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venerdì 25 maggio 2018

A Miglionico Paolo Casadio per Contaminazioni Letterarie


Un susseguirsi di successi, sia in termini di partecipazione ad ogni appuntamento che per l’autorevolezza letteraria degli autori che si alternano sul palco dell’auditorio del Castello del Malconsiglio. Continua a registrarli la rassegna “Contaminazioni Letterarie”, organizzata dall’associazione “Culture in Movimento” di Miglionico, che domani sera, 26 maggio, alle 19, ospiterà lo scrittore ravennate Paolo Casadio, che presenterà il suo ultimo romanzo dal titolo “Il bambino del treno”, edito da Piemme.
Un romanzo di grande umanità che non mancherà di conquistare il cuore dei lettori tanto da farne uno dei casi letterari del 2018: il libro racconta la storia ambientata tra la prima e la seconda guerra mondiale, di una famiglia che vive in un paesino dell’Appennino toscano. Romanzo drammatico ma, allo stesso tempo, che trasmette l’emotività delle sensazioni vissute nel particolare periodo storico in cui è ambientato. Ogni pagina del libro trasmette umanità e sentimenti così delicati da contrastare con gli eventi drammatici legati all'avvento del nazismo e Casadio con una scrittura elegante e delicata racconta, alla fine, che un bambino può essere più uomo di chiunque altro.
L’incontro sarà aperto dal presidente dell’associazione, Graziana Ventura, mentre la discussione con l’autore sarà affidata alla responsabile del settore letterario, Marzia Dalessandro, e alla consigliera del Centro Studi “Carlo Levi” di Matera, Maria Antonietta Cancellaro.
Infine, la poetessa Nunzia Dimarsico leggerà alcuni stralci attorno a cui il pubblico avrà modo di sviluppare le sue riflessioni.
Per la prima volta l’appuntamento letterario di “Culture in Movimento” è inserito nella rassegna nazionale “Il maggio dei libri - Leggere fa crescere 2018 - Partecipiamo anche noi”, avendo aderito al “Centro per il libro e la lettura” del Mibact. Anche in questa occasione non mancherà il supporto della storica Libreria dell’Arco di Matera.


giovedì 16 novembre 2017

Scuola, demansionamento: il vice presidente del Consiglio regionale, Castelluccio, favorevole all'istituzione del polo agrario nel Metapontino.


PIERO MIOLLA
Istituire un polo di istruzione agraria nel Metapontino? Si può fare. E’ il parere del vice presidente del Consiglio regionale, Paolo Castelluccio, che ha commentato con favore la “proposta sostenuta in una petizione popolare partita da Pisticci: merita piena condivisione da parte della Regione, innanzitutto per favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Il rapporto Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ndr), parla di un aumento delle iscrizioni alla facoltà di agraria che si attestano intorno al 3,4 per cento degli immatricolati totali, contro il 2,2 di 10 anni fa. Un segnale di rinnovato interesse dei giovani per l’agricoltura che – ha aggiunto Castelluccio – va intercettato e accompagnato da adeguati servizi”. A giudizio dell’esponente di Forza Italia la prima “esigenza, come è sostenuto nella petizione popolare, è quella di restituire al Metapontino un polo di istruzione agraria che formi i nostri ragazzi con un collegamento più efficace con la facoltà di Agraria dell’Unibas e le altre facoltà tecnico-scientifiche. Purtroppo, sia l’Unibas che le strutture di ricerca in agricoltura che operano in Basilicata hanno solo legami episodici con i ragazzi delle scuole superiori. Secondo le statistiche della Camera di Commercio, l’anno scorso gli imprenditori agricoli sotto i 35 anni erano il 6,5 per cento del totale: una percentuale ancora di gran lunga inferiore rispetto a quella degli over 65, che sono il 50-55 per cento. Ecco perché c’è bisogno di formare una nuova leva di agricoltori che sappiano utilizzare le più moderne tecnologie. La stima di chi torna alla terra è in linea con quella generale di Unioncamere, relativa alla vitalità imprenditoriale dei giovani: gli under 35 hanno aperto lo scorso anno 120mila nuove imprese, 46mila delle quali al Sud”. Ma non è tutto, in quanto “segna una tendenza positiva anche il contributo delle donne al settore: sono aumentate del 76 per cento le giovani italiane under 34 anni che hanno scelto di lavorare indipendentemente come imprenditrici agricole”. Per Castelluccio, inoltre, “bisogna approfondire, come sostengono i promotori della proposta-petizione, se è preferibile l’istituzione di un polo tecnico-professionale ad indirizzo plurimo, agrario, turistico, alimentare, accorpando in un’unica sede le classi di agrario ed alberghiero. Si tratta di tenere conto delle strette sinergie tra agricoltura, turismo e comparto alimentare che necessitano di differenti figure professionali”. In conclusione, Castelluccio ha poi osservato: “Mi conforta prendere atto che l’agricoltura, per tanti giovani lucani, finalmente non è più un’attività lavorativa di serie B”.