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lunedì 21 maggio 2018

Un convegno di Enotria Felix su "Pisticci nel '600".


Pisticci nel Seicento: storia, arte, cultura e religione. Se ne parla domani a Pisticci su iniziativa di Enotria Felix. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Pisticci, Viviana Verri, e del presidente del Consiglio regionale, Vito Santarsiero, Rocco Negro parlerà della "Taccariata 2018" e della costituzione del comitato scientifico della manifestazione in costume, che andrà in scena a fine luglio nel centro storico di Pisticci. Il tema della Pisticci del '600, invece, sarà esaminato da Carmela Biscaglia, Giuseppe Coniglio, don Michele Leone, Giampiero Adornato e Antonietta Cirigliano. Le conclusioni saranno affidate a Dino D'Angella. L'appuntamento è in sala consiliare, in piazza Umberto I, a partire dalle 19.30.  

giovedì 17 maggio 2018

Convenzione con il Comune di Bernalda: per la minoranza consiliare di Pisticci va revocata.

Foto: pisticci.com

Revocare le delibere di approvazione della convenzione con il Comune di Bernalda e convocare un Consiglio comunale per discutere dell’argomento. La richiesta, contenuta in un’apposita istanza protocollata a Palazzo Giannantonio, arriva dai consiglieri comunali di minoranza di Pisticci. Oggetto del contendere è la convenzione con Bernalda con la quale il Comune di Pisticci avrebbe potuto assumere personale riservandosi di attingere alle graduatorie di alcuni concorsi svolti proprio nel centro vicino. 
Un tema, questo, che di recente aveva sollevato un nutrito dibattito nel comprensorio pisticcese sia perché ad uno dei concorsi poi divenuto oggetto di convenzione aveva partecipato il consigliere di maggioranza Antonio Gatto, ma anche perché, nella commissione esaminatrice dello stesso concorso, c’è pure il segretario comunale di Pisticci, Carmela Gerardi, che è anche segretario comunale di Bernalda. Nel documento inoltrato al presidente del consiglio comunale, Giampiero Andrulli, e al sindaco Viviana Verri, i consiglieri Tommaso Gioia e Andrea Badursi del Pd, Michele Leone di Paese Unico, Vito Di Trani e Domenico Albano, di Forum Democratico e Franco Plati, hanno richiamato le delibere di Giunta 72-18 e 127-17 “con cui il Comune di Pisticci, per far fronte alle proprie esigenze di personale, ha fatto convenzione con il Comune di Bernalda per attingere dalle graduatorie dei concorsi espletati dal Comune di Bernalda”, ritenendo che “non esistono motivazioni politiche e amministrative per dare corso a tali convenzioni”. 
Inoltre, hanno richiamato “i conflitti di interessi emersi dalle predette convenzioni e denunciate a mezzo stampa da esponenti politici e non delle due comunità interessate”.    
Piero Miolla

venerdì 4 maggio 2018

Caso acqua ai trialometani: nel territorio del Comune di PIsticci nessuna anomalia.



Non ci sarebbe alcuna criticità nell’acqua potabile che i cittadini utilizzano sia a Pisticci che a Marconia. Sul sito del Comune di Pisticci sono stati infatti pubblicati i risultati delle analisi autonome commissionate da Palazzo Giannantonio a un laboratorio privato accreditato. 
Scorrendo siffatti risultati, viene fuori che il livello dei trialometani è al di sotto della soglia di legge per entrambi i prelievi. Più nel dettaglio, nell’acqua il cui campione è stato prelevato dalla fontana pubblica di piazza San Rocco, a Pisticci paese, il livello complessivo dei trialometani è pari a 3,50, mentre in quella prelevata dalla fontana pubblica di via Sicilia, a Marconia, si attesta su 9,40. Il limite di legge, va ricordato, è di 30 e, dunque, stando ai risultati del laboratorio Sca di Marconia, cui il Comune di Pisticci ha commissionato le analisi, in entrambe le località il livello di questi solventi che vengono spesso utilizzati per la dissoluzione o l’estrazione di sostanze organiche, sarebbe di gran lunga inferiore a quello fissato dalla legge.
La notizia è dunque tranquillizzante per i cittadini, anche se la coscienza crescente sul tema dell’inquinamento di acqua, aria e ambiente tiene sempre tutti sul filo di lana. In buona sostanza, se è vero che questi risultati sono al di sotto delle soglie di legge, è anche vero che spesso la popolazione tende a non credere troppo alle rassicurazioni. Colpa di una tendenza che, come è noto, nella nostra regione è sempre stata verso l’accomodamento o la tranquillizzazione a prescindere, spesso poi smentite da fatti successivi. 
Naturalmente si tratta di una riflessione di carattere generale, che non vuole mettere in dubbio la veridicità di questi campionamenti, ma solo raccontare che il cittadino tende sempre, e giustamente, a voler vederci chiaro. Le analisi furono commissionate per capire se anche il territorio di Pisticci potesse essere coinvolto, e in che modo, dall’emergenza acqua ai trialometani, che ha interessato alcuni centri del Metapontino. 
Piero Miolla

