestari
presidente Winfly

domenica 27 maggio 2018

Energie alternative: a Salerno una delegazione tedesca ospite del lucano Cestari.


 
Contribuire a risolvere problemi economici e sociali tramite l’azione diretta del settore privato, in sinergia con le prerogative dell’Ue nel campo delle energie rinnovabili. E’ la mission del progetto “Sinergie per lo Sviluppo. Cooperazione, crescita e benessere per la valorizzazione del continente africano”, ideato e promosso dalla Camera di Commercio ItalAfrica, presieduta dall’imprenditore lucano, originario di Moliterno, Alfredo Cestari. 
“L’idea di base – ha spiegato Cestari - parte dal presupposto che l’Africa abbia notevoli risorse energetiche rinnovabili, in gran parte inutilizzate, se si tiene conto, ad esempio, che solo il 10% del potenziale idroelettrico del continente è utilizzato, che il vasto potenziale per il solare è quasi intatto e, ancora, che le risorse eoliche non sono ancora state valorizzate e la geotermica giocherà un ruolo cruciale in Africa orientale nel prossimo futuro. Pertanto queste risorse, se messe a frutto, possono costituire un punto di partenza per avviare percorsi di sviluppo in Paesi nei quali il livello di povertà e di diseguaglianza rimane molto alto, la popolazione è la più giovane del mondo ed è destinata a raddoppiare entro il 2045. Considerando anche che metà della popolazione africana vivrà nelle città entro il 2030, con richieste crescenti di servizi, beni, energia per usi commerciali e industriali, si ritiene ipotizzabile creare 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro grazie allo sviluppo energetico. Puntare sulle rinnovabili, inoltre, significa anche ridurre le emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi individuati nella Conferenza di Parigi. L’adesione al progetto, finanziato con fondi già istituiti dall’Ue, è aperta a tutte le imprese europee senza limiti di dimensione aziendale: l’obiettivo, dunque, è anche quello di fare in modo che le imprese entrino nel partenariato”. 
A ben vedere, quindi, il progetto potrà portare effetti positivi direttamente all’Africa e al suo popolo, ma anche all’Europa. Sia sotto forma di guadagno per le imprese che vi parteciperanno, sia come prevedibile diminuzione del flusso migratorio verso il “vecchio continente”, spesso alimentato proprio dalla povertà che, purtroppo, contraddistingue il continente africano. Del progetto se ne è parlato in una tre giorni in Campania, con la partecipazione del presidente del Consiglio comunale di Salerno, Alessandro Ferrara, e della Provincia, Giuesppe Canfora, oltre a numerose imprese lucane, molisane, campane e multinazionali come la Siemens. Alla tre giorni ha anche partecipato una delegazione tedesca della società Wpd Windpark Damme GmbH & Co.Kg, che gestisce un parco eolico nella cittadina di Damme, in bassa Sassonia: la delegazione si è mostrata entusiasta e, soprattutto, molto interessata al progetto ideato da Cestari. 
Piero Miolla

lunedì 14 maggio 2018

L'imprenditore lucano Cestari protagonista a Salerno nel prossimo weekend.


L'ingegnere Alfredo Cestari
E’ prevista per i giorni 21, 22 e 23 maggio la visita in Campania della delegazione della società tedesca WPD Windpark Damme GmbH & Co.Kg che gestisce un parco eolico nella cittadina di Damme, in bassa Sassonia. L’obiettivo della visita, organizzata dal Gruppo Cestari e patrocinata dalla Camera di Commercio ItalAfrica, presieduta dall’imprenditore lucano, Alfredo Cestari, nonché dalla Provincia e dal Comune di Salerno, è far conoscere alla delegazione tedesca le imprese partner del progetto “Sinergie per lo Sviluppo. Cooperazione, crescita e benessere per la valorizzazione del continente africano”, ideato e promosso dalla Camera di Commercio ItalAfrica.
Il progetto, in corso di definizione, intende contribuire a risolvere problemi economici e sociali tramite l’azione diretta del settore privato, in sinergia con le prerogative dell’Unione Europea nel campo delle energie rinnovabili.
L’idea di base parte dal presupposto che l’Africa abbia notevoli risorse energetiche rinnovabili, in gran parte inutilizzate, se si tiene conto, ad esempio, che solo il 10% del potenziale idroelettrico del continente è utilizzato, che il vasto potenziale per il solare è quasi intatto e, ancora, che le risorse eoliche non sono ancora state valorizzate e la geotermica giocherà un ruolo cruciale in Africa orientale nel prossimo futuro.
Pertanto queste risorse, se messe a frutto, possono costituire un punto di partenza per avviare percorsi di sviluppo in Paesi nei quali il livello di povertà e di diseguaglianza rimane molto alto, la popolazione è la più giovane del mondo ed è destinata a raddoppiare entro il 2045.
Considerando anche che metà della popolazione africana vivrà nelle città entro il 2030, con richieste crescenti di servizi, beni, energia per usi commerciali e industriali, si ritiene ipotizzabile creare 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro grazie allo sviluppo energetico.
Puntare sulle rinnovabili, inoltre, significa anche ridurre le emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi individuati nella Conferenza di Parigi.
L’adesione al progetto, finanziato con fondi già istituiti dall’Ue, è aperta a tutte le imprese europee senza limiti di dimensione aziendale: l’obiettivo, dunque, è anche quello di fare in modo che le imprese entrino nel partenariato. A ben vedere, quindi, il progetto potrà portare effetti positivi direttamente all’Africa e al suo popolo, ma anche all’Europa, sia sotto forma di guadagno per le imprese che vi parteciperanno, sia come prevedibile diminuzione del flusso migratorio verso il “vecchio continente”, spesso alimentato proprio dalla povertà che, purtroppo, contraddistingue il continente africano.
Gli uffici della Camera di commercio ItalAfrica a Bruxelles, faranno da intermediari tra le singole imprese partner, l’istituzione europea e gli stati africani direttamente interessati.
Al termine degli studi di pre-fattibilità in corso, il progetto verrà realizzato nel territorio dello Stato africano di cui saranno già disponibili le autorizzazioni mediante l’attività preparatoria della Camera di Commercio.
Il progetto, infine, sarà poi applicabile e realizzato anche negli stati limitrofi, sì da poter valorizzare economie di scala e programmi di investimento.
La tre giorni campana della delegazione tedesca, composta dal dott. Berthold Ferdinand Klatte, dal Notaio Winfried Klatte e dal dott. Thomas Klatte, prevede l’arrivo a Napoli lunedì 21 maggio alle 13. Martedì 22 è in programma nella sala del Palazzo della Provincia di Salerno l’incontro con i presidenti della Provincia, Giuseppe Canfora, del Consiglio comunale, Alessandro Ferrara, della Camera di Commercio Italafrica, Alfredo Cestari: nel corso dell’incontro saranno presentate le imprese partner nel progetto. Al pomeriggio, i lavori si sposteranno a Napoli, presso la sede del Gruppo Cestari, e proseguiranno con la visita agli impianti eolici di Foiano di Valfortore, in provincia di Benevento. Infine, il 23 maggio la partenza per la Germania dopo una visita a Capodimonte e Mergellina.