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venerdì 30 novembre 2018

Dimensionamento scolastico, Verri: "La Regione ha deciso di non decidere. Ci rivolgeremo al Governo"



"Prendiamo atto che una Regione che, a mandato ormai terminato, nomina dirigenti e proroga incarichi si accorge di non poter adottare atti programmatori perché è in prorogatio. Prendiamo anche atto che si preferisce non decidere e ignorare le sorti delle scuole pisticcesi, in balia dei numeri che anno per anno diminuiscono e che, lasciando le cose così come stanno, potrebbero portare un comune di quasi 18.000 abitanti a perdere la dirigenza di una scuola". Così il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, dopo aver appreso che la quarta commissione consiliare della Regione Basilicata ha deciso di non approvare la delibera adottata dalla Giunta comunale pisticcese in merito al tema del dimensionamento scolastico. 
"Inascoltata non solo l’Amministrazione ma anche i genitori, perché sostanzialmente si è deciso di non decidere e affidarsi solo al naturale corso delle cose. Per la Regione però questa non è un’urgenza. Ci rivolgeremo quindi al Governo, chiedendo di modificare una legge che costringe le amministrazioni a farsi la guerra dei numeri e, paradosso pisticcese, a scatenare guerre interne tra le comunità".


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Dimensionamento scolastico: i genitori del Padre Pio di Pisticci scrivono a Cifarelli

Dimensionamento scolastico a Pisticci, per Italia Madre Il sindaco divide la comunità

 

martedì 27 novembre 2018

Dimensionamento scolastico: i genitori del Padre Pio di Pisticci scrivono a Cifarelli



Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera, a firma dei genitori del comprensivo Padre Pio di Pisticci, in merito al tema del dimensionamento scolastico.


"Gentilissimo assessore Cifarelli,
noi genitori del Padre Pio da Pietrelcina torniamo a scriverLe a proposito dell'ormai tanto discussa vicenda relativa al dimensionamento scolastico, una vera emergenza per la comunità di Pisticci, che solo occhi miopi non vogliono vedere.
Nell'ultima settimana la stampa locale ha riportato due lettere a Lei indirizzate, provenienti dai docenti e dai genitori del Flacco che Le prospettano una realtà certamente non veritiera, utilizzando toni astiosi e, a nostro parere, poco consoni a degli educatori.
Abbiamo infatti letto, basiti, la dichiarazione di guerra proveniente da coloro che dovrebbero educare i nostri figli: leggiamo che l'istituto Monreale diventerebbe una sorta di "testa di ponte" funzionale ad una "guerra permanente finalizzata all’accaparramento di iscrizioni all’uno o all’altro istituto", che i bambini verrebbero utilizzati come “oggetti utili a rimpinguare il numero degli iscritti da innalzare in un vessillo: QUOTA 600” e frase, ancora più grave, “se è guerra, sarà guerra!”.
Ma da chi sarebbero formati gli eserciti contrapposti? Da una parte gli allievi del Padre Pio da Pietrelcina che potrebbero trovarsi con una scuola sotto dimensionata già dalle prossime iscrizioni all'anno scolastico 2019-2020, poiché il numero degli alunni, già oggi, 28 novembre 2018, è pari a 597 ed è in continuo decremento. Dall'altra parte gli allievi del Flacco che, lasciando inalterato l'attuale piano di dimensionamento, si potrebbero trovare con una Scuola Secondaria di 1° grado divisa tra due dirigenze, come da proposta formulata dalla dirigente scolastica del Flacco, disposta a “cedere” le sezioni D ed E della Scuola Secondaria di 1° grado di via Quattro Caselli al Padre Pio da Pietrelcina, pur di mantenere il plesso di Monreale.
La domanda che ci poniamo è: "Cui prodest?".
La tanto paventata perdita della continuità didattica degli alunni del Flacco, in caso di assegnazione alla dirigenza di Pisticci del plesso di Monreale, non è infatti un effetto automatico, ma avverrebbe solo nel caso in cui gli insegnati di Monreale preferissero rimanere nella graduatoria del Flacco, anziché continuare ad insegnare nelle classi di Monreale entrando nella graduatoria del nuovo istituto.
Pertanto gli insegnati di Marconia per essere coerenti con le loro affermazioni dovrebbero rimanere nei plessi di attuale permanenza così la continuità didattica, agli alunni, non verrà meno.
Noi genitori abbiamo ben compreso che i numeri sono un'emergenza reale ed attuale e che non abbiamo certamente il tempo di sperare in una deroga al limite dei 600 alunni previsto per il mantenimento dell'autonomia scolastica dei comuni non montani come Pisticci.
Di certo non possiamo permettere, e non lo permetteremo, che i nostri figli perdano le opportunità didattiche e la qualità dell'offerta formativa di una scuola dove è presente il dirigente scolastico, come abbiamo già illustrato nella nostra precedente missiva a Lei indirizzata.
Siamo certi che la sensibilità e il buon senso, subito mostrati da Lei (e dai componenti dei tavoli inter istituzionali ) verso gli alunni del comune di Pisticci negli incontri tenutisi con i genitori di entrambi gli istituti lo scorso agosto, in pieno periodo feriale, non è dovuta all'indennità di carica (stipendio) che percepisce come assessore regionale, ma alla Sua disponibilità verso un problema di cui ha colto subito, e di questo La ringraziamo, la delicatezza e l'importanza per il futuro della comunità.
Confidiamo, dunque, che il Consiglio Regionale saprà decidere senza farsi condizionare da proclami di guerra e continui travisamenti della realtà e che si possa finalmente mettere un punto fermo, ispirato alla tutela degli alunni di tutto il territorio di Pisticci, su una vicenda che ha generato un’insana conflittualità nell'ambito di un'unica comunità, offrendo ai nostri figli un pessimo insegnamento".
I genitori dell’I.C. Padre Pio da Pietrelcina

sabato 24 novembre 2018

Dimensionamento scolastico: appello di genitori e insegnanti del Flacco alla Regione



Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta all’assessore regionale Cifarelli "contro la volontà di smembramento dell’I.C. Quinto Orazio Flacco di Marconia".

