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lunedì 17 dicembre 2018

Rinnovo Aia Tecnoparco, le richieste di MTV al sindaco di Pisticci



Riceviamo e volentieri pubblichiamo un comunicato del Movimento Tutela Valbasento in merito al Consiglio comunale di Pisticci straordinario aperto.

"Venerdì 14 dicembre, presso la Sala Consiliare di Marconia, si è svolto il consiglio comunale straordinario aperto, per trattare il seguente ordine del giorno: situazione ambientale del quartiere ex SNAM e non solo, da ricollegare alle attività industriali di Tecnoparco e Sogemont.
Il Movimento Tutela Valbasento comunica agli organi di stampa per conoscenza l’intervento diffuso in quella sede.
La situazione della Valbasento di per sé già grave, è compromessa da tempo, soprattutto a livello sanitario, a motivo dell’eccessivo inquinamento ambientale. Entrando nel merito della questione rinnovo dell'AIA a Tecnoparco Valbasento spa, approvata con D. G. R. n.1387 del 01/09/2010, riteniamo che la stessa, non vada assolutamente rinnovata. Occorre, piuttosto, riattivare con urgenza i processi legati alla bonifica dell'area, dichiarata SIN dal lontano 2002.
Sono anni che sul territorio si parla di temi legati alla salute e all'ambiente. Le tante vittime che si segnalano per patologie neoplastiche dovrebbero spingere gli enti preposti ad attivare seri processi decisionali. Il Movimento Tutela Valbasento, attualmente impegnato nella redazione di osservazioni contrarie al rinnovo dell’AIA, ritiene che il primo cittadino pisticcese non debba avere ulteriori indugi nell’applicazione del Regio Decreto n.1265 del 1934.
Sono diverse le segnalazioni, purtroppo, che ci giungono dai cittadini di Pisticci Scalo circa la percezione, ancora, di spiacevoli sostanze olfattive, i cosiddetti “miasmi”.
Il procedimento in corso relativo all’AIA di Tecnoparco sembra, invece, essersi trasformato in una sorta di autorizzazione che verifica solo il rispetto dei limiti di emissione degli inquinati e le relative tecniche di dis - inquinamento (le c.d. migliori tecnologie disponibili: BAT nell’acronimo inglese) a prescindere dagli effetti che tali emissioni producono sui recettori umani e quindi sulla loro salute.
Recita, invece, il comma 6 articolo 29 quater del D. Lgs. 152/2006: “Nell'ambito della Conferenza dei Servizi di cui al comma  5, vengono acquisite le prescrizioni del Sindaco di  cui  agli  articoli 216 e 217 del Regio Decreto 27  luglio  1934,  n. 1265”.
Tradotta in concreto questa norma significa che il parere del Sindaco è obbligatorio ed è rilasciato nell’ambito del suo ruolo di massima Autorità Sanitaria del territorio comunale. Il Parere Sanitario resta di competenza del Sindaco e non della Giunta. Lo stesso parere non può essere superato dal parere dell’Arpa nella Conferenza dei Servizi propedeutica alla decisione finale sull’AIA. L’eventuale parere negativo del Sindaco può essere di ostacolo al rilascio dell’AIA, dopo la conclusione della Conferenza dei Servizi.
La posizione della Regione Basilicata va, purtroppo, verso il rinnovo, ancora, dell'AIA a Tecnoparco, che già dal 2016 tratta rifiuti in deroga.
Lo scorso mese di giugno, a Roma, voluto dal Ministero della Salute, per mezzo dell'Istituto Superiore di Sanità, è stato presentato l'aggiornamento dello Studio Sentieri, relativo ai cosiddetti "siti contaminati". I nuovi dati riguardano l'analisi, per il periodo 2006-2013, del profilo di salute delle popolazioni che risiedono sui SIN, tra cui la Val Basento, e che include l'incidenza dei tumori e delle anomalie congenite. I dati segnalano un eccesso di mortalità e di incidenza tumorale. Lo studio mostra alcune criticità anche nel profilo di salute di bambini e giovani.
Qualcosa, a livello centrale, sembra iniziare a smuoversi, soprattutto dopo la stipula di alcuni protocolli d'intesa per la Terra dei Fuochi. Le linee di azione vertono sull’implementazione del registro tumori e delle analisi epidemiologiche, il monitoraggio della qualità dell'aria, la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema SIN, il controllo e presidio del territorio.
Sul tema bonifica parlano gli atti delle commissioni d'inchiesta, purtroppo. Inutile anche soffermarsi sulle vicende giudiziarie in corso. Diverse le inchieste che interessano proprio Tecnoparco.
In conclusione, considerato che da diversi mesi, dopo la Conferenza di Servizi del dicembre 2017 in merito all'AIA di Tecnoparco Valbasento spa, diverse associazioni, comitati, movimenti e cittadini del territorio di Pisticci, compreso il Movimento Tutela Valbasento, chiedono chiarimenti in merito e auspicano azioni concrete dal Sindaco ed dalla Maggioranza che lo supporta; visto che attualmente la Regione Basilicata partecipa per il 40% dell'azionariato di Tecnoparco con un evidente conflitto di interesse tra controllore e controllato; dato atto che la bonifica è praticamente ferma, nonostante le diverse conferenze di servizi celebrate; tenuto conto delle diverse segnalazioni da parte di cittadini e associazioni circa il persistere dei miasmi nel quartiere di Pisticci Scalo; ritenuto, inoltre, che il numero eccessivo di patologie neoplastiche potrebbe essere collegato a processi industriali relativi al trattamento di reflui tossici e nocivi;
SI CHIEDE
- all’Amministrazione Comunale di redigere atto ufficiale di diffida nei confronti della Regione Basilicata (essendo scaduti i termini di legge da quasi 2 anni) affinché esprima il parere in merito all’istanza di riesame dell’AIA approvata con D.G.R. n.1387 del 01/09/2010;
- al Sindaco di redigere parere sanitario negativo, ai sensi del Regio Decreto n.1265 del 1934, affinché la Regione Basilicata esprima parere negativo al rinnovo dell’AIA in questione”. 
Movimento Tutela Valbasento

