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mercoledì 10 gennaio 2018

Affluenza nei musei lucani: i dati del 2017.


Il Museo Archeologico Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” è stato il più visitato nel 2017 in Basilicata, mentre l’Archeologico Nazionale di Venosa, con il +38,8%, ha fatto registrare la variazione percentuale più importante in regione. Dall’altro lato, il Museo Archeologico Nazionale della Alta Val d’Agri di Grumento Nova, ultimo sia in termini di visitatori (4.532) che in termini di gap negativo rispetto al 2016, con un eloquente -28,4%. 
I dati diffusi dal Mibact, relativi alla “massa” di visitatori del settore in Italia nel 2017, hanno confermato che la Basilicata cresce: quasi 15mila, infatti, visitatori in più nel 2017 (precisamente 14.952) per un incremento che si è tradotto in maggiori introiti pari a 197.857 euro. Oltre ad avvalorare un incremento record per tutto il Belpaese, andato oltre i 50 milioni di visitatori nel suo complesso, dunque, i dati hanno reso onore alla nostra regione, passata dai 235.468 del 2016 ai 250.420 visitatori del 2017, con un incremento del 6,3%. Pur non rientrando tra le cinque migliori performance italiane, quanto sopra conferma che musei e siti archeologici lucani crescono in appeal e che la Basilicata, pur con qualche eccezione, è in grado di far valere la sua offerta turistico-culturale, non solo attraverso l’ineguagliabile strumento rappresentato da Matera Capitale Europea della Cultura 2019. 
Tra i luoghi della cultura a ingresso gratuito della nostra regione, inoltre, i dati del Mibact confermano che il Tempio delle Tavole Palatine a Bernalda è stato visitato da oltre 25.300 persone, il parco archeologico dell’area urbana di Bernalda da 25mila, e il Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano da quasi 3.300. Tornando ai musei, come presenze al secondo posto troviamo il Musma (Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna) di Matera, con 33.758 visitatori (+18% rispetto al 2016), seguito dal Ridola della Capitale Europea della Cultura con 21.197 (+20), dal quello Archeologico Nazionale di Metaponto, che, però, fermandosi a 20.365 visitatori ha in realtà registrato un decremento del -5,2% (/nel 2016, infatti, era stato visitato da 21.474 persone. Bene l’area archeologica di Venosa (17.071 visitatori: +23,8%), il Museo Nazionale della Siritide di Policoro con 16.779 (+6,6), il Parco archeologico di Herakleia, sempre a Policoro (16.778: +8,1), il Museo Archeologico Nazionale di Venosa (12.290: +38,8) e l’Archeologico Nazionale “Dino Adamesteanu” di Potenza, passato dai 6.547 visitatori del 2016 ai 7.319 del 2017 (+11,8). Infine, il Museo Archeologico Nazionale della Alta Val d’Agri di Grumento Nova, di cui abbiamo già dato conto. Stando ai dati del Mibact, dunque, il settore in Basilicata tira. Ancora tanto, però, si può fare. 
Ad iniziare dalla valorizzazione dei numerosi siti del tutto sconosciuti ai più, per non parlare del tentativo di creare un vero e proprio parco della Magna Grecia. E’ tempo che la Basilicata accresca la sua offerta turistica attraverso un’azione sinergica, territoriale, per non risultare impreparata rispetto ad altri contesti: è necessaria maggiore consapevolezza, così come è fondamentale che la politica sia meno schiava del territorio di appartenenza di questo o quell’esponente partitico.
LA SODDISFAZIONE DEL SINDACO DI VENOSA
“Il risultato di Venosa? E’ dovuto sia al richiamo che la nostra città sa esercitare, ma anche alla qualità dei siti che abbiamo”. Non nasconde la soddisfazione, Tommaso Gammone, primo cittadino di Venosa, che ha commentato i dati del Mibact che attestano un incremento di visitatori per il Museo Archeologico Nazionale della cittadina oraziana, nel 2017, nella misura del +38%. 
“E’ per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione apprendere di questo incremento – ha aggiunto Gammone – e reputo il risultato ascrivibile a quanto sopra dichiarato. Ricordo che a Venosa abbiamo non ci sono parco e museo archeologico, ma è da poco stato inaugurato anche il museo episcopale, sebbene non sia ancora del tutto fruibile, e l’area paleolitica. Tutto questo contribuisce a rendere attrattiva la città di Venosa sotto il profilo museale, ma anche a differenziarla rispetto ad altri siti, non voglio dire nazionali, ma, quanto meno del contesto meridionale, oltre a caratterizzarla rispetto ad altre aree regionali. Con i numeri che abbiamo in Basilicata, posso dire che Venosa rappresenta certamente un centro di attrazione turistica e, in particolare, museale”. 
Detto questo, Gammone ha anche annunciato la redazione di un progetto “complesso di valorizzazione di tutti i nostri siti di interesse turistico, con il quale intendiamo fare in modo che gli stessi possano essere fruibili per chi viene a visitare la città. Con tale progetto, peraltro, l’obiettivo è anche quello di risolvere un problema atavico rappresentato dal coacervo di competenze tra vari enti che, spesso, hanno determinato la chiusura dei siti. Di sicuro – ha concluso il sindaco - Venosa rimane un’attrazione turistica importante che fa del polo museale un efficace strumento di richiamo”.
Piero Miolla

