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venerdì 14 dicembre 2018

Zes appulo-lucana, Latronico (NcI): "Arriva a Lauria ma esclude Nova Siri e Rotondella"



“La vicenda della Zes jonica merita un approfondimento per chiarire i contenuti strategici del progetto e le modalità di cooperazione con gli altri soggetti istituzionali, in primis Regione Puglia, Autorità portuale di Taranto ed il Governo nazionale”. E’ il parere dell’ex parlamentare lucano, Cosimo Latronico, attuale dirigente nazionale di Noi con l’Italia, che in una nota ha chiesto di tenere conto anche di aree come quella di Rotondella e Nova Siri, contigue al Porto di Taranto, ma escluse dal perimetro dell’istituenda zona ad economia speciale.
“Non si possono sottovalutare i primi rilievi emersi sulla omogeneità della proposta redatta dalla Regione Basilicata e sulla verifica della effettiva e stretta connessione con il progetto di rilancio del porto di Taranto, porta strategica del Mediterraneo e del Medio Oriente. In questo senso – ha aggiunto Latronico – non si spiega nella definizione della proposta della Regione Basilicata l’esclusione dalla Zes di tante aree produttive della costa jonica lucana che sono connesse con il porto di Taranto con dotazioni infrastrutturali che assicurano una inter-modalità di trasporto alle merci. Sarebbe davvero strano che le aree produttive dell’intera costa jonica lucana non siano interessate da un progetto di potenziamento produttivo per implementare le realtà esistenti e fare del porto di Taranto un volano di sviluppo ulteriore”. 
Latronico si riferisce, evidentemente, a “quelle aree produttive del Metapontino, le più organiche al porto, incluse per pochi ettari o totalmente escluse, come nel caso di Rotondella e Nova Siri. Tutto questo mentre la Zes va in giro per la Basilicata ed arriva a Lauria? Incongruenze che vanificano lo spirito delle Zes, che dovrebbero puntare ad accrescere la forza dei nostri porti. Spero che la Regione riveda le sue decisioni, sollecitata da un’iniziativa dei comuni dell’area e delle associazioni protettive del Metapontino”.
Piero Miolla

domenica 11 novembre 2018

Viene o non viene? Alla fine, com'era prevedibile, il ministro Lezzi non c'era al convegno sulla Zes



Un'assenza pesante, anche se giustificata. E' stata quella del ministro per il Sud, Barbara Lezzi, la cui presenza era stata, pure, abbondantemente annunciata e pubblicizzata, al convegno che si è svolto venerdì a Pisticci, denominato “Zes interregionale Jonica. Opportunità e sfide per lo sviluppo del territorio”. La Lezzi era impegnata a Roma per discutere anche di fondi relativi al dissesto. Sicuro che non si sapeva?
Organizzato dalla Regione Basilicata con il supporto organizzativo di Sviluppo Basilicata e di T3 Innovation, il convegno si è svolto nei locali dell’azienda Gnosis Bioresearch ed ha, di fatto, partorito alcune importanti riflessioni. 
In primis, sulla Zes (Zona Economica Speciale) bisogna presto per darle concretezza. Nel contempo, è necessario iniziare ad attivarsi per intercettare gli eventuali investitori. Il tutto, nell’ottica di un rilancio delle aree ricomprese nella istituenda Zes con l’obiettivo finale di accrescere le offerte di lavoro. Il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete, ha invece le “cifre” della Zes Appulo-Lucana. “La Zes raccoglie due regioni, quattro province e ben venticinque comuni: occorrerà un lavoro molto delicato per mettere insieme tutte queste entità e bisogna iniziare a preparare un documento che non solo servirà a regolamentare il funzionamento della Zona Speciale, ma anche l’accesso alle Zes e agli investimenti”. 
L’assessore regionale Roberto Cifarelli ha invece messo in evidenza che “l’obiettivo principale della Zes ijonica è creare opportunità di lavoro in un Sud che sia senza confini”, mentre il suo omologo pugliese, Cosimo Borraccino, ha invece esortato ad “agire a partire dai suggerimenti emersi al tavolo ministeriale” dello scorso gennaio. Su un aspetto si sono mostrati tutti d’accordo: l’istituzione e il funzionamento della Zes permetterà di valorizzare il rapporto con la vicina Puglia, così come gli interventi di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e della rete viaria interessata dal transito delle merci, previsti nell’agenda della istituenda Zes, dovrebbero consentire alla Basilicata di uscire dall’isolamento logistico rispetto alle grandi direttrici di traffico della rete trans-europea dei trasporti. Rete che, seguendo la dorsale adriatica e tirrenica, collegano le regioni del Mezzogiorno con l’intera Europa. Ma, evidentemente, un ruolo centrale potrà assumere in tale contesto la Valbasento e il centro intermodale di Ferrandina, quale cerniera di collegamento tra i due versanti e quale naturale e funzionale area retro-portuale del porto di Taranto. 
Il tutto nell’ottica di offrire una valida alternativa logistica per i flussi commerciali a beneficio di settori quali l’agricoltura, l’artigianato, la meccanica e l’automotive, potenziandone le connessioni già esistenti. Insomma, i benefici della Zes si prospettano molteplici, almeno sulla carta, e possono offrire soluzioni a molte delle problematiche che caratterizzano il nostro territorio. C’è solo un piccolo problema: bisogna dare concretezza a tutti questi auspici e, per farlo, è necessario (ed opportuno) che tutti le varie istituzioni coinvolte collaborino per tradurre in effetti concreti tutto quello che, pure, è stato delineato attraverso gli atti. Morale della favola? Affinché la Basilicata diventi attore primario dello sviluppo del Mezzogiorno, tutti devono remare nella stessa direzione. Solo così questo sviluppo sarà sano, virtuoso e rispettoso dell’ambiente. Uno sviluppo nel quale tutti devono crederci davvero.
Piero Miolla