mercoledì 20 giugno 2018

Valbasento: il Movimento Tutela chiede una svolta al Comune di Pisticci.

Nonostante i distinguo e i riferimenti legislativi fatti dal Sindaco di Pisticci, Viviana Verri, nel corso del sit-in di sabato 9 giugno nei pressi dello stabilimento di Tecnoparco, il Movimento Tutela Valbasento ritiene che il primo cittadino pisticcese non debba avere ulteriori indugi nell’applicazione delle norme attualmente in vigore a tutela della salute del territorio. Chiediamo che sia fatta chiarezza in merito e auspichiamo che possano cadere i dubbi e le titubanze sull’applicazione, in specie, del Regio Decreto n.1265 del 1934.
Il “parametro salute” sembra, finora, nel dibattito pubblico ampiamente sottovalutato. Sono diverse le segnalazioni, purtroppo, che ci giungono dai cittadini di Pisticci Scalo circa la percezione, soprattutto nei week-end, ancora di spiacevoli sostanze olfattive, i cosiddetti “miasmi”. Il procedimento in corso relativo all’AIA di Tecnoparco sembra essersi trasformato in una sorta di autorizzazione che verifica solo il rispetto dei limiti di emissione degli inquinanti e le relative tecniche di disinquinamento (le c.d. migliori tecnologie disponibili: BAT nell’acronimo inglese) a prescindere dagli effetti che tali emissioni producono sui recettori umani e quindi sulla loro salute.
Recita, invece, il comma 6 articolo 29 quater del D. Lgs. 152/2006 : “Nell’ambito della Conferenza dei Servizi di cui al comma 5, vengono acquisite le prescrizioni del Sindaco di cui agli articoli 216 e 217 del Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265”. Tradotta in concreto, questa norma significa che il parere del Sindaco è obbligatorio ed è rilasciato nell’ambito del suo ruolo di massima Autorità Sanitaria del territorio comunale. Il Parere Sanitario resta di competenza del Sindaco e non della Giunta, perché rientra nelle sue competenze. Lo stesso parere non può essere superato dal parere dell’ARPA nella Conferenza dei Servizi propedeutica alla decisione finale sull’AIA. L’eventuale parere negativo del Sindaco può essere di ostacolo al rilascio dell’AIA, dopo la conclusione della Conferenza dei Servizi. D’altronde la stessa Sentenza n. 826/2018 del Consiglio di Stato rassicura l’Amministrazione Comunale, in caso di parere negativo, anche in termini di possibile richiesta di risarcimento.
In merito al citato sit-in dinanzi ai cancelli di Tecnoparco (che, in realtà, si è svolto dinanzi all’ingresso della Pista Mattei) le domande che i cittadini, non solo di Pisticci, si fanno, sono tante.
QUALI IMPEGNI, DOPO LA MANIFESTAZIONE, SONO STATI ASSUNTI E DA CHI? COME INTENDE PROCEDERE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PISTICCI? 
A tal proposito, il Movimento chiede al Sindaco Verri di convocare con urgenza un incontro pubblico (o almeno una conferenza stampa) per comunicare alla cittadinanza quali saranno i prossimi passi sul tema: lo riteniamo un atto dovuto in ossequio ai principi di trasparenza. Infine, ma non certo per ordine d’importanza, il Movimento auspica che il Sindaco Verri, come anticipato da lei al sit-in, interloquisca senza indugio con il nuovo Ministro dell’Ambiente, gen. Sergio Costa, al fine di interessarlo direttamente alle tematiche ambientali che attanagliano la Valle del Basento, partendo dalla “infinita attesa” per la bonifica del SIN e passando alle altre situazioni che preoccupano i cittadini.
Naturalmente, il Movimento si attende piena collaborazione dall’Amministrazione Comunale di Pisticci e offre, per quanto di sua competenza, ogni possibile ausilio per le prossime iniziative di presidio del territorio. Sappiamo che in passato si è spesso sottaciuto su questi temi. Ora, a tutela dalla salute della popolazione, è il momento della svolta che tutti attendono.
MOVIMENTO TUTELA VALBASENTO

