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giovedì 20 dicembre 2018

Aumentano in Basilicata le donne d'impresa under 35. Matera fa ancora meglio



In Basilicata il 12,9% delle imprese è guidato da giovani donne under 35. Lo ha reso noto l’Ufficio Studi Confartigianato, sottolineando che, alla fine del 2017, Matera e provincia si collocano al di sopra della media regionale (13,8%), tanto da rientrare tra le prime 20 province italiane con maggiore presenza di imprenditoria rosa.
“La crescita del lavoro autonomo femminile – ha sottolineato Rosa Gentile, delegata di Confartigianato ai Movimenti Donne e Giovani - è guidato dalle imprenditrici artigiane, il cui numero è aumentato dell’1,9% negli ultimi 10 anni. Un record in Europa e nella classifica regionale per tasso di femminilizzazione: dopo il Molise segue la Basilicata con il 26,8%. Producono il 2,2 % della ricchezza del Paese e il 18,3 % del valore aggiunto artigiano: complessivamente 27 miliardi e mezzo di euro. Le imprenditrici artigiane sono un motore vivace nell’economia italiana, sempre più al femminile, womenomics, termine in voga nel mondo anglosassone.
Si distinguono dai colleghi di genere maschile per età media inferiore, titolo di studio mediamente più elevato, maggiore adattabilità ai mutamenti dell’economia e della società. Ma la strada verso il potere è in salita, con un apprendistato decisamente lungo prima di assumere ruoli di responsabilità dirigenziale. Con l’avvio della Camera di Commercio Basilicata adesso le attese ed aspettative sono rivolte alla costituzione del comitato per l’imprenditoria femminile che deve diventare lo strumento per rafforzare questa tendenza attraverso programmi e progetti specifici.
L’analisi di genere indica inoltre che la componente giovanile è più rappresenta all’interno delle imprese femminili: la quota è pari infatti al 12,9% e supera di 3,9 punti percentuali l’8,9% rilevato per le imprese maschili. La maggiore presenza di giovani nelle imprese femminili si coniuga con la maggiore quota di laureate che è pari al 39,6% del totale delle lavoratrici indipendenti, pressoché il doppio del 21,6% degli uomini. La quota di imprenditrici e lavoratrici autonome laureate è salita di 5,7 punti in cinque anni.
Prendendo a riferimento i principali settori – ognuno con oltre 5.000 imprese femminili registrate – le incidenze maggiori delle imprese giovanili si rintracciano nelle Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative con il 18,9%, nei Servizi di ristorazione e nelle Altre attività di servizi per la persona e con il 17,5%; quest’ultimo comparto, ad alta presenza di artigianato, comprende le imprese di lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia, parrucchieri e trattamenti estetici, centri per il benessere fisico, sgombero di edifici, tatuaggio e piercing, servizi non veterinari per gli animali da compagnia.
Ma – ha ricordato Gentile - non è così naturale trovare un lavoro dipendente. Una donna molto scolarizzata, che ha fatto dei master, che sa fare qualcosa e non trova un lavoro, o decide di andare all’estero o decide di rimanere sul suo territorio e fare quello che sa. E’ questa la ragione del gran numero di imprenditrici donne in Italia, che pongono il Paese in testa in Europa. E’ una risposta che in passato veniva data soprattutto al Sud –aggiunge - dove negli ultimi anni sta diminuendo con dati preoccupanti, e ora sta facendo la stessa cosa al Nord. E’ fondamentale continuare a fare delle politiche non finalizzate solo alle start up innovative. Bisogna fare in modo che l’imprenditoria femminile possa nascere e continuare anche a crescere, anche dal punto di vista “mentale” e non solo numerico. Poi la scelta della dimensione deve essere interna all’azienda”.
Piero Miolla

