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domenica 2 dicembre 2018

Sentenza Tari Pisticci: dura la Lista dei Cittadini



Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota della Lista dei Cittadini in merito alla sentenza del Tar Basilicata sul ricorso proposto da alcuni cittadini in merito al piano tariffario e alla Tari del 2017.


“Con sentenza n. 788/2017 il Tribunale Amministrativo della Basilicata ha annullato la delibera di approvazione della tariffa Tari per il 2017, accogliendo il ricorso presentato da alcuni cittadini difesi dall’avv. Giuseppe Miolla.
E’ necessario ricordare i fatti che hanno portato all’impugnativa della delibera che aveva aumentato la tariffa del 30% per le utenze domestiche e del 40 per le utenze non domestiche.
Già all’epoca la Lista dei Cittadini, Sinistra Italiana e Forum Democratico avevano evidenziato l’illegittimità dell’operato dell’amministrazione e avevano chiesto al sindaco Verri e alla sua maggioranza di non approvare la delibera per evitare danni alla comunità.
L’assessore Lettini e l’intero esecutivo 5Stelle, con un atteggiamento di arrogante chiusura, avevano rigettato le richieste delle opposizioni e in Consiglio comunale avevano ribadito la legittimità dei propri atti, denigrando e sbeffeggiando il comportamento collaborativo delle altre formazioni politiche.
La sentenza del Tar ha accertato l’illegittimità della delibera di aumento della Tari e, pertanto, il Comune dovrà applicare le tariffe del 2016 e rimborsare i cittadini che hanno dovuto pagare l’aumento.
Il mix di incompetenza, presunzione e sordità, ha provocato un buco nel bilancio di centinaia di migliaia di euro che mette a rischio la tenuta finanziaria del Comune.
E’ imbarazzante la reazione del sindaco Verri che parla di punizione da parte della magistratura.
Vogliamo ricordare al primo cittadino, avvocato, che le sentenze si rispettano, si impugnano e non si grida al complotto.
Sbaglia anche quando sottolinea che il Tar ha di fatto accettato solo il primo punto del ricorso. Sa bene che il piano tariffario 2017 è stato annullato in quanto, proprio come riporta il paragrafo sette della stessa sentenza che cita testualmente: “Dalle considerazioni che precedono discende l’accoglimento del ricorso con assorbimento di ogni ulteriore censura”, il Tar non è entrato nel merito avendo accolto già il primo motivo di impugnazione.
I cittadini sono preoccupati dal comportamento dell’Amministrazione che ha dimostrato di fare solo propaganda e pochi fatti.
Ora il sindaco insiste annunciando ricorso al Consiglio di Stato.
Suggeriamo all’Amministrazione di impegnarsi a capire come far quadrare il bilancio comunale del 2017.
Due anni e mezzo di amministrazione hanno spinto nel baratro il Comune di Pisticci e l’unica cosa che rimane da fare al sindaco e alla sua maggioranza è di trarre le dovute conseguenze”.

lunedì 11 giugno 2018

Sit-in Tecnoparco: tanti politici, molte associazioni, pochi cittadini.



