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martedì 18 dicembre 2018

Sequestro di droga e denunce in un'operazione di controllo del territorio dei Carabinieri



Durante il trascorso fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Matera, nel quadro di una più ampia strategia di contrasto agli illeciti in genere predisposta dal superiore Comando Provinciale, hanno dato attuazione ad un massiccio e capillare dispositivo di controllo del territorio, appositamente rinforzato con la partecipazione di militari e mezzi della Compagnia di Intervento Operativo proveniente da Vibo Valentia (reparto predisposto per far fronte a particolari esigenze di controllo e prevenzione/repressione dei reati).
Su tutte le arterie stradali, sia cittadine che periferiche sono stati predisposti posti di controllo alla circolazione stradale ed inoltre a seguito di specifiche segnalazioni di interesse operativo sono stati attuati anche dei posti di blocco (con il fine rendere ancora più approfondito ed incisivo il controllo su strada).
Nel centro storico di Matera e nel rione sassi, sono state predisposte apposite pattuglie appiedate con lo specifico obiettivo di vigilare in maniera più capillare la zona, così da raggiungere anche i viottoli più stretti e periferici, tenuto conto della particolare e tipica conformazione urbanistica del posto.
Nello specifico i reparti dipendenti della Compagnia di Matera supportati dai militari della Compagnia d’Intervento Operativo, nel corso del servizio a largo raggio, hanno:
-deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Matera 12 persone, per reati contro il patrimonio, stupefacenti ed armi. Tra questi, in particolare, vanno menzionati:
·a Montescaglioso, un 21enne del posto che sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di circa cm. 20;
a Matera, un 28enne del posto per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. L’uomo, alla guida della propria autovettura, è stato sottoposto a perquisizione e trovato in possesso di un quantitativo di hashish. A seguito di specifici accertamenti è risultato avere assunto lo stupefacente.
-segnalato alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti 5 soggetti, tutti identificati e controllati in posti abbastanza appartati.
Nel complesso sono state:
-controllate circa 200 autovetture;
-identificate circa 240 persone;
-elevate numerose contravvenzioni al codice della strada.

giovedì 13 settembre 2018

Due arresti, 15 denunce e quasi un kg di droga sequestrati dalla Guardia di FInanza.



A seguito dell’intensificazione dell’attività di controllo del territorio disposta dal Comando Provinciale Guardia di Finanza di Matera, con specifico riferimento al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, le Fiamme Gialle materane nell’ultimo periodo hanno eseguito 54 interventi che hanno portato alla contestazione di 60 violazioni.
In particolare, sono stati verbalizzati 63 soggetti, di cui 2 posti agli arresti, 15 denunciati a piede libero “per spaccio” e altri 46 segnalati alle competenti Prefetture per “uso” di sostanze stupefacenti.
Grazie, soprattutto all’apporto delle unità cinofile, sono stati sequestrati complessivamente 910 grammi di sostanze stupefacenti, fra cui 837 grammi di hashish e marijuana, 42 grammi di cocaina e 31 grammi di eroina.
Sono stati, altresì, rinvenuti e sottoposti a sequestro un’autovettura e numerosi bilancini e strumenti utilizzati per il confezionamento delle dosi destinate allo spaccio.
L’impegno profuso dalle Fiamme Gialle materane nel contrasto all’uso e spaccio di sostanze stupefacenti proseguirà senza soluzione di continuità al fine di prevenire e tutelare i giovani che risultano maggiormente ed inconsciamente esposti alle insidie dell’uso della droga.

lunedì 16 luglio 2018

La Provincia di Basilicata (compresa la neonata Amaro Lucano) all'esposizione internazionale di Milano 1906.



