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venerdì 13 luglio 2018

Domani a Miglionico l'evento conclusivo del concorso di pittura "Con i tuoi occhi".



Si concluderà domani, 14 luglio, a Miglionico, il concorso di pittura "Con i tuoi occhi", destinato ai richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza della Basilicata, indetto dall'associazione culturale "Culture in Movimento", in collaborazione con la parrocchia S.M. Maggiore di don Mark Stanislaus.
L'iniziativa, che si pregia del patrocinio della Prefettura di Matera e del Consiglio regionale di Basilicata, ha riscosso ampio successo vista la partecipazione di ben 60 concorrenti ospitati in varie località nei centri gestiti dalle cooperative sociali Il Puzzle, La Mimosa, La Torre, Novass onlus e Polis Mathera, nonché Arci Basilicata, che hanno condiviso e sostenuto il progetto.
L'interesse è stato tale da indurre il gruppo dirigente dell'associazione ad aprire la partecipazione anche ai minori ospitati dall'associazione Tolbà e agli ospiti della cooperativa Fratello Sole di Santa Maria d'Irsi, che opera nel campo delle devianze.
La manifestazione avrà inizio alle 18 in piazza Popolo con il concerto della fanfara dell'Associazione Nazionale Bersaglieri e proseguirà, alle 19, nella corte del castello del Malconsiglio con il convegno "Arte senza confini", durante il quale la presidente Graziana Ventura introdurrà i lavori spiegando la finalità del concorso. Dopo i saluti del sindaco Angelo Buono e del presidente del Consiglio regionale, Vito Santarsiero, saranno i presidenti delle cooperative Carmen Olivieri, Francesco Ritrovato e Giuseppe Lorusso ad affrontare i temi legati all'immigrazione. Concluderanno i lavori il vescovo di Matera don Pino Caiazzo e il prefetto Antonella Bellomo.
Prima di passare alla consegna degli attestati di partecipazione e alla premiazione vi sarà un momento di preghiera collettiva con il parroco don Mark Stanislaus, il pastore evangelico Luca Reina e il musulmano Sanogo Sekou.
La serata si concluderà con l'esibizione del noto gruppo materano Ragnatela Folk Band e con i ragazzi ghanesi del gruppo Ferrandina Ghana Culture.
Per l'occasione il palco sarà adornato con tutte le bandiere dei paesi di origine degli immigrati partecipanti al concorso, le cui opere potranno essere ammirate nel cortile del castello.
La presidente di "Culture in Movimento" Graziana Ventura ha tenuto a ribadire che "seppure l'evento cade in un momento alquanto complicato per l'immigrazione, si vuole evitare che l'associazione venga coinvolta nell'aspro dibattito politico in corso", e ciò, ha detto Ventura, "perché  l'obiettivo del concorso era quello di dimostrare che con l'arte e la cultura si riescono a superare ogni barriera ideologica, politica e religiosa. Si è voluto offrire a questi ragazzi uno strumento di integrazione, e continueremo a farlo fino a quando sul nostro territorio vi saranno queste persone. Quando non ci saranno più immigrati vorrà dire che destineremo su altri la nostra attenzione. L'arte e' una straordinaria forma di espressione che nessuna lingua al mondo riesce a non comprendere".

domenica 10 giugno 2018

Florenzo Doino (Sr) sui 600 migranti "parcheggiati" nel Mediterraneo: "Pagina vergognosa".


Sul caso dei 600 migranti al momento "parcheggiati" nel Mediterraneo, riceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento di Florenzo Doino, candidato alle recenti elezioni politiche per Sinistra Rivoluzionaria.

"Nel Mediterraneo l'italia del capitale e delle paure popolari sta scrivendo una delle tante pagine più vergognose della sua storia. Tenere in ostaggio in mare seciento poveracci è contro la nostra bimillenaria storia che è fatta di incontri scambi e fusioni. 
Siamo colpevoli anche noi che non abbiamo la voglia di scendere in piazza. Il sangue dei fratelli migranti ricadrà su di noi e tormentera' le nostre cattive coscienza"
La nave Acquarius, battente bandiera di Gibilterra, è in navigazione con 629 naufraghi a bordo provenienti dal Nordafrica, tra cui 123 minori non accompagnati. La nave ha superato Malta, che ha dichiarato di non avere competenza e sta navigando verso nord.
Sul caso, il ministro degli Interni, Matteo Salvini ha twittato: 
"Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia".
Lo stesso Salvini ha poi postato una foto con l'hashtag "chiudiamo i porti".
Piero Miolla

giovedì 7 giugno 2018

Questione migranti a Venosa: il senatore Pasquale Pepe (Lega) solidale con i cittadini.