mercoledì 18 aprile 2018

Feste patronali a Pisticci: appello del Comitato organizzatore.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota del Comitato Feste Patronali di Pisticci.
“Le feste patronali di Pisticci rappresentano il punto più alto in ambito civile e sociale del nostro territorio, con una importante funzione aggregativa.
Attualmente l’Associazione Feste Patronali San Rocco si trova in cammino con l’estremo bisogno di una comunità che la supporti. Infatti quello che emerge è che un gruppo di persone, così come si presenta oggi, non è in grado di sopportare sulle proprie spalle tutto il peso che questa festa richiede e avendo già avuto esperienza in passato, rimane consapevole che da soli non si è in grado di assicurare un risultato adatto alle circostanze e per questo, per non rendere inutile il lavoro di chi è dentro giovani e meno giovani, si vuole chiedere un contributo a tutti.
Gli organizzatori, sacerdoti e laici, vogliono conservare la lunga tradizione delle feste di agosto e, quindi, si appellano a tutti i cittadini di Pisticci, che non devono essere latitanti, e nei confronti dei quali non sussistono veti. Per questo si chiede una partecipazione attiva sociale ed economica a tutto il tessuto cittadino, alle attività commerciali prima di tutto, alle autorità e ad ogni singola persona. Un aiuto consapevole del fatto che la festa è un traino per tutto il sistema paese. C’è bisogno di nuove forze pronte ad entrare nel gruppo per dare un apporto importante e vitale, appello rivolto soprattutto ai più giovani, che sono la speranza di questo paese. SE CI TENETE ALLE FESTE PATRONALI ORA È IL MOMENTO DI DIMOSTRARLO.
Per qualunque informazione o adesione potere contattare i membri dell'Associazione anche in privato.

Associazione Feste San Rocco Pisticci

venerdì 23 febbraio 2018

A Pisticci da qualche tempo esiste la scalinata del Tavernello.