giovedì 13 dicembre 2018

Confartigianato: a Milano manifestano gli artigiani lucani, #QuellidelSì



Sono 8.067 le imprese lucane interessate a vario titolo al comparto opere pubbliche per un totale di 25.584 addetti con il numero maggiore nell’attività diretta delle costruzioni (4.243 imprese per 11.410 dipendenti) seguita dal manifatturiero (2846 per 10.340 addetti). Sono questi i numeri più rilevanti per spiegare la presenza oggi a Milano della delegazione di Confartigianato Basilicata, di artigiani e piccole imprese, manifestare a sostegno dello sviluppo dell’Italia. Lo slogan scelto #QuellidelSì – ha spiegato Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato – esprime meglio di ogni altra cosa la nostra volontà di rilanciare al governo un messaggio a sostegno della crescita del Paese. Uno sviluppo che passa, inevitabilmente, dalla realizzazione delle opere infrastrutturali, di cui si è parlato a fondo nel corso della manifestazione. Sempre in Basilicata sono 33 le grandi opere incompiute per un valore complessivo di 94 milioni di euro (importo medio 2,8 milioni di euro). Ma non solo. La crescita – aggiunge Gentile - passa anche per l’alleggerimento di una burocrazia che pesa ancora troppo sulle spalle delle micro e piccole imprese e per reti e connessioni per il trasferimento dei dati e della conoscenza. La Basilicata detiene, insieme ad altre regioni, il triste primato della durata netta dei lavori di opere pubbliche: 5,7 anni complessivi di cui 3,2 anni solo per la progettazione. E se ciò non bastasse la nostra regione ha un altro primato fortemente negativo: “il buco del tubo”, vale a dire rileva la perdita di almeno la metà dell'acqua immessa nelle reti idriche (56,3%) sempre a causa di programmi e progetti che riguardano i sistemi idrici bloccati da anni per scarsità di risorse finanziarie. Per non sottovalutare che in tema di infrastrutture l’alta velocità si è fermata ad Eboli.
“La manifestazione di oggi è stata – dice la dirigente Confartigianato - una grande dimostrazione di quanto il mondo della micro e piccola imprenditoria artigiana sia unito per sostenere la crescita dell’Italia e sia unito nel chiedere, ancora una volta, che si affermino le condizioni di sviluppo del Paese. Per questo motivo, oggi, abbiamo lanciato il nostro messaggio, forte e chiaro. Un messaggio totalmente positivo, esclusivamente a sostegno della crescita economica dell’Italia. Ma che non può prescindere da un impegno concreto a supporto delle nostre piccole imprese, dalle quali dipende lo sviluppo e la competitività in Europa. Un messaggio a cui non si può rimanere indifferenti”.
Un’occasione, dunque, anche per sollecitare quanto già chiesto ai tavoli ministeriali di questi giorni: “Quando parliamo di azioni concrete – spiega ancora  – ci riferiamo, per esempio, alla riduzione delle tariffe Inail, alla revisione del Codice degli appalti, con l’affidamento delle opere alle imprese “a chilometro zero” e l’innalzamento delle soglie per l’assegnazione diretta. Ma parliamo anche dell’innalzamento della deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali delle imprese, della sostituzione del Sistri con un sistema di tracciabilità dei rifiuti realmente efficace. Parliamo anche della proroga del super ammortamento che ha permesso a molte imprese di essere più competitive rinnovando i beni strumentali, e il rifinanziamento del credito d’imposta per la formazione digitale previsto dal Piano Impresa 4.0”.

Siamo “Quelli del sì” che vogliono mandare avanti l’Italia in Europa e nel mondo, siamo quelli che, dopo gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a produrre “valore artigiano” e a rimanere nel gruppo di testa delle imprese competitive europee. Sì agli investimenti che mancano, soprattutto al Sud. Ma in particolar modo sì alla manutenzione dell’esistente. Manca la cultura della manutenzione dei manufatti e delle infrastrutture. Se non si riacquista la cultura della manutenzione, è inutile costruire ponti e scuole. Gli uffici pubblici stanno cadendo a pezzi.

lunedì 10 dicembre 2018

Antichi mestieri in Basilicata, Gentile (Confartigianato):"Scongiurarne la scomparsa"



