Visualizzazione post con etichetta tecnoparco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tecnoparco. Mostra tutti i post

lunedì 18 giugno 2018

Coppola (Uil): "Tecnoparco è argine per la desertificazione della Valbasento".

 
“Il rilancio della Valbasento è uno degli elementi importanti per agganciare i segnali di ripresa nel settore industriale, manifatturiero e alleviare la crisi occupazionale che affligge da tempo il Materano”. 
E’ il parere di Franco Coppola, segretario della Uil di Matera, per il quale “la lunga storia di questo sito e le sue alterne vicissitudini ci consegnano un quadro a dir poco preoccupante. La bonifica dell’area Sin continua a scontare annosi ritardi tecnici e burocratici cui necessita dare urgente definizione. Senza bonificare, il rilancio del sito che conserva buone potenzialità resta una chimera. Intanto l’area industriale continua stentatamente a vivere per la presenza di Tecnoparco e di altre poche coraggiose aziende che non trovano in Valbasento le condizioni migliori per intraprendere”. Proprio in merito a Tecnoparco, Coppola ha ricordato che “presidiando il territorio, costituisce argine per la desertificazione e l’abbandono dello stesso, mentre la sua attività di smaltimento dei reflui industriali è costantemente e legittimamente sotto la lente di ingrandimento. Bene fa il Comune di Pisticci a monitorare la situazione con analisi commissionate in proprio, così come i continui controlli dell’Arpab e degli altri organismi competenti. Quello che diventa difficile da comprendere è il continuo balletto dei dati sull’inquinamento, la messa in discussione degli stessi e la sfiducia verso le strutture pubbliche a ciò competenti. Non si può affrontare una questione complessa, come la correlazione tra lo sviluppo e i posti di lavoro con la qualità dell’ambiente ed il bene della vita umana, con posizioni semplicistiche che spesso sfociano in un allarmismo inutile e deleterio. 
A maggior ragione quando queste posizioni di discredito verso le istituzioni vengono propalate a piene mani addirittura da rappresentanti del Parlamento. Il tema del petrolio e dello smaltimento dei fanghi vivono su un equilibrio sottilissimo: sta alla responsabilità delle parti trovare la necessaria conciliazione con il bene inalienabile dell’ambiente”.  
Piero Miolla

martedì 12 giugno 2018

Sit-in Tecnoparco, la posizione dell'azienda.

 
“Respingiamo fermamente ogni addebito in ordine a presunti fenomeni di inquinamento nell’area basentana”. In una nota diffusa a margine del sit-in di sabato Tecnoparco ha reso nota la sua posizione, precisando che “nella costante azione di miglioramento delle proprie performance ambientali ha effettuato nel corso degli ultimi anni rilevantissimi investimenti. Solo per citare i principali, ha proceduto alla copertura di 17 vasche e al conseguente trattamento delle emissioni aeriformi di ciascuna di esse con moderni sistemi di abbattimento. 
Proprio nel corso della procedura di riesame dell’Aia, Tecnoparco ha previsto l’istallazione di un sistema all’avanguardia di trattamento dei reflui e rifiuti liquidi che per efficacia ha pochi eguali nello scenario impiantistico nazionale, e che consentirà la trasformazione dei reflui in acqua demineralizzata da destinare ad uso industriale. Va ricordato che la società, solo nel corso del 2017 e del 2018, è stata interessata da numerosi controlli, di cui almeno quattro da parte del Comune di Pisticci: all’esito degli stessi mai alcun superamento dei limiti di legge è stato contestato. Infine, non è superfluo richiamare la circostanza che la società opera secondo i più stringenti standard di qualità, attestati dalle certificazioni ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001 e Accredia per le attività di laboratorio. La conformità a tali standard è verificata annualmente da primari enti di certificazione”. Ciò posto, l’azienda con capitale misto pubblico-privato ha aggiunto: “I fenomeni di inquinamento esistenti nell’area, e precisamente nella falda, sono ascrivibili esclusivamente alle attività industriali cessate da decenni e svolte prevalentemente nell’area industriale di Ferrandina. L’unico soggetto che ad oggi si è attivato per contrastare gli effetti di tale fenomeno è proprio Tecnoparco, che ha progettato e sta attuando un intervento di messa in sicurezza delle acque di falda in coerenza con la propria missione di sostegno e promozione dello sviluppo delle attività d’impresa nella Valbasento. E’ proprio grazie al ruolo di Tecnoparco, coerentemente con la sua missione mai interrotta, che le realtà produttive presenti nell’area industriale, anche di standing internazionale, continuano ad operare usufruendo di utilities e servizi a condizioni tali da consentirgli di competere nel loro settore di riferimento. La manifestazione non può interrompere o impedire un costruttivo confronto con l’Amministrazione nel superiore interesse della tutela dell’ambiente e dell’occupazione”.
Piero Miolla 

lunedì 11 giugno 2018

Sit-in tecnoparco: il Movimento Tutela Valbasento chede alla Regione di cedere il 40%.



