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giovedì 15 novembre 2018

Ex stazione Esso di Montalbano Jonico, Giordano: "Se ne occupi direttamente il sindaco"



Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota dell'ufficio stampa del gruppo consiliare "Insieme per  Montalbano Jonico", sulla bonifica della ex stazione Esso del centro jonico.
"L’INFORMAZIONE CHE IL SINDACO E IL COMUNE DI MONTALBANO NON FANNO:
AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE DELLA BONIFICA DELLA EX STAZIONE DI SERVIZIO ESSO DI MONTALBANO J.CO
CRONISTORIA SULLA SITUAZIONE PRECEDENTE
Il 19 ottobre 2017, finalmente dopo le tante insistenze e la battaglia di vigilanza e controllo del Consigliere di INSIEME PER MONTALBANO Leonardo Giordano, si  tenne a Potenza , presso la Regione Basilicata, una conferenza di servizio finalizzata ad esaminare e valutare lo stato di avanzamento della bonifica della ex stazione carburanti ESSO di Montalbano dopo l’allarmante relazione dell’ARPAB Basilicata del 13 luglio 2017 che evidenziava come certuni valori dei residui contaminanti sia dell’acqua di falda sotterranea, che del terreno, che dell’aria a livello del suolo erano ancora rilevantemente superiori ai valori massimi stabiliti per legge.
La Conferenza dei Servizi stabilì INEQUIVOCABILMENTE che d’allora in poi IL COMUNE E QUINDI IL SINDACO sono competenti sulle attività di controllo del procedimento di prosecuzione della bonifica previsto per legge (Art.242, D.Lgs. 3 aprile 2006 n.152.)
Inoltre fu stabilito quanto segue:
1)    entro trenta giorni dal 19 ottobre 2017 doveva essere presentato dalla ESSO una relazione di aggiornamento delle attività svolte con tutti i risultati delle analisi.
2)    Doveva essere effettuata una nuova campagna di monitoraggio allineando  (cioè rendendo omogenei) i dati dell’ARPAB e quelli della ESSO e tale campagna dovrà essere conclusa entro e non oltre  il 30 novembre 2017.
3)    In base ai dati di questa campagna doveva essere aggiornato il Piano di Bonifica e, se i dati lo avrebbero richiesto, si dovevano estendere i controlli anche all’esterno dell’area della Stazione di Servizio, cioè nella lottizzazione “De Ruggieri” sino al fosso “S. Maria”.
4)    I rapporti con le risultanze delle prove di laboratorio dovranno indicare anche i valori massimi previsti per legge.
LE NOVITA’
In data 01 febbraio 2018 la Esso ha presentato il Progetto Unico di Bonifica seguendo in linea di massima le indicazioni della Conferenza di Servizio. Tale progetto doveva essere approvato da una nuova Conferenza di Servizio in cui sarebbero stati presenti tutti gli Enti contro interessati e convocata per il 22.02.2018, ma per espressa richiesta dell’ARPAB Basilicata essa era rinviata. L’Arpab voleva che le risultanze delle analisi effettuate negli otto pozzi di ispezione dalla ESSO fossero “allineati” con le metodiche dell’ARPAB, cioè si potessero confrontare con trasparenza, cosa che sembrava non essere stata tenuta presente in tutto e per tutto nel Progetto Unico di Bonifica (Vedi comunicazione ARPAB del 13.02.2018 Prot.2881).
STA DI FATTO CHE ALLA DATA DEL 23 AGOSTO 2018 QUESTA CONFERENZA DEI SERVIZI ANCORA NON RISULTA ESSERE STATA TENUTA, NE’ NEL CARTEGGIO COMUNALE VI SI RISCONTRA TRACCIA SE EVENTUALMENTE SIA STATA TENUTA, QUANDO E COSA ABBIA PRODOTTO.
Il capo dell’Ufficio Tecnico ha inviato delle richieste di dati, ha rilevato che la ESSO abbia inviato note “interlocutorie”, ma nulla più.
In data 22 ottobre 2018, doveva essere effettuato un nuovo campionamento delle acque (che già doveva essere effettuato in data 18.07.2018 e che era stato già una prima volta rinviato – vedi comunicazione del Comune del 23.08.2018, prot.11782); ma è saltato.
Gli ultimi dati disponibili di analisi sono quelli forniti in data 7 maggio dalla ESSO per i pozzi n. 7 ed 8 (sul marciapiedi di Viale Armando Miele attiguo al suolo De Ruggieri) essi riportano ancora un superamento consistente dei valori massimi ammessi dal D. Legislativo n. 152 del 2006 (vedi comunicazione del la Golder, l’azienda incaricata dalla ESSO di svolgere la bonifica del 07.05.2018).
Contaminante
Valore riscontrato
Valore massimo
Benzene
232
1
Etilbenzene
159
50
Toluene
115
15
p-Xilene
520
10
Idrocarburi Totali
2936**
350
MtBE
480
40
EtBE
480
40
Si tratta di valori che sono abbondantemente ed enormemente superiori ai valori massimi consentiti per legge e che in alcuni casi (**) risalgono al novembre 2017, cioè ad un anno fà.
Il Consigliere comunale Leonardo Giordano ha dichiarato al riguardo: "Ai sensi dell’art.242, D.Lgs. 3 aprile 2006 n.152, il Sindaco deve garantire al massimo che tali procedure tutelino la salute dei cittadini e la preservazione del territorio e dell’ambiente. invece delega al capo dell’ufficio tecnico una formale attivita’ di corrispondenza e di “timido” sollecito quando, per la sua delicatezza ed insidia, la problematica esige polso, determinazione e che se ne occupi direttamente il Sindaco in quanto massima autorita’ cittadina sulla salute e la sicurezza".
Ufficio Stampa
Gruppo Consiliare “INSIEME PER MONTALBANO –MNS”