 
“Sono solidale con i cittadini costituitisi in comitato a Venosa”. E’ stata immediata la condivisione del problema manifestato dal neonato comitato sorto nella città oraziana da parte del senatore della Lega-Noi con Salvini, Pasquale Pepe. Il quale ha rivelato: “Ho sentito varie volte in queste ore sulla questione il consigliere comunale della città, Massimo Zullino, che è anche vice coordinatore regionale della Lega, il quale ha portato personalmente la solidarietà a queste persone”. 
Al di là delle formalità di rito, per il sindaco di Tolve la questione va inquadrata così: “Non si tratta tanto di un discorso di accoglienza, quanto anche in quel caso di una questione di opportunità logistica. Andare ad allocare dei migranti in condomini abitati da famiglie, infatti, creerebbe una situazione di difficoltà. E solo chi non vuol vederla questa difficoltà, non capisce che verrebbe a crearsi un contesto problematico per queste persone. Lo dico al di là di ogni finto buonismo e cercando di essere più realista del re”, ha precisato l’unico parlamentare lucano del partito di Matteo Salvini.  
Senatore, lo sa che potrebbe essere tacciato di razzismo o populismo? “Non è assolutamente una questione di razzismo – ha ribattuto Pepe -. Semplicemente io dico: mettiamoci nei panni di persone che hanno fatto sacrifici per tutta la vita e, magari, hanno anche contratto un mutuo per acquistare casa in quei condomini. Questa gente ora potrebbe ritrovarsi a convivere in condizioni che solo chi è in malafede potrebbe continuare a definire normali. A me, invece, sembra che la decisione della Prefettura sia ingiusta e inopportuna verso queste persone”.  
La Lega ha una controproposta nel caso di specie? “Guardi, a me pare che la dobbiamo finire con questa somministrazione step by step di migranti. Inoltre, dobbiamo assolutamente interrompere la spirale secondo cui il problema dello spopolamento si combatte con l’incremento delle flotte di migranti. Io ritengo che, su Venosa, debba prendere un attimo in mano il pallino il sindaco e verificare la situazione, perché immagino che ci siano degli atti che attestino l’eventuale agibilità o meno. E’ giusto, cioè, che chi ha la responsabilità formale in questi casi assuma fino in fondo il proprio ruolo e dica la sua. Se ci dovesse essere un piano B è giusto che sindaco e Amministrazione lo rendano noto ai cittadini. In ogni caso, resto convinto del fatto che collocare dei migranti in condomini regolarmente abitati da famiglie del posto sia un vero e proprio scempio. Sotto ogni punto di vista”, ha concluso senza troppi giri di parole il senatore lucano.
Piero Miolla 

Questione migranti a Venosa, per il sindaco Gammone "allarmismo inutile".



“Credo che in questo momento ci sia un allarmismo inutile”. Per il sindaco di Venosa, Tommaso Gammone, l’iniziativa del neonato comitato di cittadini che sta raccogliendo firme per fermare l’arrivo di 20 migranti richiedenti asilo, che verrebbero ospitati in due appartamenti siti in altrettanti condomini del centro cittadino, è probabilmente frutto di un qualcosa che, al momento, non ha motivo di essere. 
“Tutti i cittadini – ha spiegato Gammone - sono legittimati a fare ciò che credono e ritengono più giusto per tutelare soprattutto la propria tranquillità. Io credo, però, che in questo momento ci sia un allarmismo inutile, visto e considerato che al momento non solo non è arrivato nessuno, ma anche che il sottoscritto non è informato di nulla di tutto questo, sempre che ci sia la necessità che io debba essere informato. Lo dico perché, come ben sa, questo è un piano che adotta la Prefettura, che decide come ripartire dal punto di vista quantitativo i migranti nei vari centri della provincia. Da un colloquio che ho avuto con il prefetto, a parte la disponibilità da lei mostrata sul tema, sono anche venuto a conoscenza quasi un anno fa che Venosa avrebbe ospitato, nel caso fosse stato deciso in tal senso, un numero esiguo di migranti tenuto conto che noi siamo una città turistica. Inoltre, come ho anticipato, il prefetto si è mostrato molto disponibile ad affrontare la questione, tanto che oggi la incontreremo a Potenza con una delegazione del comitato che si è appena costituito a Venosa”. Di cosa si discuterà nel dettaglio? “Del percorso da intraprendere per fare in modo che i cittadini siano tranquilli e che il prefetto possa comunque fare il suo dovere”. Proprio per questo Gammone ha precisato: “Io come sindaco in tal modo potrò tranquillizzare i miei cittadini e, al tempo stesso, non essere di intralcio all’attività del prefetto”. 
Il primo cittadino, dunque, ha manifestato un atteggiamento di grande prudenza sulla questione, consapevole di essere stretto tra le richieste legittime alla tranquillità dei propri concittadini e il fatto che le decisioni sulle attribuzioni dei migranti spettino comunque al prefetto. “Preferisco un atteggiamento di equilibrio perché sia la prefettura che il sindaco sono ufficiali di governo: entrambi devono fare il proprio dovere, ma io, da sindaco, non posso certo mettermi contro i cittadini”. Morale della favola? “Non mi metterò contro il prefetto, ma neanche contro i cittadini di Venosa”, ha concluso Gammone.
Piero Miolla

