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giovedì 13 dicembre 2018

Ospedali periferici, incentivi ai medici? Plauso dei sindaci

Sì agli incentivi regionali, no ad una guerra interna che, se da un lato è comprensibile, dall’altro non può che essere deleteria per il sistema sanitario. I sindaci di alcuni dei cosiddetti ospedali periferici di Basilicata accolgono con un giudizio positivo l’annunciato “emendamento Franconi”, che prevede incentivi economici a quei medici che accetteranno il trasferimento in quei centri sede, appunto, dei nosocomi periferici, ma auspicano che non vi sia una guerra interna, stante la presa di posizione del corpo sanitario dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza. 
“La Regione Basilicata vuole dare un incentivo ai medici che accettano di venire qui, a Melfi? E’ un’ottima notizia – ha commentato il sindaco della città federiciana, Livio Valvano – perché tutti gli ospedali italiani hanno carenza di personale dallo scorso anno, compresi quelli lucani. La protesta dei medici del San Carlo? E’ sintomo di una scarsa tranquillità che deriva proprio dalla carenza di personale, anche se devo dire che in Basilicata, grazie all’idea di far confluire tutti gli ospedali in un’unica Azienda, abbiamo salvato nosocomi che, in caso contrario, avrebbero chiuso, come accaduto in tante regioni italiane. L’ultimo caso è quello della Puglia, che ha chiuso 30 ospedali”. Ma, nel caso di Melfi, non ci sono solo gli incentivi regionali. “Il Consiglio comunale – ha spiegato Valvano – ha approvato il 30 novembre una direttiva chiedendo a Giunta comunale e agli uffici di attivare un bando per mettere a disposizione di coloro che decidono di accettare Melfi come sede di lavoro incentivi economici. Sono state messe a disposizione anche alcune risorse finanziarie, che il Comune aveva messo da parte, per rendere da subito efficace e concreta la misura di cui sopra, che va concretizzata con un bando”. 
Anche il sindaco di Policoro, Enrico Mascia, ha commentato con favore l’iniziativa regionale, ricordando che essa, in realtà, “era stata in qualche modo concordata con l’assessore Franconi in sede di conferenza, alla presenza anche degli altri sindaci dei centri sede di ospedali periferici. E’ da accogliere positivamente, perché in tal modo si crea un appeal per chi decide di venire a lavorare in ospedale a Policoro. Il mio, dunque, non può che essere positivo”. In merito alle iniziative del Comune di Policoro, invece, Mascia ha precisato: “Possiamo pensare del pari ad incentivi economici, sempre che il nostro bilancio lo consenta: non lo posso escludere, ma neanche impegnarmi a prescindere. Diciamo che si preferisce che sia la Regione a prevedere siffatti incentivi, anche se non escludo che, sulla falsariga di quanto fatto da altri municipi, che lo si possa fare pure noi”, ha concluso il primo cittadino jonico.
Piero Miolla 

mercoledì 25 luglio 2018

L'ira dei sindaci per il mancato rispetto del cronoprogramma sulla Basentana.