“Come Movimento Tutela Valbasento abbiamo partecipato al sit-in promosso dall'Amministrazione comunale di Pisticci per dire No al rinnovo dell’Aia di Tecnoparco.
In merito al quale resta un aspetto positivo: si è tornati, finalmente, a discutere a livello regionale di Pisticci e di Tecnoparco, tema assai spinoso, dopo un certo preoccupante silenzio.
Abbiamo aderito da subito all'idea del sit-in, condividendone i motivi di fondo. Ma resta la nostra seria perplessità sull’efficacia dello stesso. A molti è sembrata più che altro una carrellata di politici che hanno ribadito concetti già espressi, detti e ridetti da circa 15 anni a questa parte. Nessuna vera proposta di soluzione o ipotesi di soluzione al problema è stata paventata.
Entrando comunque nel merito della questione rinnovo dell’Aia, riteniamo che la stessa, nei termini attuali, se non peggiori, non vada assolutamente rinnovata. Occorre, piuttosto, riattivare con urgenza i processi legati alla bonifica dell'area, dichiarata Sin dal lontano 2002.
Occorre, inoltre, risolvere definitivamente il conflitto di interesse che vede la Regione Basilicata partecipe per il 40% di Tecnoparco. Si pensino soluzioni private alternative.
Ribadiamo il nostro No al rinnovo dell’Aia, auspicando che chi ha in mano il management di Tecnoparco decida di uscire dal ciclo dei rifiuti, ritornando solamente ad essere azienda di servizi e multi-utilities per le società della Valle.
Chiediamo alla politica locale e regionale di adottare tutti gli strumenti cautelativi necessari alla tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente e dei lavoratori. Il sindaco resta innanzitutto, in particolare per il tema salute, il primo garante in tal senso.
Sono anni che sul territorio si parla di temi legati alla salute e all'ambiente. Le tante vittime che si segnalano per patologie neoplastiche dovrebbero spingere gli enti preposti ad attivare seri processi decisionali.
Richiamiamo, infine, tutte le forze politiche e sociali presenti sul territorio al senso di responsabilità civica per la promozione del bene comune. Soluzioni alternative e tutelative della salute, dell'ambiente e del lavoro sono possibili”.
Movimento Tutela Valbasento

Sit-in Tecnoparco: le motivazioni che hanno portato le MaMa a partecipare.



“La nostra è stata una presenza esclusivamente in difesa dell’Ambiente”. La precisazione arriva da Carla Cirone, presidente dell’associazione MaMa di Marconia. Una precisazione che non è stata casuale perché ha voluto sottolineare che la presenza delle mamme che fanno parte dell’associazione, molte delle quali con i loro figli, sabato mattina a Pisticci scalo, è stata dettata dalla condivisione della difesa di un tema, senza che per questo l’associazione abbia condiviso il percorso e la tempistica degli organizzatori. 
“Noi – ha aggiunto Cirone - nasciamo come sentinelle, ovvero soldati armati addetti a turno e per un determinato spazio di tempo alla vigilanza o alla custodia e protezione di persone e cose, come spiega l’Enciclopedia Treccani. Siamo armate di parole, di testa e di braccia per difendere ciò che riteniamo giusto e il nostro operato sarà sempre volto alla tutela e alla salvaguardia di valori per noi imprescindibili, come la difesa dell’ambiente”. 
Fatta questa premessa, Cirone ha poi ufficialmente chiesto “all’Amministrazione comunale di Pisticci di mettere in campo tutte le azioni possibili e anche, forse apparentemente, impossibili. Con l’obiettivo di dare seguito alle parole che oggi (ieri per ci legge, ndr) abbiamo sentito”. 
Il motivo è chiaro ed evidente: “Si deve passare all’attacco con azioni concrete, altrimenti si rischia di essere poco credibili”, ha concluso il presidente delle MaMa, i cui bimbi hanno presenziato al sit-in continuando a giocare e a divertirsi.
Piero Miolla