martedì 12 giugno 2018

Polese: "Pregevole la proposta di legge su pari opportunità come tutela dei diritti".


"Pregevole e di merito la “proposta di legge Pari opportunità come Tutela dei Diritti” presentata stamane, in conferenza stampa, dalla Consigliera Regionale di Parità della Basilicata, Avv. Ivana Enrica Pipponzi". Così il consigliere regionale del Pd, Mario Polese, a margine dell'iniziativa svoltasi in mattinata nella "Sala A" del Palazzo del Consiglio regionale.
"Già nel marzo del 2017, prendendo atto di un grave vuoto nella normativa regionale in materia di pari opportunità, - sottolinea Polese - comunicai pubblicamente la decisione di voler iniziare dei percorsi virtuosi di lavoro e concertazione a più voci volti a favorire ed implementare i tanti segmenti del vivere quotidiano che necessitano azioni ed interventi stringenti per assicurare a ciascuno opportunità non solo ‘pari’ ma anche reali. A rispondere, prontamente, all’invito è stata la Consigliera Pipponzi dichiarandosi immediatamente disponibile a mettersi a lavoro per offrire il suo contributo nelle materie di competenza avvalendosi di uno staff di professionisti esperti nel settore.
Ritengo - prosegue il consigliere - che questa proposta di legge dia il giusto contributo alla causa in quanto si garantisce il paradigma delle Pari opportunità con la Tutela dei Diritti che si sostanzia nella capacità dell’ordinamento giuridico di renderle reali nel vivere quotidiano.  E’ un agile strumento volto ad implementare e valorizzare la cultura delle differenze, incentivare l’occupazione femminile, le politiche di genere  di condivisione e conciliazione, l’istruzione, la formazione, il lavoro, la salute, il contrasto alla violenza.
Sarà quindi mio dovere, a questo punto, - conclude Polese - apporre la firma alla pdl in oggetto e seguirne l’iter legislativo, una volta assegnata dall’Ufficio di Presidenza alle competenti Commissioni, per far sì che venga approvata in Aula quanto prima."

Mario Polese
Consigliere regionale del Pd

lunedì 11 giugno 2018

Sit-in tecnoparco: il Movimento Tutela Valbasento chede alla Regione di cedere il 40%.