Un libro fresco di stampa – per le edizioni Setac Pisticci – da qualche giorno nelle librerie. Parliamo dell’ultimo lavoro del materano Gianni Maragno, intitolato “I commerci, le arti, le industrie. La presenza della Provincia di Basilicata alla Esposizione Internazionale di Milano del 1906”, presentato recentemente a Palazzo Lanfranchi di Matera. Circa 300 pagine in bella veste tipografica, con oltre un centinaio di foto d’epoca e preziosi documenti, frutto di laboriose, lunghe, meticolose ricerche, per una accurata ricostruzione circa la fattiva partecipazione della  allora “provincia” di Basilicata alla Esposizione Internazionale di Milano del lontano 1906. Sono ormai trascorsi  112 anni  da quell’evento, un tempo enorme, che  comunque  non manca di  spiegarci  e  riconsegnarci un quadro  abbastanza variegato della economia  della nostra regione di inizio  dell’altro secolo, forse non tanto dissimile  dalla realtà  attuale  come  recita la attenta  e precisa prefazione del professor Mario Lettieri in cui, tra l’altro si legge: “ Viene evidenziata la prevedibile presenza  dei prodotti afferenti al settore agroalimentare , ma si documenta anche la  vivacità e l’impegno di programmazione, ad esempio, per la industria serica e la bachicoltura  con una serie di iniziative ponderate  ed efficaci. Risalta inoltre, anche la concorrenziale e  diffusa produzione  nell’ambito dei liquori  con molti centri della nostra Regione, che vantavano stabilimenti  per la produzione di amari, cordiali e numerose altre  “bevande spiritose”.   Una realtà quindi, che a guardarla dall’alto   di  oltre un secolo, con grande meraviglia ci  rivela quale era il grado di operosità delle nostre aziende che pur  attraverso immancabili difficoltà di ogni genere dell’ epoca, riuscivano ad esprimere il meglio di se stesse.  E non a caso  noi  ci permettiamo di citare  “l’Amaro Lucano” di  Pasquale Vena e fratello, una casa fondata  a Pisticci appena dodici anni  prima della  campionaria milanese del 1906 a cui partecipò ,  ma sempre presente  dopo oltre un secolo, anche in altre campionarie di tutto il mondo, e con  grande successo,  con la presentazione di tutte le sue  specialità e novità ormai conosciute ovunque. Stesso discorso vale anche per le altre mostre collettive della nostra regione, presenti  a  quella campionaria del 1906, dalle acque minerali del Vulture, alla  mostra del Grano, Avena e Granturco e poi quella della Lana gentile, dei Legnami, dell’olio d’oliva, dei Vini da taglio e da pasto, dei  Formaggi e latticini, tutte premiate con diploma d’onore,  medaglie d’oro,  d’argento e di bronzo e   menzioni onorevoli. Insomma Maragno attraverso  le sua corposa e circostanziata  opera,  ci fa scoprire   una Basilicata  operosa in tutti i campi, grazie agli impegni di programmazione di quegli imprenditori, evidentemente  fortemente convinti della potenzialità del nostro territorio e senza alcun timore di  reverenzialità nell’affrontare  le sfide ardue  di quei tempi, ma anche giudizi severi,  “nonostante – come spiega il prof. Lettieri - la  sfiducia di non pochi amministratori lucani che lamentavano la scarsa produzione di beni  a causa della arretratezza infrastrutturale , della emigrazione  e delle calamità atmosferiche”. Un dieci e lode all’ottimo   lavoro di Gianni Maragno, ma una lode speciale non può mancare  anche  a  quei nostri corregionali ,   che con la il loro impegno e la loro presenza alla campionaria di Milano del lontano 1906, lasciarono il segno delle loro straordinaria  e capacità imprenditoriale,  di notevole impulso  per la economia  della  regione di Basilicata di quei tempi.
Michele Selvaggi

sabato 14 luglio 2018

Viabilità, la Provincia di Matera inaugura un bypass e consegna i lavori per un'altra strada.


