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domenica 1 luglio 2018

Elezioni regionali, il centrodestra serra i ranghi.



Nuova riunione del centrodestra lucano in previsione di un fronte comune in vista delle elezioni regionali. Questo il comunicato giunto a fine riunione. 
 
“Continua il percorso comune dell’aggregazione alternativa al sistema di potere e del malgoverno della Basilicata attraverso il primo tavolo allargato alle realtà ed alle forze alternative al centrosinistra lucano. Questo primo incontro formale è il risultato dell’invito che i coordinatori regionali di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia hanno rivolto la scorsa settimana a tutti i partiti, movimenti politici, associazioni e società civile. L’appuntamento di oggi è solo il primo di una serie di incontri che si terranno nell’immediato futuro, stanti le tante richieste di adesione che continuano a giungere anche in queste ore. Sarà nostra cura, in vista dell’obiettivo comune di questo costituendo fronte alternativo al centro sinistra, continuare nel percorso di incontri ed iniziative comuni per rappresentare unitariamente e coerentemente le istanze di cambiamento per candidarsi a governare finalmente la nostra Regione”
Giuseppe Moles (commissario regionale “Forza Italia”)
Antonio Cappiello (segretario regionale “Lega”)
Gianni Rosa (segretario regionale “Fratelli d’Italia”)
Cosimo Latronico (coordinatore regionale “Noi con l’Italia”)
Agatino Mancusi (segretario regionale “Unione di Centro”)
Antonio Tisci (segretario regionale “Movimento Nazionale Sovranità”)
Francesco Pagano (segretario regionale “Idea”)
Dina Sileo (segretario regionale “Italia Madre”)
Vincenzo Belmonte (segretario regionale “Blocco Civico”)
Ilaria Di Pede (“Movimento Federalista Lucano”)
Massimiliano Padula (“Avanti Policoro”)
Antonio Aicale (“Forza Civica”)
Gabriele Scarcia (“Rinascimento – Sgarbi”)

sabato 16 giugno 2018

Il Tavolo Verde Basilicata scrive al neo ministro all'Agricoltura, al presidente Pittella e a Braia.



In questi giorni ancora una volta i produttori agricoli e in particolar modo i cerealicoltori subiscono la imposizione dei prezzi dei prodotti agricoli dal cosiddetto libero mercato e della globalizzazione. In particolare la vendita del grano duro e del tenero avviene a prezzi stracciati in azienda: 19 €/q.le il grano duro, 17,5 €/q.le il grano tenero. Il costo colturale medio per ettaro sostenuto dai produttori, non è inferiore a 600€, il che vuol dire che un produttore agricolo per coprire i costi dovrà produrre almeno 31 q.li/ha. Nel Meridione d'Italia tale valore è superiore alla media effettiva. Ci vuole ben poco per capire quanto siano elevate le perdite economiche a carico dei cerealicoltori. Al contempo facciamo notare che il prezzo del pane sul mercato va oltre i 2 €/kg e la pasta oltre 1 €/kg, valori più alti per restanti prodotti da forno. Abbiamo inteso richiamare questi allarmanti dati perché a differenza del passato i produttori agricoli, così come un pò la nostra società, sentono ripetere continuamente la parola "cambiamento". D'altro canto i componenti del nuovo Governo e della Maggioranza che lo sostiene durante la campagna elettorale hanno sostenuto che i produttori agricoli - ovvero il mondo dell'agricoltura -vanno sostenuti con una intelligente politica agricola finalizzata ad assicurare un reddito dignitoso per continuare a presidiare il territorio attraverso l'agricoltura; molti produttori agricoli hanno creduto alle promesse sia di Di Maio, che di Salvini. Spiace constatare purtroppo che al 12 di giugno 2018 in piena campagna di raccolta cereali, gli attuali prezzi di mercato, inferiori rispetto a quelli degli anni precedenti, smentiscono sia le promesse, sia l'impegno per il cambiamento dell'agricoltura.
Proposta:
I prodotti di prima necessità, come il grano made in Italy, necessitano di un mercato governato da precise regole in modo che possa garantire convenienza economica ai ceralicoltori e sicurezza alimentare ai consumatori.
Il mercato dei cereali non deve avere carattere di oligopolio, ma improntato all'interesse pubblico e collettivo. (produttore-consumatore)
Definire una politica cerealicola per le regioni: Sicilia, Puglia e Basilicata e di filiera affinché il valore aggiunto del prodotto finito venga equamente riconosciuto alle 3 diverse fasi: produzione, trasformazione e commercializzazione.
Il grano duro commerciale per panificazione e pastificazione non può essere venduto in azienda ad un prezzo inferiore a 30€/q.le! Controllo e gestione del mercato delle sementi impiegate nella produzione. Istituzione di Disciplinari di Produzione basati su precise tecniche e pratiche agronomiche per garantire qualità e quantità. Piano colturale cerealicolo per le regioni del meridione a medio termine con l'individuazione di aree vocate, in modo da elevare i livelli occupazionali, salvaguardia e tutela ambientale e al contempo impedire rendite di posizione e speculazioni.
TAVOLO VERDE BASILICATA

martedì 24 aprile 2018

Pisticci, Tavolo Verde: "Negata sala consiliare". Verri: "Solo un disguido".