Sit-in Tecnoparco, Pepe (Lega): "Anche in Basilicata il contratto di governo Lega-M5S"



“Mi piacerebbe riproporre anche per le elezioni regionali in Basilicata un asse tra Lega e M5S: è una mia opinione, ma so che è condivisa anche dal mio partito”. L’annuncio è arrivato ieri a Pisticci, nel corso del sit-in dinanzi a Tecnoparco, dal senatore lucano della Lega, Pasquale Pepe, che ha rilanciato. “La legge elettorale regionale ci consente di fare, a monte delle elezioni, un contratto come quello nazionale che ci possa far impegnare con chiarezza e trasparenza di fronte ai cittadini lucani”. Pepe ha parlato di coraggio. “Adesso serve coraggio: noi ce lo mettiamo e spero che anche l’altra parte voglia metterlo. Al M5S in ogni caso rinnovo il mio assoluto e totale rispetto per le battaglie condotte negli anni. Spingerò perché l’asse si saldi anche qui, ma, ripeto, serve tanto coraggio”. Lo stesso che, probabilmente, serve anche sul fronte ambientale: il contratto cosa potrà assicurare? “Dobbiamo puntare sull’efficienza perché se guardiamo solo alla difesa dell’ambiente parliamo sempre di retroguardia. La difesa dell’ambiente deve essere un prerequisito, un qualcosa a prescindere perché fa parte della coscienza di chi ricopre incarichi istituzionali”. Sulla sua partecipazione al sit-in, Pepe ha dichiarato: “Quando un’istituzione chiama, l’altra deve rispondere: condivido l’oggetto del sit-in pacifico e civile, ma, allo stesso tempo, forte. Il territorio chiede di fermarsi prima di dare corso alla nuova Aia: dobbiamo riflettere se non sia meglio far tornare Tecnoparco alla sua mission originaria, anziché farla continuare a smaltire reflui”. 
Piero Miolla

Sit-in Tecnoparco: tanti politici, molte associazioni, pochi cittadini.



Tanta politica, molto associazionismo, pochi cittadini. In estrema sintesi, è questo il bilancio del sit-in di ieri mattina, a Pisticci scalo, dinanzi a Tecnoparco, organizzato dall’Amministrazione comunale di Pisticci per dire no al rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale. La manifestazione rischia di essere ricordata come una passerella per i politici presenti, visto che la presenza della gente comune, specie dei residenti di Pisticci scalo, è stata esigua. 
Le ragioni del flop in realtà sono molteplici: dalla repentinità con la quale l’iniziativa è stata organizzata, alle divisioni politiche che avevano preceduto il sit-in, contro il quale, peraltro, si era scagliata anche Confindustria con un intervento per certi versi inopportuno. Tuttavia, siffatte ragioni non possono essere un alibi per i cittadini assenti, bravi a lamentarsi ma di fatto poco partecipi. 
Gli unici momenti degni di nota della manifestazione sono stati due: l’annuncio fatto dal senatore della Lega, Pasquale Pepe, della possibilità di riproporre anche in Basilicata il contratto di governo con il M5S, che però poco ha a che fare con l’Aia di Tecnoparco, e l’intervento di Lorenzo, un bimbo di Marconia che con il linguaggio di un adulto e una chiarezza espositiva da far impallidire fior di professionisti ha esortato tutti a darsi da fare per evitare l’estinzione del genere umano. Un inno all’ecologia e alla tutela dell’ambiente, il suo, che ha fatto emozionare i presenti e deve far riflettere gli adulti. 
Al sit-in erano presenti, oltre a Pepe, anche il senatore Vito Petrocelli, i deputati Mirella Liuzzi, Luciano Cillis, Arnaldo Lomuti e Gianluca Rospi, tutti del M5S, oltre al consigliere regionale pentastellato, Gianni Perrino. Presenti anche i sindaci di Policoro, Enrico Mascia, e Scanzano Jonico, Raffello Ripoli. Per il Comune di Bernalda era presente l’assessore Giusy Cirigliano, per quello di Montescaglioso il consigliere M5S Giuseppe Ditaranto e per quello di Miglionico il grillino Antonio Digioia. Per il Comune di Pisticci, inoltre, erano presenti tutti gli assessori comunali e molti consiglieri di maggioranza, insieme a quello di minoranza Michele Leone. Nel piazzale anche i coordinatori cittadini di Forza Italia, Pasquale Tuccino, e Fratelli d’Italia, Giovanni Barbalinardo. Presenti pure numerosi attivisti del M5S di Basilicata. 
Per l’associazionismo c’erano: Movimento Tutela Valbasento, Movimento Federalista Lucano, MaMa, Noi ci Siamo, A Cuore Aperto, Aiea Valbasento, Legambiente Pisticci, Mamme Libere Policoro, Cova Contro e Mediterraneo No Triv. 