Sono 723 le botteghe-ditte artigiane di mestieri antichi che in Basilicata, al secondo semestre 2018, resistono ai tempi di crisi, con un peso femminile e giovanile rispettivamente del 17,4% e del 7,4%. A riferirlo è Confartigianato Potenza, che attraverso il suo Centro Studi ha rielaborato su scala regionale e provinciale i dati di un rapporto della Camera di Commercio di Milano che ha fatto un censimento delle iscrizioni agli albi delle Cciaa di tutte le regioni.
A livello territoriale, le botteghe di mestieri antichi sono 473 in provincia di Potenza e 250 in provincia di Matera. Al primo posto figurano panetterie e pasticcerie con 422 imprese attive (263 nel Potentino e 159 nel Materano), seguite dalle lavanderie (161 di cui 112 in provincia di Potenza e 49 in quella di Matera), sartorie (86 di cui 54 in provincia di Potenza e 32 in quella di Matera). Resistono 43 calzolai (28 a Potenza e 15 a Matera), 27 orologiai (16 a Potenza e 11 a Matera), 12 riparatori di oggetti in metallo e 2 artigiani del vetro artistico. Le figure artigiane a rischio estinzione sono quelle dell’arrotino ambulante, del calderaio stagnino che ripara le pentole, dell’artigiano del rame, del calzolaio, del maniscalco per cavalli da corsa o bovini, di chi costruisce canestri o ripara ombrelli, dei falegnami.
“Per scongiurare la definitiva scomparsa degli antichi e preziosi mestieri, simbolo di ingegno, creatività, professionalità, conoscenze – ha dichiarato Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato – puntiamo a favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso i giovani, il ricambio generazionale e stimolare la nascita di una nuova imprenditoria, i processi di innovazione e di internazionalizzazione delle imprese, nonché lo sviluppo di reti su base locale. I giovani, complici talvolta le normative di settore, troppo spesso sono stati disincentivati dall’apprendimento di certi mestieri come il panificatore. Questo antico e ben remunerato mestiere sta andando a scomparire per mancanza di candidature, lavoro duro, faticoso specie per gli orari e i turni notturni. Segnali incoraggianti vengono da Matera, dove il pane è diventato da qualche tempo un simbolo importante e un bene a cui i turisti che tornano a casa non rinunciano di acquistare direttamente in panificio”. Altri comparti che per Confartigianato hanno un mercato sono: abbigliamento, ristorazione, artigianato artistico, grande distribuzione organizzata, legno, meccanico, stampa, innovazione e artigianato digitale (realtà produttive che utilizzano tecnologie e strumenti innovativi quali stampa 3D, software dinamici, tecnologie di open hardware, lavorazioni digitali quali il taglio laser e la fresatura a controllo numerico). Per quanto riguarda le attività da promuovere le Botteghe di filiera che coinvolgono aziende integrate in senso verticale operanti nell’intero ciclo di vita di un prodotto dei settori abbigliamento/moda, agroalimentare-enogastronomia-ristorazione, legno-arredocasa e quelle dell’artigianato digitale che impiegano tecnologie digitali per la fabbricazione di nuovi prodotti o per lo sviluppo di processi produttivi non convenzionali, con particolare riferimento a: modellizzazione e stampa 3D; strumenti di prototipazione elettronica avanzata e software dinamici; tecnologie di “open hardware”; lavorazioni digitali quali il taglio laser e la fresatura a controllo numerico.
“Oggi – ha aggiunto Gentile – domina un modello culturale che contrappone il sapere al saper fare, la conoscenza teorica alle competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che i giovani non trovano lavoro e le aziende non riescono ad assumere lavoratori. La situazione è addirittura paradossale: da un lato gli imprenditori non riescono a trovare manodopera qualificata, dall’altro abbiamo un esercito di giovani tra 15 e 29 anni disoccupati. La nostra azione, il nostro impegno sono pertanto finalizzati alla formazione rafforzando l’apprendistato in bottega e all’occupazione, con l’intenzione di far avvicinare i giovani al mondo dell’artigianato e il risultato ci rende orgogliosi, soprattutto di poter offrire un’opportunità ai giovani”.

sabato 17 novembre 2018

Nomine nella sanità lucana, Rosa (FdI): "Il centrosinistra ha paura di perdere le elezioni"