"Illustre assessore Cifarelli,
occuparsi del bene della collettività è di certo il compito più bello ed importante che una persona possa ricoprire.
Sia noi che Lei, assessore, rivestiamo questo ruolo, in quanto eletti dalle persone che rappresentiamo, con un’unica grande differenza: lei, assessore, è pagato con i soldi pubblici per amministrare la cosa pubblica a beneficio dei cittadini, mentre noi - rappresentanti dei genitori nell'I.C. Quinto Orazio Flacco di Marconia - svolgiamo il nostro ruolo gratuitamente, a tutela dei nostri figli. Eppure non ci risparmiamo. Per noi, assessore, il bene degli alunni della nostra scuola è di gran lunga più importante di qualunque stipendio.
Anche ora, mentre Le scriviamo, l'unico intento che ci guida è quello della tutela della nostra comunità scolastica.
Un anno fa, su sua proposta, la Giunta regionale varava le “Linee guida per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche della regione Basilicata per il triennio 2018/2021”, nelle quali veniva fissato in 600 il numero minimo degli alunni che consentisse la "tutela" di una dirigenza.
Come sa bene, nelle Linee Guida Pisticci NON rientrava tra le criticità e non avrebbe potuto essere diversamente, visto che entrambi i comprensivi contavano un numero di alunni tale da non costituire in alcun modo pericolo per le dirigenze. 
Al contrario di quanto indicato nelle Linee Guida che la Giunta Regionale ha varato, però, ci siamo ritrovati catapultati in una sorta di commedia degli orrori, nella quale è accaduto tutto e il suo contrario e dove una sola è stata la certezza: la volontà di “staccare” una intera scuola dal nostro comprensivo (la scuola primaria di Monreale) per farne “dono” al Comprensivo di Pisticci.
E perché mai? - chiederebbe legittimamente un lettore che non conosca la vicenda. Perché staccare una scuola dal suo comprensivo per annetterla ad altra scuola, se i numeri fissati per legge non richiederebbero alcun intervento? Perché mai LEDERE la tranquillità degli alunni, senza una reale necessità?
Perché sa, assessore... a dispetto di quello che qualche furbetto (che fa leva sulla poca informazione) va millantando in giro, se la sciagurata ipotesi del distacco di Monreale venisse attuata, buona parte degli alunni delle nostre due primarie perderebbe la continuità didattica, a causa della nuova graduatoria che andrebbe a crearsi. Non temiamo smentite. Siamo stati costretti a studiare normativa e regolamenti, sentenze e procedimenti amministrativi. Molti dei nostri figli PERDEREBBERO LA CONTINUITA' DIDATTICA in una età in cui il maestro della primaria rappresenta un pilastro per la crescita di ogni bambino.
E invece assessore, a dispetto anche delle garanzie che Lei in persona più volte ci ha fornito, e nonostante il dimensionamento non sia un tema di attualità, a livello regionale continuate a perseguire questo piano ingiustificato ed ingiustificabile, fornendo come unica spiegazione la seguente: sull'intero territorio di Pisticci sono presenti circa 1600 alunni che, per sopperire al tasso maggiore di denatalità registrato a Pisticci paese, vanno divisi algebricamente per due. Come se i bambini fossero un gregge di pecore. 
Non crediamo, assessore, che sia questa la ratio dei piani di dimensionamento della rete scolastica, i quali invece dovrebbero essere redatti in attuazione di una misura finalizzata a “garantire la continuità didattica”, ma anche, come specificato dal MIUR, rispondenti “a finalità di contenimento della spesa pubblica”.  
In questo accanimento morboso contro la primaria d Marconia, non riscontriamo contenimenti di spesa pubblica e meno che mai tutela della continuità didattica per i nostri alunni/figli.
In questa nostra, assessore, vi è la supplica a non lasciare che l'opinione pubblica finisca per credere che le leggi non siano uguali per tutti, ma deliberate ad personam.
Già nello scorso mese di gennaio noi genitori abbiamo seguito con apprensione i lavori del consiglio regionale, chiamato a deliberare il piano di dimensionamento. Costernati, abbiamo ascoltato la Sua voce, assessore, mentre a nome della giunta regionale dava parere CONTRARIO agli emendamenti che provavano a tutelare i nostri bambini di Marconia, mentre si ASTENEVA sull'emendamento che chiedeva tutele per Salandra, agevolando - nei fatti - il voto del consiglio. E' così che per la scuola di Salandra - con appena 318 alunni - il Consiglio regionale ha previsto una deroga. 
Forse perché tra i banchi della maggioranza è seduto un consigliere regionale di Salandra?
Siamo certi che la motivazione non possa in alcun modo essere questa, ma Le chiediamo di non dare adito a simili sospetti nell'opinione pubblica.
A nome della popolazione studentesca che in qualità di rappresentanti dei genitori ci impegniamo a tutelare, chiediamo che per Pisticci paese venga utilizzato lo stesso metro utilizzato per Salandra, con la differenza che il Comprensivo di Pisticci paese conta ben 600 alunni, oltre quelli che frequentano una scuola dell'infanzia privata e che si iscriveranno alla primaria del Pietrelcina.
Si tenga anche conto del grave livello di dissesto idrogeologico che sta subendo l'abitato di Pisticci e che finisce per ripercuotersi negativamente sui progetti di vita delle famiglie residenti.
Per tali motivazioni, noi rappresentanti dei genitori e degli insegnanti, liberamente costituiti in comitato a difesa degli alunni del Quinto Orazio Flacco di Marconia, facciamo appello a Lei in quanto assessore competente, al Presidente e all'intera giunta regionale, oltre che alla IV commissione regionale e all'intero consiglio: poiché i numeri degli alunni iscritti negli istituti comprensivi di Pisticci e Marconia non sono tali da richiedere interventi e meno che mai tagli drastici, noi chiediamo di poter lasciare la situazione immutata, eventualmente con la previsione della medesima deroga utilizzata per Salandra, garantendo la continuità didattica ai nostri figli e salvaguardando un territorio che merita di essere tutelato e valorizzato, non danneggiato.
Chiediamo di tener conto di una petizione popolare che chiede alla Regione tutela per la nostra scuola e al Comune di individuare nuovi e meno dolorosi modi per affrontare il problema del calo fisiologico delle iscrizioni.
Il nostro appello è quello di confrontarsi con noi, persone comuni, elettori comuni ma anche portatori di interessi e di diritti (quelli dei nostri bambini) e di fare quello che un giusto amministratore dovrebbe fare: tutelare i più deboli e rendere le leggi uguali per tutti".
COMITATO DI GENITORI ED INSEGNANTI
A TUTELA DELL’I.C. QUINTO ORAZIO FLACCO
PER UNA SCUOLA UNITA

venerdì 28 settembre 2018

Dimensionamento scolastico, i docenti del Flacco: "No all'ipotesi prospettata dal Comune di Pisticci"



Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo una nota a firma del corpo docente del Flacco di Marconia.

