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mercoledì 12 dicembre 2018

Colpaccio esterno del Ferrandina, il presidente Pepe: "Ne avevamo bisogno"

 
Tanto tuonò che piovve. A distanza di due mesi il Ferrandina è tornato a vincere in trasferta maramaldeggiando a Moliterno: 7-3 il risultato finale per gli uomini di Emanuele Finamore su un terreno da sempre tra i più difficili di Basilicata. Doppiette per Fausto Dametti, Mamadou Kebbeh e Antonello Fusco, rete singola di Luca Musillo per una vittoria importantissima, oltre che dal sapore spettacolare. 
“Avevamo davvero bisogno di un successo così – ha commentato il presidente degli aragonesi, Mimmo Pepe -. Dopo un periodo di appannamento, dovuto più che altro ad una serie interminabile di infortuni, adesso siamo reduci da due vittorie consecutive che, indubbiamente, ci stanno facendo respirare in classifica. Personalmente ero assente in Val d’Agri, ma da quello che mi è stato riferito i ragazzi hanno interpretato alla grande il match, riuscendo ad assorbire psicologicamente l’iniziale vantaggio dei locali per poi reagire e passare a condurre. Faccio un plauso al gruppo e al tecnico per la preparazione e lo svolgimento della gara, anche se adesso dobbiamo subito pensare ad un altro incontro molto importante: domenica, infatti, al Michele Lorusso arriva la Murese, cioè una diretta concorrente, e dovremo assolutamente cercare di fare risultato”. 
Insomma, adesso il Ferrandina vede la luce e respira ottimismo, anche grazie a questa sfilza di reti realizzate sul campo di un Moliterno che, neanche un mese fa, era indicato come la vera sorpresa del torneo. In questi giorni, però, tiene banco anche il calciomercato e il Ferrandina, con i colpi Napolitano e Battista e il ritorno di Ciccimara, oltre agli svincoli di alcuni calciatori, è già stato protagonista. Lo sarà ancora? A sentire Pepe, sì ma senza colpi a effetto. “Probabile che ci sia qualche nuovo arrivo, ma, se ci saranno, non si tratterà di acquisti di un certo calibro”. Morale della favola? Forse arriverà qualche altro under alla corte di Finamore. 
Piero Miolla 

lunedì 2 luglio 2018

Calcio, Promozione: presentato D'Angelo, nuovo tecnico del Pomarico.



“Ho accettato l’offerta del Pomarico perché mi ha convinto il progetto che c’è alla base. Sono molto motivato e anche contento per la scelta della società, che è ricaduta su di me. Posso assicurare che ho le idee chiare, anche perché nella stagione appena conclusa ho visto dal vivo varie volte il Pomarico”. Sono state queste le prime parole di Mimmo D’Angelo da nuovo allenatore del Pomarico: la presentazione del tecnico ginosino è avvenuta nella sede della società, presenti i vertici del club biancazzurro. Reduce dall’esperienza con la Juniores del Francavilla in Sinni, D’Angelo ha ricordato di conoscere bene “il calcio lucano: cominceremo la preparazione nei primi giorni di agosto direttamente a Pomarico, sfruttando i percorsi naturalistici della pineta attigua allo stadio della Manferrara”. 
Prima di spostarsi a Francavilla in Sinni, dove ha guidato la squadra under 18 nel difficile torneo nazionale, D’Angelo aveva avuto esperienze in Basilicata sulle panchine di Rotunda Maris, Miglionico, Ferrandina e dell’Invicta Matera. Frattanto il direttore sportivo Gino Carrera e il presidente Raffaele Calabrese sono alla ricerca di rinforzi utili a rendere più forte la squadra che, va ricordato, potrebbe essere ripescata in Eccellenza, visto che la società ha ribadito ancora una volta che presenterà domanda di ripescaggio. 
Sul taccuino di Carrera ci sono un portiere, un forte centrocampista, un attaccante e cinque under di qualità. I nomi sono ancora top secret, ma, a quanto pare, il diesse di Laterza avrebbe già chiuso per l’estremo difensore: si tratterebbe di un pugliese cresciuto nelle giovanili del Bari, che negli ultimi anni ha giocato in serie D con esperienze suddivise tra Real Metapontino e una squadra siciliana. Anche per la punta, voci ben informate sostengono che Carrera avrebbe già opzionato un attaccante di esperienza con numerosi trascorsi sia in Promozione che in Eccellenza pugliese. 
Piero Miolla

martedì 19 giugno 2018

Calcio, Promozione: Mimmo D'Angelo è il nuovo tecnico del Pomarico.