martedì 28 agosto 2018

Ferrandina: lo scalo ferroviario di Matera capitale tra cambi di binario e allagamenti.



In attesa che cambi il suo volto, come annunciato piuttosto di recente, lo scalo ferroviario di Ferrandina-Matera vede cambiare i binari di transito dei treni senza preavviso. Domenica mattina, ore 9 circa, una ventina di persone, tra passeggeri e accompagnatori, erano in paziente attesa dell’arrivo dell’Intercity 700, Taranto-Roma. Che, per chi ha un pizzico di dimestichezza con questa linea, arriva e parte sempre dal binario 1, proprio come indicato nell’orario ufficiale affisso sui muri della malandata stazione. 
E invece, sorpresa: il treno è arrivato con sostanziale puntualità (anche questa è una notizia), ma sul binario 2: un cambio (non annunciato) non da poco, visto che per recarsi al secondo binario bisogna percorrere il sottopasso, peraltro spesso e volentieri allagato. Non a caso, quando i passeggeri si son resi conto che il binario era il 2 e non, come di consueto, il primo, c’è stato un progressivo ma deciso dirigersi verso l’imbocco del sottopasso per tentare di non perdere il treno, poi partito con circa 20 minuti di ritardo per attendere il regionale proveniente da Potenza. 
Nell’anno di grazia 2018 è possibile che si debba omettere un semplice cambio di binario? E’ possibile che l’informazione sia sempre lasciata al caso? In realtà, secondo qualcuno, la voce registrata che viene lanciata poco prima dell’arrivo del convoglio avrebbe comunicato il cambio di binario, ma nessuno lo ha potuto comprendere perché, semplicemente, quel messaggio vocale era incomprensibile. Anche su questo, la domanda nasce spontanea: possibile che non ci sia un mezzo di comunicazione più efficace? 
Evidentemente, da queste parti tutto riesce difficile. Anche l'efficienza del sottopasso, per percorrere senza problemi il quale bisogna sempre sperare che Giove Pluvio si sia distratto o abbia avuto la mente altrove. Quando piove, infatti, il sottopassaggio si allaga: qualche sera fa, dopo l’ennesimo acquazzone estivo, i passeggeri scesi dal Frecciarossa sono stati costretti a camminare sulle acque. E che dire, poi, del solito, endemico problema dell’allagamento del piazzale antistante la stazione? Pur non piovendo ormai da qualche giorno, infatti, ieri mattina era invaso dal fango. E la chiamano stazione di Matera, capitale della cultura. La cultura dell’abbandono e della mancanza di decoro.
Piero Miolla

mercoledì 18 luglio 2018

La stazione ferroviaria di Pisticci in stato di abbandono.