“I sottoscritti, docenti dell’Istituto Comprensivo “Q. O. Flacco ” di Marconia, lette le motivazioni della delibera della Giunta comunale del Comune di Pisticci verbale n.164, prot.n.205 del 06/09/2018, avente in oggetto il “Piano triennale di dimensionamento scolastico 2018/2021, argomentazioni poi richiamate nella lettera-appello dei genitori degli alunni dell’Istituto “Padre Pio da Pietralcina”,  indirizzata all’assessore regionale Roberto Cifarelli, intendono esprimere la loro contrarietà alla soluzione proposta nella su indicata delibera in quanto pienamente convinti del danno che la legge sul dimensionamento scolastico potrebbe arrecare al territorio in cui la stessa troverebbe applicazione.
In una regione quale la nostra, a forte decremento demografico, appare incongruo legare la sopravvivenza di unità didattiche storiche, divenute altresì punti di riferimento certi per l’intera comunità, a meri dati numerici.
La proposta contenuta nella delibera in argomento e diretta al presidente della Giunta regionale e all’assessore competente, consisterebbe nell’aggregare la scuola primaria “A. Gramsci” via Monreale di Marconia di Pisticci (che conta attualmente 229 iscritti e che fa parte dell’Istituto Comprensivo “Quinto Orazio Flacco”), all’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietralcina”, con la precisazione che “la soluzione prospettata sarebbe la meno impattante sugli allievi dal punto di vista didattico”.
Nella delibera, dunque, si ammette implicitamente che la soluzione proposta non avrebbe un impatto positivo sul territorio.
I sottoscrittori della presente ribadiscono, pertanto, il loro totale disaccordo con quanto esposto nella delibera in oggetto giacché si propone una “non soluzione” a un problema che sarebbe solo rinviato; ciò lo si evince chiaramente dai dati riportati in materia di decremento (ormai strutturale) della popolazione scolastica di Pisticci, decremento che interessa anche la frazione di Marconia di Pisticci.
Ci si interroga su quali soluzioni potranno essere ancora adottate in presenza di una ulteriore riduzione del numero di studenti iscritti presso l’unità didattica di Pisticci.
 Non si comprendono, perciò, i motivi per cui eventuali deficienze della legge debbano essere subite dalla popolazione scolastica e per quale ragione si utilizzino artifizi numerici per contrastare lo spirito stesso della legge che pone alla base il risparmio di spesa anteponendolo ai principi della buona formazione didattica e al funzionamento dei presìdi scolastici.
Se la legge non va bene si abbia il coraggio di cambiarla!
Si dica che il diritto allo studio è prioritario rispetto a un modesto risparmio.
Si dica che la Scuola pubblica va potenziata.
Si dica che ogni edificio scolastico chiuso è una sconfitta per le istituzioni democratiche.
Si gridi con forza che il territorio lucano, quello pisticcese in particolare, ha già subito molte di queste sconfitte e che altre non sono più accettabili.
Se la reggenza è una malaugurata soluzione in caso di unità scolastiche con numero di alunni inferiore ai 600, se è interpretata come un ostacolo al buon funzionamento di un presidio scolastico, è l’istituto della reggenza che bisogna combattere.
Si è pronti a sostenere chiunque abbia il coraggio di schierarsi contro una legge che antepone piccoli risparmi alla qualità della formazione e alla tranquillità di alunni, famiglie e insegnanti che, a cadenza triennale, devono fare i conti con fantasiose alchimie numeriche finalizzate non già alla soluzione reale di un problema ma solo a procrastinarlo nel tempo in assenza di una minima visione di prospettiva.
Svolgano finalmente il loro ruolo le forze politiche e le organizzazioni sindacali affinché si cambi una norma che si prova continuamente ad aggirare.
La si smetta di richiamare, a sostegno dello smembramento delle scuole  di Marconia, non meglio precisati motivi di unità territoriale tra due comunità.
Non si capisce, infatti, il perché una dirigenza in meno andrebbe a minare tale unità mentre la stessa sarebbe salvaguardata con una soluzione sciagurata e solo parziale che andrebbe a minare l’unità di presìdi storici della stessa comunità.
Non si capisce quali sarebbero le ricadute negative sull’intera popolazione.
Non si capisce come lo smembramento proposto continuerebbe ad “assicurare la dirigenza dei due Istituti Comprensivi, che negli anni hanno garantito un’offerta formativa variegata ed adeguata alle peculiarità di un territorio vasto e caratterizzato da due grandi centri urbani differenti tra loro per caratteristiche sociali e demografiche”, come scrivono i genitori degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietralcina” nella loro lettera.
Ci pare azzardato subordinare l’esistenza, temporanea, della dirigenza (solo la dirigenza) di un presìdio al depauperamento di un altro, in nome di una variegata offerta formativa.
Se, come tutti gli indicatori fanno pensare, il decremento della popolazione dovesse continuare, l’unica soluzione sarebbe quella di spostare nominalmente i presìdi di Marconia a Pisticci centro?
Il processo, già avviato con l’annessione all’I.C. “Padre Pio da Pietralcina” della Scuola dell’Infanzia “Rodari” di Marconia, dovrebbe continuare adesso con la scuola primaria di via Monreale? E con un’altra scuola la prossima volta? L’eventualità di cedere al Pietralcina il plesso di via Monreale priverebbe il Flacco di ampi spazi, interni ed esterni, con la conseguente impossibilità di svolgere importanti e fondamentali attività didattiche e non, che non si potrebbero svolgere né nell’edificio “San Giovanni Bosco”, date le conclamate limitazioni strutturali, né nel plesso della scuola media, data la sua conformazione. 
Ci si chiede quale obiettivo sarebbe raggiunto se l’idea perorata dal sindaco di Pisticci andasse in porto. Avremo salvato la dirigenza di Pisticci e sacrificato tutto il resto. Allora non ci sarebbe più offerta formativa variegata, non ci sarebbero due dirigenze, forse neanche due entità scolastiche, e probabilmente neanche una unità territoriale. Ci sarebbero le scuole a Marconia e la dirigenza a Pisticci.
Non entriamo nel merito dell’offerta formativa dei vari Istituti sia per rispetto del lavoro svolto da ognuno di essi, sia perché riteniamo sarebbe difficile stilare una classifica dei meriti basata su una sterile elencazione che, siamo convinti, ogni presidio scolastico potrebbe produrre.
Auspichiamo, quindi, l’autorevole intervento delle istanze in indirizzo, a tutela dell’integrità dell’istituto Comprensivo “Quinto Orazio Flacco” di Marconia e per l’individuazione di una soluzione di prospettiva a salvaguardia dell’intero sistema scolastico della Regione Basilicata, più di altre, esposta all’accennato decremento demografico.
I docenti dell’I .C. Q. Orazio Flacco”

