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giovedì 13 dicembre 2018

E' lucana una delle tre migliori nutrizioniste di Torino



E’ stata “nominata” tra i tre migliori nutrizionisti di Torino, ma è lucana doc. Anzi, pisticcese doc: Maria Teresa Nivuori, biologa nutrizionista con una laurea in Scienze Biologiche e un’altra in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana, di recente è stata citata dalla rivista specialistica online www.nutribees.com/ tra le eccellenze della città sabauda in fatto di alimentazione corretta e sana.
Nivuori ha un suo blog personale, all’indirizzo http://nivuorinutrizione.it/, sul quale discetta consigli per un’alimentazione sana e corretta.
“Mi sono laureata nel 2009, con 110/110 e lode, e, fino al 2015, mi sono occupata di alimentazione e qualità presso un’azienda di ristorazione. Nel 2016, a seguito del mio trasferimento nella meravigliosa Torino, ho iniziato la libera professione. Sono regolarmente iscritta all’albo dei biologi dal 2014.
I miei aggiornamenti in campo di alimentazione non si sono mai interrotti dal 2014 ad oggi, a partire dal corso di formazione in “Nutrizione Umana e dietoterapia” per continuare con “Nutrizione e sport”. Da ultimo, ho seguito seminari come “Donne, cellulite, nutrizione ed esercizio fisico”; “Menopausa: viverla senza stress con la giusta alimentazione”. Da dicembre 2016 sono, inoltre, “zone consultant” certificata”.
Questo l’importante iter formativo di Nivuori, che, su un tema così sentito in Italia, specie nel mezzogiorno, cioè l’alimentazione, ha le idee molto chiare.
“Un’alimentazione consapevole – ha infatti precisato la dottoressa - è il primo passo verso la salute”.
Ma come è nata questa passione per la nutrizione?
“Ho sempre amato il buon cibo e questo ha fatto si che mi avvicinassi fin dai primi anni di studio all’alimentazione e alla nutrizione. Tutti si alimentano, pochi si nutrono. La nutrizione è un mondo meraviglioso e quando si impara a coglierne l’essenza, le giuste scelte a tavola sono la conseguenza. Il cambiamento viene da sé, il volersi bene dobbiamo sceglierlo”, ha concluso la biologa nutrizionista di origini lucane.
Una passione, la sua, che, potremmo dire, si è “alimentata” sin da piccola. Nella propria casa e con la propria famiglia. Una passione che ha fatto sì che Maria Teresa Nivuori arrivasse a “nutrirsi” di idee chiare al punto da poterle consigliare al prossimo.
Piero Miolla

lunedì 23 aprile 2018

La favola della piccola Alessia di Montescaglioso, protagonista all'Allianz Stadium.


Un sogno che è diventato realtà. E’ quello vissuto dalla piccola Alessia Racamato, 8 anni, di Montescaglioso, che in occasione di Juventus-Sampdoria disputata a Torino lo scorso 15 aprile, ha potuto non solo entrare nello Juventus Stadium, ma anche accompagnare i giocatori in campo. Juventina sfegatata come suo papà Nunzio, Alessia è stata infatti una dei ventidue fortunati bambini italiani che hanno avuto la possibilità di accompagnare in campo i giocatori durante il match citato, grazie all’iniziativa promozionale della serie A “Bimbi in Campo”. 
La piccola ha raccontato di aver vissuto “un’emozione indescrivibile. Quando ho preso il treno con il mio papà – ha spiegato - quasi non riuscivo a parlare per l’agitazione. Mi tremavano le mani all’idea di essere vista in Tv accanto ai miei calciatori preferiti e mi si bloccava il respiro immaginando quanto avrebbe battuto forte il mio cuore se solo fossi riuscito a prendere per mano Buffon, il mio idolo indiscusso, anche se adoro tutta la squadra. Purtroppo questo mio ultimo grande desiderio non si è realizzato”.
 Alessia, infatti, ha tenuto la mano a un calciatore della Sampdoria, anche se ha avuto gli atleti della Juve “a meno di 3 metri di distanza, e non mi posso certo lamentare. I miei compagi di classe hanno chiesto cosa avessi provato ritrovandomi in quel campo da gioco enorme con tutti gli occhi del pubblico puntati addosso: avevo la bocca spalancata, se ci ripenso non posso fare a meno di ridere”. La piccola tifosa bianconera ha altresì aggiunto di aver apprezzato, dell’esperienza, “il fatto di aver guardato la partita dal vivo. E’ stata un’esperienza impagabile: i sediolini dello stadio, infatti, non hanno nulla a che vedere con il divano di casa. Inoltre, vedere un proprio sogno materializzarsi è stata una grande gioia, anche per la mia famiglia. Sono sicura che è così anche per chi ne è venuto a conoscenza”. 
Morale della favola? “Conserverò di questa magica avventura un ricordo stupendo, ma ho un unico cruccio: la mamma ha lavato le scarpette che hanno calpestato lo stesso campo attraversato da Buffon. Di questo non riesco proprio a farmene una ragione”. Pazienza, di sicuro la mamma della piccola Alessia troverà il modo per farsi perdonare. 
Piero Miolla