“L’operazione della nomina dei nuovi direttori generali delle Aziende Sanitarie lucane e la conferma alla guida dell’Arpab di Iannicelli confermano la paura del centrosinistra lucano di perdere le prossime elezioni regionali”. Lo ha dichiarato il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Gianni Rosa.
Che poi ha aggiunto: “È una manovra politicamente scorretta che dimostra la scarsa caratura di chi ci ha governato per vent’anni. Senza entrare nel merito della qualità e della competenza dei nuovi Direttori Generali, una cosa è chiara a tutti: il tentativo del Pd lucano di esercitare fino all’ultimo quel residuo di potere che ancora detiene.
Questo atteggiamento della Giunta, a qualche mese dal cambio di governo è, oltre che di cattivo gusto, anche inopportuno. Sono gli ultimi colpi di coda per tentare di mettere un piede nel prossimo Governo regionale, sottraendo la possibilità di scelta a chi governerà la Basilicata per i prossimi cinque anni.
Ma ancor di più, questo gesto conferma un dato essenziale: il provvedimento di commissariamento non aveva ragion d’essere se non quella di confermare, in spregio della legge, l’ex commissario Maglietta. Ricordiamo che l’istituto del commissariamento è previsto per ipotesi di eccezionalità e straordinarietà. La nomina dei commissari era stata giustificata da Pittella con l’attuazione della riforma sanitaria. Si trattava di una becera scusa. Infatti, la riforma non è stata ancora attuata ma, oggi, si ritorna alla normalità e vengono nominati dei direttori sanitari. Per magia, il commissario non è più necessario.
È l’ennesima dimostrazione che il centrosinistra lucano ha trattato la Sanità come un “postificio”.
Per non parlare della riconferma di Iannicelli che non si è dimostrato all’altezza, in questi anni, del compito affidatogli. Il masterplan è ancora inattuato. Iannicelli non fa altro che scaricare le responsabilità sugli altri. L’unica cosa di cui si è occupato, l’implementazione dell’organico attraverso l’assunzione degli interinali, è stato un pasticcio che ha destato non pochi dubbi sulla bontà delle selezioni. E l’emergenza ambientale che affligge la nostra Regione è ben lontana dal trovare una soluzione. Solo per questo, avrebbe dovuto essere rimosso. E invece, a poche settimane dal rinnovo di Governo, ce lo ritroviamo premiato con una riconferma.
In poche parole, siamo di fronte all’ennesima beffa del “Sistema Basilicata” creato dal Pd. Al Governo, ci impegneremo a smantellarlo pezzo per pezzo”.

martedì 25 settembre 2018

Convention Donne Impresa, Gentile (Confartigianato): "Diamoci credito"