domenica 16 settembre 2018

Dimensionamento scolastico: lettera-appello a Cifarelli dei genitori del Padre Pio di Pisticci


Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo una lettera-appello sottoscritta dai genitori degli alunni del comprensivo Padre Pio da Pietrelcina di Pisticci ed indirizzata all’assessore regionale Roberto Cifarelli.

“Egregio Assessore, Egregio Dottore,
in merito al Piano di dimensionamento scolastico 2018-2021, di cui si è ampiamente discusso negli ultimi mesi, noi genitori dell’Istituto comprensivo “Padre Pio da Pietrelcina”, vorremmo portare alla Vs. cortese attenzione le nostre ragioni e il nostro fondato timore di perdere la presidenza dell’istituto e con essa la continuità di gestione e di stabilità dell’offerta didattica e formativa, che l’attuale assetto garantisce ai nostri figli.
Negli ultimi anni, abbiamo constatato de visu, una progressiva decrescita del numero di alunni del comprensivo, molti amici dei nostri figli sono andati via con le loro famiglie, confermando un trend demografico negativo, per il nostro istituto che nel precedente triennio, è passato da 736 alunni nell’A.S. 2015/2016, a 714 alunni nell’A.S. 2016/2017, a 657 alunni nell’ A.S. 2017/2018, per arrivare ad appena 600 alunni nell’A.S. 2018/2019.
I numeri purtroppo parlano chiaro, la stessa Dirigente Scolastica da noi interpellata, ci ha illustrato, dati alla mano, come già nel luglio 2018 tale numero non corrisponda più a quello effettivo e vi è il forte rischio di perdita dell’autonomia scolastica ove, come è del tutto prevedibile, nell’A.S. 2019/2020, si dovesse scendere al di sotto della soglia minima di 600 alunni prevista per legge per l’assegnazione del Dirigente Scolastico e del Direttore Generale dei Servizi; ciò influirebbe direttamente sulla qualità e sulla continuità dell’offerta formativa che la scuola ha il dovere di fornire ai nostri giovani, come fatto sino ad oggi.
I progetti scolastici che hanno coinvolto i nostri figli negli ultimi anni, sono stati numerosi, questo a riprova dell’eccellenza gestionale raggiunta dall’Istituto, che verrebbe vanificata con la perdita, ipotesi tutt’altro che peregrina, degli organi direttivi.
Maggiori dettagli sugli innumerevoli progetti realizzati e su quelli da realizzare nel prossimo triennio, sono reperibili sul sito internet www.icpisticci.gov.it dell’Istituto: fra i progetti presentati, di notevole importanza, nell’ambito del Piano Nazionale Scuola digitale, è il finanziamento del fondo FERS Regionale “Scuol@ 2.0” riconosciuto al I.C. “Padre Pio da Pietralcina; tale finanziamento consentirà di completare la informatizzazione dell’Istituto e dotare tutte le aule di strumentazione informatica e digitale.
L’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietrelcina, raccogliendo le istanze provenienti dalle famiglie, attraverso il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, ha quindi creato un proprio progetto educativo, organizzativo ed operativo, che ovviamente potrebbe subire uno brusco stop in caso di perdita della dirigenza.
Queste le ragioni per le quali auspichiamo un Vs. intervento, unitamente agli altri organi preposti e nelle sedi opportune, a salvaguardia del nostro Istituto Comprensivo, anche prendendo nella dovuta considerazione, al di fuori di ogni logica politica o partitica, la proposta pervenutaVi in tal senso dalla nostra amministrazione comunale, il cui intento è, e non potrebbe essere diversamente, la salvaguardia delle istituzioni del territorio in funzione delle esigenze dei propri abitanti.
Pertanto, pur non essendo nostra intenzione entrare in conflitto con i genitori di altra parte del nostro territorio, giustamente preoccupati al pari di noi della formazione scolastica dei loro figli, reputiamo inaccettabili i toni esacerbati e non consoni al vivere civile, la disinformazione e gli allarmismi inutili che hanno caratterizzato questa vicenda da alcuni mesi a questa parte.
La popolazione scolastica delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado del territorio di Pisticci conta, infatti, circa 1700 alunni, un numero più che sufficiente per assicurare la dirigenza dei due Istituti Comprensivi, che negli anni hanno garantito un’offerta formativa variegata ed adeguata alle peculiarità di un territorio vasto e caratterizzato da due grandi centri urbani differenti tra loro per caratteristiche sociali e demografiche.
Va evidenziato inoltre, che l’I.C. “Padre Pio da Pietrelcina”, opera già nel centro abitato di Marconia, nel plesso della scuola dell’Infanzia “RodarI2, che conta 162 alunni.
L’accorpamento di tale plesso al nostro istituto, nel precedente piano triennale di ridimensionamento scolastico, ha garantito la continuità didattica del corpo insegnante, senza ingenerare alcuna problematica nei rapporti scuola-famiglia. Il plesso, in linea con la VISION e la MISSION dell’Istituto si è distinto sul territorio di Marconia per l’alta qualità della programmazione e progettualità in un processo di insegnamento-apprendimento di grande pregio ed inclusività. Sempre aperto al dialogo ed alla collaborazione attiva con gli Stakeolder del territorio, ha instaurato una rete di fattiva collaborazione con le varie agenzie socio-educative e formative del territorio e con le famiglie che, hanno dimostrato grande partecipazione ed entusiasmo nella condivisione dell’offerta formativa, garantendo la loro fattiva partecipazione alle attività proposte.
A tutto ciò, va aggiunto l’essenziale ruolo che la scuola con le sue attività extrascolastiche pomeridiane riveste soprattutto per i ragazzi di Pisticci paese, centro urbano che non dispone di altre strutture aggregative tali da offrire a tutti indistintamente occasioni di crescita culturale e promuovere attività sportive, particolarmente importanti per ragazzi in età preadolescenziale.
Tutto ciò verrebbe compromesso, nella malaugurata ipotesi in cui l’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietrelcina” dovesse essere sottoposto alla reggenza del dirigente di un altro istituto collocato in un altro paese a distanza di molti chilometri, o del dirigente del Comprensivo “Q. O. Flacco” che si troverebbe a gestire da solo una popolazione scolastica di oltre 1700 alunni!
E’ evidente che una tale soluzione non consentirebbe al reggente di svolgere il suo ruolo con la stessa efficacia assicurata da un dirigente sempre presente in sede, tutto ciò a discapito del lavoro svolto in questi anni.
Da quanto fin qui prospettato, emerge chiaramente la nostra preoccupazione in merito a tale vicenda, che auspichiamo trovi una soluzione giusta, svincolata da ogni aprioristica presa di posizione ed orientata unicamente a garantire alla popolazione scolastica dell’intero territorio comunale di Pisticci una stabilità duratura, che non vanifichi gli sforzi fino ad ora fatti e consenta di pianificare in maniera certa gli obiettivi dell’offerta formativa da perseguire per il futuro.
Confidando nella Vs. sensibilità in merito ad un argomento così delicato porgiamo i nostri distinti saluti”.
I genitori dell’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietrelcina”
 