mercoledì 6 giugno 2018

Arrivo di 20 migranti ricihiedenti asilo: a Venosa nasce un comitato che dice no.



Effetto Salvini o preoccupazione fisiologica? A Venosa è sorto un comitato spontaneo di cittadini che stanno raccogliendo firme per denunciare il mancato coinvolgimento nella decisione di allocare in due condomini della città oraziana altrettanti Cas (Centri di accoglienza straordinaria) per migranti. La Prefettura, di concerto con una cooperativa, avrebbe deciso di allocare 20 persone in due appartamenti situati in condomini ubicati in zone centrali. Da qui i timori per quelle che vengono definite le “ovvie e assai probabili ripercussioni in termini di sicurezza, igiene, tutela della proprietà e degli investimenti”. 
Le unità immobiliari individuate sarebbero quella di via Veneto, al civico 14, ritenuta idonea da parte del competente ufficio comunale per l’alloggiamento di 12 persone, e quella di via Generale Pennella, idonea per 8 persone. I bene informati rivelano che si tratta di appartamenti di circa 110 metri quadri, le cui idoneità strutturali, tecniche e abitative reali restano tutte da accertare. In particolare, si contesta il fatto che, per ogni persona, verrebbero riservati appena 10 metri quadri, spazi ritenuti inaccettabili per le esigenze individuali. Si vocifera, poi, che gli appartamenti citati versino in pessime condizioni igienico sanitarie. Da qui la decisione dei residenti delle vie interessate di formare il comitato spontaneo che si oppone a siffatta decisione e ha promosso una petizione. 
Il comitato chiede che “la Prefettura di Potenza riveda immediatamente la decisione di inserire gruppi di immigrati, rifugiati o richiedenti asilo all’interno di condomini nell’abitato di Venosa, ove risiedono, prevalentemente se non esclusivamente, famiglie con bambini e persone anziane”. Ma non è tutto, perché al Comune di Venosa si chiede di “voler intervenire con la massima sollecitudine, valutando, altresì, l’adozione di ogni opportuna azione anche di carattere giudiziario a tutela della propria cittadinanza, come accaduto in altri comuni d’Italia”. La petizione, infine, conclude riassumendo quello che per gli organizzatori è il vero spirito che sta animando la protesta: sì all’accoglienza, salvaguardando le rispettive dignità e non trasformando immobili condominiali in centri di raccolta. Dal comitato rendono noto che, nella sola giornata del 2 giugno, sarebbero state raccolte circa 1.000 firme. 
Tutto questo, secondo i membri del comitato, “a riprova della partecipazione e sentita preoccupazione che pervade tutta la popolazione”. Qualcuno, però, ha anche ricordato che il Comune di Venosa è già impegnato nell’accoglienza dei migranti ed ha dovuto affrontare l’emergenza di Boreano, il borgo dell’agro oraziano oggetto anche di cronache nazionali, dove tra incendi e altri episodi la cronaca ha spesso raccontato problemi. Dato atto della protesta, i residenti interessati hanno anche preannunciato che non si fermeranno a questa iniziativa: intendono, infatti portare le loro istanze, laddove diventi necessario, all’attenzione del neo ministro degli Interni, Matteo Salvini, per far sì che venga “messo un freno a simili scelte che impattano con il tessuto socio-economico e urbanistico di una comunità, favorendo esclusivamente chi della questione migranti ne ha fatto ormai un business”.

domenica 20 maggio 2018

Integrazione: a Miglionico grande interesse per il concorso di pittura "Con i tuoi occhi" .