L’intervento del prefetto di Matera quale ultimo baluardo di garanzia, prima dell’occupazione della statale 407 Basentana per protestare contro l’inerzia in merito alla messa in sicurezza dell’arteria? Potrebbe essere questa la situazione all’indomani della presa d’atto da parte dei sindaci del Materano che, nonostante gli impegni assunti, Anas non ha ancora pubblicato il bando relativo al primo lotto dei lavori per la messa in opera dello spartitraffico centrale sull’arteria che nasce a Potenza e finisce a Metaponto. 
Per essere precisi, però, va anche detto che proprio ieri Anas ha reso noto che la pubblicazione è slittata a settembre. 
E’ bastato che alcuni sindaci (Tubito di Salandra, Martoccia di Ferrandina e Verri di Pisticci) iniziassero a protestare che la notizia è subito diventata virale. Domenica, ad esempio, su Facebook Annamaria Dubla, esponente di Ambiente e Legalità, ha scritto un post molto chiaro sulla pagina Ferrandina Informa. 
“Siamo al 22 luglio e sul sito dell’Anas non è stata pubblicata alcuna gara per la messa in sicurezza della 407 Basentana, come da cronoprogramma presentato in occasione della conferenza di servizi indetta dal Prefetto di Matera, a distanza di un mese dall’ultimo terribile incidente stradale, dove persero la vita quattro persone, di cui tre di Ferrandina. Il sindaco di Ferrandina, con tutta la sua Amministrazione, assunse l’impegno di vigilare sul rispetto del cronoprogramma, dichiarando che se non fosse stato rispettato, insieme agli altri sindaci della Val Basento, sarebbe stato disponibile ad occupare la statale al fine di richiamare ai suoi impegni la stessa Anas. Bene, i tempi sembrano non essere stati rispettati: invito pertanto il nostro primo cittadino ad adoperarsi per il rispetto degli impegni presi da parte dell’Anas. A tal fine sarebbe auspicabile che il Comune di Ferrandina, in collaborazione con i municipi limitrofi, interessasse direttamente il ministro delle Infrastrutture e sensibilizzasse tutti i parlamentari eletti nei collegi lucani”. In merito ai quali, Dubla ha concluso: “Ecco, credo che questi ultimi dovrebbero essere al fianco dei loro concittadini in questa battaglia di civiltà. La vita è sacra”. 
A proposito del sindaco di Ferrandina, Gennaro Martoccia, ha reso noto di aver “interessato sua Eccellenza il prefetto della questione. La risposta è stata assolutamente rassicurante: il prefetto, infatti, dovrebbe convocare a breve un summit con i sindaci interessati e anche l’Anas per fare il punto della situazione. Noi siamo stati chiari, in tempi non sospetti: siamo pronti ad occupare l’arteria se non si muoverà nulla, ma io mi sento molto rinfrancato perché, ancora una volta, il prefetto di Matera ha mostrato di avere a cuore le sorti delle genti basentane interessandosi della questione. A Ferrandina, come è noto, negli ultimi anni abbiamo dovuto, nostro malgrado, sopportare troppo decessi per incidenti avvenuti su questa statale. Ora, è il tempo di risolvere il problema”. 
Che, però, non riguarda solo lo spartitraffico, ma anche i numerosi c’è pure quello relativo ai numerosi accessi interpoderali che andrebbero canalizzati. Per non parlare dello stato di alcune infrastrutture. Una su tutte: il ponte sul Basento nei pressi dello svincolo per Vaglio Basilicata. Anche su questo si attende un riscontro da parte dell’Anas.
Piero Miolla

domenica 8 luglio 2018

Terremoto sanità lucana: ecco i commenti di alcuni sindaci del Metapontino.



Sconcerto, stupore e confusione. Ma anche garantismo e l’augurio che, laddove si accertino le responsabilità, quanto accaduto possa rappresentare un punto di partenza per una nuova gestione della cosa pubblica in Basilicata. Sono gli stati d’animo di alcuni sindaci del Metapontino, area colpita dall’inchiesta della Procura di Matera se si tiene conto che Pietro Quinto, pisticcese di nascita e policorese di adozione, è uno degli arrestati. 
“Sono attonito e confuso – ha spiegato il sindaco di Policoro, Enrico Mascia -, ma ho fiducia in quello che ha fatto e in quello che farà la magistratura. Prendo atto di quanto accaduto senza anticipare processi o sentenze: che la magistratura faccia il suo corso”.  In riferimento al coinvolgimento di Quinto, invece, Mascia ha precisato: “E’ ovvio che da comune cittadino, come tutti, manifesto perplessità, confusione e stupore proprio perché si tratta di un uomo del Metapontino con il quale, per motivi istituzionali, ci sono stati dei rapporti. Proprio giovedì abbiamo inaugurato a Policoro la guardia medica estiva e mi sono sentito telefonicamente con Quinto per decidere se fare un comunicato stampa congiunto o procedere da soli, come Comune di Policoro. Aldi là di questo non mi sento di aggiungere altro, se non ribadire la piena fiducia nell’azione della magistratura”. 
Di sistema diffuso a macchia d’olio ha invece parlato il primo cittadino di Montescaglioso, Vincenzo Zito. “Premesso che l’indagine, ovviamente, deve ancora andare avanti e che coloro che sono coinvolti sicuramente spiegheranno il proprio percorso, sono sconcertati perché sta venendo fuori un sistema che, a quanto emerge da ciò che leggo e apprendo, sarebbe in realtà datato e prevede che la meritocrazia non sia più il requisito principale: esiste altro, solo le conoscenze eccellenti”. 
Su Quinto, invece, Zito ha precisato: “Non lo conosco personalmente in quanto, come sindaco, non ho mai avuto rapporti diretti. Però ripeto, da quanto sta emergendo, pare che questo sistema sia diffuso a macchia d’olio. Mi dispiace per i lucani, ma spero che tutto questo sia il punto di partenza per dare nuova dignità a questa regione e far sì che i requisiti fondamentali debbano essere il rispetto, la dignità del cittadino, ma, soprattutto, la meritocrazia. Ogni concorso deve premiare sempre e comunque il migliore: la politica deve mettersi da parte. Ho fiducia nella magistratura e spero che faccia emergere la verità”. 
Infine, il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. 
Piero Miolla