sabato 28 luglio 2018

Il 30 luglio, a Marconia, un incontro sulle Zone Economiche Speciali con un ospite d'eccezione.



Il Movimento Civico “Azione Lucania”, in collaborazione con il “Movimento Zona Franca Appulo-Lucana” e le associazioni culturali “Presenza Etica”, “S.U.D.  Solidarietà Unità Decoro” e “Fisco e territorio”, organizza per la fine del corrente mese una serie di incontri itineranti sul territorio regionale.  Scopo dell’iniziativa è avviare un confronto ed il responsabile coinvolgimento di tutti i movimenti e le realtà associative disponibili a “fare rete” attorno ad azioni comuni atte a costruire una nuova coscienza civica che metta al centro il cittadino e promuova il bene comune predisponendo le condizioni di concreta attuazione delle misure volte a disegnare un futuro diverso per la nostra terra.
Prima tappa lunedì 30 luglio 2018 a Marconia, con inizio alle ore 19:00 presso la Sala Consiliare della Delegazione Comunale. L’incontro pubblico, incentrato sul tema “Le Zone Economiche Speciali: implicazioni sociali di un modello di sviluppo”, vedrà i relatori dialogare, alla luce della normativa vigente, sulle ricadute sociali, economiche ed occupazionali che l’istituenda ZES appulo-lucana avrà sul sistema produttivo locale a fronte del preoccupante quadro dipinto dai dati sull’export, sulla produzione e sull’occupazione nel 2017. Ciò che ne risulta è una Basilicata in declino demografico, con un’economia che rallenta la crescita ed il ritmo di aggancio della fuoriuscita dalla crisi ed un sistema produttivo non adeguatamente attrezzato per affrontare le nuove sfide e cogliere le opportunità offerte in termini di domanda dal nuovo scenario globale. Emblematica poi l’ascrivibilità della gran parte del calo nell’export lucano al settore dei mezzi di trasporto, fortemente minato dal deficit infrastrutturale, sia autostradale che ferroviario, e dalla mancanza di sbocchi portuali ed aeroportuali.
Prenderanno parte al dibattito il Prof. Francesco A. Laviola, docente di Filosofia Teoretica; l’Avv. Antonio V. Boccia, avvocato giuslavorista; ed il Prof. Aldo Berlinguer, ordinario nell’Università di Cagliari e Coordinatore Task Force ZES Basilicata e Puglia.  Per l’occasione sarà inoltre presentato il libro “Porti, retroporti e zone economiche speciali” di Aldo Berlinguer, edito per i tipi di Giappichelli.
La seconda tappa è prevista a Guardia Perticara il 31 luglio 2018 alle ore 17:30 presso la Sala Consiliare. Il primo argomento della serata riguarderà La Zona Economica Speciale: opportunità di sviluppo per il territorio. Oltre ai saluti del sindaco Angelo Mastronardi, interverranno il Dirigente scolastico Giovanni Robertella, l’Avv. Tributarista Nicola Ricciardi e il Prof. Aldo Berlinguer. Il secondo argomento, Federarsi, perché?, ha lo scopo di individuare principi, idee e orizzonti valoriali che possano fungere da collante della federazione. D’altronde, senza un codice etico qualsiasi patto sociale alla lunga non regge. L’intervento dei rappresentanti delle associazioni servirà per suggellare la fine del percorso costruttivo e l’inizio di una nuova e più ampia prospettiva politico-culturale al servizio delle istituzioni.  