Scaduto il termine del 15 maggio, data entro cui i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza della Basilicata avrebbero dovuto dare le adesioni per partecipare al concorso di pittura “Con i tuoi occhi”, l’associazione di Miglionico “Culture in Movimento”, che ha promosso l’iniziativa, ha espresso grande soddisfazione per l’interesse che si è creato attorno all’innovativo progetto. Difatti, dall’organizzazione ci hanno tenuto a far sapere che si sono iscritti al concorso ben 61 aspiranti artisti, a cui sono già state consegnate le tele e i kit di colori e pennelli, e che avranno tempo fino al 15 giugno per realizzare le loro proposte artistiche.
Indubbiamente questo primo successo - ha dichiarato il presidente Graziana Ventura - è dovuto all’impegno e alla professionalità delle cooperative sociali che hanno aderito al progetto, ma denota anche la voglia degli immigrati di uscire dall’isolamento sociale in cui versano, accogliendo quelle proposte che promettono di dar loro un po' di dignità”. In questo primo step di lavoro, secondo Ventura, è emerso che, effettivamente, le attività culturali e artistiche in tutte le varie forme di espressione possono contribuire in maniera determinante a contenere il disagio sociale e “Culture in Movimento” con le proprie iniziative culturali intende provare a incidere anche nel campo del disagio, che è molto vasto e variegato.
Da una disamina delle schede di adesione, infatti, emerge che tra i migranti vi sono notevoli sensibilità artistiche, ma che anche in altri settori del disagio vi sono potenzialità inespresse, com’è ampiamente dimostrato dall’adesione al concorso anche degli ospiti della cooperativa Fratello Sole di Santa Maria d’Irsi che gestisce una comunità terapeutica, nonché di alcuni minori ospitati dall’associazione Tolbà e dal Centro Diurno di Irsina. Una partecipazione straordinaria, quindi, che ha indotto l’associazione “Culture in Movimento” a istituire un premio speciale per i minori e per i partecipanti che non rientrano nella categoria dei richiedenti asilo politico.
Oltre alla cooperativa Fratello Sole e all’associazione Tolbà sostengono il progetto anche l’Arci Basilicata e le cooperative sociali La Mimosa, La Torre, Novass e Polis Mathera che, si ritroveranno tutti insieme all’evento finale che si dovrebbe svolgere nella prima decade di luglio.
Il concorso “Con i tuoi occhi” ha il patrocinio della Prefettura di Matera e la collaborazione della parrocchia Santa Maria Maggiore di Miglionico.
Il progetto non usufruisce di finanziamenti pubblici e la sua realizzazione è sostenuta da partner privati.

giovedì 18 gennaio 2018

"Il referendum sui migranti? Lo rifarei".


“Sì, lo rifarei senza alcun dubbio”. Il sindaco di Laurenzana, Michele Ungaro, è soddisfatto dell’esito del referendum sull’accoglienza dei migranti e, nonostante sia andato al voto solo un quarto degli aventi diritto, non mostra tentennamenti sull’iniziativa. Anzi. “
Sono soddisfatto della partecipazione – ha infatti spiegato - anche se sono consapevole che il campione non è pienamente rappresentativo. Questo, però, è dipeso solo ed esclusivamente dalla volontà di chi, pur avendone la possibilità, non ha voluto recarsi alle urne per esprimere il suo parere. Sono fermamente convinto che si sia trattato di una forma di espressione della democrazia: l’obiettivo era far pronunciare i miei concittadini sul tema per capire cosa ne pensano. Adesso, evidentemente, nelle sedi opportune potrò far valere il responso delle urne, pur senza averne la pretesa di considerarlo totalmente rappresentativo>>. 
Cosa pensa di questo “no” venuto fuori dalle urne? “Così come non ho fatto campagna elettorale prima, per non influenzare il corpo elettorale, allo stesso tempo adesso, a giochi fatti, non mi pronuncio. Mi limito a prendere atto di quello che la maggioranza dei votanti ha inteso rendere noto”. A margine del referendum e del suo responso, dunque, Ungaro rimane consapevole di aver, in qualche modo, assunto (con il semaforo verde del Consiglio comunale) una posizione che si presta a tante critiche, ma che, in definitiva, servirà allo stesso primo cittadino per avere una base sulla quale lavorare. Anche perché, ha più volte ripetuto il sindaco, “non sappiamo cosa ci riserva il futuro: con il referendum abbiamo il parere della comunità che potrò far valere nelle sedi opportune, anche se, e questo non va dimenticato, sul tema dell’accoglienza ai migranti i sindaci non è che abbiano grandi poteri, specie se i privati dovessero mettere a disposizione delle strutture ad hoc. 
Io, in ogni caso, sono assolutamente sereno e credo che questa iniziativa non può e non deve prestarsi a strumentalizzazioni di alcun tipo, soprattutto in tempi di campagna elettorale. Abbiamo chiamato i cittadini a pronunciarsi: lo hanno fatto, pur nella misura già citata, e dunque va bene così. Voglio ricordare che qui, nel recente passato, c’è stato qualcuno che ha criticato la mia assenza alle riunioni convocate sul tema in prefettura, specie nel periodo di fine giugno quando gli arrivi in Italia si moltiplicavano. 
Per questo, visti i mugugni e per non ingenerare falsi convincimenti, all’epoca convocai un’assemblea pubblica per spiegare la scelta di non partecipare e spegnere l’eventuale fiammella strumentale della protesta. Il resto è storia nota: nel corso di quell’assemblea venne fuori l’idea del referendum che, adesso, una volta celebrato, ci serve per sapere quello che i cittadini di Laurenzana pensano sul tema. Ho sempre detto che, qualunque fosse stato l’esito del referendum, io avrei avuto un argomento in più da portare ai tavoli istituzionali, quando e se sarò convocato: così sarà”. 
Piero Miolla