E’ stato inaugurato il nuovo bypass sulla provinciale Madonna della Sulla-Nova Siri che ha consentito di superare il fronte franoso che insisteva sull’area di sedime del precedente tracciato della strada. 
Ne ha dato notizia la Provincia di Matera, ricordando che il nuovo tracciato di circa 500 metri si immette sulla Nova Siri-Scalo e che i lavori sono costati circa 520mila euro. L’intervento realizzato consente di azzerare quasi del tutto i costi di gestione di un’infrastruttura che necessitava periodicamente di manutenzione. I lavori sono durati circa un anno e restituiscono al territorio una strada che conduce, tra l’altro, al Santuario della Madonna della Sulla, luogo di pellegrinaggio mariano che richiama numerosi fedeli. Alla cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Provincia di Matera, Francesco De Giacomo, la consigliera provinciale Filomena Bucello, il sindaco di Nova Siri, Eugenio Stigliano, e il parroco don Mario Lacolla. 
“L’inaugurazione di una strada - ha dichiarato De Giacomo - è sempre un momento di soddisfazione perché è il coronamento del lavoro. Il nuovo tracciato consente di superare il problema degli eccessivi costi di manutenzione che l’infrastruttura richiedeva. L’ammodernamento della strada era più volte stato sollecitato dal Comune di Nova Siri per le condizioni disastrose in cui versava a causa dei movimenti franosi”. 
Ma non è tutto, perché l’ente di via Ridola ha annunciato di aver anche consegnato il cantiere per i lavori di messa in sicurezza sulla provinciale 95, Montalbano-Scanzano, collega i due centri jonici. Il tratto interessato alle opere di manutenzione straordinaria è di circa 2 km e la Provincia ha investito 200mila euro. La gara d’appalto è stata aggiudicata alla ditta D’Amato di Policoro che, espletate le formalità, dovrebbe avviare il cantiere lunedì o, comunque, nei primi giorni della prossima settimana. Il progetto prevede: pulizia cunette, regimentazione idraulica e ripristino del manto stradale. 
De Giacomo, nell’esprimere soddisfazione, ha sottolineato “La sp 95 non era interessata a lavori di manutenzione straordinaria da circa 10 anni. Siamo riusciti a mettere un primo tassello per rendere quella strada più sicura”.
Piero Miolla

venerdì 8 giugno 2018

Querelle dirigenti esterni in Basilicata: la situazione all'Asm e alla Provincia di Potenza.





 “L’Azienda Sanitaria di Matera non ha al momento nel suo organico alcun dirigente esterno: i nostri dirigenti amministrativi, infatti, sono tutti interni ma, se dovessimo ravvisarne la necessità, essendoci una norma che lo prevede, ne farei certamente uso”. L’affermazione arriva dal commissario liquidatore dell’Asm, Pietro Quinto. Il quale, nel precisare che l’Azienda della quale è commissario non fa uso, al momento, di queste figure, ha però anche chiarito che “farvi ricorso non mi sembra un peccato. Quando il legislatore ha previsto espressamente la possibilità di ricorrere ai dirigenti esterni, evidentemente ha contemplato che in una pubblica amministrazione se ne può ravvisare la necessità. In quel caso, coerentemente con la normativa di settore e sempre tenendo conto quelli che sono i reali fabbisogni dell’ente, è evidente che si può anche nominare un dirigente esterno. D’altra parte – ha aggiunto Quinto – se l’organico è vacante io devo pur cercare di assicurare alla mia amministrazione tutte le professionalità necessarie per far funzionare la macchina amministrativa. L’importante è che si rispettino le direttive e le leggi: per il resto non vedo, onestamente, grandissimi problemi”. Sul fronte della querelle Usb-Regione Basilicata, invece, Quinto non ha voluto sbilanciarsi. “Francamente non conosco a fondo la questione: non so se via Anzio abbia o meno dei dirigenti esterni e, quindi, non posso dare un mio contributo alla discussione. Sicuramente, però, se la Regione ha fatto o fa ricorso a dirigenti esterni vuol dire che nella pianta organica qualche carenza c’è. Per il resto, lo ripeto, non credo di poter dare un contributo fattivo a questa discussione”.  
“Noi abbiamo un solo dirigente esterno, ma si tratta di un funzionario 110, vale a dire un dirigente nominato in base a quella norma che consente di conferire un incarico per la durata del mandato a coloro i quali abbiano i requisiti di un quinquennio già assolto nella funzione. In pratica, parliamo comunque di un dipendente della Provincia”. Così Nicola Valluzzi, il presidente della Provincia di Potenza, ha accettato di commentare la querelle di questi giorni, relativa ai dirigenti esterni nelle pubbliche amministrazioni lucane. “Dal 2005 – ha ricordato Valluzzi – questo funzionario della Provincia è il dirigente dell’Edilizia Scolastica del nostro ente. Per il resto, non ci sono altre figure di dirigenti esterni, anche perché le Province non hanno tale facoltà di scelta a ragione del blocco delle assunzioni in vigore dal 2014 tranne che per le mobilità, i prepensionamenti e gli spostamenti imposti dalla legge. In passato, però, anche gli enti come quello che mi onoro di presiedere hanno avuto dirigenti esterni”. In merito alla querelle tra l’Unione Sindacale di Base e la Regione Basilicata, Valluzzi si è solo limitato a sottolineare “che probabilmente ha ragione la Regione quando sostiene che quella sentenza non può essere applicata a noi. Inoltre, se le dotazioni organiche non sono coperte da concorsi, l’ente, rispetto al fabbisogno del personale può ricorrere agli esterni, sempre e comunque rispettando i criteri di trasparenza, comparazione e tutti quelli che sottostanno alla scelta dei dirigenti che non è più che avveniva soltanto dieci anni fa. In ogni caso, pur avendo necessità – ha concluso Valluzzi – noi non abbiamo dirigenti esterni, fatto salvo il caso già citato”.

venerdì 1 giugno 2018

Inchiesta su presunto sversamento nel Basento, nota dell'Ufficio Ambiente della Provincia di Matera.