 
Imprenditrici informate e consapevoli nella gestione finanziaria della propria azienda: è l’obiettivo che Donne Impresa Confartigianato si è posto con la Convention dedicata quest’anno ad analizzare le nuove regole del sistema del credito, gli effetti sull’attività d’impresa e le novità sul fronte degli strumenti digitali. L’educazione finanziaria delle imprenditrici è una tappa dell’impegno di Donne Impresa Confartigianato all’insegna della sostenibilità per costruire un modello di piccola impresa femminile capace di reggere le nuove sfide dell’economia e della società e, contemporaneamente, per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo ‘Uguaglianza di genere’ indicato nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Proprio alla vigilia della prima edizione del Mese dell’educazione finanziaria, promosso ad ottobre dal Governo, la Convention ha offerto risposte sui nuovi criteri di valutazione del sistema bancario e il loro impatto sul rating aziendale, sulle conoscenze necessarie in tema di credito per richiedere e gestire un finanziamento, sulle informazioni e i comportamenti aziendali che incidono sul buon esito di una richiesta di credito, sulle potenzialità del micro credito e sui i nuovi strumenti utili alle piccole imprese. A questo proposito, Artigiancassa dedica in esclusiva a Donna Impresa Confartigianato un nuovo progetto di educazione finanziaria che dai prossimi mesi vedrà i gruppi del Movimento coinvolti in una formazione mirata alle micro e piccole imprese e alle imprese artigiane guidate da donne con simulazioni banca/imprenditrice, esempi concreti, materiali didattici e l’offerta di un prodotto ad hoc per le imprenditrici.
“Favorire l’educazione finanziaria delle imprenditrici – è il commento di Rosa Gentile, delegata di Confartigianato nazionale ai Movimenti (Donne e Giovani) - è una tappa dell’impegno del movimento all’insegna della sostenibilità per costruire un modello di piccola impresa femminile capace di reggere le nuove sfide dell’economia e della società.  “Qualsiasi cosa facciano le donne devono farla due volte meglio degli uomini per essere apprezzate la metà. Per fortuna non è una cosa difficile!”. Le parole – ironiche, ma non del tutto – di Charlotte Witton, una delle prime donne sindaco in Canada, onorano in qualche modo ancora oggi i grandi risultati delle donne. Ma niente può riuscirci come i risultati stessi: la crescita del lavoro autonomo femminile è guidato dalle imprenditrici artigiane, il cui numero é aumentato del 2% negli ultimi 10 anni. Un record in Europa e nella classifica regionale per tasso di femminilizzazione dopo il Molise seguono la Basilicata con il 26,8% e l’Abruzzo con il 25,9%. Solo in Basilicata le imprese di donne sono oltre 16mila. Gentile riferisce che è stata creata una community che oltre a sostenere la rete , valorizza la storia delle aziende ed evidenzia le competenze delle imprese.
Ma gli ostacoli per le donne-titolari di pmi non mancano.Confartigianato ha calcolato che il tasso di occupazione delle donne senza figli e' pari al 55,5%, ma scende al 52,8% per le donne con figli. Addirittura il tasso di occupazione scende al 44,7% per le donne con figli tra i 25 e i 34 anni. Conciliare lavoro e famiglia è un grande problema per le imprenditrici artigiane: il 44,3% denuncia difficoltà penalizzanti nel dividersi tra gli impegni lavorativi e la cura della famiglia. 

mercoledì 6 giugno 2018

Gianni Rosa: "Non c'è alcuna emorragia in Fratelli d'Italia verso la Lega"



“Non c’è nessuna emorragia in Fratelli d’Italia: solo una persona ha deciso di passare alla Lega. Se la matematica non è un’opinione, quindi, quando diciamo che è una sola persona di questo si tratta”. Gianni Rosa, capogruppo di Fdi-An in Consiglio regionale, ha commentato la situazione in divenire nel centrodestra lucano. “Ho letto di svuotamento del nostro partito: in realtà, questo problema non esiste. Evidentemente c’è del rancore nei nostri confronti da parte di qualcuno. Certo, dispiace per la Cimadomo, che è una bravissima persona ed un’amica, ma ha fatto una scelta personale. Da qui a sostenere che c’è un’emorragia, però, ce ne passa. All’interno del nostro partito non c’è nessuna preoccupazione, anzi. Posso dire che, mentre una persona ha deciso di abbandonare per passare alla Lega, tante altre, invece, ci chiedono di entrare in Fdi. E allora, di cosa parliamo?” Per l’esponente del partito di Giorgia Meloni, piuttosto, è tutto il centrodestra ad avere in questo momento storico un appeal non da poco, visto che, come ha sostenuto, anche a Fdi arrivano richieste di tesseramento. “E’ evidente che la Lega viva un momento di assoluto favore anche grazie alle televisioni. Per quanto ci riguarda, invece, posso dire che tutti i progressi che abbiamo fatto registrare dipendono solo ed esclusivamente da quanto hanno saputo fare i dirigenti territoriali in loco”. Infine, il tavolo del centrodestra per le prossime elezioni. “Sono due mesi che sto sollecitando tutto il fronte, Lega compresa, a sederci intorno a un tavolo per programmare le prossime regionali: purtroppo, però, fino ad ora non ha avuto riscontri”.