martedì 16 gennaio 2018

Clamoroso a Laurenzana: no ai migranti.


Laurenzana ha detto “no” all’accoglienza dei migranti nel centro della Rupe. L’esito del referendum celebrato domenica, che ha richiamato anche l’attenzione dei media nazionali, è stato chiaro: dei 413 votanti (pari ad appena il 23,5% degli aventi diritto), ben 341 hanno detto no e solo 59, invece, si sono mostrati accoglienti. Precisato che il dato dello spoglio si completa con 7 schede bianche e 6 nulle, e che la scarsa partecipazione alle urne non conferisce al risultato dell’iniziativa voluta dal sindaco, Michele Ungaro, l’alone della piena rappresentatività, indubbiamente l’esperienza portata a termine dal primo cittadino, al netto delle prevedibili reazioni delle parti politiche opposte, merita una riflessione. Se una percentuale così netta tra i cittadini che si sono recati al voto ha detto “no” all’accoglienza, nonostante il continuo appello di Papa Francesco in senso inverso, e il circo mediatico che non fai mai (dolosamente) venire a galla tutto quello che c’è sotto un tema così complicato e controverso, evidentemente c’è da chiedersi come mai. Specie in una terra come la Basilicata, sempre pronta ad accogliere senza se e senza ma. Perché, dunque, si è arrivati a tale risultato? D’accordo, il campione non può essere considerato pienamente rappresentativo (ma siamo sicuri che il restante 76,5% degli aventi diritto avrebbe votato in toto per il sì?), ma se chi è andato alle urne si è espresso negativamente un motivo ci sarà. E, probabilmente, va ricercato nella paura e nella diffidenza che su questo tema, progressivamente, sono venute a galla. La gente ha paura o, come detto, diffida dell’arrivo generalizzato dei migranti. Come mai? Il cittadino medio non è poi così impreparato e, al netto della stampa di regime che cerca di indirizzare la questione come più le aggrada, e nonostante la Chiesa spinga tanto nella direzione dell’accoglienza, evidentemente qualcosa non torna nella mente della popolazione. Bisognerebbe prendere atto che una cosa è inserire poche persone, possibilmente famiglie al completo e in numero congruo, in un determinato contesto. Altro è, invece, destinare folle di persone richiedenti asilo in strutture nelle quali gli stessi non solo non si integrano con i locali, ma spesso sono costretti a bivaccare e a non fare nulla. E allora il problema è sempre lo stesso: sarebbe necessario separare il business sui migranti dall’accoglienza vera e propria e fare in modo che queste persone, le quali, non va dimenticato, in larga parte fuggono da situazioni non idilliache, possano davvero sentirsi parte integrante di una comunità. La sensazione è che, così facendo, però, il business potrebbe venir meno. E allora, continuando a mantenere le cose come stanno, non ci si dovrà poi meravigliarsi se il cittadino si mostrerà riottoso e si pronuncerà per il “no” all’accoglienza. Specie se fatta a immagine e somiglianza dei mercanti di vite umane.
Piero Miolla