giovedì 14 dicembre 2017

Zes: occasione di rilancio o mero spot elettorale?


Fare presto per creare condizioni di sviluppo in aree oggettivamente svantaggiate come la Valbasento, in particolare, e la Basilicata in generale. Il parere positivo sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri, attuativo della legge numero 123 del 2017, da parte della conferenza unificata Stato-Regione, ha di fatto avviato la fase finale dell’iter che dovrà portare alla costituzione di quella legislazione economica differente, grazie alla quale potrebbero derivare vantaggi localizzativi per attrarre investimenti e imprese, rappresentata dalla Zes, la Zona Economica Speciale. Che in Basilicata si coniuga con il porto di Taranto e la vicina Puglia. Il motivo è presto spiegato: la struttura fondamentale nella costruzione di una Zes, infatti, è il porto inteso come autorità di sistema portuale. Una struttura che la nostra regione non possiede e che, proprio per questo, ci costringe a guardare alla Puglia. Da una struttura portuale, dunque, si deve partire per arrivare ad ipotizzare l’assegnazione di aree da ricomprendere nelle Zes, non mancando di ricordare che gli standard europei prevedono un massimo di circa 2.000 ettari per ogni Zona economica speciale. La quale, sostengono gli esperti, in Basilicata potrà avere effetti positivi per svariati i settori, dall’agroalimentare al comparto energetico, passando per quello manifatturiero e dei servizi avanzati. Originariamente, va ricordato, una delibera della Giunta regionale lucana aveva per così dire ipotizzato due aree astrattamente idonee alla costituzione di una Zes nostrana: Galdo di Lauria e Ferrandina, laddove esistono o sono in fase di realizzazione altrettanti poli logistici. Quella delibera, in realtà, non aveva fatto altro che anticipare il provvedimento nazionale, rispetto al quale ha poi dovuto in qualche modo rinunciare a Galdo di Lauria (visto che le uniche regioni che potranno avere due Zes sono Puglia e Sicilia) per puntare sulla Valbasento, agganciandola a Taranto. L’area lucana della Zes dovrebbe toccare i 900-1.000 ettari (rispetto ai 428 originariamente previsti), mentre la parte pugliese passerebbe dai 3.033 ettari iniziali a circa 4.200-4.400. Su questo, però, la Regione Puglia ha già chiesto di rivedere i criteri utilizzati per individuare la dimensione delle superfici. Ora le due Regioni devono definire entro gennaio 2018 i perimetri e le funzioni sia delle aree portuali che di quelle retro-portuali: solo così, infatti, potranno consentire al Governo nazionale di candidare a finanziamento europeo la Zes Taranto-Basilicata. Via Anzio, in particolare, dovrà predisporre il suo piano strategico di sviluppo, inserendo i punti di forza del sistema produttivo e logistico locale: uno strumento che andrà poi inoltrato all’esecutivo nazionale e inserito in una cornice normativa nell’ambito della quale la Zes appulo-lucana verrà regolamentata.