PIERO MIOLLA
“Il bosco verticale, come si può vedere, non c’è solo a Milano: anche qui, allo
scalo di Salandra, ne abbiamo un esempio”. L’ironica dichiarazione di un
tecnico comunale del municipio di Salandra riassume efficacemente lo stato di
abbandono in cui versa la stazione del centro della collina Materana. Uno scalo
che, in verità, Salandra condivide anche con Grottole. La condivisione, però, a
sentire il sindaco di Salandra, Gianfranco Tubito, è solo sulla carta. Insieme
al primo cittadino e al tecnico comunale abbiamo “ammirato” la situazione in
cui versa questa stazione: erbacce dappertutto, vere e proprio voragini
sull’asfalto, un manufatto abbandonato a se stesso sul cui tetto, appunto, c’è
l’esempio lucano di bosco verticale. Un’immagine non positiva. Eppure, se è
vero che da questa stazione i treni, quei pochi attivi sulla tratta
Metaponto-Potenza, transitano solo senza fare sosta, è altrettanto vero che
Salandra-Grottole è utilizzata da numerose aziende di autotrasporti privati per
fare scalo con i bus sulle linee Lecce-Napoli e viceversa, insieme ad altre
tratte su gomma. Da queste parti, dunque, transitano tante persone provenienti
da regioni diverse: possibile che a nessuno interessi dare un minimo di
contegno a questi luoghi. “La competenza qui – ha spiegato Tubito – è
innanzitutto di Trenitalia, visto che parliamo di una stazione ferroviaria. Poi
c’è la strada, che è di competenza della Provincia di Matera. Inoltre, ci sono
i privati: in loco, infatti, insiste un distributore di carburanti e anche un
motel molto frequentato da coloro che viaggiano in bus, ma non solo. Poi, ma
molto residuale, ci sarebbe anche la competenza dei due comuni, Salandra e
Grottole, appunto. Non più tardi di qualche mese fa – ha rivelato Tubito –
abbiamo dovuto letteralmente lottare con Trenitalia per lo sfalcio delle
erbacce, che fortunatamente ha poi inviato una squadra, supportata da nostri uomini”. Oltre
alle voragini, alle erbacce e all’ormai famoso bosco verticale, non mancano i
rifiuti. Finanche quelli speciali: nel bel mezzo di un ciuffo di erba, infatti,
giace sonnacchioso e indisturbato uno pneumatico di un mezzo pesante. E’ mai
possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di rimuoverlo o di segnalarne
la presenza? La domanda, evidentemente, è diretta non solo a Trenitalia, alla
Provincia di Matera e ai due Comuni competenti, ma anche ai privati. Sono
proprio loro, infatti, che, appurata l’inerzia della pubblica amministrazione,
dovrebbero avere interesse a ripulire l’area. Ciò, infatti, consentirebbe di
“vendere” meglio il loro prodotto. Che, nel caso di specie, è sia l’area di
servizio che la struttura posta di fronte, nella quale si può mangiare qualcosa
ma anche pernottare. A volte, infatti, piuttosto che bussare infruttuosamente a
porte che si aprono solo sporadicamente, può essere più produttivo provvedere
da sé.

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