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domenica 20 maggio 2018

Notte dei Musei 2018: a Metaponto una serata alla ricerca delle meraviglie.



Una serata alla ricerca delle meraviglie, tra arte, archeologia, musica e prodotti tipici. L’hanno vissuta al museo archeologico nazionale di Metaponto i visitatori in occasione della “Notte dei Musei”, che, su iniziativa del Mibact e del Polo Museale di Basilicata, diretto da Marta Ragozzino, ha proposto l’inaugurazione della mostra di Felipe Risco, denominata “Alla ricerca delle meraviglie”, ma anche, con il sottofondo delle note jazz del “Mike Lovito Jazz Quartet”, una gradevole riscoperta delle testimonianze archeologiche presenti nel museo.

“L’iniziativa – ha spiegato Marta Ragozzino – vuole rendere la rete dei musei lucani non solo fruibile ai turisti, ma anche e soprattutto alle comunità locali, sì da aprire le porte dei musei ed integrarli con la comunità locale. La presenza di tanta gente proveniente dai centri vicini ha confermato che questa è molto probabilmente la strada giusta, tanto da farci programmare altre iniziative simili nei prossimi mesi”.
L’iniziativa ha soddisfatto anche Savino Gallo, referente di sede, che ha voluto fortemente la serata. Nel corso della manifestazione, i visitatori hanno potuto anche degustare numerosi prodotti tipici locali, accompagnati da vini non solo autoctoni, somministrati e consigliati dai sommelier dell’Ais di Basilicata, Antonio Zaza e Savian Radice, sempre molto professionali nei loro suggerimenti.
A conti fatti, dunque, un’occasione per conoscere e ispezionare la propria storia della quale, nel museo di Metaponto, ci sono testimonianze impareggiabili, ma anche per “socializzare” e vivere la struttura in una veste più diretta, meno formale e, probabilmente, anche più consapevole.
Piero Miolla

venerdì 18 maggio 2018

Notte Europea dei Musei: il circuito Acamm c'è.



Un inedito viaggio nel mondo dell’arte attraverso video-proiezioni, installazioni e visite guidate alle mostre in corso. Lo propone il circuito Acamm (Aliano, Castronuovo Sant’Andrea, Moliterno e Montemurro) in occasione della “Notte europea dei musei 2018”, al quale ha aderito con un’apertura straordinaria dei presidi culturali presenti nei quattro comuni (dalle ore 19.00 alle ore 22.00), (Morellet, Bradley, Wildt, Tallone, Melli).
Il grande evento europeo, nato nel 2005 e promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con il patrocinio dell’Icom e dell’Unesco, coinvolge anche quest’anno oltre 3.000 musei, situati nei 30 paesi firmatari della convenzione culturale del Consiglio d’Europa. Si tratta di un’opportunità unica nel suo genere, che offrirà a migliaia di persone la possibilità di visitare, nell'arco della nottata, i musei statali, civici e privati, le gallerie, le mostre, le biblioteche e le zone archeologiche delle tantissime città che parteciperanno all'iniziativa.
Il Polo Museale di Castronuovo di Sant'Andrea, che aderisce all'evento per la quinta volta, celebrerà quest'anno, attraverso un film di John Halpern, l'artista tedesco Joseph Beuys (Krefeld, 1921 – Düsseldorf,1986). Noto documentarista che vive e lavora a New York City, Halpern ha collaborato e filmato artisti e cineasti rinomati come Martin Scorsese, Oliver Stone, Bernardo Bertolucci e Les Levine. Il suo film Joseph Beuys / Transformer, del 1988 esplora l'arte controversa di Beuys e le teorie della scultura, della politica e dell'ecologia. In anteprima, sarà possibile vedere, inoltre, le opere realizzate da Giuliano Giuliani per il “Museo della Vita e delle Opere di Sant’Andrea Avellino” del quale, il 20 maggio, si celebra la Festa Patronale. Giuliani ha commentato le sue opere con una bella pagina scritta per mettere in luce la grande devozione della sua famiglia per il Santo controriformista nato nel 1521 a Castronuovo Sant’Andrea.
Il Parco Letterario “Carlo Levi” di Aliano, renderà omaggio all'artista sarda Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013), attraverso la proiezione del film Inventata da un dio distratto, realizzato nel 2001 da Marilisa Piga e Nico di Tarsia. Si tratta di una lunga intervista-monologo nella quale l'artista di Ulassai si racconta, oltre i confini della realtà e della storia, della natura e dell’arte, partendo dalla sua esperienza personale per valicare i confini isolani e raggiungere fama mondiale, influenzando il modo di fare arte delle generazioni a venire.
Presso il MAM - Musei Aiello di Moliterno, invece, la Notte europea dei musei sarà illuminata dall'arte di Constantin Brancusi (Peștișani, 1876 – Parigi, 1957), con la proiezione del film  Brancusi Filme 1923-1939, girato nel 2011 da  Alain Fleischer. Riallestito nel 1997 dall'architetto Renzo Piano, in un padiglione adiacente il Centre Pompidou di Parigi, lo studio di Constantin Brancusi è uno scrigno trasparente di bellezza, che custodisce le opere di uno tra i più affascinanti artisti del Novecento e tutti i suoi strumenti di lavoro. In questo suggestivo scenario, Alain Fleischer ha realizzato una magistrale "opera sull'opera", ricostruendo le relazioni tra i vari aspetti del lavoro di Brancusi attraverso un sapiente intreccio tra scultura, fotografia, cinema e danza.
Infine, la Fondazione “Leonardo Sinisgalli” di Montemurro, oltre a proporre visite guidate alla  Casa delle Muse e una lectio sul rapporto tra Sinisgalli e il cinema, continuerà a indagare sugli artisti cari al poeta lucano con il film del 2005 dedicato a Giulio Paolini (Genova,1940) da Alessandra Populin che, nell’intento di disegnare una mappa della ricerca estetica italiana della seconda metà del Novecento, rilegge il lavoro di un maestro dell’arte concettuale costantemente teso ad affermare il primato di un continuo debutto in cui l’autore e lo spettatore annodano i loro destini sino a confondersi l’uno con l’altro.

mercoledì 10 gennaio 2018

Affluenza nei musei lucani: i dati del 2017.


