Vorrei ma non posso. Sembrerebbe
essere questo il leit motiv che rischia di accompagnare, sul fronte delle
infrastrutture, l’evento del 2019 per Matera capitale europea della cultura.
Non è un mistero, infatti, che soprattutto sul versante Sud della provincia
poco e niente sia stato fatto e si farà. Insomma, Matera continuerà ad essere
mal collegata su quel versante, con buona pace dei turisti che, specie dal
versante Puglia, continuano a preferirla come meta. Sì, certo, si è tornato a
parlare della ferrovia Matera-Ferrandina, dormiente da tempo e improvvisamente
divenuta, specie nella mente di chi per anni ha dormito sonni tranquilli,
obiettivo strategico o prioritario. Peccato che, nel frattempo, il tempo sia
volato via e, adesso, casualmente proprio poco prima delle elezioni, si è
deciso che quella tratta va completata. Ma, è stato detto a scanso di equivoci,
potrà essere completata non prima del 2022. La Ferrandina-Matera, però, è solo
uno specchietto per le allodole. Da questo punto di vista, l’unica novità
sembra essere la nuova denominazione dello scalo di Ferrandina, passato dalla
denominazione Ferrandina-Pomarico-Miglionico a quella, più accattivante, di
Ferrandina-Matera stazione. I problemi sono tanti, e non solo relativi ai
collegamenti ferroviari. Dato per scontato che quei pochi interventi effettuati
o in cantiere, abbiano riguardato e riguarderanno il versante pugliese, resta
da capire cosa si voglia fare dell’area Sud e, soprattutto, quanto la si voglia
davvero coinvolgere in questo importante appuntamento. Sul fronte dei trasporti
su gomma la Matera-Ferrandina rimane un’incompiuta: sarebbe stato intelligente,
infatti, raddoppiarla totalmente per rendere il collegamento con la Basentana
e, quindi, con la direttrice tirrenica, più agevole e moderna. Invece no: gli
unici interventi previsti sono rattoppi, installazioni di guard rail a norma
(almeno questo) e qualche altra opera minore. Chi arriva da Roma in auto,
dunque, deve sobbarcarsi dapprima il raccordo Sicignano-Potenza con le sue
immancabili problematiche e le interruzioni praticamente “secolari”, e poi,
giunto sulla Basentana, percorrerere un tracciato ancor più vetusto e
pericoloso per poi imbarcarsi, appunto, sulla Matera-Ferrandina e sperare di
non incappare in mezzi pesanti. Infine, la querelle della pista Mattei:
l’aeroporto in Basilicata non c’è e difficilmente ci sarà, visto l’interesse
(assurdo) per Pontecagnano dei potentini e quello (fondato) per Bari Palese dei
materani. Morale dalla favola? Da queste parti per volare basta l’immaginazione.
Ma basterà ai turisti?
Piero Miolla

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