sabato 3 marzo 2018

A Marconia il Marzo in Rosa del Cecam


Sfuggire da una certa retorica che, di solito, avvolge le manifestazioni dedicate al tema della donna. Con questi obiettivi e per il quarto anno consecutivo, il Cecam (Centro cultura e arte in Magna Grecia) di Marconia propone la manifestazione denominata “Marzo in Rosa”, un’occasione di confronto per riflettere sulla condizione “al femminile”. 
Si parte oggi alle 18 con “Parole di donne” un reading di Anna Maria Caputo, Maddalena Corigliano, Maria D’Agostino, Maria De Michele, Maria Di Tursi, Maria Antonietta D’Onofrio, Margherita Gaeta, Rosa Gialdino, Grazia Giannace, Francesca Lacalamita, Rosa Loponte, Fausta Losquadro, Antonella Santulli, Maria Taddei, Angela Uricchio, Anna Maria Basso, Novella Capoluongo, Lucia Di Tolla, Ione Garramone, Alba Montagnuolo, Beatrice Nolè. 
Il secondo appuntamento, in programma dal 10 al 12 marzo, con apertura al pubblico dalle ore 18 alle ore 21, riguarderà, invece, la nobile arte della pittura. Si tratta di una collettiva dal titolo “La vita è a colori”: prevista l’esposizione delle opere di varie artiste come Irene Albano, Anna Maria Caputo, Graziella Carbone, Rosa Cudemo, Domenica Del Monte, Grazia Giannace, Irene Grieco, Lucia Lopatriello, Maria Grazia Montano, Maria Santarsiero, Rosa Schiraldi, Maria Grazia Tarulli, Teresa Tornese, Irene Viggiano, Cinzia Zambrella. 
Infine l’ultimo appuntamento, in programma il 17 marzo, quando ci sarà la presentazione del romanzo “Quadretti d’Acciaio”, di Anna Cestaro, ispettrice interregionale della Polizia Penitenziaria, edito da editrice Ermes di Potenza, con la prefazione di Raffaele Nigro. 
Tutti gli appuntamenti di “Marzo in Rosa” saranno introdotti e moderati dalla vice presidente del Cecam, Grazia Giannace, dopo i saluti del presidente della stessa associazione, Giovanni Di Lena. A seguire, poi, gli interessanti interventi delle istituzioni, rappresentate nell’occasione dall’assessore comunale alla Cultura, nonché vice sindaco, Maria Grazia Ricchiuti, e di Nicola Pascucci, docente nonché esponente dell’emittente Radio Laser. 
Piero Miolla 


domenica 14 gennaio 2018

Dimensionamento: non esaminato emendamento su Pisticci presentato da Gianni Rosa

Lo sciopero della scuola contro i furbetti del dimensionamento. Lo ha deciso, per domani alle 9.30, la rappresentanza dei genitori delle scuole del comprensivo Flacco di Marconia, in accordo con il sindaco di Pisticci, Viviana Verri. La data non è casuale: proprio domani, infatti, il Consiglio regionale delibererà in via definitiva sul dimensionamento scolastico e, per evitare che vengano smembrate le scuole del comprensorio di Pisticci e quelle di Craco, gli alunni si asterranno dalle lezioni e, insieme ai loro genitori, manifesteranno pacificamente per far arrivare a Potenza le loro richieste. “Abbiamo deciso di prendere parte ad un raduno simbolico degli alunni delle scuole del territorio – ha spiegato il sindaco Viviana Verri - che, insieme all’Amministrazione, vogliono lanciare un forte segnale al Consiglio regionale, che in quelle ore sarà chiamato a deliberare, perché la volontà del territorio sia rispettata e vengano tutelati i nostri studenti”. Insomma, sale la tensione e la forma di protesta nel comprensorio di Pisticci, per evitare che, come spesso accade, dall’alto si faccia finta di niente per tenere contenti delfini e affini, evitando di riscontrare le istanze dei territori. Sul tema, va ricordato, si dibatte da giorni e, da ultimo, la questione è già approdata a via Anzio, dove sia il sindaco Verri che il primo cittadino di Craco, Giuseppe Lacicerchia, e la rappresentante del consiglio d’istituto del Flacco, Mirna Mastronardi, sono stati auditi: tutti e tre hanno ribadito che, anche in ossequio al deliberato del Consiglio comunale di Pisticci, le scuole di questo comprensorio non devono subire alcun dimensionamento, avendo, peraltro, tutte i numeri per rimanere così come sono. Una posizione fatta propria dal consigliere regionale di Fdi-An, Gianni Rosa, il quale ha presentato un emendamento in quarta commissione, ribadendo, di fatto, la posizione citata. La commissione, però, ha deciso di non discutere gli emendamenti rinviando tutto a domani, quando il Consiglio regionale dovrà mettere il punto alla questione. Il timore, a Pisticci, Marconia e Craco, è che passi l’emendamento proposto dal gruppo del Pd, che prevede che le scuole di Craco restino accorpate al padre Pio di Pisticci a condizione che al termine del periodo di preiscrizioni (che parte il 16 gennaio) per il prossimo anno scolastico, l’utenza di Montalbano Jonico non scenda sotto le 600 unità, circostanza dai più ritenuta complicata. In caso contrario, le scuole di Craco dipenderebbero dal comprensivo di Montalbano Jonico e, di conseguenza, le sezioni D ed E della Flacco di Marconia verrebbero accorpate a Pisticci. 
Piero Miolla 
 

