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sabato 17 novembre 2018

Quei terreni che nessuno vuole. Una storia lucana



“Quei terreni non li vuole nessuno e, ormai, abbiamo anche rinunciato a raccogliere le olive”. Luciano Quinto è proprietario di alcuni terreni attigui alla discarica di contrada La Recisa, a Pisticci: sei ettari sui quali ci sono anche 36 alberi di ulivo secolari. Oggi, però, la situazione è tale per cui la famiglia Quinto non riesce a produrre l’olio come un tempo e neanche a vendere quella terra. “Purtroppo nessuno mostra interesse per questi terreni – ha spiegato Quinto – perché sono vicini alla discarica. Abbiamo avuto ed abbiamo serie difficoltà a cedere la proprietà ai privati”. Per questo, nel 2016, il padre di Quinto, Salvatore, riuscì ad ottenere dal Comune di Pisticci l’impegno ad acquistare quei terreni. C’è, infatti, una delibera di Giunta comunale, quando il sindaco era Vito Di Trani, con la quale Palazzo Giannantonio si impegnava a rilevare la proprietà dalla famiglia Quinto. 
“In tal modo – è sempre Luciano Quinto a parlare – noi ci libereremmo di una proprietà che, allo stato, non produce e il Comune potrebbe avere spazio per ampliare la discarica e, comunque, evitare contenziosi o lamentele. Ad oggi, però, nulla è stato fatto e a quell’impegno assunto nella delibera non è stata data esecuzione”. Ma c’è di più. L’ordinanza con la quale sabato scorso il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha vietato l’attingimento delle acque del fiume Cavone e del fosso Chiobica, in qualche modo sarebbe stata determinata dall’iniziativa di Quinto. A suo dire, infatti, sarebbe stato proprio Quinto a sollecitare l’intervento dei Carabinieri Forestali. 
“Da giorni – ha precisato – notavo che a valle della discarica c’era del liquido. Tutto questo soprattutto dopo la bomba d’acqua e le altre piogge di fine ottobre. Sono anche andato in Comune per sollecitare interventi e chiedere lumi sulla delibera citata, ma ho ricevuto solo risposte evasive. A quel punto ho chiamato i Forestali che, infatti, hanno effettuato un sopralluogo all’esito del quale, poi, è arrivata l’ordinanza del sindaco”. Queste le dichiarazioni di Quinto. Ne prendiamo atto e le riportiamo, anche se va detto che lo stesso primo cittadino di Pisticci ha confermato che la sua ordinanza si è resa necessaria “a seguito di una verifica svolta dai Carabinieri Forestali effettuata dopo le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi”. Che li abbia chiamati Quinto o meno, a questo punto, diventa ininfluente. 
Il resto è storia nota: da sabato 10 novembre è vietato attingere l’acqua del fiume Cavone e dal fosso Chiobica stante l’ordinanza numero 155-18. Decisione necessaria per “scongiurare conseguenze e compromissione delle condizioni igienico-sanitarie” in seguito ad uno sversamento dal “pozzetto in uscita del depuratore delle acque meteoriche (fosso di guardia denominato S3) della discarica di contrada La Recisa”. 
Sversamento in seguito al quale “potrebbe essersi verificato un superamento del livello delle concentrazioni soglia di contaminazione”. Da qui l’immediato “divieto di prelievo, captazione, attingimento e utilizzo a qualsiasi scopo delle acque provenienti dai corsi d’acqua denominato fosso Chiobica e fiume Cavone”. La stessa Verri ha poi precisato che “sono in corso verifiche sui campioni che sono stati prelevati”.
Piero Miolla

mercoledì 26 settembre 2018

"Graffi e Graffiti", le vignette di Luciano Camardo


“Graffi e Graffiti”. E’ il titolo del libretto di vignette a firma dell’artista pisticcese Luciano Camardo, il “nostro Forattini”, come viene chiamato ormai da tanti anni. Geometra in pensione, Luciano, da qualche anno trasferito a Marconia - fin da ragazzo ci ha deliziato e divertito con le sue straordinarie vignette, in cui spazia tra personaggi del territorio pisticcese (ma anche a carattere regionale e nazionale) e fatti accaduti più o meno recenti, dello stesso ambiente.
Un successo enorme la sua recente ultima performance espositiva al Cecam di Marconia, che ha richiamato, come in altre occasioni, un pubblico numeroso che così ha voluto tributare ancora una volta al nostro simpatico artista, consensi e ammirazioni per la sua ineguagliabile piacevolissima arte. Tutti conoscono di Luciano e le sue opere, delle quali ci preme ricordare le apprezzatissime  caricature di alcuni personaggi, vecchi e nuovi e non solo politici, abbastanza noti. La sua specialità, come lui stesso ha più volte precisato, è una particolare tecnica variegata con l’uso della tempera, grafica o matita, a seconda delle circostanze e del tipo di impegno lavorativo.
Stile particolare il suo in cui, ammirando le sue opere, si resta impressionati per la sua semplicità espressiva, ma anche e soprattutto per il linguaggio grafico che questo artista, pisticcese doc, sa esprimere. Un accostamento con il grande Forattini non dispiace, (ovviamente con le dovute, rispettose proporzioni), atteso che Luciano Camardo, un vero e proprio architetto del pennino, qui unico nel suo genere, che come buon vignettista dimostra di conoscere  bene la realtà che lo circonda, per trasferire e trasformare in figure piacevoli  i disegni  collegati alla attualità.

Michele Selvaggi

sabato 21 luglio 2018

Agricoltura, interpellanza urgente al Governo da parte di un parlamentare lucano.


“Abbiamo presentato un’interpellanza urgente al Governo ed al ministro della Salute, Giulia Grillo, sulla questione relativa all'uso della Cloropicrina, una molecola utilizzata per la coltura di alcune varietà vegetali tra cui la fragola, vietata a livello europeo e interno. Il Regolamento CE 1107/09 tuttavia consentirebbe agli stati membri di derogare al divieto, potendo utilizzare la molecola per un periodo limitato e a condizione che venga presentata la documentazione essenziale per la tutela dell'ambiente e della salute”.
Lo riporta il portavoce M5S della Basilicata Luciano Cillis, per il quale “senza l’autorizzazione all’uso i fragolicoltori non possono programmare la produzione della prossima campagna agricola 2018/19, soprattutto perché il trattamento dei terreni dovrebbe partire all’inizio di agosto. La conseguente invasione sul mercato di altri paesi europei, come la Spagna, diretta concorrente nel settore della fragola, farebbe perdere di competitività alle nostre aziende agricole. La situazione preoccupa soprattutto gli agricoltori lucani e campani, che sono i maggiori produttori in Italia, con più di 4000 ettari coltivati e circa 3.200 addetti a cui vanno sommati quelli dell’indotto. Il ministero della Salute si è reso disponibile, dato il carattere di elevata urgenza della situazione, a ricevere, anche per via telematica, la documentazione necessaria alla valutazione della molecola, affinché si possa procedere all’autorizzazione all’uso della molecola. Ma la ditta produttrice spagnola non ha al momento prodotto la necessaria documentazione al fine dell’utilizzo della molecola in Italia.
Questa situazione è il risultato di una classe politica, antecedente al Governo del cambiamento, che ha mancato di una seria programmazione a livello nazionale e regionale, anche futura e non ha dato nessuna attenzione alle tematiche ambientali e della salute dell’intero ecosistema, che purtroppo ci costringono all’utilizzo di queste molecole, criticabili dal punto di vista ambientale, ma necessarie ai fini colturali”, conclude il parlamentare.