Tanta politica, molto associazionismo, pochi cittadini. In estrema sintesi, è questo il bilancio del sit-in di ieri mattina, a Pisticci scalo, dinanzi a Tecnoparco, organizzato dall’Amministrazione comunale di Pisticci per dire no al rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale. La manifestazione rischia di essere ricordata come una passerella per i politici presenti, visto che la presenza della gente comune, specie dei residenti di Pisticci scalo, è stata esigua. 
Le ragioni del flop in realtà sono molteplici: dalla repentinità con la quale l’iniziativa è stata organizzata, alle divisioni politiche che avevano preceduto il sit-in, contro il quale, peraltro, si era scagliata anche Confindustria con un intervento per certi versi inopportuno. Tuttavia, siffatte ragioni non possono essere un alibi per i cittadini assenti, bravi a lamentarsi ma di fatto poco partecipi. 
Gli unici momenti degni di nota della manifestazione sono stati due: l’annuncio fatto dal senatore della Lega, Pasquale Pepe, della possibilità di riproporre anche in Basilicata il contratto di governo con il M5S, che però poco ha a che fare con l’Aia di Tecnoparco, e l’intervento di Lorenzo, un bimbo di Marconia che con il linguaggio di un adulto e una chiarezza espositiva da far impallidire fior di professionisti ha esortato tutti a darsi da fare per evitare l’estinzione del genere umano. Un inno all’ecologia e alla tutela dell’ambiente, il suo, che ha fatto emozionare i presenti e deve far riflettere gli adulti. 
Al sit-in erano presenti, oltre a Pepe, anche il senatore Vito Petrocelli, i deputati Mirella Liuzzi, Luciano Cillis, Arnaldo Lomuti e Gianluca Rospi, tutti del M5S, oltre al consigliere regionale pentastellato, Gianni Perrino. Presenti anche i sindaci di Policoro, Enrico Mascia, e Scanzano Jonico, Raffello Ripoli. Per il Comune di Bernalda era presente l’assessore Giusy Cirigliano, per quello di Montescaglioso il consigliere M5S Giuseppe Ditaranto e per quello di Miglionico il grillino Antonio Digioia. Per il Comune di Pisticci, inoltre, erano presenti tutti gli assessori comunali e molti consiglieri di maggioranza, insieme a quello di minoranza Michele Leone. Nel piazzale anche i coordinatori cittadini di Forza Italia, Pasquale Tuccino, e Fratelli d’Italia, Giovanni Barbalinardo. Presenti pure numerosi attivisti del M5S di Basilicata. 
Per l’associazionismo c’erano: Movimento Tutela Valbasento, Movimento Federalista Lucano, MaMa, Noi ci Siamo, A Cuore Aperto, Aiea Valbasento, Legambiente Pisticci, Mamme Libere Policoro, Cova Contro e Mediterraneo No Triv. 

L'INTERVENTO DEL SINDACO VIVIANA VERRI:
" “Non è più il momento di dividersi su tematiche così importanti, ma di unirsi per il territorio e per la comunità”. Così il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, nel corso del sit-in di ieri mattina ha chiamato all’unità sul fronte ambientale tutte le forze locali: politiche, sociali e associazionistiche. 
“Dobbiamo stare insieme per difendere il territorio, uniti per tutelare l’ambiente e far sì che Tecnoparco torni alla sua mission originale, quella di produzione di utilities per l’area industriale di Pisticci. Il messaggio oggi è il no della comunità al rinnovo dell’Aia a Tecnoparco: chiediamo con forza che venga interrotto il flusso dei reflui del petrolio. Il quantitativo di sostanze che giungono a Tecnoparco annualmente, infatti, è pari a circa un milione di metri cubi”. 
In merito alle critiche sulla estemporaneità della manifestazione, Verri ha precisato: “Non lo è assolutamente: arriva nel momento in cui è in corso la conferenza di servizi che sta discutendo il rinnovo dell’Aia. Nel 2009, quando fu rilasciata l’Aia, il Comune di Pisticci diede parere addirittura favorevole e, da allora, la mission originaria di Tecnoparco è stata snaturata. Negli anni, infatti, sono state effettuate numerose modifiche all’impianto, definite non sostanziali, il che ha contribuito a stravolgere le attività dell’azienda che ora tratta soprattutto rifiuti pericolosi e scarti di lavorazioni petrolifere”. 
Per questi motivi, il sindaco ha confermato “la contrarietà ad un rinnovo dell’Aia alle condizioni attuali: la rinnoveremo in ogni sede istituzionale e nel corso della conferenza di servizi in corso, rispettando in pieno i contenuti della delibera di Consiglio comunale che, adottata all’unanimità lo scorso dicembre 2016, respinge tale richiesta di rinnovo”.  
Piero Miolla

lunedì 16 aprile 2018

Per Lista dei Cittadini e Si la Giunta Verri deve rispondere di danno erariale.