mercoledì 17 gennaio 2018

Dimensionamento scolastico: prima "mossa" del sindaco di Craco.


“I genitori di Craco iscrivano i loro figli al padre Pio di Pisticci”. Giuseppe Lacicierchia, sindaco di Craco, lo aveva preannunciato: “Se dovesse passare il piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Provincia di Matera, che prevede l’accorpamento delle scuole di Craco a Montalbano Jonico, attueremo forme di protesta innovative”. Un istante dopo la bocciatura in Consiglio regionale dell’emendamento che chiedeva di mantenere l’attuale assetto scolastico a Pisticci, che, se approvato, avrebbe garantito a Craco di continuare ad essere accorpato al comprensivo pisticcese, il primo cittadino crachese ha invitato coloro che, risiedendo nel centro da lui amministrato devono provvedere alle preiscrizioni per il prossimo anno scolastico, ad iscrivere i propri figli a Pisticci. L’obiettivo è evidente: minare il terreno dalle fondamenta a Montalbano Jonico, che ha voluto l’accorpamento di Craco per non scendere sotto i 600 alunni. “Leggeremo il provvedimento del Consiglio regionale – ha spiegato il sindaco di Craco –, studieremo contenuti e tempi dei ricorsi che si renderanno necessari. Studieremo e organizzeremo le azioni di lotta da intraprendere insieme a Pisticci e Marconia”. Una sorta di fatwa, dunque, contro quel modo di fare politica che garantisce solo chi mostra vicinanza a chi governa. Non si spiegano altrimenti le deroghe approvato in Consiglio per salvare centri come Irsina, Tursi, Salandra e, appunto Montalbano Jonico. Con la conseguenza che, tra i pochi centri danneggiati, ci sono sia Pisticci che Craco. I quali, per intenderci, con la conservazione dello status quo ante non avrebbero avuto problemi in termini numerici. Invece, con l’approvazione dell’emendamento del Pd si è previsto che l’assetto Pisticci-Craco rimanga sì invariato, ma solo se, al termine delle preiscrizioni, Montalbano Jonico non scenda sotto i 600 alunni. Una circostanza ritenuta improbabile dai più. Il sindaco di Pisticci, Viviana Verri ha parlato di “indecente caccia alle streghe in cerca del colpevole di una manovra che, prima la Provincia e poi la Regione, hanno compiuto alle spalle del nostro territorio. Ringrazio il Pd per aver ancora una volta deluso questa terra, che però non dimentica. Adesso è il momento di combattere, tutti, insieme, e senza indulgere a strumentalizzazioni di personaggi in cerca di autore oltre che di ribalta. Appena sarà pubblicato il deliberato valuteremo le azioni da intraprendere”.
Piero Miolla

domenica 14 gennaio 2018

Dimensionamento: non esaminato emendamento su Pisticci presentato da Gianni Rosa

Lo sciopero della scuola contro i furbetti del dimensionamento. Lo ha deciso, per domani alle 9.30, la rappresentanza dei genitori delle scuole del comprensivo Flacco di Marconia, in accordo con il sindaco di Pisticci, Viviana Verri. La data non è casuale: proprio domani, infatti, il Consiglio regionale delibererà in via definitiva sul dimensionamento scolastico e, per evitare che vengano smembrate le scuole del comprensorio di Pisticci e quelle di Craco, gli alunni si asterranno dalle lezioni e, insieme ai loro genitori, manifesteranno pacificamente per far arrivare a Potenza le loro richieste. “Abbiamo deciso di prendere parte ad un raduno simbolico degli alunni delle scuole del territorio – ha spiegato il sindaco Viviana Verri - che, insieme all’Amministrazione, vogliono lanciare un forte segnale al Consiglio regionale, che in quelle ore sarà chiamato a deliberare, perché la volontà del territorio sia rispettata e vengano tutelati i nostri studenti”. Insomma, sale la tensione e la forma di protesta nel comprensorio di Pisticci, per evitare che, come spesso accade, dall’alto si faccia finta di niente per tenere contenti delfini e affini, evitando di riscontrare le istanze dei territori. Sul tema, va ricordato, si dibatte da giorni e, da ultimo, la questione è già approdata a via Anzio, dove sia il sindaco Verri che il primo cittadino di Craco, Giuseppe Lacicerchia, e la rappresentante del consiglio d’istituto del Flacco, Mirna Mastronardi, sono stati auditi: tutti e tre hanno ribadito che, anche in ossequio al deliberato del Consiglio comunale di Pisticci, le scuole di questo comprensorio non devono subire alcun dimensionamento, avendo, peraltro, tutte i numeri per rimanere così come sono. Una posizione fatta propria dal consigliere regionale di Fdi-An, Gianni Rosa, il quale ha presentato un emendamento in quarta commissione, ribadendo, di fatto, la posizione citata. La commissione, però, ha deciso di non discutere gli emendamenti rinviando tutto a domani, quando il Consiglio regionale dovrà mettere il punto alla questione. Il timore, a Pisticci, Marconia e Craco, è che passi l’emendamento proposto dal gruppo del Pd, che prevede che le scuole di Craco restino accorpate al padre Pio di Pisticci a condizione che al termine del periodo di preiscrizioni (che parte il 16 gennaio) per il prossimo anno scolastico, l’utenza di Montalbano Jonico non scenda sotto le 600 unità, circostanza dai più ritenuta complicata. In caso contrario, le scuole di Craco dipenderebbero dal comprensivo di Montalbano Jonico e, di conseguenza, le sezioni D ed E della Flacco di Marconia verrebbero accorpate a Pisticci. 
Piero Miolla 
 