L'INTERVENTO DEL SINDACO VIVIANA VERRI:
" “Non è più il momento di dividersi su tematiche così importanti, ma di unirsi per il territorio e per la comunità”. Così il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, nel corso del sit-in di ieri mattina ha chiamato all’unità sul fronte ambientale tutte le forze locali: politiche, sociali e associazionistiche. 
“Dobbiamo stare insieme per difendere il territorio, uniti per tutelare l’ambiente e far sì che Tecnoparco torni alla sua mission originale, quella di produzione di utilities per l’area industriale di Pisticci. Il messaggio oggi è il no della comunità al rinnovo dell’Aia a Tecnoparco: chiediamo con forza che venga interrotto il flusso dei reflui del petrolio. Il quantitativo di sostanze che giungono a Tecnoparco annualmente, infatti, è pari a circa un milione di metri cubi”. 
In merito alle critiche sulla estemporaneità della manifestazione, Verri ha precisato: “Non lo è assolutamente: arriva nel momento in cui è in corso la conferenza di servizi che sta discutendo il rinnovo dell’Aia. Nel 2009, quando fu rilasciata l’Aia, il Comune di Pisticci diede parere addirittura favorevole e, da allora, la mission originaria di Tecnoparco è stata snaturata. Negli anni, infatti, sono state effettuate numerose modifiche all’impianto, definite non sostanziali, il che ha contribuito a stravolgere le attività dell’azienda che ora tratta soprattutto rifiuti pericolosi e scarti di lavorazioni petrolifere”. 
Per questi motivi, il sindaco ha confermato “la contrarietà ad un rinnovo dell’Aia alle condizioni attuali: la rinnoveremo in ogni sede istituzionale e nel corso della conferenza di servizi in corso, rispettando in pieno i contenuti della delibera di Consiglio comunale che, adottata all’unanimità lo scorso dicembre 2016, respinge tale richiesta di rinnovo”.  
Piero Miolla

venerdì 8 giugno 2018

Siti-in Tecnoparco, anche le MaMa di Marconia aderiscono.

Anche le MaMa, l'associazione delle mamme di Marconia, hanno annunciato l'adesione al sit-in organizzato dall'Amministrazione comunale di Pisticci per domani mattina, alle 9.30, dinanzi all'area industriale di Pisticci.
"Parteciperemo con i nostri bambini", ha preannunciato la presidente, Carla Cirone, "anche se ci sarebbe voluto più tempo per organizzarci al meglio".
Piero Miolla

Sit-in dinanzi a Tecnoparco: Fdi-An di Pisticci-Marconia ci sarà.


Il circolo Fratelli d'Italia Pisticci-Marconia conferma la sua presenza al sit-in di sabato 9 giugno (ore 9.30) davanti ai cancelli dell’area industriale di Pisticci scalo, per manifestare, insieme ai cittadini, alle associazioni e all'Amministrazione comunale la sua netta contrarietà al rinnovo dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) alla società Tecnoparco Valbasento.
Come giustamente precisato dall’assessore Salvatore De Angelis, non è possibile più tollerare che in una zona già gravemente compromessa dal punto di vista ambientale e ancora in attesa di bonifica, continuino ad essere trattati 1 milione di metri cubi di rifiuti industriali provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa.
Ci auguriamo che ben presto Tecnoparco possa effettivamente ritornare alla sua mission originaria di fornitrice di servizi per le industrie circostanti, che venga finalmente portata a termine la bonifica della Valbasento e che, anche mediante la Zes (Zona Economica Speciale), si possano attrarre nel nostro territorio delle aziende non più legate al ciclo dei rifiuti. Solo così Pisticci potrà risorgere e puntare contemporaneamente allo sviluppo dei suoi fiori all'occhiello: turismo, agricoltura e industria.

domenica 3 giugno 2018

No all'Aia di tecnoparco: il Comune di Pisticci organizza sit-in in Valbasento.