lunedì 8 gennaio 2018

Nuove assunzioni nei piccoli Comuni: le riserve dei sindaci lucani.


Un giudizio unanimamente positivo sulla nuova normativa, ma con qualche riserva visto che essa potrebbe anche avere scarsi effetti pratici. 
Al vaglio dei primi cittadini lucani, il pacchetto di norme destinato ai piccoli comuni, contenuto nella Legge di Bilancio 2018, supera a malapena la sufficienza. “A noi servirebbero come il pane altri profili nella pianta organica del Comune, specie nella categoria D – ha commentato il sindaco di Stigliano, Franco Micucci -. Peccato però che poi dovremmo anche avere la disponibilità delle risorse necessarie per coprire tali assunzioni. Mi sembra di poter dare un giudizio positivo alla previsione normativa, ma, ripeto, il nostro problema è sempre lo stesso: la copertura finanziaria e credo che sia così per tutti. In ogni caso, è positivo che si registri un’inversione di tendenza da parte dello Stato: pensiamo che fino a qualche anno fa, tra blocco del turn over e finanziamenti venuti meno, per i Comuni la situazione era drammatica. Adesso, se non altro, la tendenza sembra invertita”. 
Anche il sindaco di Montemurro, Senatro Di Leo, plaude alla novità. “Onestamente, a Montemurro la pianta organica nonostante le uscite che si susseguono non è deficitaria: essendo stata pensata anni fa, quando avevamo qualche abitante in più, adesso, con l’attuale platea di residenti il numero dei dipendenti può ritenersi adeguato. A parte questo, però, in generale sono portato a ritenere che un ricambio generazionale nella pubblica amministrazione possa solo essere positivo, e non solo sul fronte dell’occupazione: è indubbio, infatti, che un giovane oggi possa assicurare una certa dimestichezza con l’informatica, mentre una persona più avanti con l’età ed assunta tempo addietro potrebbe avere qualche difficoltà in più in tale settore. Sapere, quindi, di poter assumere anche grazie all’incentivo di queste norme è un fatto positivo sia in termini di risparmio, perché ci consentirebbe di non rivolgerci più all’esterno per taluni servizi, sia in termini di celerità, potendo avere con le nuove figure maggiori qualificazioni professionali che renderebbero più snella l’attività dell’ente”. 
Per il sindaco di Craco, Giuseppe Lacicerchia, “sia queste norme che quelle della legge sui piccoli comuni, da poco approvata, hanno un che di ambizioso. Poi, però, bisogna sempre e comunque fare i conti con la realtà: la legge sui piccoli comuni, ad esempio, ha una dotazione di 100 milioni di euro da spalmare su circa 4mila municipi. Mi sembra troppo poco, francamente. Morale della favola? Ben vengano queste novità positive, ma che siano applicabili e fruibili”. 
Piero Miolla