giovedì 30 novembre 2017

Nuovo avviso pubblico che interessa la Basilicata.

Il ministero dei Beni Culturali ha pubblicato l’avviso pubblico per l’attuazione del programma “Magna Grecia”, la misura che mira, attraverso la progettazione a livello di amministrazioni pubbliche locali in campo culturale, a favorire la gestione integrata e sostenibile del patrimonio culturale pubblico, anche attraverso forme di partenariati pubblico-privati. In buona sostanza, si vuole unire il sistema territoriale di Matera capitale europea della cultura nel 2019 con quello del territorio circostante. Il programma, va ricordato, ha trovato previsione normativa nell’articolo 7 sexies del decreto legge “Mezzogiorno”, su proposta dell’onorevole lucano Cosimo Latronico, con l’obiettivo di elevare la qualità dell’offerta culturale, da veicolarsi anche per ambiti territoriali, per rafforzare la capacità di promuovere processi di integrazione tra risorse territoriali, attori pubblici e privati coinvolti negli strumenti gestionali e, più in generale, nei processi di governance partecipata delle azioni di valorizzazione culturale. L’avviso pubblico riferito alla Basilicata ha una dotazione di un milione e 200mila euro e le proposte progettuali, riservate agli enti locali, dovranno pervenire al Mibact entro e non oltre il 31 gennaio 2018. In particolare l’avviso mira a sostenere lo sviluppo di proposte progettuali presentate dai Comuni con il finanziamento di attività di elaborazione della progettualità, tale da pervenire alla predisposizione di progetti anche a carattere integrato di scala territoriale/locale. Latronico ha commentato con soddisfazione la pubblicazione dell’avviso da parte del Segretariato generale del ministero. “Dagli auspici siamo passati a fatti concreti – ha dichiarato il deputato -. C’è stata la volontà del legislatore che ha destinato un capitolo di spesa a questo tema della Magna Grecia e della sua alleanza con Matera, ma io spero che si trovino anche altre risorse. Sicuramente questa esperienza dà inizio a una visione territoriale che si traduce in una visione unitaria e condivisa. Inoltre, c’è l’alleanza con Matera affinché l’effetto dell’evento del 2019 possa avere un ritorno sul resto del territorio lucano e, in particolare, su quello della Magna Grecia. Adesso naturalmente spetterà agli enti locali dare concretezza alle proprie idee progettuali, nella speranza che questo avviso non resti lettera morta: sono, però, assolutamente persuaso che gli amministratori sapranno fare squadra e dare lustro alle tante peculiarità del nostro territorio”.
Piero Miolla