Dimensionamento: parla il dirigente scolastico Anna Di Trani.


Scarsa condivisione e ipotesi di accorpamento impraticabili. Dopo giorni di dibattito, proteste, ripensamenti e illazioni, Anna Di Trani, dirigente scolastico del Flacco di Marconia, l’istituto oggetto di “attenzioni”, ha deciso di parlare. Per fornire la sua versione. C’è stata scarsa condivisione del piano di dimensionamento? “Sì, la Provincia ha fatto una proposta non condivisa o, quantomeno, da parte mia non formalizzata. Inizialmente il sindaco Verri ha dichiarato che bisognava spostare via Monreale. La proposta ha portato a un’insurrezione di docenti e genitori: ho chiesto formalmente un tavolo tecnico comunale per discutere la questione ma c’è stato solo un incontro, voluto da alcuni genitori. E’ bene sapere che in questo tipo di incontri non è possibile fare valutazioni tecniche specifiche”. Successivamente “collegio dei docenti e consiglio d’istituto hanno deliberato che si mantenesse lo status quo: ho inviato la delibera alla Provincia, ribadendo l’impossibilità di spostare Monreale anche al Consiglio comunale aperto, perché questa scuola ha sempre ceduto plessi all’altro comprensivo e, soprattutto, è impossibile allocare la presidenza alla Flacco. Inoltre, si avrebbe un depauperamento di alcune strutture: Monreale, infatti, ha ambienti più nuovi, ampi per fare riunioni, formazione ed altro”. In merito all’incontro del 28 dicembre a Matera, “non siamo stati preventivamente messi al corrente dei contenuti del piano e delle proposte, nei confronti dei quali ho ribadito il mio disappunto. Quando il sindaco Verri ha proposto di spostare le sezioni D ed E della Flacco a Pisticci, ho chiesto un incontro per discuterla, ma non mi è stato concesso. Sono stata accusata di aver venduto la media e di essere bugiarda, ma la proposta di accorpare le due classi non è partita da me. La scuola non si tocca: non si può tutelare solo una parte del territorio e gli alunni non sono pacchi postali”. 
Piero Miolla 

venerdì 12 gennaio 2018

Lunedì 15 gennaio a Marconia sciopero degli studenti contro il dimensionamento scolastico. La posizione di Mirna Mastronardi

La rappresentanza di genitori di tutte le scuole del comprensivo Quinto Orazio Flacco, in accordo con il Sindaco Viviana Verri, ha stabilito che lunedì 15 gennaio (giorno in cui il consiglio regionale, a Potenza, delibererà sul dimensionamento scolastico) tutti gli alunni si asterranno dalle lezioni e insieme ai loro genitori manifesteranno pacificamente, per far arrivare a Potenza le loro richieste.
L'appuntamento è davanti alle scuole, al normale orario di entrata, per poi incontrarsi tutti insieme in piazza Elettra alle ore 9:30. 
Piero Miolla
Per guardare il video clicca QUI https://youtu.be/L5xurdYOUSM

domenica 7 gennaio 2018

Dimensionamento scolastico: nuova iniziativa del sindaco di Craco.

“No alla separazione della scuola dell’obbligo di Craco dall’istituto padre Pio da Pietrelcina di Pisticci”. E’ questo l’oggetto dell’assemblea cittadina convocata per domani alle 11 dal sindaco di Craco, Giuseppe Lacicerchia, nella sala consiliare del municipio crachese, a Peschiera. “Ho voluto organizzare questa assemblea pubblica per ribadire il nostro diniego e disaccordo all’’ipotesi di un trasferimento che non ci piace, perché contrario a ogni logica”, ha spiegato il primo cittadino del cosiddetto paese fantasma. “Ho invitato a partecipare anche la dirigente scolastica del comprensivo di Pisticci, Cristalla Mezzapesa, insieme a cittadini, genitori e insegnanti perché dobbiamo gridare forte il nostro disappunto per quanto sta avvenendo”, ha concluso Laicerchia. Sul tema del dimensionamento scolastico, va ricordato, in questi giorni si gioca una partita molto importante per l’assetto scolastico di numerosi centri della provincia di Matera, Pisticci e Craco compresi. Proprio questi due centri, il più grande e, probabilmente, il più piccolo, rischiano di uscire penalizzati da quella che qualcuno ha giustamente definito come una vera e propria partita a Risiko sulla pelle degli studenti, che una certa politica sta tentando di giocare per assecondare mire “geoscolastiche” di taluni sindaci. Da questa partita, Craco risulterebbe accorpato a Montalbano Jonico, comune che avrebbe comunque i numeri (almeno 600 alunni) per mantenere l’autonomia del proprio plesso anche senza questa annessione, mentre Pisticci, perdendo Craco, sarebbe costretta ad “acquistare” il plesso di via Monreale a Marconia, attualmente accorpato alla Flacco del centro jonico. Una soluzione che non piace ai genitori di Marconia, che, non a caso, hanno annunciato la propria presenza copiosa a Craco.
Piero Miolla
 

venerdì 5 gennaio 2018

Dimensionamento scolastico: in Basilicata si gioca a Risiko.