Un sit-in davanti ai cancelli dell’area industriale di Pisticci “per urlare a gran voce la contrarietà al rinnovo dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) a Tecnoparco. L’ha promosso per sabato prossimo, 9 giugno, alle 9.30, l’Amministrazione comunale di Pisticci chiamando a raccolta “cittadinanza, associazioni, istituzioni, giovani e studenti per far sentire la loro voce”. 
Palazzo Giannantonio, dunque, rilancia e si fa promotrice di un’iniziativa forte per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema che, nel territorio, è sempre stato al centro dell’attenzione. Il sindaco, Viviana Verri, ha chiesto a tutti di “essere più responsabili”, precisando che “l’Aia non può e non deve essere rinnovata de plano, ma attraverso una seria discussione”. Sul punto Verri ha anche fatto riferimento al no unanime pronunciato dal Consiglio comunale di Pisticci al rinnovo dell’importante strumento autorizzativo. “Coinvolgerò amministrazioni viciniori e parlamentari – ha spiegato Verri – affinché, insieme a cittadini e associazioni territoriali si dica no al rinnovo dell’Aia a Tecnoparco. Chiamo a raccolta anche le altre forze politiche: basta farci la guerra sull’ambiente”, ha concluso il primo cittadino non prima di aver affermato: “Chi ci accusa di immobilismo deve fare i conti con la realtà”. 
In attesa di capire se il sit-in riuscirà a far superare divisioni politiche e distanza con alcune associazioni, resta la sensazione di un’iniziativa repentina, almeno rispetto alla linea d’azione sin qui tenuta dagli attuali amministratori. Un'iniziativa peraltro comunicata solo a parte della stampa locale.
Piero Miolla

giovedì 31 maggio 2018

Inchiesta su presunto sversamento nel Basento: nota di Tecnoparco.




Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Tecnoparco Valbasento. 

"Apprendiamo da notizie di stampa che, nei confronti di dipendenti della scrivente società, sarebbe stato emesso un provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio per fatti attinenti il presunto smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali liquidi.
Cogliamo l’occasione per significare che tale richiesta di rinvio a giudizio ci è ignota, e per ribadire l’assoluta serenità della Tecnoparco che deriva, oltre che dalla piena coscienza di avere sempre operato nel rispetto della legge, anche dall’assoluta fiducia nell’operato della Magistratura che, certamente, appurerà la verità dei fatti nelle sedi opportune.
Ciò premesso, non possiamo non precisare alcuni elementi in merito a quanto attribuitoci a mezzo stampa.
In particolare lo sversamento a cui ci si riferisce, che è dalle stesse fonti qualificato come derivante da eventi naturali e non prevedibili, è terminato in data 08/03/2012e non è mai proseguito oltre. Di tanto, evidentemente, si dà atto anche nel provvedimento di conclusione delle indagini preliminari.
Tali fatti sono oggettivi ed incontrovertibili.
Inoltre, a riprova della diligenza dei comportamenti della scrivente, non appena si è avuta notizia di tale evento, si sono immediatamente attivate tutte le procedure previste dalla legge: azioni di messa in sicurezza e caratterizzazioni analitiche.
Da tali caratterizzazioni è emerso che la porzione di suolo interessata dallo sversamento non ha subìto alterazioni misurabili e significative, tanto che le operazioni di caratterizzazione condotte ai sensi del comma 2 dell’art. 242 del d.Lgs 152/06, hanno sancito il mancato superamento delle CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione) finanche per siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale di cui alla colonna A della Tab. 1 dell’allegato 5 alla parte IV, titolo V, del D.lgs. 152/06. Lo sversamento era dunque inidoneo a causare un danno all’ambiente.
A valle del ripristino della condotta fognaria, avvenuto dopo l’assenso della Provincia del 30/03/2012, questa è stata utilizzata solo ed esclusivamente per le acque reflue industriali (tali erano qualificabili quelle prodotte dalla ditta DROP) che venivano inviate al depuratore di Macchia di Ferrandina, autorizzato per l’appunto al trattamento delle acque reflue ed allo scarico.
In concomitanza con gli eventi meteorici che hanno caratterizzato i primi giorni del dicembre 2013, in via precauzionale, la condotta fognaria a servizio dell’area industriale di Ferrandina, fu preventivamente messa fuori servizio avvertendo immediatamente gli utenti di sospendere gli scarichi. Anche di ciò si hanno evidenze oggettive.
Come si paventava, effettivamente la condotta si danneggiò nuovamente e, grazie all’azione preventiva posta in essere, non vi fu alcuno sversamento.Per poter proseguire le proprie attività industriali, la ditta DROP ha inviato le proprie acque reflue, a mezzo autocisterne, presso l’impianto di trattamento di Pisticci Scalo, autorizzato al trattamento di rifiuti liquidi in virtù dell’AIA n. 1387 del 01/09/2010.
Quindi possiamo affermare con assoluta certezza, e in virtù di elementi oggettivi ed incontrovertibili, che a far data dal 08/03/2012 nessun sversamento si è verificato e chele analisi puntualmente e ritualmente svolte non hanno evidenziato il benché minimo superamento dei limiti di legge fissati per la qualità delle matrici ambientali interessate.
Tutto ciò premesso, rimaniamo fiduciosi nell’operato della magistratura e confidenti di riuscire a dimostrare nelle sedi opportune la liceità del nostro operato e di quello di tutti i nostri dipendenti".
Tecnoparco Valbasento SpA