Mimmo D’Angelo è il nuovo allenatore del Pomarico. Adesso c'è anche l’ufficialità. Reduce dalla positiva esperienza alla guida della juniores del Francavilla in Sinni, D’Angelo in realtà vanta già alcune esperienze in Basilicata: due stagioni orsono, infatti, condusse il Rotunda Maris alla salvezza nel campionato di Promozione e la stagione precedente, anche se solo per un breve periodo, assunse la guida del Ferrandina in Eccellenza. 
Insomma, il tecnico di Ginosa è un profondo conoscitore del calcio dilettantistico lucano e la dirigenza biancazzurra ha puntato su di lui per corroborare le annunciate ambizioni di primato, qualora il Pomarico dovesse trovarsi nuovamente a militare in Promozione. Nel caso, invece, di un ripescaggio in Eccellenza, che al momento pur essendo solo sulla carta appare comunque più che probabile, D’Angelo è indubbiamente quella figura esperta e carismatica ritenuta in grado di ben figurare nella “Premier League” di Basilicata. 
Frattanto, la società si guarda intorno e sonda il mercato proprio per dare corpo alle ambizioni citate. Bisognerà vedere quali e quante conferme arriveranno e quali, invece, saranno le novità nella rosa che, come detto, con buonissima probabilità, sarà agli ordini di D’Angelo. Il Pomarico, al di là della categoria nella quale militerà e del tecnico che lo guiderà, sicuramente dovrà affrontate gran parte della prossima stagione giocando le gare interne in uno stadio diverso dalla Manferrara, sottoposto a lavori di restyling che, tra le altre cose, porteranno in dote anche l’auspicato terreno di gioco in sintetico.
Piero Miolla 

mercoledì 11 aprile 2018

Crediti Agea: agricoltori lucani in ginocchio.


“Gli agricoltori sono disperati: io avanzo dall’Agea circa 50mila euro, ma c’è chi sta peggio”. A parlare è Mimmo Viscanti, presidente del “Movimento Riscatto” ed imprenditore agricolo della provincia di Matera, con terreni tra Grottole e la collina Materana: 120 ettari, dei quali poco più della metà coltivati a grano. 
Viscanti, che è anche contoterzista, ha ricordato che “girando tra i numerosi agricoltori del Movimento si comprende bene come questa storia dei crediti Agea sia un grandissimo problema”. Anche perché, ha aggiunto il presidente di Riscatto, “se consideriamo che il prezzo del grano è sceso a 20 euro al quintale, ne deriva che l’agricoltore, che spende circa 33 euro al quintale per produrlo, parta già con un handicap di -15 euro. Con il grano venduto a 20 euro praticamente già a dicembre, per noi è impossibile ottenere un ricavo: anzi, a malapena riusciamo ad azzerare le spese e a riseminare i nostri terreni”. Insomma, quei contributi che dovrebbero arrivare dall’Agea sono vitali. “Nel mio caso – ha spiegato Viscanti – ci sono due fascicoli ancora non saldati, entrambi riferibili alla stessa azienda. Uno riguarda la Pac di quest’anno, l’altro il biologico 2016-17, per una somma che si aggira sui 40-50mila euro. I soldi dell’Agea servono, in pratica, per dare da mangiare al resto della famiglia, almeno nel mio caso. Per chi, invece, si è avventurato nell’acquisto di macchinari o ha acceso un mutuo per l’acquisto di terreni, la situazione è ben diversa: difficilmente, infatti, potrà onorare questi debiti senza la corresponsione di quei contributi”. 
Ma a quanto ammonta, nel complesso, il credito degli agricoltori lucani? “Francamente non sono io a dover dare queste cifre: posso solo parlare per me”. Una cosa è certa per Viscanti: “I soldi non girano: posso dirlo per esperienza personale, anche come contoterzista, e pure da presidente del Movimento Riscatto”. Sbloccare l’accreditamento dei fondi, dunque, sarebbe di vitale importanza, ma anche riformare quell’autentico carrozzone che è l’Agea. “Assolutamente sì: noi, come Riscatto, insieme a Liberiagricoltori, abbiamo manifestato a Roma per denunciare questa situazione. Lo abbiamo fatto soprattutto perché le altre associazioni non si sono mosse”. Come mai? “Non sappiamo perché”. Detto questo, però, Viscanti ha anche citato la situazione disperata in cui verserebbero alcuni allevatori a cavallo tra Puglia e Basilicata. “In quel caso siamo addirittura al baratto: per pagare la riparazione di un trattore, in alcuni casi si paga con mezzo maiale, oppure in cambio del pane si consegnano 10 uova perché soldi non ce ne sono più. Notizie, queste, che abbiamo appreso nel corso di un incontro tenuto a Santeramo”. Come dire che non siamo ancora a questo tipo di situazione nella nostra regione, ma la condizione del comparto resta molto preoccupante. 
“In generale – ha concluso Viscanti – la situazione degli allevatori in Basilicata è decisamente peggiore perché, a parte i problemi economici, devono far fronte agli attacchi dei lupi nell’entroterra e a quelli dei cinghiali dappertutto. Siamo davvero all’esasperazione. Sa qual è il mio primo atto ogni mattino? Chiedo al sindacato se sono arrivati bonifici dall’Agea”. Un chiodo fisso, dunque, ma pienamente comprensibile.  
Piero Miolla