Sinistra Italiana e Lista dei Cittadini denunciano l’illegittimità della deliberazione n. 195 del 12 ottobre 2017 con la quale la Giunta Comunale di Pisticci affidava ad un legale esterno la difesa dell’ente dinanzi al Tribunale Amministrativo della Basilicata, con un impegno di spesa di € 15.000,00, in quanto non conforme ai principi di legge sotto diversi profili.
In primis come più volte ribadito dalla magistratura contabile NON possono nominarsi avvocati esterni se esistono avvocati interni abilitati allo svolgimento dell’incarico.
Il Comune di Pisticci è dotato di un ufficio legale composto da due avvocati e pertanto l’incarico conferito al legale esterno risulta essere illegittimo e le motivazioni addotte del tutto inconferenti.
Per quanto concerne le consulenze legali e l’affidamento di incarichi ad avvocati del libero foro se l’ente ha un proprio ufficio interno dell’Avvocatura​, non è consentito demandare l’attività consulenziale o quella defensionale e procuratoria all’esterno​; in presenza di un Ufficio Legale interno è consentito rivolgersi a legali esterni soltanto in eccezionali​, motivate e documentate ipotesi ovvero: a) controversia giudiziale che veda l’insorgenza di un conflitto di interessi​, a fronte del quale sussistono evidenti ragioni di incompatibilità​, è ammesso ricorrere al patrocinio esterno; b) imprevista e imprevedibile impossibilità dell’Ufficio Legale interno di far fronte ad un nuovo incarico aggiuntivo rispetto al carico di lavoro in essere: tuttavia tale impossibilità deve essere preventivamente attestata dall’Ufficio Legale e successivamente verificata dall’organo apicale dell’Ente grazie a un dettagliato e rigoroso accertamento del reale carico di lavoro, del numero di legali interni all’ente, della particolare complessità della controversia (cfr. Cons. Stato, sez. VI, ordinanza n. 5653/2009; Corte conti, sez. II, n. 136 del 22 aprile 2002); ­ conseguentemente, ogni conferimento di incarico non supportato dai requisiti di legittimità innanzi riportati nonché da una preventiva e concreta verifica da parte dell’amministrazione della carenza, sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo, delle risorse umane disponibili al suo interno finisce con il sottrarre illegittimamente una funzione legale tipica all’ufficio legale, in violazione dei principi di buona amministrazione e di sana e corretta gestione che devono ispirare l’azione amministrativa (Tar Sicilia, Catania, sez. IV, n. 726 del 3 maggio 2008), con l’ulteriore conseguenza che un ingiustificato esborso di denaro pubblico costituisce fonte di responsabilità amministrativa e contabile.
Nel caso denunciato non risultano rispettati i requisiti richiesti dalla legge.
La delibera di giunta è illegittima anche sotto un ulteriore profilo.
A nulla valgono i richiami normativi e giurisprudenziali effettuati nella delibera in quanto superati dalla nuova disciplina legislativa.
Difatti la ricostruzione della disciplina applicabile agli incarichi aventi a oggetto un singolo patrocinio legale dev’essere, tuttavia, rivista, alla luce dell’entrata in vigore, il 19 aprile 2016, del d.lgs. 18 aprile 2016, n.50. A decorrere da tale data anche il singolo incarico di patrocinio legale appare dover essere inquadrato come appalto di servizi.
Tale interpretazione pare preferibile anche tenuto conto di come l’art. 17 richiamato recepisca direttive dell’Unione europea che, com’è noto, accoglie una nozione di appalto più ampia di quella rinvenibile dal nostro codice civile. In ogni caso, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 4 del citato decreto legislativo, l’affidamento dello stesso deve avvenire nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, trasparenza, imparzialità, parità di trattamento, proporzionalità e pubblicità. L’applicazione anche al singolo patrocinio della disciplina dei principi summenzionati, conferma l’orientamento consolidato di questa Corte in merito all’impossibilità di considerare la scelta dell’avvocato esterno all’ente come connotata da carattere fiduciario. (Deliberazione n.35/2018/VSGO Corte dei Conti Emilia)
Anche dopo l’emanazione del nuovo codice dei contratti pubblici, l’ente deve preliminarmente operare una ricognizione interna finalizzata ad accertare l’impossibilità, da parte del personale, a svolgere l’incarico.
Sulle richiamate novità normative l'Anac, con delibera n. 1158/2016 ha evidenziato che nell'affidamento di un patrocinio legale le amministrazioni possono attuare i principi di cui all’art. 4 del codice dei contratti pubblici applicando sistemi di qualificazione, ovvero la redazione di un elenco di operatori qualificati, mediante una procedura trasparente e aperta, oggetto di adeguata pubblicità, dal quale selezionare, su una base non discriminatoria, gli operatori che saranno invitati a presentare offerte.
Richiamato l’excursus normativo, dal punto di vista strettamente politico Sinistra Italiana e Lista dei Cittadini evidenziano che il Comune sperpera i soldi dei cittadini a dispetto delle difficoltà finanziarie in cui versa con lo spettro del dissesto dietro l’angolo.
Ancora una volta la Giunta a Cinque Stelle viene meno al suo stesso programma elettorale e adotta atti palesemente contrari ai principi di trasparenza, efficienza ed economicità propri dell’azione amministrativa.
Sinistra Italiana e la Lista dei Cittadini preannunciano che presenteranno un esposto alla Corte dei Conti affinche’ venga avviato un procedimento per l’accertamento della illegittimità della delibera e del conseguente danno erariale. 
Giuseppe Miolla                                                                                                          Rocco Caramuscio
Coordinatore provinciale Sinistra Italiana                                                                   Lista dei Cittadini