Nessuna modifica all’assetto scolastico del territorio. Anzi, no. 
Semplificando, è questa la situazione che si respira attualmente nel centro basentano su un tema tanto delicato, quanto, purtroppo, sempre più spesso oggetto di speculazioni e pretese di espansione “geoscolastica”. Per certi versi sembra quasi che qualcuno stia giocando a Risiko con l’avallo delle istituzioni lucane, probabilmente approfittando della (grave) indecisione altrui. 
Il tema è noto: da un lato c’è Pisticci, comune con circa 18mila abitanti che, nel piano adottato dalla Provincia di Matera (ed in attesa di essere visionato dalla Regione Basilicata), dovrebbe perdere le scuole di Craco, non si sa bene perché annesse a quelle di Montalbano Jonico, anche se il centro del sindaco Piero Marrese avrebbe comunque i numeri per mantenere lo stato attuale. 
In questo tourbillon di visioni “geoscolastiche”, dove ciascuno cerca di garantirsi la sua (o le sue) dirigenze in un’ottica di mera espansione, senza, probabilmente, considerare l’interesse degli alunni, il centro penalizzato sarebbe proprio il più grande. Pisticci, appunto. Insieme a Craco. Il cui sindaco, Pino Lacicerchia, non ha mai nascosto di osteggiare l’annessione a Montalbano Jonico, essendo le scuole del suo comune parte integrante del padre Pio di Pisticci: una soluzione, questa, che garantirebbe continuità anche logistica a docenti e alunni. E allora? 
Ricordando che tra qualche mese si vota e, si sa, alcuni partiti devono tenere buoni i propri riferimenti territoriali (in tale alveo si collocano talune ipotesi bizzarre, come quella di far improvvisamente diventare montani comuni che non lo sono), va anche dato atto di una certa idea di indecisione che l’Amministrazione comunale di Pisticci ha trasmesso. Il sindaco Viviana Verri, infatti, è passata dalla paventata soluzione dello spostamento del plesso di via Monreale, a Marconia, per annetterlo al padre Pio di Pisticci, al “non si tocca niente e tutto rimane così com’è”, complice una delibera assunta all’unanimità dal Consiglio comunale. 
Nelle more, però, c’è stata la veemente reazione di genitori e docenti di Marconia, che hanno chiesto chiarimenti sulla posizione dell’Amministrazione pisticcese. Da ultimo, il sindaco Verri ha ricevuto mandato di perorare in sede regionale la posizione più logica: le cose, a Pisticci, devono rimanere come sono, con buona pace delle mire “imperialiste” di alcuni municipi. La risposta, purtroppo, sembra già scritta. 
LE CRITICHE ALLA VERRI.
Dalla Lista dei Cittadini ai docenti della scuola media “Flacco” di Marconia, passando per il Tavolo Verde Basilicata per giungere, udite udite, addirittura a Noi con Salvini. Non sono giorni facili per il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, che sul tema del dimensionamento scolastico deve fronteggiare numerose critiche Il nocciolo della questione sarebbe il suo atteggiamento ondivago: questo le rinfacciano genitori e alcuni docenti, in primis. Anche le forze politiche, però, hanno incentrato le critiche sullo stesso punto. La Lista dei Cittadini non ha esitato a parlare di “pastrocchio dell’Amministrazione comunale di Pisticci: per l’ennesima volta nel giro di un mese Verri smentisce sé stessa”, mentre Noi Con Salvini, da ultimo, ha parlato di “dimensionamento scolastico ingiustificato e non rispettoso nei confronti degli alunni del territorio di Pisticci”
Piero Miolla

domenica 3 dicembre 2017

Dimensionamento scolastico: messaggio per il sindaco Verri.


“No ad un dimensionamento scolastico ingiustificato e non rispettoso degli alunni di questo territorio”. Il messaggio arriva da Marconia, al termine dell’incontro che si è tenuto nel salone parrocchiale, durante il quale insegnanti e genitori delle scuole primarie di Marconia si sono confrontati sul tema del dimensionamento scolastico in vista delle importanti scadenze che decreteranno il futuro del comprensivo Flacco. Il tutto, anche alla luce dell’indiscrezione secondo cui il Comune di Pisticci avrebbe proposto l’accorpamento della primaria di via Monreale al comprensivo padre Pio di Pisticci. “Una proposta – recita una nota diffusa dall’assemblea – non comprensibile alla prova dei numeri, che non vedrebbero nessuno dei due comprensivi in condizioni di criticità. Il tema reale è rappresentato dalla volontà di taluni amministratori di altri territori di salvaguardare le proprie direzioni scolastiche annettendo ai propri istituti gli alunni di Craco”, oggi parte del padre Pio di Pisticci e che, in caso “di infelice spostamento, porterebbero i numeri del comprensivo pisticcese a calare. Proposta contro la quale ha già assunto netta posizione il sindaco di Craco. Se i due istituti di Pisticci e Marconia hanno i numeri per mantenere le direzioni didattiche, salvaguardare i posti di lavoro e garantire una continuità didattica agli alunni, perché il Flacco di Marconia dovrebbe perdere un istituto, facendo subire ai propri alunni un vero terremoto?” E’ questa la domanda che l’intera assemblea ha rivolto a Comune di Pisticci, Provincia di Matera e Regione Basilicata, rivendicando il “diritto alla dignità degli alunni che non possono essere trattati come oggetti, da spostare, posizionare e riposizionare in base a quale amministratore faccia la voce più grossa. L’assemblea di genitori e insegnanti ha poi approvato all’unanimità un documento nel quale si chiede a Regione, Provincia e Comune di Pisticci di prendere atto della “volontà unanime dell’assemblea di tutelare gli istituti comprensivi di Pisticci e Marconia, mantenendoli esattamente nel loro assetto attuale”. All’assemblea hanno partecipato anche alunni e genitori degli istituti superiori di Marconia, che, a loro volta, hanno chiesto l’istituzione a Marconia di un polo agrituristico-alimentare.
Piero Miolla

giovedì 30 novembre 2017

Scontro durissimo Craco-Montalbano Jonico sulla scuola.