martedì 29 maggio 2018

Prelievi autonomi dei Comune di Pisticci a Tecnoparco: ecco gli sviluppi.



Come mai, a distanza di poco più un mese dal prelievo a sorpresa effettuato dal Comune di Pisticci sul canale di scolo degli impianti di Tecnoparco (era il 24 aprile), non sono stati ancora resi noti i relativi risultati? Il laboratorio privato cui Palazzo Giannantonio si è rivolto non li ha ancora consegnati? O, invece, i risultati sono stati trasmessi ma c’è qualcosa che non va? A Pisticci e dintorni iniziano a chiederselo in tanti, tra cittadini e associazioni. In tutti gli altri casi, infatti, il tempo di attesa per la pubblicazione era stato di gran lunga inferiore e, tra l’altro, i risultati erano sempre stati negativi, cioè non avevano riscontrato superamenti di soglia per le matrici analizzate. Adesso, quindi, cosa è cambiato rispetto al passato? E’ solo un caso oppure, come si vocifera, da quel prelievo sarebbe emerso qualche sfasamento? Se è così, al momento non si sa per quali parametri. Certo è che il comportamento assunto in questo caso dal Comune di Pisticci è parso subito diverso rispetto alle precedenti occasioni e, anche per questo, qualche interrogativo più di qualcuno se lo è posto. Le dichiarazioni dell’assessore De Angelis, riportate di fianco, confermano che qualcosa non torna, tanto che Palazzo Giannantonio avrebbe già trasmesso i dati alle autorità competenti. Se così fosse, dunque, tornerebbe nuovamente d’attualità il tema Tecnoparco in Valbasento. La società, come è noto, ha in questo momento storico quale sua attività principale quella del trattamento e dello smaltimento dei reflui industriali e anche petroliferi. Attività autorizzata dalla Regione Basilicata e, quindi, assolutamente legale. Al di là delle “carte”, però, a Pisticci vogliono soprattutto capire cosa stia accadendo. C’è qualche problema? Se sì, di che tipo? I cittadini devono essere informati: ne hanno diritto, così come le istituzioni hanno un corrispondente dovere di rendere pubblico il risultato. Ripetiamo: al momento si tratta solo di voci, peraltro in qualche modo confermate da De Angelis, anche se non dettagliate. Pertanto, ribadito e precisato che parliamo di mere voci (in merito alle quali, appunto, sarebbe opportuno far chiarezza) e che in alcun modo si vuole criminalizzare o diffamare l’operato di nessuno (sia della società Tecnoparco che del Comune di Pisticci), a questo punto si attendono riscontri e conferme. O, meglio smentite. Perché, se arrivassero smentite sicuramente la comunità sarebbe più sollevata. 

LA REPLICA DI DE ANGELIS:
 “Abbiamo riscontrato una discordanza tra i risultati delle nostre analisi e quelli del prelievo fatto dalla società. Per questo, in attesa che vengano effettuate altre analisi dagli enti competenti, non è stata data notizia del responso del prelievo autonomo”. Così l’assessore comunale all’Ambiente, Salvatore De Angelis, ha spiegato come mai, a circa un mese dal prelievo autonomo e a sorpresa effettuato da Palazzo Giannantonio sugli impianti di Tecnoparco, a Pisticci scalo, ancora oggi sul sito del Comune di Pisticci non c’è traccia dei risultati. L’assessore ha anche aggiunto che è stata “data notizia sia alla Procura della Repubblica di Matera che ai Noe (Nucleo Operativo Ecologico, ndr) di Potenza dei Carabinieri per le indagini del caso”. Forse anche per questo, dunque, quei risultati non sono stati ancora resi noti?  