“La Provincia di Matera ha rilasciato il parere positivo al ripristino di un’infrastruttura (condotta) presente sul territorio da decenni. Il nulla osta e il parere, che sono provvedimenti endo-procedimentali, non rappresentano, com’è noto, titoli autorizzativi allo svolgimento di attività di smaltimento dei reflui”. Lo ha precisato l’Ufficio Ambiente di via Ridola in merito all’avviso di conclusione indagini preliminari nell’inchiesta sul presunto inquinamento del fiume Basento nel quale sarebbero confluiti rifiuti industriali. “L’Aia non vincola la scelta delle modalità di conferimento delle acque reflue industriali o dei rifiuti liquidi: in essa è infatti contemplata sia la modalità del loro trasferimento all’impianto di trattamento tramite condotta, che l’utilizzo di autobotti. La modifica delle modalità di conferimento dei reflui e dei liquidi industriali non sono vincolate, quindi, all’ottenimento di autorizzazione Aia, ma necessitano, nel caso, solo dei titoli edilizi necessari per effettuare i lavori di scavo e messa in posa della condotta”. Ulteriore precisazione: “La Regione Basilicata era perfettamente a conoscenza della presenza della condotta fognaria di Ferrandina utilizzata dalla Drop, dal momento che all’atto dell’interruzione della condotta principale, Tecnoparco ha dato luogo a quanto previsto alla messa in sicurezza di emergenza, dandone comunicazione al Comune di Ferrandina, alla Provincia di Matera, alla Regione Basilicata e alla Prefettura di Matera. Nei giorni successivi, Tecnoparco, in contraddittorio con Arpab, ha provveduto al prelievo di campioni per determinare lo stato di inquinamento e determinare, eventualmente, il superamento delle Csc. Dai report analitici si evince il mancato superamento delle Csc. Relazione, report analitici e autocertificazione sono stati inoltrati, oltre che alla Provincia di Matera, anche alla Regione Basilicata e al Ministero dell’Ambiente che nulla hanno eccepito sia sotto il profilo formale che sostanziale”. 

martedì 27 febbraio 2018

Taranto terza provincia lucana: un appello e un convegno.