L’hanno ribattezzata la “scalinata del vino da tavola o da cucina”. E’ la scala che da via Farini conduce a via Fronte Palmieri e, da qui, all’ascensore che porta in corso Margherita, a Pisticci. 
Il nomignolo trae fondamento dalla presenza, sempre più ingombrante, non solo di rifiuti in genere, quanto, soprattutto, di tetrapack che contenevano vino da tavola o, se si vuole, da cucina. Si tratta di quei vini venduti soprattutto nei supermercati, che alcuni utilizzano, appunto, per la cucina e altri, invece, per berlo a tavola. Che ci fanno tutti queste confezioni di tetrapack vuoti ai bordi della scalinata appena descritta? Evidentemente non sono arrivati qui da soli. 
Secondo alcuni testimoni ormai da qualche tempo pare che alcuni migranti abbiano preso l’abitudine di ritrovarsi proprio su queste rampe per consumare il loro frugale pranzo. Che poi tanto frugale non sarà, se viene sempre accompagnato dal vino. Si tratterebbe di alcuni di quei ragazzi che, solitamente, stazionano dinanzi a supermercati e discount per chiedere l’elemosina, i quali, all’ora di pranzo, avrebbero individuato questa scala per mangiare e, evidentemente, anche per bere. Probabilmente vino. Il tutto ci è stato segnalato da alcune persone che, abitualmente o meno, percorrono la suddetta scalinata. Queste persone, oltre ad aver visto i migranti pranzare qui, avrebbero soprattutto notato la presenza sempre più massiccia di immondizia, dalle consuete lattine a qualche sacchetto, da resti di noci ai citati tetrapak. 
Ora, precisato che chi scrive ha solo potuto verificare la presenza dei rifiuti e non anche quella dei migranti, e, dunque, sottolineato che non è possibile dare per certo che le confezioni di vino siano state effettivamente lasciate lì dagli extracomunitari, resta un dato di fondo: perché non si provvede alla pulizia di questa scalinata? Possibile che nessuno abbia notato le condizioni di questo luogo? 
La speranza, quindi, è che presto chi ha il compito di ripulire dai rifiuti lo faccia senza tentennamenti, così come chi ha quello di sorvegliare che la ditta ripulisca la scala faccia sentire la sua voce. 
Infine, è d’uopo una precisazione: chi scrive è mosso solo ed esclusivamente dall’interesse a fare bene il proprio dovere, che è quello di segnalare ciò che non va, senza guardare al colore politico di chi amministra o alle singole persone che ricoprono cariche. Sono, invece, totalmente da escludere altri fini o scopi. 
Pertanto, con la presente segnalazione non si vuole puntare il dito contro chicchessia o accusare persone, istituzioni o società, ma solo veicolare una notizia (nella fattispecie: la presenza di immondizia) a chi ha determinati compiti, affinché possa provvedere a migliorare la situazione.
Piero Miolla

giovedì 22 febbraio 2018

Canile di contrada Lavandaio: perché non funziona?

“Perché, nonostante i lavori per la sistemazione del canile comunale siano stati ultimati a maggio 2015, i cani continuano ad essere ospitati nel canile di Matera?” 
Il quesito arriva da Giovanni Mastronardi, storico esponente de “La Lista dei Cittadini”. Il quale ha segnalato la situazione nella quale, a suo dire, verserebbe il canile di proprietà del Comune di Pisticci, sito in contrada Lavandaio. La struttura, che può ospitare fino a 200 cani, fu seriamente danneggiata dall’alluvione di ottobre 2013, tanto da disporre il trasferimento temporaneo degli amici a quattro zampe nella struttura di Matera, di proprietà di “Elle e Elle”, società che già gestiva il canile di Pisticci. 
La gestione della struttura fu affidata “nel 2012 mediante gara di appalto, per un importo annuale di 360mila euro – ha ricordato Mastronardi -. Purtroppo a causa dell’alluvione furono trasferite anche le operazioni ambulatoriali come la micro-cippatura e la sterilizzazione. Si parlò di trasferimento temporaneo per permettere l’esecuzione dei lavori e rimettere in sicurezza il canile. 
A giugno 2015, non essendo ancora agibile il canile, si prorogò il contratto alla Elle e Elle per il tempo necessario all’esecuzione dei lavori e messa in sicurezza. Nel frattempo il progetto esecutivo per la sistemazione del canile fu approvato con delibera di Giunta 233-14, i lavori furono affidati ad aprile 2015 e a maggio fu preso atto del certificato di regolare esecuzione dei lavori, approvato lo stato finale, per un importo di 27.084 euro, e liquidati i compensi alla ditta esecutrice. Da tutto ciò si evince che i lavori per la sistemazione del canile si conclusero il 25 maggio 2015: da quel lontano giorno sono passati quasi 3 anni e, nel frattempo, il canile è stato oggetto di cannibalizzazione da parte di delinquenti che hanno portato via il cancello d’ingresso”. 
Morale della favola? “Poiché – ha concluso Mastronardi - gli amministratori sembrano non accorgersi di nulla, la Lista dei Cittadini chiede perché, nonostante i lavori ultimati, i cani continuano ad essere ospitati a Matera? Perché ad oggi non è ancora stata indetta la nuova gara di appalto per il servizio di gestione del canile? Spendiamo 36mila euro al mese per mantenere i cani a Matera: il risparmio che ne deriverebbe potrebbe essere utilizzato per servizi essenziali ai disabili, la manutenzione delle scuole, la sistemazione della viabilità interna ed esterna ed altro ancora”.    
Piero Miolla