LA PRECISAZIONE DEL SINDACO VERRI:
"C'erano dei parametri che non ci convincevano molto, in particolare il Cod, che è la domanda chimica di ossigeno. Ci siamo subito attivati inviando i risultati delle analisi al Noe ed alla Procura, ragion per cui non è stato possibile rendere noti questi risultati. Tecnoparco ha fatto i suoi campionamenti, ce li ha inviati e sono diversi: i valori sono nella norma.
Adesso il Noe ha riscontrato la nostra attività e ci ha confermato che i campionamenti autonomi da noi effettuati non sono utilizzabili come base di un'indagine e dobbiamo rivolgerci ad Arpab che farà campionamenti in contraddittorio nei prossimi giorni".
Piero Miolla

giovedì 26 aprile 2018

La Polizia Locale di Pisticci controlla i camion diretti a Tecnoparco.



Controlli sui camion diretti a Tecnoparco per lo smaltimento dei reflui. Li ha effettuati ieri mattina la Polizia Locale di Pisticci che con un posto di blocco a Pisticci scalo ha provveduto ad effettuare controlli sulla documentazione relativa alle sostanze trasportate dagli automezzi, verificando i codici Cer (Catalogo europeo rifiuti) delle sostanze trasportate ed i relativi formulari. Ne ha dato notizia l’assessore comunale all’Ambiente, Salvatore De Angelis, che ha anche precisato come successivamente si sia provveduto ad effettuare “campionamenti, non in contraddittorio, allo scarico dell’impianto di Tecnoparco al fine di ottenere analisi autonome sullo stato delle acque in uscita. Abbiamo deciso di incrementare i controlli, potendo così valorizzare le capacità del tenente Domenica Volpe e degli agenti di Polizia Locale – ha aggiunto De Angelis –. In un momento in cui la Regione Basilicata sta discutendo il rinnovo dell’aia per Tecnoparco, reputo importante l’azione di controllo e prevenzione da parte del Comune di Pisticci. Posti di blocco e campionamenti rappresentano un ulteriore step di un piano di monitoraggio che ha preso il via dal nostro insediamento. Ultimamente abbiamo ricevuto segnalazioni circa cattivi odori e aumento di autobotti in entrata a Tecnoparco, per cui abbiamo optato per intensificare i controlli”. L’esito sarà pubblicato sul sito del Comune di Pisticci. Sempre in merito a Tecnoparco, su un quotidiano nazionale è circolata la voce che le acque contaminate dell’Itrec di Rotondella possano essere lì smaltite. Il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha definito l’ipotesi “inaccettabile: nel caso, ci opporremo con forza nei confronti della Regione e dell’azienda. In un momento in cui è in fase di discussione il rinnovo dell’Aia, con una posizione nettamente contraria da parte del Comune di Pisticci all’interno della conferenza dei servizi ancora in corso, l’idea che le acque contaminate vengano trattate sul nostro territorio risulta in contrasto con quanto dettato dal Consiglio comunale. Pertanto, invitiamo gli enti interessati a pensare a soluzioni diverse per risolvere tale criticità: dal canto nostro continueremo a monitorare la situazione e ci opporremo con forza a tali operazioni”.

giovedì 18 gennaio 2018

Riesame Aia Tecnoparco: c'è chi ha detto sì.