Un appello per dare corso ad alleanze politico-istituzionali che portino al coronamento del progetto “Grande Lucania”. Lo ha lanciato il già sindaco di Potenza, Tanino Fierro, in concomitanza con l’iniziativa in corso nella provincia di Taranto, dove un comitato promotore vorrebbe chiamare a votare i residenti per chiedere loro se fare del Tarantino la terza provincia di Basilicata. 
Fierro, lei è favorevole all’ipotesi che Taranto diventi provincia lucana. Perché? 
<<E’ un’operazione positiva quella che potrebbe portare Taranto ad essere la terza provincia della Basilicata, perché noi stiamo vivendo un momento di grave crisi dovuta allo spopolamento, alla fuga dei giovani che vanno via per lavoro, alla diminuzione della natalità che è molto preoccupante, all’aumento della povertà. La Basilicata nel 2040 avrà una popolazione che scenderà dagli attuali 530mila persone a 320mila, per cui demograficamente rischiamo di scomparire. Al di là di questa crisi acuta, i motivi per i quali vorremmo unirci a quella zona che, non dimentichiamolo, è pur sempre quella della Magna Grecia, risiedono nel fatto che, così facendo, circa 800mila persone verrebbero a far parte della Basilicata: così andremmo a riequilibrare il tasso demografico, che si stabilizzerebbe. Inoltre, la provincia di Taranto è ricca dal punto di vista turistico, dispone di un porto tra i più importanti del Mediterraneo, tanto che il petrolio della Val d’Agri viene trasportato proprio nella città dei due mari, la cui zona dispone anche di un aeroporto di cui noi abbiamo bisogno. Infine, ma non per ordine di importanza, andremmo a ridisegnare i confini storici che appartenevano alla grande Lucania>>. 
E l’iniziativa tarantina si unisce al suo progetto. 
<<Sì, il mio progetto che è appunto quello della Grande Lucania, credo che potrà salvare la nostra regione. Io penso, infatti, che solo una Grande Lucania possa salvarci dall’estinzione>>. 
Proprio per rendere esecutivo l’appello alle alleanze politico-istituzionali, lei ha organizzato per oggi, a Potenza, un incontro. 
<<Certo, al quale parteciperanno sette associazioni tarantine per chiedere a tutti i lucani residenti nella provincia di Taranto di partecipare attivamente al referendum, le cui firme vengono già raccolte in questi giorni>>. 
In Basilicata, invece, niente raccolta firme. 
<<No, a noi non compete questa cosa: sono i residenti della provincia di Taranto a dover raccogliere le firme perché il referendum, ovviamente, riguarderà solo quella zona e sarà valido qualora vadano a votare coloro che, appunto, risiedono nella provincia di Taranto. Successivamente, le due iniziative dovranno passare necessariamente dalle istituzioni: saranno i due Consigli regionali a dover dare il proprio assenso all’adesione della provincia di Taranto alla Basilicata. Per questo l’incontro di martedì non è altro che un appuntamento per dare forza all’appello e alle forze istituzionali a sostenere questo sforzo che stanno sostenendo gli amici del Tarantino. Chiederemo, quindi, di concretizzare alleanze politico-istituzionali per sostenere il referendum>>. 
Ha avuto riscontri dal Materano? E di che tipo? 
<<Assolutamente sì e sono positive sia dai cittadini del Materano, i quali hanno sempre guardato con interesse alla sponda pugliese, tant’è che lo intessono con la Puglia continui rapporti ed interessi. Per lo stesso motivo, anche gli imprenditori della provincia di Matera sono favorevoli praticamente per lo stesso motivo. Guardi – ha concluso Fierro – qui c’è un problema di raccordo politico: lo sforzo che stiamo facendo è quello di chiamare le forze politiche ed istituzionali non solo a partecipare all’incontro, ma anche a sostenere politicamente il referendum>>. 
L’incontro è in programma oggi al Circolo Angilla Vecchia alle 17.30. Organizzato dal “Centro Studi di Basilicata”, denominato “Un’idea, un progetto: la Grande Lucania Jonio – Tirreno”, vuole promuovere il referendum di annessione della provincia di Taranto alla Basilicata. 
Prevista la partecipazione di una delegazione tarantina composta da Nicola Russo, coordinatore del referendum della Magna Grecia “Taranto Futura”, Giuseppe Varlaro, Maurizio Antonaci, Ganfranco Di Mitri, Alfredo Conti, dell’associazione Taranto Voglia di volare, Angelo Locapo, presidente associazione B & B Taranto Terra di Sparta, Marcello Bellacicco, presidente associazione Filonide, Francesco Lentini. I lavori saranno coordinati da Tanino Fierro. 
Piero Miolla

lunedì 26 febbraio 2018

Taranto terza provincia lucana: c'è chi è contrario.


<<Taranto terza provincia di Basilicata? Non trovo alcuna ragione plausibile per compiere questa operazione, se non quella di facilitare dal punto di vista burocratico il trasporto del greggio nella raffineria di Taranto>>. La querelle sull’allargamento della nostra regione si espande anche alla campagna elettorale, e non poteva essere altrimenti. Le parole di Silvana Arbia, candidata al Senato per la lista Sms (Stato Moderno Solidale), sono chiare: Dottoressa questa iniziativa è ben vista anche a Potenza. <<Non ho alcun dubbio che i potentini siano favorevoli, visto che i politici stanno lavorando alla macroregione, alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze. Non trovo alcuna ragione plausibile per questa ipotesi. Credo invece che la Basilicata meriti quello sviluppo che non ha mai avuto: è una regione come la altre, meglio delle altre, che ha tante risorse, tra cui l’acqua. E’ l’ora di smetterla con queste fantasie folli, che servono a tutelare gli interessi di pochi e a distruggere l’identità di questa regione. La Basilicata è ricca di cultura, di storia, di tradizioni: bisogna fare in modo che abbia il suo tempo nella storia d’Italia, visto che non l’ha mai avuto>>. 
Anche l’ex viceministro agli Interni, Filippo Bubbico, candidato al Senato per Liberi e Uguali, non ha nascosto la sua contrarietà. <<Si può discutere di tutto, ma va fatto in maniera ordinata e al di fuori delle pulsioni elettoralistiche. Non vorrei che dietro questa ipotesi si nasconda l’intento di annullare l’identità della Basilicata: chi vuole allargarne i confini, infatti, mette in discussone gli attuali assetti e farlo vorrebbe dire spalancare le porte all’ipotesi di una macro regione che andrebbe discussa, ma in modo consapevole>>. 
Nicola Benedetto, candidato al Senato per Noi con l’Italia, è contrario. <<Vogliamo perdere anche la nostra identità, adesso? Non sono assolutamente d’accordo anche perché per la Regione Basilicata sta per arrivare un nuovo periodo, con il rovesciamento dopo 30 anni ed una svolta epocale, che consentiranno di far respirare i cittadini, di far godere loro delle risorse che la nostra terra ha, ed anche di mantenere la nostra identità>>. 
Piero Miolla