Degrado, abbandono e, quando piove, pozzanghere che nascondono vere e proprie insidie per l’automobilista. E’ la fotografia del piazzale della stazione ferroviaria di Pisticci, privata ormai da tempo del personale umano, ma comunque sempre frequentata da qualche treno che circola e si ferma in loco, oltre che da sporadici passeggeri. 
Che sia estate o inverno, il tema non cambia: il piazzale è contraddistinto da due grosse buche che, con la pioggia diventano piscine, e con il sole, mostrano sempre più le loro profondità e ampiezza. Possibile che nessuno provveda a rifare l’asfalto? Anche se non è la stazione di una metropoli e, neanche una tra le più importanti di Basilicata, lo scalo pisticcese meriterebbe in ogni caso un diverso trattamento e, soprattutto, un altro contegno. Gli automobilisti che vi transitano, anche solo per brevi istanti dovendo solo accompagnare o riprendere i pochi viaggiatori, sono costretti alle gimkane per evitare danni alle sospensioni o affini, mentre in chi si sofferma per attendere la coincidenza del caso, non può non saltare agli occhi il degrado e l’abbandono. Che, per inciso, si estendono anche alla palazzina nella quale, un tempo, il personale delle Ferrovie dello Stato risiedeva con le proprie famiglie. 
Dal piazzale, infatti, non può non scorgersi lo stato delle finestre con vetri ormai infranti sino quasi ad essere un semplice ricordo, neon appesi ad un filo e probabilmente non funzionanti. Che dire, poi, del giardinetto che insiste accanto a quelli che erano i bagni pubblici? Erbacce e immondizia a tutto spiano. Di questi tempi, con serpenti e vipere che fanno capolino per il caldo, può essere davvero pericoloso sostare nelle vicinanze. Insomma, un quadro abbastanza desolante che giriamo volentieri a chi sarebbe tenuto a provvedere alla manutenzione: il Comune di Pisticci (almeno per ciò che concerne il piazzale) o Trenitalia? Di sicuro la società che gestisce i trasporti ferroviari è competente sull’immobile ormai abbandonato, così come, riteniamo, sulla pulizia del piccolo giardino antistante gli ex bagni pubblici. 
Chiunque sia deputato a provvedervi, però, non può continuare a fare orecchie da mercante: urge un immediato ripristino della pavimentazione stradale, così come lo sfalcio delle erbe nel giardino e, se possibile, anche una maggiore cura dell’immobile. Tagliare un ramo secco, infatti, non può e non deve automaticamente significare abbandonare questi luoghi a sé stessi.
Piero Miolla

domenica 13 maggio 2018

Piove e la stazione di Ferrandina si allaga. Il disagio dei viaggiatori.


Foto Mikipedia Autera
Una diga o una stazione? C’è stato, per caso, un gemellaggio con Venezia? Sono solo alcune delle domande, invero ironiche, con le quali sui social alcuni utenti e viaggiatori in transito alla stazione di Ferrandina-Matera hanno commentato quanto accaduto negli ultimi giorni, soprattutto nel piazzale della stazione: un vero e proprio lago, come documentato dalle foto, che, qualche giorno fa ha interessato anche il sottopassaggio. Colpa degli acquazzoni violentissimi che si sono abbattuti da domenica in poi nella zona, certo. Ma soprattutto del mancato deflusso delle acque dal piazzale, nonostante qualche anno fa furono effettuati lavori mirati proprio per favorire il deflusso. E’ da tempo, ormai, che dalle nostre colonne ci occupiamo del lago che, puntualmente, si forma nel piazzale della stazione. Che, va ricordato, da poco tempo porta anche il nome di Matera, capitale europea della cultura 2019. 
“Si sta lavorando per un gemellaggio con Venezia – si è chiesto un viaggiatore -? Per uscire dalla piccola e graziosa stazione di Ferrandina e raggiungere un autobus che mai arriverà servirebbero le gondole. A nuoto abbiamo raggiunto la sponda opposta inaugurando, così, un nuovo impianto subacqueo nel materano”, ha commentato con ironia un utente sceso a Ferrandina. Qualche ora prima lo stesso viaggiatore aveva raccontato dell’acqua finanche nella sala d’attesa, praticamente invasa. “Abbiamo aiutato due inservienti a spingere fuori l’acqua entrata nella sala d’attesa”. E, ancora: “Il treno proveniente da Taranto è arrivato sul binario 2 e non potendo attraversare i binari siamo scesi nel sottopassaggio, completamente allagato. Bagnati anche dal basso verso l’alto, siamo riusciti a salire sul treno”. 
E qui sarebbe iniziata un’altra odissea: “Treno sporco, con bagni che sono dei veri cessi, e sedili sfondati: ogni fermata sembra la morte del treno. Si spegne tutto, motore, luci”. Insomma, una sorta di incubo. Tornando all’acqua, giovedì sera il fenomeno del “gemellaggio con Venezia” si è ripetuto: sempre sui social, infatti, un’altra utente ha postato alcune foto abbastanza eloquenti: l’acqua, infatti, arrivava a coprire quasi la metà degli pneumatici. 
E’ mai possibile che ci sia ancora tale situazione? E’ tollerabile che la stazione ferroviaria della capitale della cultura si presenti in questo modo a turisti e viaggiatori? Certo che no. E allora, quando verrà finalmente risolto questo annoso problema? I sindaci di Ferrandina e Matera facciano sentire la loro voce affinché, finalmente, tale fenomeno si possa risolvere o, se non altro, limitare. 
Un fenomeno, però, che non riguarda solo questo scalo: anche quello di Pisticci, infatti, sistematicamente si allaga in caso pioggia, anche se non al livello di Ferrandina. Considerando che a Pisticci scalo il piazzale è pieno di grandi buche, in questo caso l’acqua rimane in loco anche per vari giorni e rappresenta, dunque, un pericolo pure per gli automobilisti. Che qualcuno faccia qualcosa: è anche una questione di civiltà.
Piero Miolla