“Come Movimento Tutela Valbasento abbiamo partecipato al sit-in promosso dall'Amministrazione comunale di Pisticci per dire No al rinnovo dell’Aia di Tecnoparco.
In merito al quale resta un aspetto positivo: si è tornati, finalmente, a discutere a livello regionale di Pisticci e di Tecnoparco, tema assai spinoso, dopo un certo preoccupante silenzio.
Abbiamo aderito da subito all'idea del sit-in, condividendone i motivi di fondo. Ma resta la nostra seria perplessità sull’efficacia dello stesso. A molti è sembrata più che altro una carrellata di politici che hanno ribadito concetti già espressi, detti e ridetti da circa 15 anni a questa parte. Nessuna vera proposta di soluzione o ipotesi di soluzione al problema è stata paventata.
Entrando comunque nel merito della questione rinnovo dell’Aia, riteniamo che la stessa, nei termini attuali, se non peggiori, non vada assolutamente rinnovata. Occorre, piuttosto, riattivare con urgenza i processi legati alla bonifica dell'area, dichiarata Sin dal lontano 2002.
Occorre, inoltre, risolvere definitivamente il conflitto di interesse che vede la Regione Basilicata partecipe per il 40% di Tecnoparco. Si pensino soluzioni private alternative.
Ribadiamo il nostro No al rinnovo dell’Aia, auspicando che chi ha in mano il management di Tecnoparco decida di uscire dal ciclo dei rifiuti, ritornando solamente ad essere azienda di servizi e multi-utilities per le società della Valle.
Chiediamo alla politica locale e regionale di adottare tutti gli strumenti cautelativi necessari alla tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente e dei lavoratori. Il sindaco resta innanzitutto, in particolare per il tema salute, il primo garante in tal senso.
Sono anni che sul territorio si parla di temi legati alla salute e all'ambiente. Le tante vittime che si segnalano per patologie neoplastiche dovrebbero spingere gli enti preposti ad attivare seri processi decisionali.
Richiamiamo, infine, tutte le forze politiche e sociali presenti sul territorio al senso di responsabilità civica per la promozione del bene comune. Soluzioni alternative e tutelative della salute, dell'ambiente e del lavoro sono possibili”.
Movimento Tutela Valbasento

sabato 2 giugno 2018

Albina Colella: "Nel piano di tutela delle acque rivedere le aree di ricarica delle falde".

 
“E’ necessario che nel piano di tutela delle acque vengano riviste le aree di ricarica delle falde acquifere”. Lo ha sostenuto Albina Colella, ordinario di Geologia del dipartimento di Scienze all’Università di Basilicata, che a Pisticci ha parlato delle problematiche relative all’acqua. “L’inquinamento può essere di tipo biologico, come quello che ha interessato il Metapontino in questi giorni, o di tipo chimico. La tutela dell’acqua dovrebbe essere possibile anche grazie al piano di tutela, che prevede la caratterizzazione della qualità delle acque con l’individuazione delle acque sotterranee, e, appunto, le aree di ricarica delle falde acquifere. Si tratta di aree della superficie topografica permeabili: le piogge, dunque, si infiltrano nelle aree di ricarica e alimentano le falde acquifere svolgendo un ruolo molto importante. Essendo però permeabili, esse sono molto vulnerabili all’inquinamento perché, così come si infiltra la poggia possono infiltrarsi anche gli inquinanti. Pertanto, è fondamentale individuarle, perimetrarle e tutelarle: bisogna impedire che in siffatte aree siano ubicati impianti o strutture inquinanti, come per esempio discariche o pozzi petroliferi. Purtroppo, in Val d’Agri questo non è stato ancora fatto, nonostante la zona sia ricca di acqua e di petrolio. Tanto è vero che ci sono 7, 8 pozzi petroliferi ubicati proprio su tali aree”. Morale della favola? “Bisogna al più presto redigere un piano di tutela delle acque che consideri pure l’individuazione di tali aree. Dopo di che si interviene sulla pianificazione del territorio e si decide quali sono le aree da tutelare in funzione della qualità dell’acqua”.