Taranto vuole diventare lucana. Scopri perché.


<<E’ un’opportunità economica irripetibile>>. Così l’avvocato Nicola Russo, coordinatore del comitato promotore per il referendum consultivo della Magna Grecia “Taranto Futura” sul passaggio di Taranto e del suo circondario alla Basilicata, ha voluto sintetizzare i motivi dell’iniziativa. 
<<La provincia di Taranto – ha spiegato Russo – è in perenne crisi, il porto è fermo, l’aeroporto di Grottaglie è chiuso ai voli passeggeri pur avendo una delle piste più lunghe d’Europa: quale occasione migliore per far funzionare queste sovrastrutture anche in Basilicata, visto che la vostra regione ne è priva?>>.  
In realtà, ci sarebbe la pista Mattei, perennemente in rampa di lancio. <<Non è idonea per vari motivi: teniamo presente che quello di Grottaglie è un aeroporto intercontinentale. Qui arrivano aerei che contengono al loro interno altri velivoli: le lascio immaginare che pista abbiamo. Io penso che questa pista di Grottaglie potrebbe per davvero essere un volano per l’economia lucana. I dati della Camera di Commercio dicono che nel Metapontino in estate si arriva fino a 2 milioni di turisti, per i quali è più semplice raggiungere Grottaglie che non Bari>>. 
Più in generale, Russo ha rimarcato: 
<<Secondo noi con l’ingresso in Basilicata l’economia del Tarantino, ma anche quella delle due province lucane, avrebbe un risvolto positivo di 360 gradi in quanto le suddette strutture sarebbero utili anche a voi per il rilancio economico. In particolare di quello turistico verso il Mediterraneo: il futuro, infatti, è proprio verso questa direzione ed è noto a tutti che il porto di Taranto si affaccia sul Mediterraneo. Anzi, è al centro di questa area. La nostra proposta mira a creare uno sviluppo del corridoio jonico lucano e anche dell’alta Calabria. Si tratta di aree che hanno anche tante bellezze: la costa jonica è una delle più belle del mondo>>. 
Insomma, vorreste creare nuove chance di vita? 
<<Sì, più che altro la riteniamo una battaglia di sopravvivenza per il territorio jonico-lucano perché la crisi la si può battere facendo funzionare il porto di Taranto in Basilicata e l’aeroporto di Grottaglie>>. 
Qualcuno è portato a pensare che, invece, lo scarso peso politico del Tarantino in regione vi abbia convinti a lasciare la Puglia. 
<<No, non ce l’abbiamo con Bari o Lecce per un fatto politico: lungi da noi questo tipo di valutazioni. Il problema, ripeto, è prettamente un problema di sopravvivenza, di strategia economica nell’interesse dei due territori, quello lucano e quello del Tarantino. La politica non c’entra niente: c’entra, invece, il motto si salvi chi può. Vogliamo dare una svolta economica>>. 
Nel contempo, le firme raccolte sono quasi mille. 
<<Stiamo avendo risposte positive dai cittadini e anche dal mondo economico Tarantino>>. 
Dalla Basilicata, invece, che riscontri avete? 
<<C’è il movimento di Tanino Fierro della Grande Lucania, che per noi è strategico>>.  
Dal Materano? 
<<Anche: riscontri importanti che potrebbero portare Taranto a diventare città metropolitana insieme a Matera ed ai paesi della costa jonica lucana>>.
Piero Miolla