giovedì 9 novembre 2017

Lavoro: il 25 novembre torna in tutta Italia "Filiale in Rosa", l’iniziativa firmata Assosomm dedicata alle donne che cercano lavoro


Sottolineare, ancora una volta, il ruolo proattivo delle Agenzie per il Lavoro nei confronti di chi oggi è in cerca di occupazione o di chi desidera cambiarla. E’ l’obiettivo di “colazione in filiale”, l’iniziativa, promossa da Assosomm, l’Associazione di categoria che raggruppa molte Agenzie in tutta Italia, che coinvolgerà 159 filiali di Agenzie per il Lavoro, che sabato 25 novembre apriranno le porte oltre il consueto orario per accogliere tutte le donne che avranno prenotato un colloquio di orientamento professionale. “Troppo spesso le Agenzie per il Lavoro sono accusate di essere dispensatrici di precarietà – ha spiegato Rosario Rasizza, presidente di Assosomm -. Il nostro obiettivo è quello di far comprendere quanto ruolo giochiamo innanzi tutto nel valorizzare il talento delle persone attraverso colloqui professionali in grado di orientare i candidati, indirizzandoli nelle aziende giuste. Le missioni lavorative che offriamo, inoltre, hanno spesso una durata limitata nel tempo, ma sono quanto di meglio per entrare nel mercato del lavoro in modo regolare e per farsi conoscere e apprezzare. I dati in nostro possesso ci indicano chiaramente quanto l’Agenzia per il Lavoro rappresenti un canale di accesso privilegiato per trovare impiego in pianta stabile. O per sperimentare più ambiti, sempre con la garanzia di lavorare con tanto di contributi versati e previdenza sociale attivata. Con questa iniziativa vogliamo rivolgerci in particolar modo alle donne, in una giornata, fra l’altro, particolarmente significativa, visto che cade, non casualmente, nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Si tratta del nostro modo di contribuire all’indipendenza economica delle donne, una condizione molto spesso difficile da raggiungere e che è causa dell’impossibilità di staccarsi da situazioni familiari ingiuste quando non, per l’appunto, caratterizzate da violenza. Non faremo nulla, dunque, di diverso rispetto a quanto già facciamo ogni giorno – ha concluso Rasizza -: semplicemente lo faremo ancora una volta, creando un momento di convivialità che speriamo possa avvicinarci con la propositività che desideriamo alla nostra utenza”. Filiale in Rosa è alla sua seconda edizione. Tutte le donne interessate possono prenotare la propria “colazione in filiale” presso la sede più vicina. L’elenco delle filiali aderenti è riportato sulla home page del sito www.assosomm.it. Tutte le donne sono invitate a condividere i propri pensieri sull’esperienza su Twitter  con l’apposito hastag #filialeinrosa2017. (p.miol.)