“E’ inaccettabile l’ipotesi dell’accorpamento delle nostre scuole dell’obbligo a quelle di Montalbano Jonico: se dovesse essere confermata ci opporremo fermamente”. Non è piaciuta al sindaco di Craco, Giuseppe Lacicerchia, l’indiscrezione circolata nelle ultime ore che avvalorerebbe un distacco delle scuole crachesi dalla storica sede di Pisticci (da tempo, infatti, sono accorpate al comprensivo padre pio da Pietrelcina) a quella di Montalbano Jonico. Al momento, infatti, si tratta solo di voci, visto che lo stesso Lacicerchia ha tenuto a precisare per correttezza che “abbiamo solo notizie del tutto informali di una presunta proposta in tal senso del Comune di Montalbano Jonico”. In attese di conferme o di smentite, però, il primo cittadino di Craco è andato giù duro. “Ciò detto, ci opponiamo fermamente a questa ipotesi. Peraltro, risulta inaccettabile l’atteggiamento avuto dal sindaco di Montalbano Jonico, Piero Marrese, che con molta arroganza ha indicato tale ipotesi solo per dare risposte alla sua comunità: la sua priorità, infatti, è quella di dare risposte ai concittadini ma, di solito, in tali casi si collabora e si discute anche di eventuali proposte. E’ dunque evidente che da parte nostra sia inaccettabile che un altro sindaco proponga a Provincia e Regione di inserire la scuola dell’obbligo di Craco nel proprio Comune solo per dare risposte alla sua comunità, nell’ottica di soddisfare l’esigenza di mantenere una funzione di tipo burocratico-amministrativa. E’ evidente che i cittadini di Montalbano Jonico non hanno alcuna utilità da questo accorpamento e, men che meno, quelli di Craco. C’è una storica e consolidata collaborazione con la scuola di Pisticci che, se dovesse venire a mancare, integrerebbe un danno per Craco. Agiremo con tutte le forme di lotta necessarie che questa vicenda ci porterà a mettere in campo”, ha concluso Lacicerchia. Marrese ha parzialmente smentito l’ipotesi, ricordando che “che ci sono state interlocuzioni con la Provincia di Matera alle quali, pur essendo stato invitato, Lacicerchia non ha partecipato. Se lo avesse fatto avrebbe appreso che la nostra proposta è quella di accorpare Tursi, sempre e solo nell’ottica della tutela degli interessi degli studenti e dei docenti. E’ chiaro che, laddove se ne dovesse ravvisare la necessità, ci faremmo comunque trovare pronti anche a interloquire con Craco per corroborare l’ipotesi accorpamento, sempre ciascuno nel rispetto del proprio ruolo”.
Piero Miolla


domenica 26 novembre 2017

No al polo agroalimentare di Marconia.


PIERO MIOLLA
Sì all’accorpamento della primaria Monreale di Marconia al comprensivo Padre Pio da Pietrelcina di Pisticci, no al polo agroalimentare-agrario a Marconia che metterebbe a rischio l’autonomia del comprensivo Fortunato, non garantendo neanche quella del neonato polo. Sono le linee di indirizzo che l’Amministrazione comunale di Pisticci, guidata dal sindaco Viviana Verri, formalizzerà alla Provincia di Matera in merito al dimensionamento scolastico per il triennio 2018-21. I motivi della scelta sono stati spiegati dallo stesso sindaco. “Alla luce delle linee guida della Regione, intendiamo preservare la stabilità dell’offerta scolastica del territorio scongiurando che il comprensivo Padre Pio da Pietrelcina, a causa della costante riduzione della popolazione scolastica, vada incontro ad ulteriori decrementi che condurrebbero a numeri inferiori alla soglia dei 600 alunni, rendendo necessaria l’aggregazione ad altri istituti. La soluzione individuata è quella di assegnare al comprensivo di Pisticci la primaria Monreale di Marconia che, attualmente, conta 229 iscritti, i quali porterebbero ad un numero complessivo di 886 studenti, mentre il comprensivo Flacco di Marconia continuerebbe ad avere 816 allievi. Tale soluzione preserverebbe il numero attuale delle presidenze nel terzo comune lucano, senza compromettere la qualità dell’offerta formativa e la continuità del rapporto tra insegnanti e studenti”. C’è, poi, la questione delle scuole di secondo grado, per le quali nei giorni scorsi c’erano state proposte e addirittura una petizione per perorare la causa del polo agroalimentare-agrario formato da Alberghiero e Agrario, mentre a Pisticci sarebbe rimasto un polo tecnico-liceale formato dal Liceo Classico e dall’Istituto Tecnico. “Pur avendo valutato la bontà di questa proposta – ha spiegato la Verri - non riteniamo sostenibile la divisione del Fortunato in quanto il numero di iscritti, attualmente pari a circa 900 alunni, non rispetterebbe quanto previsto dalle linee guida regionali e metterebbe a rischio le autonomie dei due istituti. L’Amministrazione comunale ritiene di dover preservare l’unitarietà del Fortunato quale realtà stabile ed affermata del territorio, evitando ogni ipotesi di smembramento. Ci auguriamo che l’indirizzo individuato venga sposato dalla Provincia di Matera e dalla Regione, affinché l’offerta scolastica del Comune di Pisticci non subisca alcun depotenziamento”, ha concluso il primo cittadino.
Immediata la risposta di Pietro Raucci, presidente regionale dell’Associazione Nazionale dei Direttori dei Servizi “C’è il rischio che, ancora una volta, vengano soffocate e mortificate le potenzialità di Marconia. Questa volta sindaco e Giunta hanno preso a cuore il problema – ha dichiarato Raucci - facendo una proposta formale in tempo utile”, ma aggregare il plesso Monreale a Pisticci, rischia di “soffocare le potenzialità di Marconia: i servizi che si possono conservare a Pisticci vanno conservati, ma senza sopprimere o indebolire quelli di Marconia perché i deficit numerici di Pisticci non si possono colmare sottraendo i servizi a Marconia. Sulle superiori, invece, Raucci ha sostenuto: “Perché per mantenere ad ogni costo lo status quo a Pisticci dobbiamo indebolire, mettere a rischio e mortificare Marconia?”.