“Stanno provando a zittire i cittadini e, a conferma dell’ostruzionismo nei nostri confronti, ci hanno negato la sala consiliare, la casa del popolo, la cui disponibilità era stata chiesta con un iter burocratico svolto con correttezza”. 
La denuncia arriva da Carmine Calandriello, esponente della Lista dei Cittadini, che ieri mattina era in piazza Umberto I, a Pisticci, a sostegno della manifestazione organizzata dal Tavolo Verde Basilicata per protestare contro l’Amministrazione comunale di Pisticci rea non solo di non adoperarsi in favore dell’agricoltura, ma anche e soprattutto di “perseguitare i produttori agricoli”, secondo quanto sostenuto dagli agricoltori. Sul portone dell’immobile che ospita numerosi uffici del Comune di Pisticci campeggiava non solo la richiesta della disponibilità della sala, protocollata il 16 aprile dal Tavolo Verde, ma anche alcuni fogli scritti a penna con le considerazioni di sdegno e protesta per una decisione inaspettata. “Stanno trasformando il Comune di Pisticci in azienda privata – c’era scritto su uno dei fogli vergati a mano -. Se questa è libertà i cittadini non vogliono questo”. Su un altro, invece, si leggeva: “Ci negano anche l’accesso alla casa del popolo. E’ una vergogna per l’intera popolazione. Se questa è democrazia in un paese civile”. 
Il sindaco Viviana Verri ha però spiegato che “l’utilizzo della sala era stato regolarmente autorizzato, ma per un disguido tra i messi l’autorizzazione firmata non è pervenuta all’Ufficio di Pisticci. Ci scusiamo per l’accaduto e, naturalmente, confermiamo che la sala consiliare sarà a disposizione di Tavolo Verde per le prossime volte”. 
In piazza, come detto, oltre al Tavolo Verde anche la Lista dei Cittadini e Sinistra Italiana. Piazza bardata con numerosi striscioni di protesta che ricordavano l’annosa questione dei terreni gravati da usi civici. Una questione che varie Amministrazioni hanno provato a chiudere ma che nessuno sembra poter, o volere, davvero definire.
Piero Miolla

domenica 4 marzo 2018

Gelata di febbraio: le richieste del Tavolo Verde Basilicata.

La Regione Basilicata chieda al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il Metapontino, l’area più colpita nel meridione dall’ondata di neve e gelo degli ultimi giorni che ha provocato notevoli danni a colture orticole e fruttiferi. 
La richiesta è del Tavolo Verde di Basilicata, secondo il quale “più del 50% della produzione dei fruttiferi è compromessa; rilevanti solo i danni a carico di orticole in pieno campo, nonché quelli degli agrumi. Anche la coltura della fragola risulta essere danneggiata. Dai primi rilievi effettuati in campo si stimano danni superiori al 50% della produzione vendibile. I produttori agricoli hanno subito un ulteriore colpo con conseguenze pesanti sui già fragili bilanci per il perdurare della crisi economica e per la flessione dei prezzi degli agro-alimentari. 
Il quadro generale dell'agricoltura mai come in questi giorni si presenta in modo drammatico con risvolti negativi non soltanto sull'economia ma anche sui livelli occupazionali. Ciò nonostante alcuni livelli istituzionali centrali e periferici continuano a vendere fumo e promesse, invece di attivarsi concretamente per dare risposte serie in tempi stretti a migliaia di produttori, già strozzati da banche e imposizioni”. 
Per questi motivi il Tavolo Verde ritiene necessario il coinvolgimento di tutti gli enti locali del territorio, partendo dalla convocazione straordinaria di Consigli comunali aperti monotematici e, nel contempo, poiché il “Pisticci è il punto di riferimento del Metapontino, sia per ampiezza territoriale che per la rilevante superficie destinata a colture intensive, il Comune si faccia carico di coordinare tutte quelle iniziative finalizzate alla soluzione della drammatica situazione in cui versa il mondo agricolo.
Piero Miolla 
 

martedì 7 novembre 2017

Demansionamento scolastico: Tavolo Verde sollecita nuovo polo formativo


Marconia. “Istituire nel comprensorio di Pisticci un unico polo formativo “Agri-Turistico” a gestione autonoma e aperto al territorio, ovvero ai settori agricolo-zootecnico e turistico anche attraverso l’implementazione di corsi post diploma specialistici con la dotazione di beni strumentali adeguati e moderni”. La richiesta è del Tavolo Verde Basilicata che, in tempi di dimensionamento scolastico, con le interlocuzioni in atto tra amministrazione provinciale e Comuni, è un tema attualissimo. “Il piano di razionalizzazione che va a scadenza nel 2018 – si legge in una nota - che ha visto tra le altre cose lo smantellamento dell’Itas a favore di un mega polo con liceo classico, tecnologico, alberghiero e agrario, non ha dato risultati sperati sia per quanto riguarda l’offerta formativa, sia, inoltre, per quanto concerne il potenziamento dei servizi a favore dell’utenza. Con un colpo di spugna sono stati cancellati dirigenza e direzione amministrativa dell’Itas istituito nel 1959, che ha svolto con prestigio e autorevolezza la funzione educativa e formativa: sono sotto gli occhi di tutti le ripercussioni negative di quella singolare decisione assunta senza tener conto delle necessità e dei bisogni prevalenti del territorio”. Ciò posto, a giudizio del Tavolo Verde, “la necessità di adottare innovazioni tecnologiche supportate da alti livelli professionali che solo gli istituiti tecnici e professionali possono offrire, ci impegnano a rivendicare un più forte ed incisivo ruolo degli stessi, in linea con quanto riportato nei documenti della Regione. Ciò verosimilmente sarà possibile solo attraverso la istituzione di poli d’istruzione superiore con indirizzi affini ed omogenei come appunto quello agrario-turistico-alimentare”. Per il tavolo Verde la proposta è “praticabile e ben supportata anche dal fatto che i due istituti, il tecnico agrario e l’alberghiero, sono già ubicati nei plessi scolastici di Marconia dove ci sono locali idonei sia per la didattica che per gli uffici: i due istituti da soli superano il tetto di 600 alunni con più di 30 classi”.