Provincia di Matera? Assente. Azienda Sanitaria di Matera? Assente, ma ha provveduto ad inviare a mezzo Pec parere favorevole al rinnovo dell’Aia. 
Nonostante la misteriosa cortina fumogena creatasi intorno alla conferenza di servizi sul riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale di Tecnoparco, tenuta a Potenza il 21 dicembre scorso, della quale è trapelato qualcosa solo qualche giorno fa, grazie ad una precisa nostra richiesta fatta al Comune di Pisticci, finalmente è stato possibile leggere il relativo verbale. Dal quale risulta che erano presenti la Regione Basilicata, il Comune di Pisticci, la stessa azienda e l’Arpa
Assenti, invece, tanto la Provincia di Matera quanto l’Asm. Nello stesso verbale, però, si dà atto che l’Azienda sanitaria, nonostante l’assenza di suoi rappresentanti, ha provveduto ad inviare il proprio parere favorevole. 
Insomma, l’Asm ha dato il “semaforo verde” per il rinnovo dell’importante autorizzazione e, a questo punto, l’unico ente che si è pronunciato contro è stato il Comune di Pisticci. Ma questa è storia nota. In pochi sapevano, forse, che l’Asm avesse dato l’ok, motivandolo così. 
“Dalla disamina della relazione tecnica presentata dalla società Tecnoparco Valbasento, per il rinnovo del’Aia, si evince che sono state realizzate diverse modifiche all’assetto dell’impianto, con la finalità di apportare vantaggi al raggiungimento di obiettivi di qualità ambientale. Alla luce della nuova normativa Ippc, che prevede un approccio integrato sull’impatto ambientale, l’adozione delle migliori tecniche disponibili (Bat) e lo studio delle condizioni locali per la valutazione delle criticità ambientali del sito specifico, si esprime nulla-osta per quanto di competenza. Si raccomanda l’adozione e la relativa verifica, con monitoraggio periodico, di tutte le misure intraprese per la riduzione degli inquinanti, in atmosfera, nelle acque, nel suolo, nonché quelli acustici ed olfattivi, al fine di tutelare l’ambiente e la salute umana”. 
Della Provincia di Matera, invece, nessuna notizia. 
Piero Miolla

giovedì 23 novembre 2017

Tecnoparco perde in primo grado

PIERO MIOLLA
Pisticci. Assolti perché il fatto non costituisce reato, su decisione del giudice monocratico del Tribunale di Avellino, Paolo Cassano. Giusy Cavallo, direttore responsabile del settimanale Basilicata24, il cronista Andrea Spartaco, Vito Rocco Benedetto e Agostino Albino, entrambi ex dipendenti di Tecnoparco, erano stati querelati per diffamazione dal presidente della società consortile Nicola Savino. Tecnoparco e il suo legale rappresentante si erano sentiti lesi nella loro onorabilità e reputazione dalla pubblicazione sul sito Basilicata24.it dell’articolo “Veleno in cambio di lavoro”, a firma di Spartaco, che aveva intervistato i due ex lavoratori in pensione. “L’articolo – ha spiegato il legale di Benedetto, Giandomenico Di Pisa - denunziava l’integrale inquinamento della Val Basento, dal sorgere del polo industriale ad oggi, e non solo certi comportamenti che potevano essere interpretati nell’articolo quali a carico di Tecnoparco, che veniva espressamente citata in merito alle modalità di smaltimento dei rifiuti, di bruciature dei fanghi di risulta, di utilizzo di profumi per celare i miasmi, di immissione in atmosfera di vapori e polveri sottili. La società scorgeva una vera e propria strategia di Spartaco, che “sta perseguendo il preciso scopo di recare nocumento all’attività di Tecnoparco ed a tal fine non si fa scrupolo di raccogliere acriticamente ogni affermazione mendace e diffamatoria”. Nel corso dell’istruttoria processuale è stato sentito quale teste anche l’ex tenente della Polizia Provinciale di Potenza, Giuseppe Di Bello. “Non sono mancati nell’escussione momenti di tensione: Benedetto ha parlato di un impianto di bruciatura dei fanghi denominato Tecoma, negato ripetutamente dal Savino, mentre Di Bello, dopo aver narrato i risultati allarmanti delle analisi da lui effettuate nei terreni e nelle zone del fiume Basento viciniori alla scarico di Tecnoparco, ha annunziato che dopo essere stato condannato, la Cassazione ha annullato ogni condanna e lo ha mandato assolto. Siamo solo alla sentenza di primo grado e, quindi, il processo potrebbe ancora continuare in appello – ha spiegato Di Pisa, anche difensore d’ufficio di Spartaco - ma è significativa la circostanza che il Tribunale abbia considerato che il fatto di aver pronunziato e pubblicato affermazioni molto critiche nei confronti di un certo tipo di imprenditorialità non costituisca reato. Ha ragione Papa Francesco nella sua bellissima enciclica Laudato Si, che invito tutti a leggere con grande attenzione, quando afferma che vi sono strutture e lobby, anche di livello mondiale, che adorano il dio Danaro e utilizzano le scoperte scientifiche e la tecnologia solo per interessi egoistici”, ha concluso Di Pisa, autore sul tema del libro “La terra è la casa comune”.