sabato 31 marzo 2018

Tensione tra Lista dei Cittadini e Amministrazione comunale di Pisticci.

Il sindaco Viviana Verri e alcuni membri della maggioranza avrebbero rimosso un manifesto della Lista dei Cittadini da piazza Umberto I per portarlo via. 
La denuncia è della stessa civica in una nota. “A 2 anni dalla propria investitura Verri ancora non ha compreso bene quale sia il ruolo che ricopre. In oltre 70 anni di democrazia nessuno si è mai sottratto al confronto, a volte anche serrato. I manifesti politici sono stati sempre esposti nelle piazze per informare l’opinione pubblica e sono graditi ai cittadini, che vengono a conoscenza e partecipano consapevolmente alla vita amministrativa. Chi non è abituato al confronto democratico, chi crede che il consenso popolare sia una sorta di investitura che legittima l’uso del potere e della forza a prescindere, avrà di certo difficoltà a comprendere che ci sono cittadini, giornalisti, associazioni e movimenti politici in grado di opporsi al tentativo scomposto di mettere il bavaglio a qualsiasi voce fuori dal coro. Già il 3 marzo fummo invitati dalla Polizia Urbana a togliere, da piazza Elettra, a Marconia, un nostro manifesto. Ci dissero che si era alla viglia delle elezioni politiche e vigeva il silenzio elettorale. Malgrado in esso non fosse riportato alcun riferimento a partiti in corsa all’elezioni, né si davano indicazioni di voto, per evitare polemiche togliemmo il cartellone. Poi lo abbiamo posizionato a Marconia e Pisticci: in esso si evidenzia come la Tari, anche nel 2018, colpisce le famiglie meno abbienti, eliminando quasi del tutto esenzioni e riduzioni. L’ira e la conseguente censura dell’Amministrazione è esplosa in modo grottesco due giorni fa quando, verso le 14.30”, sarebbe avvenuto l’episodio. 
“Un nostro attivista ha raggiunto il gruppetto per chiedere la restituzione del cartellone e, dopo ripetuti dinieghi, il sindaco, in stato di alterazione, ha deciso di consegnarlo non prima di aver lanciato l’ennesima minaccia, avvertendoci che al prossimo manifesto ci avrebbe fatto multare”. Questa la replica di Verri: 
“Rispetto a quanto affermato dalla Lista dei Cittadini voglio sottolineare che il manifesto abusivo è stato riconsegnato con la massima serenità, senza nessuna tensione e, soprattutto, minacce. Siamo sempre aperti alle critiche e al confronto con la cittadinanza e le altre forze politiche, purché si effettuino nel rispetto del decoro urbano e delle leggi”.  
Piero Miolla