Il Museo Archeologico Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” è stato il più visitato nel 2017 in Basilicata, mentre l’Archeologico Nazionale di Venosa, con il +38,8%, ha fatto registrare la variazione percentuale più importante in regione. Dall’altro lato, il Museo Archeologico Nazionale della Alta Val d’Agri di Grumento Nova, ultimo sia in termini di visitatori (4.532) che in termini di gap negativo rispetto al 2016, con un eloquente -28,4%. 
I dati diffusi dal Mibact, relativi alla “massa” di visitatori del settore in Italia nel 2017, hanno confermato che la Basilicata cresce: quasi 15mila, infatti, visitatori in più nel 2017 (precisamente 14.952) per un incremento che si è tradotto in maggiori introiti pari a 197.857 euro. Oltre ad avvalorare un incremento record per tutto il Belpaese, andato oltre i 50 milioni di visitatori nel suo complesso, dunque, i dati hanno reso onore alla nostra regione, passata dai 235.468 del 2016 ai 250.420 visitatori del 2017, con un incremento del 6,3%. Pur non rientrando tra le cinque migliori performance italiane, quanto sopra conferma che musei e siti archeologici lucani crescono in appeal e che la Basilicata, pur con qualche eccezione, è in grado di far valere la sua offerta turistico-culturale, non solo attraverso l’ineguagliabile strumento rappresentato da Matera Capitale Europea della Cultura 2019. 
Tra i luoghi della cultura a ingresso gratuito della nostra regione, inoltre, i dati del Mibact confermano che il Tempio delle Tavole Palatine a Bernalda è stato visitato da oltre 25.300 persone, il parco archeologico dell’area urbana di Bernalda da 25mila, e il Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano da quasi 3.300. Tornando ai musei, come presenze al secondo posto troviamo il Musma (Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna) di Matera, con 33.758 visitatori (+18% rispetto al 2016), seguito dal Ridola della Capitale Europea della Cultura con 21.197 (+20), dal quello Archeologico Nazionale di Metaponto, che, però, fermandosi a 20.365 visitatori ha in realtà registrato un decremento del -5,2% (/nel 2016, infatti, era stato visitato da 21.474 persone. Bene l’area archeologica di Venosa (17.071 visitatori: +23,8%), il Museo Nazionale della Siritide di Policoro con 16.779 (+6,6), il Parco archeologico di Herakleia, sempre a Policoro (16.778: +8,1), il Museo Archeologico Nazionale di Venosa (12.290: +38,8) e l’Archeologico Nazionale “Dino Adamesteanu” di Potenza, passato dai 6.547 visitatori del 2016 ai 7.319 del 2017 (+11,8). Infine, il Museo Archeologico Nazionale della Alta Val d’Agri di Grumento Nova, di cui abbiamo già dato conto. Stando ai dati del Mibact, dunque, il settore in Basilicata tira. Ancora tanto, però, si può fare. 
Ad iniziare dalla valorizzazione dei numerosi siti del tutto sconosciuti ai più, per non parlare del tentativo di creare un vero e proprio parco della Magna Grecia. E’ tempo che la Basilicata accresca la sua offerta turistica attraverso un’azione sinergica, territoriale, per non risultare impreparata rispetto ad altri contesti: è necessaria maggiore consapevolezza, così come è fondamentale che la politica sia meno schiava del territorio di appartenenza di questo o quell’esponente partitico.
LA SODDISFAZIONE DEL SINDACO DI VENOSA
“Il risultato di Venosa? E’ dovuto sia al richiamo che la nostra città sa esercitare, ma anche alla qualità dei siti che abbiamo”. Non nasconde la soddisfazione, Tommaso Gammone, primo cittadino di Venosa, che ha commentato i dati del Mibact che attestano un incremento di visitatori per il Museo Archeologico Nazionale della cittadina oraziana, nel 2017, nella misura del +38%. 
“E’ per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione apprendere di questo incremento – ha aggiunto Gammone – e reputo il risultato ascrivibile a quanto sopra dichiarato. Ricordo che a Venosa abbiamo non ci sono parco e museo archeologico, ma è da poco stato inaugurato anche il museo episcopale, sebbene non sia ancora del tutto fruibile, e l’area paleolitica. Tutto questo contribuisce a rendere attrattiva la città di Venosa sotto il profilo museale, ma anche a differenziarla rispetto ad altri siti, non voglio dire nazionali, ma, quanto meno del contesto meridionale, oltre a caratterizzarla rispetto ad altre aree regionali. Con i numeri che abbiamo in Basilicata, posso dire che Venosa rappresenta certamente un centro di attrazione turistica e, in particolare, museale”. 
Detto questo, Gammone ha anche annunciato la redazione di un progetto “complesso di valorizzazione di tutti i nostri siti di interesse turistico, con il quale intendiamo fare in modo che gli stessi possano essere fruibili per chi viene a visitare la città. Con tale progetto, peraltro, l’obiettivo è anche quello di risolvere un problema atavico rappresentato dal coacervo di competenze tra vari enti che, spesso, hanno determinato la chiusura dei siti. Di sicuro – ha concluso il sindaco - Venosa rimane un’attrazione turistica importante che fa del polo museale un efficace strumento di richiamo”.
Piero Miolla